Il Tibet è da decenni una terra occupata dalla Cina, le violazioni dei diritti umani sono all'ordine del giorno.
Dal 10 marzo i Tibetani hanno rialzato la voce, con grandi manifestazioni pacifiche, per protestare contro il governo cinese centrale e chiedere rispetto per i diritti umani e autodeterminazione per il loro popolo. E'la più grande sollevazione dal 1959, anno in cui la rivolta tibetana fu repressa nel sangue e il Dalai Lama fu costretto a fuggire.
Anche questa volta la Cina ha risposto con la violenza. Nel mondo si alzano timide voci di protesta... l'UE, gli USA esprimono rammarico e chiedono alla Cina di rispettare i diritti umani. Ma non osano fare di più. Dal Vaticano finora non arrivano dichiarazioni, il Papa è troppo occupato ad intromettersi nella politica di casa nostra. E proprio qualche giorno fa gli Stati Uniti avevano tolto la Cina dalla lista nera dei nemici violatori di diritti umani.....gli interessi economici e politici, di fronte alla recessione già cominciata negli States e all'irrefrenabile scalata cinese che minaccia lo standard di vita e il benessere dell'Occidente, sono più importanti del rispetto dei diritti umani. Le Olimpiadi, sbandierate come i giochi della pace e della fraternità universale, sono più importanti dei diritti umani.
Beppe Grillo sul suo sito (www.beppegrillo.it) scrive "(..) Il buddismo non è una religione di conquista, non ha causato stragi secolari come le religioni monoteiste. Il buddista può essere ucciso, ma non uccide. Il governo cinese minaccia nuove stragi se i tibetani non cesseranno le manifestazioni entro lunedì. Li minaccia a casa loro, in una nazione occupata. Minaccia un popolo costretto in gran parte all’esilio. Di cui ha distrutto i monasteri. Di cui vorrebbe cancellare l’identità con una immigrazione selvaggia. I tibetani sono uno dei popoli più pacifici della terra. Da decine di anni è in atto nei loro confronti un piccolo olocausto dagli occhi a mandorla, ma l’Occidente volta sempre la testa dall’altra parte. Pecunia WTO non olet. Né Valium, né lo psiconano hanno voluto ricevere il Dalai Lama in visita in Italia lo scorso autunno. E’ stato trattato come un paria, prima gli affari, poi i diritti civili. I nostri grandi statisti: la vergogna internazionale d’Italia." Beppe chiede che gli atleti italiani rinuncino alle olimpiadi bagnate dal sangue: "Per ogni finale olimpica, per ogni premiazione ci sarà il ricordo di un tibetano assassinato e di una Nazione stuprata sotto gli occhi indifferenti del mondo."
Dubito che i potenti della terra decideranno di boicottare ufficilamente i giochi olimpici. La speranza è che singoli atleti prendano questa decisione, non sarebbe determinante ma sarebbe un segnale. Tutti noi dovremmo lanciare questo segnale: gli atleti decidendo di non gareggiare, noi cittadini "normali" lasciando spenta la Tv quando trasmetteranno le gare, boicottando i prodotti delle multinazionali e delle imprese che sponsorizzano il grande evento, chiedendo all'ONU, all'UE di condannare fermamente (e non esprimere solo rammarico) la politica della Cina nei confronti del popolo tibetano. L'attentato alla Scuola Rabbinica a Gerusalemme avvenuti qualche giorno fa e costato la vita a 8 studenti ha avuto più condanne e risonanza (gli attacchi israeliani nella striscia di Gaza che hanno caustao decine e decine di morti ne hanno ricevute molto meno...). All'indomani delle Torri Gemelle mezzo mondo s'è svegliato urlando "Siamo tutti americani". Il popolo tibetano è da 50 anni che soffre l'occupazione e la violenza cinese e l'indifferenza internazionale. Da sempre, è evidente che ci sono cittadini di serie A e di serie B ( e di serie C, serie D....)....
Si sa come gira il mondo ma forse non è troppo tardi per alimentare un vento che soffi forte facendogli cambiare direzione. Ma dipende da noi.
Suna
Per approfondire la questione del Tibet segnalo alcuni siti:
http://www.italiatibet.org/ sito dell'Associazione Italia-Tibet
http://www.savetibet.org/ sito de International Campaign for Tibet
http://cobop.free.fr/spip.php?rubrique10 sito del gruppo per il boicottaggio di Pechino 2008
http://www.tibetinfonet.net/ sito di notizie sul Tibet
http://www.tibetnetwork.org/ sito dell'International Tibet Support Network
http://tchrd.org/ sito del Tibetan Centre for Human Rights and Democracy
http://www.amnesty.it/home/index.html sito di Amnesty International
Un articolo da www.peacereporter.it
Cina - 15.3.2008
Continuano le proteste in Tibet. Per i monaci, i morti negli scontri sarebbero centinaia
E' l'agenzia Nuova Cina, voce ufficiale del governo di Pechino, ad ammettere per prima che morti ci sono stati, durante gli scontri degli ultimi giorni: "Più di una decina". Ma l'agenzia attribuisce la responsabilità delle morti ai dimostranti. "Sono stati bruciati vivi - racconta l'agenzia - all'interno dei negozi saccheggiati". Tra i morti, infatti sarebbero numerosi i gestori dei negozi dati alle fiamme, e almeno due lavoratori di un albergo anch'esso attaccato dai dimostranti.
Di tutt'altro verso la versione che arriva dal nord dell'India, dove il lgoverno in esilio del Tibet ha la sua sede: "I morti sono centinaia, e le strade sono piene dei cadaveri dei dimostranti su cui la polizia cinese e le forze speciali hanno aperto il fuoco".
Nonostante questo, dicono i monaci che da giorni guidano le proteste, la marcia verso il Tibet continuerà. "Le proteste coraggiose dei tibetani in Tibet - dice Chime Youngdrung, presidente del partito nazionale democratico del Tibet - ci hanno reso ancor più determinati nel voler continuare questa marcia e portarla a termine. Poichè siamo testimoni di una escalation di violenze da parte del governo cinese a Lhasa, crediamo che sia importante per noi ritornare a casa per riunirci con i nostri fratelli e sorelle che stanno combattendo per sopravvivere sotto l'occupazione cinese".
Dal Dalai Lama, un appello alle autorità cinesi per il dialogo e alle autorità internazionali per una inchiesta super-partes: "Queste proteste - ha sottolineato la guida spirituale tibetana - sono una manifestazione del radicato risentimento del popolo tibetano sotto l'attuale governo. Mi appello ai dirigenti cinesi perché smettano di usare la forza e affrontino tale risentimento attraverso il dialogo con il popolo tibetano. Come ho sempre detto, l'unità e la stabilità ottenuti dalla violenza bruta possono al massimo essere una soluzione temporanea. E' irrealistico aspettarsi unità e stabilità sotto un simile governo e questo non contribuirà a trovare una soluzione pacifica e durevole".
Notizie confuse e contraddittorie continuano ad arrivare dal Tibet, come sempre accade quando le voci devono filtrare attraverso le maglie di una pesantissima censura come quella imposta dal governo cinese.
Quel che è certo, è che la strategia di Pechino nell'affrontare le rivolte popolari è cambiata. Nello Xingjiang, la regione ai confini con l'Afghanistan dove a ribellarsi è la popolazione musulmana, si utilizzano gli idranti per sedare le proteste. In una zona dove la temperatura può arrivare a 12-15 gradi sotto lo zero la folla vinene circondata, inzuppata e lasciata congelare in strada in modo da attribuire i decessi alle rigide temperature, in Tibet si spara ad alzo zero per le strade.
Proprio nei giorni in cui, da Washington, la Cina viene depennata dalla lista nera dei paesi che violano gravemente i diritti umani.
Maso Notarianni
domenica 16 marzo 2008
Tibet
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mercoledì 12 marzo 2008
Sulla via del ritorno verso casa..
Sulla via del ritorno...
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| viaggio di rientro |
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Ultimi giorni a Chimal
Ultimi giorni a Chimaltenango con gli amici di Aj Quen, emozioni, sorrisi, lacrime..
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| ultimi giorni Chimal |
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Adios Nebaj..
Lasciando Nebaj per l'ultima volta...
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| viaggio Nebaj-Chim |
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Corsi di formazione con i gruppi
Foto dai talleres di Fundamaya...ultimi giorni di lavoro...
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| talleres |
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Festa di despedida..
La festa di despedida da Nebaj per Eric, Manu ed la sottoscritta....il 2 febbraio 2008 a casa di Manu e Nadia...
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Gita al lago Atitlan..
Ecco una serie infinita di foto del lago Atitlan.... un piccolo paradiso...
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| Atitlan |
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sabato 8 marzo 2008
Il corso di "sviluppo di nuovi prodotti" con Aj Quen
Ed ora le foto del corso "sviluppo di nuovi prodotti" tenuto da Chepe di Aj Quen nel Centro Vipatna'- Chajul con i gruppi di donne coinvolte nel progetto di artigianato e commercializzazione di Fundamaya/MLAL...
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| Corso Sviluppo Nuovi Prodotti-A |
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Visita a Comalapa
L'ultima visita alla famiglia di Yanet a Comalapa
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| Comalapa |
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Gita alla cascata di Chichel
Le foto della gita alla cascata di Chichel (vicino a Cotzal) con la mara di Nebaj quasi al completo in un bellissimo sabato di sole.
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| chichel |
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Fine settimana a Chimal
Un nuovo fine settimana di gennaio a Chimaltenango e poi le foto del compleanno di Manuela a Nebaj...
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| w-e Chimal |
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Inizia il corso di "sastreria"
E finalmente è iniziato il corso di macchina da cucire con il mitico sastre guerrillero Don Zapeta alle prese con una decina di donne delle comunità di Nebaj, Chajul e Cotzal.
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| taller maquina de coser-ener |
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Celebrazioni per l'alcaldia indigena a Chajul, 6 gennaio 2007
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Dal 19 al 31 gennaio 2008
La fine settimana del 19 gennaio sono scesa a Chimaltenango, sono stata da Yanet a Comalapa. Dato che aveva iniziato a lavorare nella capitale, ho pensato di approfittare di un week-end libero per andare a salutare lei e la sua famiglia nel caso non fossi arrivata a salutarla prima della partenza. I piccolo Jose' e Diego erano i più felici di vedermi ma in realtà tutta la famiglia mi accoglie sempre con grande entusiasmo e affetto. Poi ovviamente ho fatto un salto dai companeros in Aj Quen e il lunedi sono rimasta a dormire a Chimal, per poi alle 5 del mattino del martedi svegliarmi e andare fino all'areoporto nella capitale per accogliere Gioia in arrivo dall'Europa. Lungo il tragitto mi sono incontrata con leonel che gentilmente mi ha accompagnato fino all'areoporto dato che da sola probabilmente mi sarei persa. Siamo arrivati a una buon ora, Gioia ci aspettva fuori ma era atterrata da poco. Abbracci e saluti e poi via a fare colazione. Dopo aver mangiato, tra l'altro molto bene, abbiamo preso il bus di ritorno. Leo s'è fermato a Sumpango, mentre noi abbiamo proseguito fino a Chimal, in Aj Quen. Qui dopo le presentazioni, abbiamo pranzato con i ragazzi e poi siamo partiti, Gioia, Chepe ed io alla volta di Nebaj. Povera Gioia, dopo quasi un giorno di aereo e il fuso orario, l'ho costretta a fare 5 ore di camioneta... per di più con quelli della Quichelense che sono dei pazzi fuoriosi. Chepe è venuto con noi perché l'indomani sarebbe inziato il corso di sviluppo nuovi prodotti con i gruppi di Fundamaya. E' stato lui il designato, peccato per Carlos che ci teneva tanto (e pure io). Siamo arrivati a Nebaj stanchissimi, soprattutto Gioia. Per fortuna abbiamo trovato la cena fatta, Adele-la morosa di Simone-ci aveva pensato. Dopo cena ho riaccmpagnato Chepe in hotel e poi subito a nanna, la stanchezza era davvero tanta.
Il giorno dopo in piedi quasi all'alba perché iniziava il corso di sviluppo di nuovi prodotti e dovevamo andare a Chajul al Centro Vipatnà che veniva inaugurato con il primo corso di formazione. Con Simone e Chepe ci siamo recati a Chajul raggiungendo Elena, Catarina e le signore dei gruppi. Erano presenti circa 35 partecipanti. Il corso è andato davvero bene, Chepe è stato un grande; Jorge Mario aveva preparato una presentazione in pwer point fantastica ma estremamente difficile da capire perché aveva usato un linguaggio piuttosto complicato. Chepe, abituato in Aj Quen a lavorare con gruppi di donne delle comunità, è riuscito a semplificare i contenuti in maniera che fosse comprensibile a tutte. Poi, i lvori di gruppo sono stati davvero interessanti, le donne dovevano cimentarsi nella ideazione e creazione (su carta) di modelli di prodotti nuovi; mentre il primo giorno hanno fatto fatica e alla fine hanno realizzato modelli di huipiles, cintas, fajas, rebosos ossia tutti prodotti tradizionali tipici dell'area Ixil (tranne una signira che nella sorpresa generale ha realizzato una borsa porta-pannolini per bambini!), il secondo giorno hanno ideato prodotti nuovi inserendoci elementi tradizionali...insomma i contenuti sono passati alla grande!
Nei momenti liberi Chepe si è integrato benissimo con il gruppo; abbiamo realizzato anche una partita di calcetto nel campo di Nebaj assieme a Simone, Cosme, i madrilegni, Diego e altri ragazzi del posto. Ero l'unica donna, me la sono cavata alla grande. Tutti esausti (considerando anche i 2000 metri di quota...) alla fine abbiamo giocato per più di un'ora.
Il venerdi Chepe ha ripreso la via del ritorno. Noi abbiamo deciso di dedicarci un pò al relax approfittando anche del maltempo risceso implacabile su Nebaj. La domenica Gioia, Adele ed io siamo partite alla volta del lago. Abbiamo lasciato Nebaj avvolta nella nebbia e nel freddo siamo arrivate al lago accolte da un sole fantastico. Ci siamo goduti due giorni di relax, di sole e di pasti niente male...in realtà pensavamo solo a mangiare! E' stato divertente ed eravamo proprio contente del clima eccezionale. Abbiamo visitato Pana, Santa Catarina Palopo' e San Pedro attraversando in lancha il lago. La mattina del martedi, da San Pedro abbiamo preso una camioneta in direzione di Chimaltenango facendo tappa a Chaquijya per visitare a Cristina e al suo gruppo. Siamo rimaste un paio d'ore vistando anche il centro dei telai a pedale, purtroppo Adele s'è sentita male e ha fatto un viaggio allucinante fino a Chimal. Noi due ci siamo fermate in Aj Quen mentre Gioia ha proseguito fino alla capitale per andare a prendere la sua amica Consuelo in areoporto. Adele s'è andata a coricare per riprendersi un pò e quando è arrivato Simone da Nebaj hanno preso la strada della capitale anche loro. Io invece mi sono fermata in Aj Quen e ho trascorso tre giorni con i companeros aspettando che Simone e Adele, alle prese con alcuni problemi da risolvere per il progetto, riprendessero la via del ritorno. Senza programmarlo mi sono fatta altri giorni in compagnia di Carlos e degli altri. Venerdi siamo tornati a Nebaj, assieme a Gioia e Consuelo che avevano deciso di partecipare alla festa di despedida per me , Manu ed Eric programmata per il sabato.
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Riprendo il filo del racconto...
Ciao a tutti,
è da un pò che non aggiorno il mio blog, rimasto fermo al 17 di gennaio... Ormai, a quas due mesi di distanza dall'ultimo post pubblicato, sono in Italia, nella mia casetta nella ridente valle del Basso Sarca... Sono rientrata a metà febbraio, domenica 17 per l'esattezza, lasciando a malincuore il Guatemala e i miei amici, vecchi e nuovi. L'ultmimo mese e mezzo tracorso in terra maya è stato pieno di eventi, di piccolo conto ma importanti e piacevoli. Cercherò di fare un riassunto di quello che è successo.
Eravamo rimasti a metà del primo mese dell'anno, iniziato alla grande anche a Nebaj con i corsi di formazione di Fundamaya.
Riprendo quindi il filo del racconto...
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giovedì 17 gennaio 2008
Dal blog di Beppe Grillo, su Mastella&Co.
Pubblico la lettera che Marco Travaglio ha inviato al blog di Beppe Grillo relativamente alle ultime vicende che hanno coinvolto Mastella, sua moglie, suo suocero e una ventina di altri Mastella boys. In un altro Paese sarebbero costretti ad andarsene, a lasciare i loro incarichi con la testa bassa e vergognarsi. Per di più quest'uomo è ministro della giustizia, in questi mesi la sua preoccupazione maggiore era quella di fare la legge sulle intercettazioni...si capisce bene il motivo. In Italia, il Paese dove i rifiuti diventano un problema di ordine pubblico, queste persone hanno ricevuto solidarietà e sostegno da destra e sinistra.E' una vergogna. RESET. Non ne possiamo più di questi politicanti che pensano solo ai loro interessi, vogliamo dei politici veri, onesti, che facciano il loro lavoro per la res publica, per il bene dei cittadini. Siamo responsabili di ciò che sta aaccadendo perché li abbiamo mandati noi questi individui nei posti di potere. Riprendiamoci la politica, riprendiamoci la storia.
Hanno arrestato l'UDEUR
Ricevo e pubblico una lettera di Marco Travaglio:
"Caro Beppe,
siamo tutti costernati e affranti per quanto sta accadendo al cosiddetto ministro della Giustizia Clemente Mastella e alla sua numerosa famiglia, nonché al suo partito, che poi è la stessa cosa. Costernati, affranti, ma soprattutto increduli per la terribile sorte che sta toccando a tante brave persone. Infatti, oltre alla signora Sandra, presidente del Consiglio regionale della Campania, sono finiti agli arresti il consuocero Carlo Camilleri, già segretario provinciale Udeur; gli assessori regionali campani dell’Udeur Luigi Nocera (Ambiente) e Andrea Abbamonte (Personale); il sindaco di Benevento dell’Udeur, Fausto Pepe, e il capogruppo Udeur alla Regione, Fernando Errico, e il consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro e altri venti amministratori dell’Udeur. In pratica, hanno arrestato l’Udeur (un mese fa era finito ai domiciliari l’unico sottosegretario dell’Udeur, Marco Verzaschi, per lo scandalo delle Asl a Roma, mentre un altro consigliere regionale campano, Angelo Brancaccio, era finito in galera prima dell’estate quando era ancora nei Ds, ma appena uscito di galera era entrato nell’Udeur per meriti penali). Mastella, ancora a piede libero, è indagato a Catanzaro nell’inchiesta "Why Not" avviata da Luigi De Magistris e avocata dal procuratore generale non appena aveva raggiunto Mastella, che intanto non solo non si era dimesso, ma aveva chiesto al Csm di levargli dai piedi De Magistris. S’è dimesso invece oggi, Mastella, ma per qualche minuto appena: poi Prodi gli ha respinto le dimissioni, lasciandolo al suo posto che – pare incredibile – ma è sempre quello di MINISTRO DELLA GIUSTIZIA. La sua signora, invece, non s’è dimessa (a Napoli, di questi tempi, c’è perfino il rischio che le dimissioni di un politico vengano accolte): dunque, par di capire, dirigerà il Consiglio regionale dai domiciliari, cioè dal salotto della villa di Ceppaloni.
Al momento nessuno sa nulla delle accuse che vengono mosse a lei e agli altri 29 arrestati. Ma l’intero Parlamento – con l’eccezione, mi pare, di Di Pietro e dei Comunisti Italiani – s’è stretto intorno al suo uomo più rappresentativo, tributandogli applausi scroscianti e standing ovation mentre insultava i giudici con parole eversive, che sarebbero parse eccessive anche a Craxi, ma non a Berlusconi: insomma la casta (sempre più simile a una cosca) ha già deciso che le accuse - che nessuno conosce - sono infondate e gli arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Un golpetto bianco, anzi nero, nerissimo, in diretta tv.
Nessuno, tranne Alfredo Mantovano di An, s’è domandato come facesse il ministro della Giustizia a sapere che sua moglie sarebbe stata arrestata e a presentarsi a metà mattina alla Camera con un bel discorso scritto, con tanto di citazioni di Fedro: insomma, com’è che gli arresti vengono annunciati ore prima di essere eseguiti? E perché gli arrestandi non sono stati prelevati all’alba, per evitare il rischio che qualcuno si desse alla fuga? Anche stavolta, la fuga di notizie è servita agli indagati, non ai magistrati. E, naturalmente, al cosiddetto ministro.
Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, anziché aprire una pratica a tutela dei giudici aggrediti dal ministro, ha subito assicurato "solidarietà umana" al ministro e ai suoi cari (dobbiamo prepararci al trasferimento dei procuratori e del gip di Santa Maria Capua Vetere, sulla scia di quanto sta accadendo per De Magistris e Forleo?). Il senatore ambidestro Lamberto Dini ha colto l’occasione per denunciare un "fatto sconvolgente: i magistrati se la prendono con le nostre mogli" (la sua, Donatella, avendo fatto fallimento con certe sue società, è stata addirittura condannata a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta, pena interamente indultata grazie anche a Mastella). Insomma, è l’ennesimo attacco ai valori della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio: dopo l'immunità parlamentare, occorre una bella immunità parentale. Come fa osservare la signora Sandra Lonardo in Mastella dai domiciliari, "questo è l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo". Che aspettano a invitarli a parlare alla Sapienza?." Marco Travaglio
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giovedì, gennaio 17, 2008
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Ultimi giorni del 2007 a Chimal
Ecco le foto degli ultimi giorni del 2007 trascorsi a Patzicia, Sumpango e Comalapa. Il capodanno l'ho passato a Comalapa con la numerosa famiglia di Yanet.
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| ultimi scorci 2007 a chimal |
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Presepe in pasta sale con i bambini di Nebaj
Il giorno di Santo Stefano(in Italia perché qui chissà che giorno e comunque non è festa) Amparo ed io ci siamo cimentate assieme ad un gruppo di circa 15 bambini nebacchiensi nella realizzazione di uno splendido (??) presepe in pasta sale...ecco le testimonianze di quest'opera d'arte..
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| taller nacimiento |
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giovedì, gennaio 17, 2008
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Relax natalizio sotto il sole
Relax natalizio sotto il sole di Nebaj (strano ma vero c'è il sole)... non fa una certa impressione pensare al Natale con il caldo?
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| ultimi scorci di 2007 nebacchien |
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Natale a Nebaj
Queste sono le foto del cenone di natale a Nebaj con parte del gruppo Europa. Piatto forte, il chompipe (tacchino) di Cosme.
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| natale a nebaj |
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mercoledì 16 gennaio 2008
Primo episodio nell'anno nuovo
Hola a tod@s
è passato quasi un mese dall'ultima volta che ho scritto, ormai è iniziato il 2008 da due settimane. Spero che l'anno nuovo sia cominciato per tutti voi nel migliore dei modi. Riprendo il filo del diario, interrotto proprio alla vigilia del natale. Le feste le ho trascorse relativamente bene, in parte a Nebaj e in parte nell'area di Chimal. Il natale l'ho passato assieme al gruppo Europa, con una fantastica cena nella quale il piatto forte è stato il tacchino (chompipe) che Cosme ha comprato in una comunità dove la sua organizzazione gestisce un progetto agricolo. Questo è stato il piatto forte, e riuscito davvero bene grazie al cuoco Cosme e all'aiuto cuoco Simone. Per il resto ognuno ha preparato qualcosa: Nadia, Manu, Anna ed Elena hanno portato crocchette spagnole e chorizos; Amparo ed io abbiamo preparato l'insalatona e la torta al cioccolato. La cena è stata super, bagnata da vino cileno. Al termine della cena, iniziata alle 10.30 passate!, abbiamo brindato all'anno nuovo con il rum zacapa centenario (ottimo) e assistito ai mille petardi e fuochi d'artificio lanciati nel cielo dai guatemaltechi. La notte, dopo gli auguri scambiati con i miei amici di Aj Quen, è proseguita con musica, balli e zacapa centenario. Fino alle 4.30 sono riuscita a stare in piedi, poi non ho resistito oltre e mi sono gettata nel letto a dormire. Gli altri hanno resistito un'ora in più. Il giorno seguente mi sono alzata a mezzogiorno, poco dopo s'è svegliato anche Simone e abbiamo fatto una pseudo colazione-pranzo. La sera ci siamo ritrovati con tutti gli altri per finire gli avanzi del cenone. Il 26 dicembre Amparo ed io abbiamo realizzato il laboratorio per i bambini per creare un presepe in pasta sale al centro culturale di Nebaj. Hanno partecipato 15 bambini, in prevalenza maschi. Per prima cosa abbiamo preparato la pasta sale, i bambini si sono divertiti a pastrocciare con la massa colorata (tutti colori naturali), i colori più apprezzati sono stati il marrone realizzato con il cacao e il rosa creato con l'acqua utilizzata per cuocere le rape rosse. Poi i piccoli artisti hanno cominciato a creare le loro statuine, la maggior parte di loro si sono cimentati nell'elaborazione di animali... ne è uscito un presepe animalesco e un pò anomalo..poche le statuine e più che altro bambini gesù... la fantasia ha portato alla realizzazione di persone che prendono il sole sotto l'ombrellone (con tanto di ananas in mano..), comal con tortillas, vulcani, tartarughe... il risultato è da vedere nelle foto sul blog... I bambini si sono divertiti e anche noi, forse più di loro!
Dopo un giovedi all'insegna del riposo assoluto, venerdi sono partita alla volta di Chimal. Prima tappa, Patzicia per stare un pò con la famiglia di Kenya. Nel pomeriggio, mentre i suoi genitori e le sue sorelle erano a tapiscare (ossia raccogliere maiz nei campi), l'ho accompagnata al saggio di ballo.... ora vi spiego..il sabato doveva partecipare ad un evento per la celebrazione di non so cosa per una associazione religiosa di cui fa parte.. e assieme ad altre 5 persone ( 3 ragazze e due ragazzi) dovevano presentare un ballo..anzi due.. entrambi sulle note di celebri musiche di marimba.. quindi erano alle prese con le prove...dopo qualche esercizio il cd ha smesso di funzionare e le ultime prove sono state rimandate al giorno seguente poco prima di partire per il posto dove si sarebbe tenuto l'evento. La sera ho cenato e chiacchierato intorno alla stufa assieme alla famiglia. Un momento molto accogliente e piacevole. La mattina seguente i genitori e le sorelle dovevano andare a tapiscare nuovamente, Kenya non poteva per via dell'evento. Io avevo appuntamento con Leo in tarda mattinata, quindi dopo colazione sono andata a prendere il bus. Con Leo sono andata in capitale, in un centro commerciale perché voleva comprare un peluche a forma di leone (leo, leone) per Kenya. Abituata alla realtà rurale di Nebaj ritrovarmi in un centro commerciale (per di più in periodo di festa e quindi di acquisti folli) è stato piuttosto traumatico. a ne sono uscita sana e salva. La sera siamo rimasti a chiacchierare e guardare la tv (altra cosa di cui avevo perso l'abitudine a Nebaj). Il giorno seguente, mentre aspettavo che Leo e Michael tornassero dalla loro riunione religiosa (sono testimoni di Geova), mi sono ulteriormente drogata di film alla tv... Nel pomeriggio Leo ed io ci siamo trovati con Carlitos e un altro amico nel parco e abbiamo fatto un giretto per il paese adornato a festa. Per la sera hanno decisodi organizzare una partitella a calcio con un gruppo di amici ma alla fine è saltato tutto perché molti non sono venuti. Peccato. In alternativa abbiamo deciso di andare ad Antigua, al mitico Papaturro. Lunedi mattina mi aspettavano a Comalapa da Yanet. Dato che Leo aveva l'appuntamento con Kenya a Chimaltenango l'ho accompagnato e abbiamo fatto colazione tutti assieme. Poi io ho preso e ho proseguito per Comalapa, dove sono arrivata giusto giusto per il pranzo. A casa di Yanet ho ritrovato i piccoli José e Diego impazienti di rivedermi. Mi hanno aperto loro la porta perché erano li che mi aspettavano. Troppo buffi. Tra chiacchiere con Yanet e le sue sorelle e giochi con i bambini è passata la prima parte del pomeriggio. Poi Yanet Magda ed io siamo uscite e assieme ad un amico abbiamo fatto un giro per il paese igià pronto per la festa della notte.. Alle 17 ore Guate abbiamo celebrato il capodanno italiano visto là era già mezzanotte. Anche i miei amici di Aj Quen a distanza hanno brindato assieme a noi. Rientrate a casa che ormai era scuro ci siamo rimaste poco, tempo di salutare i genitori e i fratelli rientrati dalla tapisca, rché siamo uscite di nuovo per fare un nuovo giro. Verso le 10 siamo rientrate a casa e abbiamo aiutato nei preparativi per la mezzanotte. La stanza adibita a sala è stata adornata con aghi di pino sul pavimento (é l'usanza in occasione di feste) che assieme all'albero di natale, le luci e il presepe facevano un bell'effetto. Come cenone abbiamo mangiato tamales, tipici delle feste. A mezzanotte, dopo gli abbracci, abbiamo brindato con una specie di spumante e mangiato uva e mele (è l'usanza). C'erano 15 persone... i genitori di Yanet, i 12 figli ed io! Un'atmosfera familiare che mi ha fatto sentire un pò meno lontana da casa... Ad un certo punto i genitori di Yanet e alcuni fratelli hanno preso e sono anfati da uno zio. Con le tre sorelle maggiori abbiamo aspettato Juan Carlos, l'aico con cui avevamo fatto la passeggiata nel pomeriggio e con lui siamo rimaste a chiacchierare, ballare, bere birra e mangiare patatine fino al ritorno del resto della famiglia, verso le 3.30.. poi siamo rimasti in piedi continuando a chiacchierare assieme ai genitori fino alle 5... Il giorno dopo non è che sia riuscita a dormire molto... alle 8-9 si sentivano petardi in strade e quindi mi sono svegliata... per la stanchezza sono rimasta a letto fino a mezzogiorno.. Dopo pranzo siamo rimasti in relax per un pò, poi sono arrivati parenti e alè con spumante, uva, mele e biscotti. Nel tardo pomeriggio siamo uscite le tre sorelle ed io e siamo andate a vedere, assieme a degli amici, le finali di un torneo di basket maschile e femminile nel parco. C'era una marea di gente nonostante il freddo (ad un certo punto è iniziato pure a piovere). Dopo aver bevuto ponche di frutta (ossia una macedonia calda, non alcolica) e mangiato bunuelos (un tipico dolce) siamo rientrate a casa spinte da un vento gelido. Il giorno seguente dovevo ripartire per Nebaj, ho salutato tutti e sono partita. Durante il tragitto mi ha telefonato Amparo, anche lei in viaggio di ritorno dal lago e abbiamo fatto mezzo viaggio assieme (dal Quiché). Durante la notte è arrivato anche Simone, rientrato dal Salvador assieme a Cosme. Io giò dormivo profondamente e me ne sono accorta la mattina quando ho visto le scarpe di Simone fuori dalla sua stanza. Poi lui è stato svegliato dalle due signore che vengono a afre le pulizie, noi abbiamo preso e siamo andati a Chajul dove avrebbe dovuto esserci la riunione di equipe fin dalle 11 di mattina...siamo arrivati e c'era solo la segretaria, ad ora di pranzo siamo andati a mangiare con la segretaria e finalmente alle 15 è iniziata la riunione, incentrata prevalentemente sull'evento della domenica successiva, ossia l'investitura dell'alcaldia indigena a Chajul (l'alcaldia indigena è un'autorità tradizionale maya che 'associazione sta cercando di recuoerare nell'area ixil). La sera, assieme ad Amparo siamo andati a cena da Cosme dove ho fatto conoscenza di 3 nuovi personaggi di Madrid comparsi la settimana precedente a Nebaj... due ragazzi e una ragazza qui per fare un pò di volontariato ma in realtà in pieno spirito di vacanza e di festa. Appena arrivati hanno preso e assieme al gruppo delle ragazze (Nadia, Manu, Anna ed Elena) sono andati in Chiapas per l'encuentro de las mujeres zapatistas. Ci siamo fatti raccontare un pò l'esperienza, è stato un bell'incontro, c'era un sacco di gente (per lo più stranieri) e Marcos ha fatto una breve apparizione (ma non lo ha visto quasi nessuno,forse perché essendo un incontro incentrato sulle donne non voleva rubare la scena). Simone e Cosm hanno raccontato un pò del Salvador (Cosme ci ha lavorato per alcuni anni, aveva amici e si sono fatti 3 giorni di mare e relax...). Il giorno dopo ho lavorato con Elena e Cata per l'organizzazione dei prossimi corsi di formazione. Il sabato volevo andare a farmi un giro a Cotzal ma alla fine la pigrizia ha prevalso e me ne sono rimasta a casa senza fare niente di speciale. La domenica mattina ci siamo svegliati alle 5 per andare a Chajul per il mitico evento dell'alcaldia indigena; nel corso della mattinata si sono raccolte nella piazza di fronte al municipio almeno 3000 persone, tra interessati e semplici curiosi. In pratica è stata celebrata l'investitura di 10 alcaldes indigenas. L'alcalde indigena è un'autorità maya riconosciuta dalle leggi guatemalteche, di solito una figura importante della comunità. Fundamaya in questi mesi ha cercato, e ce l'ha fatta, ha mettere in piedi le alcaldias indigenas dei municipi di chajul, nebaj e cotzal. Grazie ai buoni rapporti con il sindaco uscente (in realtà un hijo de puta che durante la guerra stava dalla parte dell'esercito), Fundamaya è riuscita a celebrare l'investitura dell'alcaldia indigena di chajul prima del cambio di sindaco (il 14-15 di gennaio il nuovo presidente Colom ha preso la carica, cosi come tutti i sindaci del Paese); questi alcaldes indigenas, provenienti da diverse comunità ed elette in occasione di un'assemblea organizzata da Fundamaya, hanno ricevuto la varra, ossia il bastone dell'autorità, dal sindaco municipale e dagli invitati speciali ossia gli alcaldes indigenas di Chichicastenango e di Santa Cruz del Quiché (in questo caso si tratta del nostro sastre guerrigliero Don Zapeta). La cerimonia è stata interessante, a parte il discorso politico del sindaco uscente. Ha parlato anche Pablo, ovviamente, anche lui un discorso politicante essendo un ex diputato... dal balcone del municipio sembrava un pò Evo Morales..peccato che sia lontano anni luce dal presidente boliviano. La gente è rimasta ad ascoltare e assistere alla cerimonia per varie ore. E' stato un evento interessante e rappresenta il culmine del lavoro di Fundamaya da un anno a questa parte. Ora mancano Nebaj e Cotzal, forse riuscirò ad assistere pure a queste due investiture. Che ruolo avranno questi alcaldes indigenas? Praticamente sono i rappresentanti della popolazione indigena sopraattutto per questioni di amministrazione pubblica e di giustizia. La gente potrà rivolgersi a loro quando le autorità ufficiali chiudono le porte (molto spesso) o non dimostrano interesse. Avendo un riconoscimento legale, le decisioni e le iniziative degli alcaldes hanno un valore. Speriamo facciano un bel lavoro.
La settimana successiva è stata dedicata all'inizio del corso di taglio e cucito, tenuto dall'alcalde indigena di Santa Cruz del Quiché, il sastre guerrillero Don Zapeta. Dopo una riunione con tutte le 50 donne che sono state coinvolte nel progetto di artigianato, mercoledi è iniziato il corso con 7 donne che già sanno un pò utilizzare la macchina da cucire. Il livello non è alto ma se la cavano. Dopo che queste avranno fatto pratica con le macchine da cucire a pedale, passeranno a quelle elettriche (che richiedono un'abilità superiore e più attenzione) lasciando il posto a chi s'è iscritto al corso ma non sa nulla di cucito. Nel frattempo abbiamo realizzato una riunione con Pablo, Elena, Cata e Simone... e Pablo ha deciso di aprire a fine gennaio le due botteghe a Nebaj e Chajul per iniziare a vendere filo...non essendoci ancora dei prodotti finiti. Io ho qualche dubbio che riusciremo ad aprirle entro fine gennaio, ci sono troppe cose da fare (ammobiliarle, formare le signore che gestiranno le botteghe, stabilire i prezzi dei fili ecc....), vedremo. Le sere della settimana sono state caratterizzate da cene con il gruppo Europa e lezioni di ballo al Palmarcito. Il sabato Simone è sceso in capitale per andare a prendere la sua morosa in arrivo dall'Italia. Io ho approfittato per scendere a Chimal e andare a visitare i miei amici. Con noi sono venuti anche Gorja, che andava al lago, Elena con le due bambine, Cata e la bambinaia che all'insaputa di Pablo scendevano in capitale per questioni personali. La mia prima tappa è stata Patzicia da Kenya e la sua famiglia. Era il compleanno della sorellina più piccola e sono arrivata proprio per il pranzo-festa. Dopo la festicciola ho chiacchierato con Kenya tutto il pomeriggio e la sera è trascorsa attorno alla stufa assieme alla sua famiglia. La mattina della domenica sono andata a Santa Apolonia da Marta (3 anni fa lavorava nel settore educazione di Aj Quen), dopo un giretto per Tecpan con lei e la sua sorellina di 4 anni siamo andate al pranzo organizzato dalla comunità religiosa della quale fa parte, per festeggiare i 26 anni dalla fondazione. E' una comunità che fa parte della chiesa cattolica, il movimento si chiama renovacion carismatica. Sono cattolici ma si avvicinano di più agli evangelici nel modo in cui predicano. Non avevo mai partecipato ad un attività religiosa in Guatemala (evitate accuratamente) ma è stato interessante per conoscere da vicino questa realtà. Nel pomeriggio verso le 4 dovevo andare a Sumpango da Leonel e Marta è riuscita a procurarmi un passaggio in macchina..indovinate da chi? Dai due predicatori che avevano presenzianto all'evento.... tra l'altro uno dei due aveva attaccato discorso con me nel corso del pomeriggio, che tipo. In macchina per fortuna non hanno predicato e arrivati a Sumpango mi hanno accompagnata fino alla porta della casa di Leonel. Con Leo dopo aver salutato la famiglia sono uscita a fare un giro per il paese. Abbiamo camminato chiacchierando soprattutto di quello che era successo in Aj Quen. Lui sta cercando lavoro ma non è facile. Spero per lui e per Kenya che riescano a trovare lavoro presto. La sera abbiamo guardato un film ma mi sono addormentata prestissimo.. La mattina seguente avevo intenzione di andare in Aj Quen, tra l'altro avevo appuntamento con Rocael per una birretta e con Carlos per pranzo. Alla fine sono arrivata in Aj Quen verso mezzogiorno, i primi che ho incontrato sono stati Lorenzo e Chepe che mi hanno trattenuta a chiacchiere e alla fine mi hanno invitata a mangiare li in Aj Quen con loro. Con Carlos, tutto triste per i licenziamenti e per ciò che sta accadendo in Aj Quen, abbiamo deciso di mangiare li con gli altri (Lorenzo, Chepe, Victor Ordonez e Nicolas)e poi di uscire dopo le 5. Ho conosciuto il sostituto di Leo, Efraim un ragazzo che aveva fatto lo stage in settembre e avevo già conosciuto. Dopo mangiato mi sono trovata con Rocael da Dona Rosita e siamo rimasti a chiacchierare per un paio d'ore. Che buffo, è sempre il solito burlone. Rientrata in ufficio ho dato una mano a Chepe con la nuova macchina fotografica e alle 5 sono uscita con Carlos. Siamo andati a bere un caffé nel centro e il tempo ci è volato parlando di tutto quello che sta succedendo in Aj Quen, del mio stage, delle vacanze. Siamo usciti che era già notte e ormai non c'erano più bus per andare a Sumpango da Leo.. alla fine sono rimasta a dormire a Chimaltenango e la mattina mi sono svegliata presto per andare da Leo, recuperare lo zaino e portargli la lettera di referenze di Carlos e alcune cose che aveva richiesto a Carlos. Ho fatto colazione con Leo e poi sono ripartita alla volta di Chimaltenango per andare a pranzo con Carlos. Dopo pranzo abbiamo aspettato il bus per Quiché e sono ripartita per Nebaj. Un viaggio allucinante, l'autista era folle e ha percorso Chimal-Quiché in poco più di un'ora e mezza quando solitamente ci impiegano due ore...... arrivata a Quiché ho preso il microbus per Nebaj... per tutto il cammino c'è stato il sole, arrivati al solito punto a circa venti minuti da Nebaj (più o meno dove c'è un cartello Benvenuti all'Ixil)sono iniziati la nebbia e il freddo...benvenuti all'ixil.... Arrivata a casa mi sono riposata un pò davanti al computer, poi è arrivata Amparo e mi sono auto-invitata a cena perché non avevo praticamente niente a casa.. ormai siamo abituate a questi scambi di inviti. Dopo cena e dopo aver chiacchierato un pò con Carlos che voleva sapere come ero arrivata, sono andata a dormire e alle 10 già ronfavo. Oggi c'è il sole e fa caldo. Tra un pò esco per andare a vedere che combinano al corso di macchina da cucire e per fare un giro al mercato a comprare un pò di verdura. Stasera festa di compleanno di Manu a casa di Cosme. Poi alcuni giorni di lavoro e domenica scendo nuovamente a Chimal perché martedi mattina arriva la mia amica Gioia per farsi un viaggio in Centro e Sud America. Torneremo a Nebaj assieme a chi di Aj Quen terrà il corso il 23/24 qui a Nebaj (non si sa ancora se sarà Jorge o Lorenzo..io non perdo la speranza che decidano di mandare Carlos ma non credo proprio...). Da li li alcuni giorni di lavoro a Nebaj e poi gita al lago Atitlan. Poi sarà la mia ultima settimana a Nebaj. Dal 9 al 16 sarò a Chimal per salutare tutti gli amici. Tra un mese esatto ho il volo per tornare in Italia. Manca poco. Mi dispiace dover lasciare nuovamente i miei amici di Aj Quen/ex Aj Quen con i quali l'amicizia s'è rafforzata e il gruppo Europa a Nebaj. Ma sono contenta di tornare.
Hasta pronto
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Suna
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mercoledì, gennaio 16, 2008
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