Il Tibet è da decenni una terra occupata dalla Cina, le violazioni dei diritti umani sono all'ordine del giorno.
Dal 10 marzo i Tibetani hanno rialzato la voce, con grandi manifestazioni pacifiche, per protestare contro il governo cinese centrale e chiedere rispetto per i diritti umani e autodeterminazione per il loro popolo. E'la più grande sollevazione dal 1959, anno in cui la rivolta tibetana fu repressa nel sangue e il Dalai Lama fu costretto a fuggire.
Anche questa volta la Cina ha risposto con la violenza. Nel mondo si alzano timide voci di protesta... l'UE, gli USA esprimono rammarico e chiedono alla Cina di rispettare i diritti umani. Ma non osano fare di più. Dal Vaticano finora non arrivano dichiarazioni, il Papa è troppo occupato ad intromettersi nella politica di casa nostra. E proprio qualche giorno fa gli Stati Uniti avevano tolto la Cina dalla lista nera dei nemici violatori di diritti umani.....gli interessi economici e politici, di fronte alla recessione già cominciata negli States e all'irrefrenabile scalata cinese che minaccia lo standard di vita e il benessere dell'Occidente, sono più importanti del rispetto dei diritti umani. Le Olimpiadi, sbandierate come i giochi della pace e della fraternità universale, sono più importanti dei diritti umani.
Beppe Grillo sul suo sito (www.beppegrillo.it) scrive "(..) Il buddismo non è una religione di conquista, non ha causato stragi secolari come le religioni monoteiste. Il buddista può essere ucciso, ma non uccide. Il governo cinese minaccia nuove stragi se i tibetani non cesseranno le manifestazioni entro lunedì. Li minaccia a casa loro, in una nazione occupata. Minaccia un popolo costretto in gran parte all’esilio. Di cui ha distrutto i monasteri. Di cui vorrebbe cancellare l’identità con una immigrazione selvaggia. I tibetani sono uno dei popoli più pacifici della terra. Da decine di anni è in atto nei loro confronti un piccolo olocausto dagli occhi a mandorla, ma l’Occidente volta sempre la testa dall’altra parte. Pecunia WTO non olet. Né Valium, né lo psiconano hanno voluto ricevere il Dalai Lama in visita in Italia lo scorso autunno. E’ stato trattato come un paria, prima gli affari, poi i diritti civili. I nostri grandi statisti: la vergogna internazionale d’Italia." Beppe chiede che gli atleti italiani rinuncino alle olimpiadi bagnate dal sangue: "Per ogni finale olimpica, per ogni premiazione ci sarà il ricordo di un tibetano assassinato e di una Nazione stuprata sotto gli occhi indifferenti del mondo."
Dubito che i potenti della terra decideranno di boicottare ufficilamente i giochi olimpici. La speranza è che singoli atleti prendano questa decisione, non sarebbe determinante ma sarebbe un segnale. Tutti noi dovremmo lanciare questo segnale: gli atleti decidendo di non gareggiare, noi cittadini "normali" lasciando spenta la Tv quando trasmetteranno le gare, boicottando i prodotti delle multinazionali e delle imprese che sponsorizzano il grande evento, chiedendo all'ONU, all'UE di condannare fermamente (e non esprimere solo rammarico) la politica della Cina nei confronti del popolo tibetano. L'attentato alla Scuola Rabbinica a Gerusalemme avvenuti qualche giorno fa e costato la vita a 8 studenti ha avuto più condanne e risonanza (gli attacchi israeliani nella striscia di Gaza che hanno caustao decine e decine di morti ne hanno ricevute molto meno...). All'indomani delle Torri Gemelle mezzo mondo s'è svegliato urlando "Siamo tutti americani". Il popolo tibetano è da 50 anni che soffre l'occupazione e la violenza cinese e l'indifferenza internazionale. Da sempre, è evidente che ci sono cittadini di serie A e di serie B ( e di serie C, serie D....)....
Si sa come gira il mondo ma forse non è troppo tardi per alimentare un vento che soffi forte facendogli cambiare direzione. Ma dipende da noi.
Suna
Per approfondire la questione del Tibet segnalo alcuni siti:
http://www.italiatibet.org/ sito dell'Associazione Italia-Tibet
http://www.savetibet.org/ sito de International Campaign for Tibet
http://cobop.free.fr/spip.php?rubrique10 sito del gruppo per il boicottaggio di Pechino 2008
http://www.tibetinfonet.net/ sito di notizie sul Tibet
http://www.tibetnetwork.org/ sito dell'International Tibet Support Network
http://tchrd.org/ sito del Tibetan Centre for Human Rights and Democracy
http://www.amnesty.it/home/index.html sito di Amnesty International
Un articolo da www.peacereporter.it
Cina - 15.3.2008
Continuano le proteste in Tibet. Per i monaci, i morti negli scontri sarebbero centinaia
E' l'agenzia Nuova Cina, voce ufficiale del governo di Pechino, ad ammettere per prima che morti ci sono stati, durante gli scontri degli ultimi giorni: "Più di una decina". Ma l'agenzia attribuisce la responsabilità delle morti ai dimostranti. "Sono stati bruciati vivi - racconta l'agenzia - all'interno dei negozi saccheggiati". Tra i morti, infatti sarebbero numerosi i gestori dei negozi dati alle fiamme, e almeno due lavoratori di un albergo anch'esso attaccato dai dimostranti.
Di tutt'altro verso la versione che arriva dal nord dell'India, dove il lgoverno in esilio del Tibet ha la sua sede: "I morti sono centinaia, e le strade sono piene dei cadaveri dei dimostranti su cui la polizia cinese e le forze speciali hanno aperto il fuoco".
Nonostante questo, dicono i monaci che da giorni guidano le proteste, la marcia verso il Tibet continuerà. "Le proteste coraggiose dei tibetani in Tibet - dice Chime Youngdrung, presidente del partito nazionale democratico del Tibet - ci hanno reso ancor più determinati nel voler continuare questa marcia e portarla a termine. Poichè siamo testimoni di una escalation di violenze da parte del governo cinese a Lhasa, crediamo che sia importante per noi ritornare a casa per riunirci con i nostri fratelli e sorelle che stanno combattendo per sopravvivere sotto l'occupazione cinese".
Dal Dalai Lama, un appello alle autorità cinesi per il dialogo e alle autorità internazionali per una inchiesta super-partes: "Queste proteste - ha sottolineato la guida spirituale tibetana - sono una manifestazione del radicato risentimento del popolo tibetano sotto l'attuale governo. Mi appello ai dirigenti cinesi perché smettano di usare la forza e affrontino tale risentimento attraverso il dialogo con il popolo tibetano. Come ho sempre detto, l'unità e la stabilità ottenuti dalla violenza bruta possono al massimo essere una soluzione temporanea. E' irrealistico aspettarsi unità e stabilità sotto un simile governo e questo non contribuirà a trovare una soluzione pacifica e durevole".
Notizie confuse e contraddittorie continuano ad arrivare dal Tibet, come sempre accade quando le voci devono filtrare attraverso le maglie di una pesantissima censura come quella imposta dal governo cinese.
Quel che è certo, è che la strategia di Pechino nell'affrontare le rivolte popolari è cambiata. Nello Xingjiang, la regione ai confini con l'Afghanistan dove a ribellarsi è la popolazione musulmana, si utilizzano gli idranti per sedare le proteste. In una zona dove la temperatura può arrivare a 12-15 gradi sotto lo zero la folla vinene circondata, inzuppata e lasciata congelare in strada in modo da attribuire i decessi alle rigide temperature, in Tibet si spara ad alzo zero per le strade.
Proprio nei giorni in cui, da Washington, la Cina viene depennata dalla lista nera dei paesi che violano gravemente i diritti umani.
Maso Notarianni
domenica 16 marzo 2008
Tibet
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mercoledì 12 marzo 2008
Sulla via del ritorno verso casa..
Sulla via del ritorno...
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| viaggio di rientro |
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Ultimi giorni a Chimal
Ultimi giorni a Chimaltenango con gli amici di Aj Quen, emozioni, sorrisi, lacrime..
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| ultimi giorni Chimal |
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Adios Nebaj..
Lasciando Nebaj per l'ultima volta...
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| viaggio Nebaj-Chim |
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Corsi di formazione con i gruppi
Foto dai talleres di Fundamaya...ultimi giorni di lavoro...
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| talleres |
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Festa di despedida..
La festa di despedida da Nebaj per Eric, Manu ed la sottoscritta....il 2 febbraio 2008 a casa di Manu e Nadia...
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Gita al lago Atitlan..
Ecco una serie infinita di foto del lago Atitlan.... un piccolo paradiso...
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| Atitlan |
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sabato 8 marzo 2008
Il corso di "sviluppo di nuovi prodotti" con Aj Quen
Ed ora le foto del corso "sviluppo di nuovi prodotti" tenuto da Chepe di Aj Quen nel Centro Vipatna'- Chajul con i gruppi di donne coinvolte nel progetto di artigianato e commercializzazione di Fundamaya/MLAL...
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| Corso Sviluppo Nuovi Prodotti-A |
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Visita a Comalapa
L'ultima visita alla famiglia di Yanet a Comalapa
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| Comalapa |
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Gita alla cascata di Chichel
Le foto della gita alla cascata di Chichel (vicino a Cotzal) con la mara di Nebaj quasi al completo in un bellissimo sabato di sole.
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| chichel |
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Fine settimana a Chimal
Un nuovo fine settimana di gennaio a Chimaltenango e poi le foto del compleanno di Manuela a Nebaj...
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| w-e Chimal |
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Inizia il corso di "sastreria"
E finalmente è iniziato il corso di macchina da cucire con il mitico sastre guerrillero Don Zapeta alle prese con una decina di donne delle comunità di Nebaj, Chajul e Cotzal.
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| taller maquina de coser-ener |
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Celebrazioni per l'alcaldia indigena a Chajul, 6 gennaio 2007
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Dal 19 al 31 gennaio 2008
La fine settimana del 19 gennaio sono scesa a Chimaltenango, sono stata da Yanet a Comalapa. Dato che aveva iniziato a lavorare nella capitale, ho pensato di approfittare di un week-end libero per andare a salutare lei e la sua famiglia nel caso non fossi arrivata a salutarla prima della partenza. I piccolo Jose' e Diego erano i più felici di vedermi ma in realtà tutta la famiglia mi accoglie sempre con grande entusiasmo e affetto. Poi ovviamente ho fatto un salto dai companeros in Aj Quen e il lunedi sono rimasta a dormire a Chimal, per poi alle 5 del mattino del martedi svegliarmi e andare fino all'areoporto nella capitale per accogliere Gioia in arrivo dall'Europa. Lungo il tragitto mi sono incontrata con leonel che gentilmente mi ha accompagnato fino all'areoporto dato che da sola probabilmente mi sarei persa. Siamo arrivati a una buon ora, Gioia ci aspettva fuori ma era atterrata da poco. Abbracci e saluti e poi via a fare colazione. Dopo aver mangiato, tra l'altro molto bene, abbiamo preso il bus di ritorno. Leo s'è fermato a Sumpango, mentre noi abbiamo proseguito fino a Chimal, in Aj Quen. Qui dopo le presentazioni, abbiamo pranzato con i ragazzi e poi siamo partiti, Gioia, Chepe ed io alla volta di Nebaj. Povera Gioia, dopo quasi un giorno di aereo e il fuso orario, l'ho costretta a fare 5 ore di camioneta... per di più con quelli della Quichelense che sono dei pazzi fuoriosi. Chepe è venuto con noi perché l'indomani sarebbe inziato il corso di sviluppo nuovi prodotti con i gruppi di Fundamaya. E' stato lui il designato, peccato per Carlos che ci teneva tanto (e pure io). Siamo arrivati a Nebaj stanchissimi, soprattutto Gioia. Per fortuna abbiamo trovato la cena fatta, Adele-la morosa di Simone-ci aveva pensato. Dopo cena ho riaccmpagnato Chepe in hotel e poi subito a nanna, la stanchezza era davvero tanta.
Il giorno dopo in piedi quasi all'alba perché iniziava il corso di sviluppo di nuovi prodotti e dovevamo andare a Chajul al Centro Vipatnà che veniva inaugurato con il primo corso di formazione. Con Simone e Chepe ci siamo recati a Chajul raggiungendo Elena, Catarina e le signore dei gruppi. Erano presenti circa 35 partecipanti. Il corso è andato davvero bene, Chepe è stato un grande; Jorge Mario aveva preparato una presentazione in pwer point fantastica ma estremamente difficile da capire perché aveva usato un linguaggio piuttosto complicato. Chepe, abituato in Aj Quen a lavorare con gruppi di donne delle comunità, è riuscito a semplificare i contenuti in maniera che fosse comprensibile a tutte. Poi, i lvori di gruppo sono stati davvero interessanti, le donne dovevano cimentarsi nella ideazione e creazione (su carta) di modelli di prodotti nuovi; mentre il primo giorno hanno fatto fatica e alla fine hanno realizzato modelli di huipiles, cintas, fajas, rebosos ossia tutti prodotti tradizionali tipici dell'area Ixil (tranne una signira che nella sorpresa generale ha realizzato una borsa porta-pannolini per bambini!), il secondo giorno hanno ideato prodotti nuovi inserendoci elementi tradizionali...insomma i contenuti sono passati alla grande!
Nei momenti liberi Chepe si è integrato benissimo con il gruppo; abbiamo realizzato anche una partita di calcetto nel campo di Nebaj assieme a Simone, Cosme, i madrilegni, Diego e altri ragazzi del posto. Ero l'unica donna, me la sono cavata alla grande. Tutti esausti (considerando anche i 2000 metri di quota...) alla fine abbiamo giocato per più di un'ora.
Il venerdi Chepe ha ripreso la via del ritorno. Noi abbiamo deciso di dedicarci un pò al relax approfittando anche del maltempo risceso implacabile su Nebaj. La domenica Gioia, Adele ed io siamo partite alla volta del lago. Abbiamo lasciato Nebaj avvolta nella nebbia e nel freddo siamo arrivate al lago accolte da un sole fantastico. Ci siamo goduti due giorni di relax, di sole e di pasti niente male...in realtà pensavamo solo a mangiare! E' stato divertente ed eravamo proprio contente del clima eccezionale. Abbiamo visitato Pana, Santa Catarina Palopo' e San Pedro attraversando in lancha il lago. La mattina del martedi, da San Pedro abbiamo preso una camioneta in direzione di Chimaltenango facendo tappa a Chaquijya per visitare a Cristina e al suo gruppo. Siamo rimaste un paio d'ore vistando anche il centro dei telai a pedale, purtroppo Adele s'è sentita male e ha fatto un viaggio allucinante fino a Chimal. Noi due ci siamo fermate in Aj Quen mentre Gioia ha proseguito fino alla capitale per andare a prendere la sua amica Consuelo in areoporto. Adele s'è andata a coricare per riprendersi un pò e quando è arrivato Simone da Nebaj hanno preso la strada della capitale anche loro. Io invece mi sono fermata in Aj Quen e ho trascorso tre giorni con i companeros aspettando che Simone e Adele, alle prese con alcuni problemi da risolvere per il progetto, riprendessero la via del ritorno. Senza programmarlo mi sono fatta altri giorni in compagnia di Carlos e degli altri. Venerdi siamo tornati a Nebaj, assieme a Gioia e Consuelo che avevano deciso di partecipare alla festa di despedida per me , Manu ed Eric programmata per il sabato.
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sabato, marzo 08, 2008
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Riprendo il filo del racconto...
Ciao a tutti,
è da un pò che non aggiorno il mio blog, rimasto fermo al 17 di gennaio... Ormai, a quas due mesi di distanza dall'ultimo post pubblicato, sono in Italia, nella mia casetta nella ridente valle del Basso Sarca... Sono rientrata a metà febbraio, domenica 17 per l'esattezza, lasciando a malincuore il Guatemala e i miei amici, vecchi e nuovi. L'ultmimo mese e mezzo tracorso in terra maya è stato pieno di eventi, di piccolo conto ma importanti e piacevoli. Cercherò di fare un riassunto di quello che è successo.
Eravamo rimasti a metà del primo mese dell'anno, iniziato alla grande anche a Nebaj con i corsi di formazione di Fundamaya.
Riprendo quindi il filo del racconto...
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sabato, marzo 08, 2008
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