Il Tibet è da decenni una terra occupata dalla Cina, le violazioni dei diritti umani sono all'ordine del giorno.
Dal 10 marzo i Tibetani hanno rialzato la voce, con grandi manifestazioni pacifiche, per protestare contro il governo cinese centrale e chiedere rispetto per i diritti umani e autodeterminazione per il loro popolo. E'la più grande sollevazione dal 1959, anno in cui la rivolta tibetana fu repressa nel sangue e il Dalai Lama fu costretto a fuggire.
Anche questa volta la Cina ha risposto con la violenza. Nel mondo si alzano timide voci di protesta... l'UE, gli USA esprimono rammarico e chiedono alla Cina di rispettare i diritti umani. Ma non osano fare di più. Dal Vaticano finora non arrivano dichiarazioni, il Papa è troppo occupato ad intromettersi nella politica di casa nostra. E proprio qualche giorno fa gli Stati Uniti avevano tolto la Cina dalla lista nera dei nemici violatori di diritti umani.....gli interessi economici e politici, di fronte alla recessione già cominciata negli States e all'irrefrenabile scalata cinese che minaccia lo standard di vita e il benessere dell'Occidente, sono più importanti del rispetto dei diritti umani. Le Olimpiadi, sbandierate come i giochi della pace e della fraternità universale, sono più importanti dei diritti umani.
Beppe Grillo sul suo sito (www.beppegrillo.it) scrive "(..) Il buddismo non è una religione di conquista, non ha causato stragi secolari come le religioni monoteiste. Il buddista può essere ucciso, ma non uccide. Il governo cinese minaccia nuove stragi se i tibetani non cesseranno le manifestazioni entro lunedì. Li minaccia a casa loro, in una nazione occupata. Minaccia un popolo costretto in gran parte all’esilio. Di cui ha distrutto i monasteri. Di cui vorrebbe cancellare l’identità con una immigrazione selvaggia. I tibetani sono uno dei popoli più pacifici della terra. Da decine di anni è in atto nei loro confronti un piccolo olocausto dagli occhi a mandorla, ma l’Occidente volta sempre la testa dall’altra parte. Pecunia WTO non olet. Né Valium, né lo psiconano hanno voluto ricevere il Dalai Lama in visita in Italia lo scorso autunno. E’ stato trattato come un paria, prima gli affari, poi i diritti civili. I nostri grandi statisti: la vergogna internazionale d’Italia." Beppe chiede che gli atleti italiani rinuncino alle olimpiadi bagnate dal sangue: "Per ogni finale olimpica, per ogni premiazione ci sarà il ricordo di un tibetano assassinato e di una Nazione stuprata sotto gli occhi indifferenti del mondo."
Dubito che i potenti della terra decideranno di boicottare ufficilamente i giochi olimpici. La speranza è che singoli atleti prendano questa decisione, non sarebbe determinante ma sarebbe un segnale. Tutti noi dovremmo lanciare questo segnale: gli atleti decidendo di non gareggiare, noi cittadini "normali" lasciando spenta la Tv quando trasmetteranno le gare, boicottando i prodotti delle multinazionali e delle imprese che sponsorizzano il grande evento, chiedendo all'ONU, all'UE di condannare fermamente (e non esprimere solo rammarico) la politica della Cina nei confronti del popolo tibetano. L'attentato alla Scuola Rabbinica a Gerusalemme avvenuti qualche giorno fa e costato la vita a 8 studenti ha avuto più condanne e risonanza (gli attacchi israeliani nella striscia di Gaza che hanno caustao decine e decine di morti ne hanno ricevute molto meno...). All'indomani delle Torri Gemelle mezzo mondo s'è svegliato urlando "Siamo tutti americani". Il popolo tibetano è da 50 anni che soffre l'occupazione e la violenza cinese e l'indifferenza internazionale. Da sempre, è evidente che ci sono cittadini di serie A e di serie B ( e di serie C, serie D....)....
Si sa come gira il mondo ma forse non è troppo tardi per alimentare un vento che soffi forte facendogli cambiare direzione. Ma dipende da noi.
Suna
Per approfondire la questione del Tibet segnalo alcuni siti:
http://www.italiatibet.org/ sito dell'Associazione Italia-Tibet
http://www.savetibet.org/ sito de International Campaign for Tibet
http://cobop.free.fr/spip.php?rubrique10 sito del gruppo per il boicottaggio di Pechino 2008
http://www.tibetinfonet.net/ sito di notizie sul Tibet
http://www.tibetnetwork.org/ sito dell'International Tibet Support Network
http://tchrd.org/ sito del Tibetan Centre for Human Rights and Democracy
http://www.amnesty.it/home/index.html sito di Amnesty International
Un articolo da www.peacereporter.it
Cina - 15.3.2008
Continuano le proteste in Tibet. Per i monaci, i morti negli scontri sarebbero centinaia
E' l'agenzia Nuova Cina, voce ufficiale del governo di Pechino, ad ammettere per prima che morti ci sono stati, durante gli scontri degli ultimi giorni: "Più di una decina". Ma l'agenzia attribuisce la responsabilità delle morti ai dimostranti. "Sono stati bruciati vivi - racconta l'agenzia - all'interno dei negozi saccheggiati". Tra i morti, infatti sarebbero numerosi i gestori dei negozi dati alle fiamme, e almeno due lavoratori di un albergo anch'esso attaccato dai dimostranti.
Di tutt'altro verso la versione che arriva dal nord dell'India, dove il lgoverno in esilio del Tibet ha la sua sede: "I morti sono centinaia, e le strade sono piene dei cadaveri dei dimostranti su cui la polizia cinese e le forze speciali hanno aperto il fuoco".
Nonostante questo, dicono i monaci che da giorni guidano le proteste, la marcia verso il Tibet continuerà. "Le proteste coraggiose dei tibetani in Tibet - dice Chime Youngdrung, presidente del partito nazionale democratico del Tibet - ci hanno reso ancor più determinati nel voler continuare questa marcia e portarla a termine. Poichè siamo testimoni di una escalation di violenze da parte del governo cinese a Lhasa, crediamo che sia importante per noi ritornare a casa per riunirci con i nostri fratelli e sorelle che stanno combattendo per sopravvivere sotto l'occupazione cinese".
Dal Dalai Lama, un appello alle autorità cinesi per il dialogo e alle autorità internazionali per una inchiesta super-partes: "Queste proteste - ha sottolineato la guida spirituale tibetana - sono una manifestazione del radicato risentimento del popolo tibetano sotto l'attuale governo. Mi appello ai dirigenti cinesi perché smettano di usare la forza e affrontino tale risentimento attraverso il dialogo con il popolo tibetano. Come ho sempre detto, l'unità e la stabilità ottenuti dalla violenza bruta possono al massimo essere una soluzione temporanea. E' irrealistico aspettarsi unità e stabilità sotto un simile governo e questo non contribuirà a trovare una soluzione pacifica e durevole".
Notizie confuse e contraddittorie continuano ad arrivare dal Tibet, come sempre accade quando le voci devono filtrare attraverso le maglie di una pesantissima censura come quella imposta dal governo cinese.
Quel che è certo, è che la strategia di Pechino nell'affrontare le rivolte popolari è cambiata. Nello Xingjiang, la regione ai confini con l'Afghanistan dove a ribellarsi è la popolazione musulmana, si utilizzano gli idranti per sedare le proteste. In una zona dove la temperatura può arrivare a 12-15 gradi sotto lo zero la folla vinene circondata, inzuppata e lasciata congelare in strada in modo da attribuire i decessi alle rigide temperature, in Tibet si spara ad alzo zero per le strade.
Proprio nei giorni in cui, da Washington, la Cina viene depennata dalla lista nera dei paesi che violano gravemente i diritti umani.
Maso Notarianni
domenica 16 marzo 2008
Tibet
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mercoledì 12 marzo 2008
Sulla via del ritorno verso casa..
Sulla via del ritorno...
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| viaggio di rientro |
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Ultimi giorni a Chimal
Ultimi giorni a Chimaltenango con gli amici di Aj Quen, emozioni, sorrisi, lacrime..
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| ultimi giorni Chimal |
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Adios Nebaj..
Lasciando Nebaj per l'ultima volta...
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| viaggio Nebaj-Chim |
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Corsi di formazione con i gruppi
Foto dai talleres di Fundamaya...ultimi giorni di lavoro...
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| talleres |
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Festa di despedida..
La festa di despedida da Nebaj per Eric, Manu ed la sottoscritta....il 2 febbraio 2008 a casa di Manu e Nadia...
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Gita al lago Atitlan..
Ecco una serie infinita di foto del lago Atitlan.... un piccolo paradiso...
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| Atitlan |
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sabato 8 marzo 2008
Il corso di "sviluppo di nuovi prodotti" con Aj Quen
Ed ora le foto del corso "sviluppo di nuovi prodotti" tenuto da Chepe di Aj Quen nel Centro Vipatna'- Chajul con i gruppi di donne coinvolte nel progetto di artigianato e commercializzazione di Fundamaya/MLAL...
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| Corso Sviluppo Nuovi Prodotti-A |
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Visita a Comalapa
L'ultima visita alla famiglia di Yanet a Comalapa
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| Comalapa |
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Gita alla cascata di Chichel
Le foto della gita alla cascata di Chichel (vicino a Cotzal) con la mara di Nebaj quasi al completo in un bellissimo sabato di sole.
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| chichel |
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Fine settimana a Chimal
Un nuovo fine settimana di gennaio a Chimaltenango e poi le foto del compleanno di Manuela a Nebaj...
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| w-e Chimal |
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Inizia il corso di "sastreria"
E finalmente è iniziato il corso di macchina da cucire con il mitico sastre guerrillero Don Zapeta alle prese con una decina di donne delle comunità di Nebaj, Chajul e Cotzal.
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| taller maquina de coser-ener |
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Celebrazioni per l'alcaldia indigena a Chajul, 6 gennaio 2007
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Dal 19 al 31 gennaio 2008
La fine settimana del 19 gennaio sono scesa a Chimaltenango, sono stata da Yanet a Comalapa. Dato che aveva iniziato a lavorare nella capitale, ho pensato di approfittare di un week-end libero per andare a salutare lei e la sua famiglia nel caso non fossi arrivata a salutarla prima della partenza. I piccolo Jose' e Diego erano i più felici di vedermi ma in realtà tutta la famiglia mi accoglie sempre con grande entusiasmo e affetto. Poi ovviamente ho fatto un salto dai companeros in Aj Quen e il lunedi sono rimasta a dormire a Chimal, per poi alle 5 del mattino del martedi svegliarmi e andare fino all'areoporto nella capitale per accogliere Gioia in arrivo dall'Europa. Lungo il tragitto mi sono incontrata con leonel che gentilmente mi ha accompagnato fino all'areoporto dato che da sola probabilmente mi sarei persa. Siamo arrivati a una buon ora, Gioia ci aspettva fuori ma era atterrata da poco. Abbracci e saluti e poi via a fare colazione. Dopo aver mangiato, tra l'altro molto bene, abbiamo preso il bus di ritorno. Leo s'è fermato a Sumpango, mentre noi abbiamo proseguito fino a Chimal, in Aj Quen. Qui dopo le presentazioni, abbiamo pranzato con i ragazzi e poi siamo partiti, Gioia, Chepe ed io alla volta di Nebaj. Povera Gioia, dopo quasi un giorno di aereo e il fuso orario, l'ho costretta a fare 5 ore di camioneta... per di più con quelli della Quichelense che sono dei pazzi fuoriosi. Chepe è venuto con noi perché l'indomani sarebbe inziato il corso di sviluppo nuovi prodotti con i gruppi di Fundamaya. E' stato lui il designato, peccato per Carlos che ci teneva tanto (e pure io). Siamo arrivati a Nebaj stanchissimi, soprattutto Gioia. Per fortuna abbiamo trovato la cena fatta, Adele-la morosa di Simone-ci aveva pensato. Dopo cena ho riaccmpagnato Chepe in hotel e poi subito a nanna, la stanchezza era davvero tanta.
Il giorno dopo in piedi quasi all'alba perché iniziava il corso di sviluppo di nuovi prodotti e dovevamo andare a Chajul al Centro Vipatnà che veniva inaugurato con il primo corso di formazione. Con Simone e Chepe ci siamo recati a Chajul raggiungendo Elena, Catarina e le signore dei gruppi. Erano presenti circa 35 partecipanti. Il corso è andato davvero bene, Chepe è stato un grande; Jorge Mario aveva preparato una presentazione in pwer point fantastica ma estremamente difficile da capire perché aveva usato un linguaggio piuttosto complicato. Chepe, abituato in Aj Quen a lavorare con gruppi di donne delle comunità, è riuscito a semplificare i contenuti in maniera che fosse comprensibile a tutte. Poi, i lvori di gruppo sono stati davvero interessanti, le donne dovevano cimentarsi nella ideazione e creazione (su carta) di modelli di prodotti nuovi; mentre il primo giorno hanno fatto fatica e alla fine hanno realizzato modelli di huipiles, cintas, fajas, rebosos ossia tutti prodotti tradizionali tipici dell'area Ixil (tranne una signira che nella sorpresa generale ha realizzato una borsa porta-pannolini per bambini!), il secondo giorno hanno ideato prodotti nuovi inserendoci elementi tradizionali...insomma i contenuti sono passati alla grande!
Nei momenti liberi Chepe si è integrato benissimo con il gruppo; abbiamo realizzato anche una partita di calcetto nel campo di Nebaj assieme a Simone, Cosme, i madrilegni, Diego e altri ragazzi del posto. Ero l'unica donna, me la sono cavata alla grande. Tutti esausti (considerando anche i 2000 metri di quota...) alla fine abbiamo giocato per più di un'ora.
Il venerdi Chepe ha ripreso la via del ritorno. Noi abbiamo deciso di dedicarci un pò al relax approfittando anche del maltempo risceso implacabile su Nebaj. La domenica Gioia, Adele ed io siamo partite alla volta del lago. Abbiamo lasciato Nebaj avvolta nella nebbia e nel freddo siamo arrivate al lago accolte da un sole fantastico. Ci siamo goduti due giorni di relax, di sole e di pasti niente male...in realtà pensavamo solo a mangiare! E' stato divertente ed eravamo proprio contente del clima eccezionale. Abbiamo visitato Pana, Santa Catarina Palopo' e San Pedro attraversando in lancha il lago. La mattina del martedi, da San Pedro abbiamo preso una camioneta in direzione di Chimaltenango facendo tappa a Chaquijya per visitare a Cristina e al suo gruppo. Siamo rimaste un paio d'ore vistando anche il centro dei telai a pedale, purtroppo Adele s'è sentita male e ha fatto un viaggio allucinante fino a Chimal. Noi due ci siamo fermate in Aj Quen mentre Gioia ha proseguito fino alla capitale per andare a prendere la sua amica Consuelo in areoporto. Adele s'è andata a coricare per riprendersi un pò e quando è arrivato Simone da Nebaj hanno preso la strada della capitale anche loro. Io invece mi sono fermata in Aj Quen e ho trascorso tre giorni con i companeros aspettando che Simone e Adele, alle prese con alcuni problemi da risolvere per il progetto, riprendessero la via del ritorno. Senza programmarlo mi sono fatta altri giorni in compagnia di Carlos e degli altri. Venerdi siamo tornati a Nebaj, assieme a Gioia e Consuelo che avevano deciso di partecipare alla festa di despedida per me , Manu ed Eric programmata per il sabato.
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Riprendo il filo del racconto...
Ciao a tutti,
è da un pò che non aggiorno il mio blog, rimasto fermo al 17 di gennaio... Ormai, a quas due mesi di distanza dall'ultimo post pubblicato, sono in Italia, nella mia casetta nella ridente valle del Basso Sarca... Sono rientrata a metà febbraio, domenica 17 per l'esattezza, lasciando a malincuore il Guatemala e i miei amici, vecchi e nuovi. L'ultmimo mese e mezzo tracorso in terra maya è stato pieno di eventi, di piccolo conto ma importanti e piacevoli. Cercherò di fare un riassunto di quello che è successo.
Eravamo rimasti a metà del primo mese dell'anno, iniziato alla grande anche a Nebaj con i corsi di formazione di Fundamaya.
Riprendo quindi il filo del racconto...
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giovedì 17 gennaio 2008
Dal blog di Beppe Grillo, su Mastella&Co.
Pubblico la lettera che Marco Travaglio ha inviato al blog di Beppe Grillo relativamente alle ultime vicende che hanno coinvolto Mastella, sua moglie, suo suocero e una ventina di altri Mastella boys. In un altro Paese sarebbero costretti ad andarsene, a lasciare i loro incarichi con la testa bassa e vergognarsi. Per di più quest'uomo è ministro della giustizia, in questi mesi la sua preoccupazione maggiore era quella di fare la legge sulle intercettazioni...si capisce bene il motivo. In Italia, il Paese dove i rifiuti diventano un problema di ordine pubblico, queste persone hanno ricevuto solidarietà e sostegno da destra e sinistra.E' una vergogna. RESET. Non ne possiamo più di questi politicanti che pensano solo ai loro interessi, vogliamo dei politici veri, onesti, che facciano il loro lavoro per la res publica, per il bene dei cittadini. Siamo responsabili di ciò che sta aaccadendo perché li abbiamo mandati noi questi individui nei posti di potere. Riprendiamoci la politica, riprendiamoci la storia.
Hanno arrestato l'UDEUR
Ricevo e pubblico una lettera di Marco Travaglio:
"Caro Beppe,
siamo tutti costernati e affranti per quanto sta accadendo al cosiddetto ministro della Giustizia Clemente Mastella e alla sua numerosa famiglia, nonché al suo partito, che poi è la stessa cosa. Costernati, affranti, ma soprattutto increduli per la terribile sorte che sta toccando a tante brave persone. Infatti, oltre alla signora Sandra, presidente del Consiglio regionale della Campania, sono finiti agli arresti il consuocero Carlo Camilleri, già segretario provinciale Udeur; gli assessori regionali campani dell’Udeur Luigi Nocera (Ambiente) e Andrea Abbamonte (Personale); il sindaco di Benevento dell’Udeur, Fausto Pepe, e il capogruppo Udeur alla Regione, Fernando Errico, e il consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro e altri venti amministratori dell’Udeur. In pratica, hanno arrestato l’Udeur (un mese fa era finito ai domiciliari l’unico sottosegretario dell’Udeur, Marco Verzaschi, per lo scandalo delle Asl a Roma, mentre un altro consigliere regionale campano, Angelo Brancaccio, era finito in galera prima dell’estate quando era ancora nei Ds, ma appena uscito di galera era entrato nell’Udeur per meriti penali). Mastella, ancora a piede libero, è indagato a Catanzaro nell’inchiesta "Why Not" avviata da Luigi De Magistris e avocata dal procuratore generale non appena aveva raggiunto Mastella, che intanto non solo non si era dimesso, ma aveva chiesto al Csm di levargli dai piedi De Magistris. S’è dimesso invece oggi, Mastella, ma per qualche minuto appena: poi Prodi gli ha respinto le dimissioni, lasciandolo al suo posto che – pare incredibile – ma è sempre quello di MINISTRO DELLA GIUSTIZIA. La sua signora, invece, non s’è dimessa (a Napoli, di questi tempi, c’è perfino il rischio che le dimissioni di un politico vengano accolte): dunque, par di capire, dirigerà il Consiglio regionale dai domiciliari, cioè dal salotto della villa di Ceppaloni.
Al momento nessuno sa nulla delle accuse che vengono mosse a lei e agli altri 29 arrestati. Ma l’intero Parlamento – con l’eccezione, mi pare, di Di Pietro e dei Comunisti Italiani – s’è stretto intorno al suo uomo più rappresentativo, tributandogli applausi scroscianti e standing ovation mentre insultava i giudici con parole eversive, che sarebbero parse eccessive anche a Craxi, ma non a Berlusconi: insomma la casta (sempre più simile a una cosca) ha già deciso che le accuse - che nessuno conosce - sono infondate e gli arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Un golpetto bianco, anzi nero, nerissimo, in diretta tv.
Nessuno, tranne Alfredo Mantovano di An, s’è domandato come facesse il ministro della Giustizia a sapere che sua moglie sarebbe stata arrestata e a presentarsi a metà mattina alla Camera con un bel discorso scritto, con tanto di citazioni di Fedro: insomma, com’è che gli arresti vengono annunciati ore prima di essere eseguiti? E perché gli arrestandi non sono stati prelevati all’alba, per evitare il rischio che qualcuno si desse alla fuga? Anche stavolta, la fuga di notizie è servita agli indagati, non ai magistrati. E, naturalmente, al cosiddetto ministro.
Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, anziché aprire una pratica a tutela dei giudici aggrediti dal ministro, ha subito assicurato "solidarietà umana" al ministro e ai suoi cari (dobbiamo prepararci al trasferimento dei procuratori e del gip di Santa Maria Capua Vetere, sulla scia di quanto sta accadendo per De Magistris e Forleo?). Il senatore ambidestro Lamberto Dini ha colto l’occasione per denunciare un "fatto sconvolgente: i magistrati se la prendono con le nostre mogli" (la sua, Donatella, avendo fatto fallimento con certe sue società, è stata addirittura condannata a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta, pena interamente indultata grazie anche a Mastella). Insomma, è l’ennesimo attacco ai valori della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio: dopo l'immunità parlamentare, occorre una bella immunità parentale. Come fa osservare la signora Sandra Lonardo in Mastella dai domiciliari, "questo è l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo". Che aspettano a invitarli a parlare alla Sapienza?." Marco Travaglio
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giovedì, gennaio 17, 2008
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Ultimi giorni del 2007 a Chimal
Ecco le foto degli ultimi giorni del 2007 trascorsi a Patzicia, Sumpango e Comalapa. Il capodanno l'ho passato a Comalapa con la numerosa famiglia di Yanet.
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| ultimi scorci 2007 a chimal |
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Presepe in pasta sale con i bambini di Nebaj
Il giorno di Santo Stefano(in Italia perché qui chissà che giorno e comunque non è festa) Amparo ed io ci siamo cimentate assieme ad un gruppo di circa 15 bambini nebacchiensi nella realizzazione di uno splendido (??) presepe in pasta sale...ecco le testimonianze di quest'opera d'arte..
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| taller nacimiento |
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giovedì, gennaio 17, 2008
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Relax natalizio sotto il sole
Relax natalizio sotto il sole di Nebaj (strano ma vero c'è il sole)... non fa una certa impressione pensare al Natale con il caldo?
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| ultimi scorci di 2007 nebacchien |
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Natale a Nebaj
Queste sono le foto del cenone di natale a Nebaj con parte del gruppo Europa. Piatto forte, il chompipe (tacchino) di Cosme.
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| natale a nebaj |
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mercoledì 16 gennaio 2008
Primo episodio nell'anno nuovo
Hola a tod@s
è passato quasi un mese dall'ultima volta che ho scritto, ormai è iniziato il 2008 da due settimane. Spero che l'anno nuovo sia cominciato per tutti voi nel migliore dei modi. Riprendo il filo del diario, interrotto proprio alla vigilia del natale. Le feste le ho trascorse relativamente bene, in parte a Nebaj e in parte nell'area di Chimal. Il natale l'ho passato assieme al gruppo Europa, con una fantastica cena nella quale il piatto forte è stato il tacchino (chompipe) che Cosme ha comprato in una comunità dove la sua organizzazione gestisce un progetto agricolo. Questo è stato il piatto forte, e riuscito davvero bene grazie al cuoco Cosme e all'aiuto cuoco Simone. Per il resto ognuno ha preparato qualcosa: Nadia, Manu, Anna ed Elena hanno portato crocchette spagnole e chorizos; Amparo ed io abbiamo preparato l'insalatona e la torta al cioccolato. La cena è stata super, bagnata da vino cileno. Al termine della cena, iniziata alle 10.30 passate!, abbiamo brindato all'anno nuovo con il rum zacapa centenario (ottimo) e assistito ai mille petardi e fuochi d'artificio lanciati nel cielo dai guatemaltechi. La notte, dopo gli auguri scambiati con i miei amici di Aj Quen, è proseguita con musica, balli e zacapa centenario. Fino alle 4.30 sono riuscita a stare in piedi, poi non ho resistito oltre e mi sono gettata nel letto a dormire. Gli altri hanno resistito un'ora in più. Il giorno seguente mi sono alzata a mezzogiorno, poco dopo s'è svegliato anche Simone e abbiamo fatto una pseudo colazione-pranzo. La sera ci siamo ritrovati con tutti gli altri per finire gli avanzi del cenone. Il 26 dicembre Amparo ed io abbiamo realizzato il laboratorio per i bambini per creare un presepe in pasta sale al centro culturale di Nebaj. Hanno partecipato 15 bambini, in prevalenza maschi. Per prima cosa abbiamo preparato la pasta sale, i bambini si sono divertiti a pastrocciare con la massa colorata (tutti colori naturali), i colori più apprezzati sono stati il marrone realizzato con il cacao e il rosa creato con l'acqua utilizzata per cuocere le rape rosse. Poi i piccoli artisti hanno cominciato a creare le loro statuine, la maggior parte di loro si sono cimentati nell'elaborazione di animali... ne è uscito un presepe animalesco e un pò anomalo..poche le statuine e più che altro bambini gesù... la fantasia ha portato alla realizzazione di persone che prendono il sole sotto l'ombrellone (con tanto di ananas in mano..), comal con tortillas, vulcani, tartarughe... il risultato è da vedere nelle foto sul blog... I bambini si sono divertiti e anche noi, forse più di loro!
Dopo un giovedi all'insegna del riposo assoluto, venerdi sono partita alla volta di Chimal. Prima tappa, Patzicia per stare un pò con la famiglia di Kenya. Nel pomeriggio, mentre i suoi genitori e le sue sorelle erano a tapiscare (ossia raccogliere maiz nei campi), l'ho accompagnata al saggio di ballo.... ora vi spiego..il sabato doveva partecipare ad un evento per la celebrazione di non so cosa per una associazione religiosa di cui fa parte.. e assieme ad altre 5 persone ( 3 ragazze e due ragazzi) dovevano presentare un ballo..anzi due.. entrambi sulle note di celebri musiche di marimba.. quindi erano alle prese con le prove...dopo qualche esercizio il cd ha smesso di funzionare e le ultime prove sono state rimandate al giorno seguente poco prima di partire per il posto dove si sarebbe tenuto l'evento. La sera ho cenato e chiacchierato intorno alla stufa assieme alla famiglia. Un momento molto accogliente e piacevole. La mattina seguente i genitori e le sorelle dovevano andare a tapiscare nuovamente, Kenya non poteva per via dell'evento. Io avevo appuntamento con Leo in tarda mattinata, quindi dopo colazione sono andata a prendere il bus. Con Leo sono andata in capitale, in un centro commerciale perché voleva comprare un peluche a forma di leone (leo, leone) per Kenya. Abituata alla realtà rurale di Nebaj ritrovarmi in un centro commerciale (per di più in periodo di festa e quindi di acquisti folli) è stato piuttosto traumatico. a ne sono uscita sana e salva. La sera siamo rimasti a chiacchierare e guardare la tv (altra cosa di cui avevo perso l'abitudine a Nebaj). Il giorno seguente, mentre aspettavo che Leo e Michael tornassero dalla loro riunione religiosa (sono testimoni di Geova), mi sono ulteriormente drogata di film alla tv... Nel pomeriggio Leo ed io ci siamo trovati con Carlitos e un altro amico nel parco e abbiamo fatto un giretto per il paese adornato a festa. Per la sera hanno decisodi organizzare una partitella a calcio con un gruppo di amici ma alla fine è saltato tutto perché molti non sono venuti. Peccato. In alternativa abbiamo deciso di andare ad Antigua, al mitico Papaturro. Lunedi mattina mi aspettavano a Comalapa da Yanet. Dato che Leo aveva l'appuntamento con Kenya a Chimaltenango l'ho accompagnato e abbiamo fatto colazione tutti assieme. Poi io ho preso e ho proseguito per Comalapa, dove sono arrivata giusto giusto per il pranzo. A casa di Yanet ho ritrovato i piccoli José e Diego impazienti di rivedermi. Mi hanno aperto loro la porta perché erano li che mi aspettavano. Troppo buffi. Tra chiacchiere con Yanet e le sue sorelle e giochi con i bambini è passata la prima parte del pomeriggio. Poi Yanet Magda ed io siamo uscite e assieme ad un amico abbiamo fatto un giro per il paese igià pronto per la festa della notte.. Alle 17 ore Guate abbiamo celebrato il capodanno italiano visto là era già mezzanotte. Anche i miei amici di Aj Quen a distanza hanno brindato assieme a noi. Rientrate a casa che ormai era scuro ci siamo rimaste poco, tempo di salutare i genitori e i fratelli rientrati dalla tapisca, rché siamo uscite di nuovo per fare un nuovo giro. Verso le 10 siamo rientrate a casa e abbiamo aiutato nei preparativi per la mezzanotte. La stanza adibita a sala è stata adornata con aghi di pino sul pavimento (é l'usanza in occasione di feste) che assieme all'albero di natale, le luci e il presepe facevano un bell'effetto. Come cenone abbiamo mangiato tamales, tipici delle feste. A mezzanotte, dopo gli abbracci, abbiamo brindato con una specie di spumante e mangiato uva e mele (è l'usanza). C'erano 15 persone... i genitori di Yanet, i 12 figli ed io! Un'atmosfera familiare che mi ha fatto sentire un pò meno lontana da casa... Ad un certo punto i genitori di Yanet e alcuni fratelli hanno preso e sono anfati da uno zio. Con le tre sorelle maggiori abbiamo aspettato Juan Carlos, l'aico con cui avevamo fatto la passeggiata nel pomeriggio e con lui siamo rimaste a chiacchierare, ballare, bere birra e mangiare patatine fino al ritorno del resto della famiglia, verso le 3.30.. poi siamo rimasti in piedi continuando a chiacchierare assieme ai genitori fino alle 5... Il giorno dopo non è che sia riuscita a dormire molto... alle 8-9 si sentivano petardi in strade e quindi mi sono svegliata... per la stanchezza sono rimasta a letto fino a mezzogiorno.. Dopo pranzo siamo rimasti in relax per un pò, poi sono arrivati parenti e alè con spumante, uva, mele e biscotti. Nel tardo pomeriggio siamo uscite le tre sorelle ed io e siamo andate a vedere, assieme a degli amici, le finali di un torneo di basket maschile e femminile nel parco. C'era una marea di gente nonostante il freddo (ad un certo punto è iniziato pure a piovere). Dopo aver bevuto ponche di frutta (ossia una macedonia calda, non alcolica) e mangiato bunuelos (un tipico dolce) siamo rientrate a casa spinte da un vento gelido. Il giorno seguente dovevo ripartire per Nebaj, ho salutato tutti e sono partita. Durante il tragitto mi ha telefonato Amparo, anche lei in viaggio di ritorno dal lago e abbiamo fatto mezzo viaggio assieme (dal Quiché). Durante la notte è arrivato anche Simone, rientrato dal Salvador assieme a Cosme. Io giò dormivo profondamente e me ne sono accorta la mattina quando ho visto le scarpe di Simone fuori dalla sua stanza. Poi lui è stato svegliato dalle due signore che vengono a afre le pulizie, noi abbiamo preso e siamo andati a Chajul dove avrebbe dovuto esserci la riunione di equipe fin dalle 11 di mattina...siamo arrivati e c'era solo la segretaria, ad ora di pranzo siamo andati a mangiare con la segretaria e finalmente alle 15 è iniziata la riunione, incentrata prevalentemente sull'evento della domenica successiva, ossia l'investitura dell'alcaldia indigena a Chajul (l'alcaldia indigena è un'autorità tradizionale maya che 'associazione sta cercando di recuoerare nell'area ixil). La sera, assieme ad Amparo siamo andati a cena da Cosme dove ho fatto conoscenza di 3 nuovi personaggi di Madrid comparsi la settimana precedente a Nebaj... due ragazzi e una ragazza qui per fare un pò di volontariato ma in realtà in pieno spirito di vacanza e di festa. Appena arrivati hanno preso e assieme al gruppo delle ragazze (Nadia, Manu, Anna ed Elena) sono andati in Chiapas per l'encuentro de las mujeres zapatistas. Ci siamo fatti raccontare un pò l'esperienza, è stato un bell'incontro, c'era un sacco di gente (per lo più stranieri) e Marcos ha fatto una breve apparizione (ma non lo ha visto quasi nessuno,forse perché essendo un incontro incentrato sulle donne non voleva rubare la scena). Simone e Cosm hanno raccontato un pò del Salvador (Cosme ci ha lavorato per alcuni anni, aveva amici e si sono fatti 3 giorni di mare e relax...). Il giorno dopo ho lavorato con Elena e Cata per l'organizzazione dei prossimi corsi di formazione. Il sabato volevo andare a farmi un giro a Cotzal ma alla fine la pigrizia ha prevalso e me ne sono rimasta a casa senza fare niente di speciale. La domenica mattina ci siamo svegliati alle 5 per andare a Chajul per il mitico evento dell'alcaldia indigena; nel corso della mattinata si sono raccolte nella piazza di fronte al municipio almeno 3000 persone, tra interessati e semplici curiosi. In pratica è stata celebrata l'investitura di 10 alcaldes indigenas. L'alcalde indigena è un'autorità maya riconosciuta dalle leggi guatemalteche, di solito una figura importante della comunità. Fundamaya in questi mesi ha cercato, e ce l'ha fatta, ha mettere in piedi le alcaldias indigenas dei municipi di chajul, nebaj e cotzal. Grazie ai buoni rapporti con il sindaco uscente (in realtà un hijo de puta che durante la guerra stava dalla parte dell'esercito), Fundamaya è riuscita a celebrare l'investitura dell'alcaldia indigena di chajul prima del cambio di sindaco (il 14-15 di gennaio il nuovo presidente Colom ha preso la carica, cosi come tutti i sindaci del Paese); questi alcaldes indigenas, provenienti da diverse comunità ed elette in occasione di un'assemblea organizzata da Fundamaya, hanno ricevuto la varra, ossia il bastone dell'autorità, dal sindaco municipale e dagli invitati speciali ossia gli alcaldes indigenas di Chichicastenango e di Santa Cruz del Quiché (in questo caso si tratta del nostro sastre guerrigliero Don Zapeta). La cerimonia è stata interessante, a parte il discorso politico del sindaco uscente. Ha parlato anche Pablo, ovviamente, anche lui un discorso politicante essendo un ex diputato... dal balcone del municipio sembrava un pò Evo Morales..peccato che sia lontano anni luce dal presidente boliviano. La gente è rimasta ad ascoltare e assistere alla cerimonia per varie ore. E' stato un evento interessante e rappresenta il culmine del lavoro di Fundamaya da un anno a questa parte. Ora mancano Nebaj e Cotzal, forse riuscirò ad assistere pure a queste due investiture. Che ruolo avranno questi alcaldes indigenas? Praticamente sono i rappresentanti della popolazione indigena sopraattutto per questioni di amministrazione pubblica e di giustizia. La gente potrà rivolgersi a loro quando le autorità ufficiali chiudono le porte (molto spesso) o non dimostrano interesse. Avendo un riconoscimento legale, le decisioni e le iniziative degli alcaldes hanno un valore. Speriamo facciano un bel lavoro.
La settimana successiva è stata dedicata all'inizio del corso di taglio e cucito, tenuto dall'alcalde indigena di Santa Cruz del Quiché, il sastre guerrillero Don Zapeta. Dopo una riunione con tutte le 50 donne che sono state coinvolte nel progetto di artigianato, mercoledi è iniziato il corso con 7 donne che già sanno un pò utilizzare la macchina da cucire. Il livello non è alto ma se la cavano. Dopo che queste avranno fatto pratica con le macchine da cucire a pedale, passeranno a quelle elettriche (che richiedono un'abilità superiore e più attenzione) lasciando il posto a chi s'è iscritto al corso ma non sa nulla di cucito. Nel frattempo abbiamo realizzato una riunione con Pablo, Elena, Cata e Simone... e Pablo ha deciso di aprire a fine gennaio le due botteghe a Nebaj e Chajul per iniziare a vendere filo...non essendoci ancora dei prodotti finiti. Io ho qualche dubbio che riusciremo ad aprirle entro fine gennaio, ci sono troppe cose da fare (ammobiliarle, formare le signore che gestiranno le botteghe, stabilire i prezzi dei fili ecc....), vedremo. Le sere della settimana sono state caratterizzate da cene con il gruppo Europa e lezioni di ballo al Palmarcito. Il sabato Simone è sceso in capitale per andare a prendere la sua morosa in arrivo dall'Italia. Io ho approfittato per scendere a Chimal e andare a visitare i miei amici. Con noi sono venuti anche Gorja, che andava al lago, Elena con le due bambine, Cata e la bambinaia che all'insaputa di Pablo scendevano in capitale per questioni personali. La mia prima tappa è stata Patzicia da Kenya e la sua famiglia. Era il compleanno della sorellina più piccola e sono arrivata proprio per il pranzo-festa. Dopo la festicciola ho chiacchierato con Kenya tutto il pomeriggio e la sera è trascorsa attorno alla stufa assieme alla sua famiglia. La mattina della domenica sono andata a Santa Apolonia da Marta (3 anni fa lavorava nel settore educazione di Aj Quen), dopo un giretto per Tecpan con lei e la sua sorellina di 4 anni siamo andate al pranzo organizzato dalla comunità religiosa della quale fa parte, per festeggiare i 26 anni dalla fondazione. E' una comunità che fa parte della chiesa cattolica, il movimento si chiama renovacion carismatica. Sono cattolici ma si avvicinano di più agli evangelici nel modo in cui predicano. Non avevo mai partecipato ad un attività religiosa in Guatemala (evitate accuratamente) ma è stato interessante per conoscere da vicino questa realtà. Nel pomeriggio verso le 4 dovevo andare a Sumpango da Leonel e Marta è riuscita a procurarmi un passaggio in macchina..indovinate da chi? Dai due predicatori che avevano presenzianto all'evento.... tra l'altro uno dei due aveva attaccato discorso con me nel corso del pomeriggio, che tipo. In macchina per fortuna non hanno predicato e arrivati a Sumpango mi hanno accompagnata fino alla porta della casa di Leonel. Con Leo dopo aver salutato la famiglia sono uscita a fare un giro per il paese. Abbiamo camminato chiacchierando soprattutto di quello che era successo in Aj Quen. Lui sta cercando lavoro ma non è facile. Spero per lui e per Kenya che riescano a trovare lavoro presto. La sera abbiamo guardato un film ma mi sono addormentata prestissimo.. La mattina seguente avevo intenzione di andare in Aj Quen, tra l'altro avevo appuntamento con Rocael per una birretta e con Carlos per pranzo. Alla fine sono arrivata in Aj Quen verso mezzogiorno, i primi che ho incontrato sono stati Lorenzo e Chepe che mi hanno trattenuta a chiacchiere e alla fine mi hanno invitata a mangiare li in Aj Quen con loro. Con Carlos, tutto triste per i licenziamenti e per ciò che sta accadendo in Aj Quen, abbiamo deciso di mangiare li con gli altri (Lorenzo, Chepe, Victor Ordonez e Nicolas)e poi di uscire dopo le 5. Ho conosciuto il sostituto di Leo, Efraim un ragazzo che aveva fatto lo stage in settembre e avevo già conosciuto. Dopo mangiato mi sono trovata con Rocael da Dona Rosita e siamo rimasti a chiacchierare per un paio d'ore. Che buffo, è sempre il solito burlone. Rientrata in ufficio ho dato una mano a Chepe con la nuova macchina fotografica e alle 5 sono uscita con Carlos. Siamo andati a bere un caffé nel centro e il tempo ci è volato parlando di tutto quello che sta succedendo in Aj Quen, del mio stage, delle vacanze. Siamo usciti che era già notte e ormai non c'erano più bus per andare a Sumpango da Leo.. alla fine sono rimasta a dormire a Chimaltenango e la mattina mi sono svegliata presto per andare da Leo, recuperare lo zaino e portargli la lettera di referenze di Carlos e alcune cose che aveva richiesto a Carlos. Ho fatto colazione con Leo e poi sono ripartita alla volta di Chimaltenango per andare a pranzo con Carlos. Dopo pranzo abbiamo aspettato il bus per Quiché e sono ripartita per Nebaj. Un viaggio allucinante, l'autista era folle e ha percorso Chimal-Quiché in poco più di un'ora e mezza quando solitamente ci impiegano due ore...... arrivata a Quiché ho preso il microbus per Nebaj... per tutto il cammino c'è stato il sole, arrivati al solito punto a circa venti minuti da Nebaj (più o meno dove c'è un cartello Benvenuti all'Ixil)sono iniziati la nebbia e il freddo...benvenuti all'ixil.... Arrivata a casa mi sono riposata un pò davanti al computer, poi è arrivata Amparo e mi sono auto-invitata a cena perché non avevo praticamente niente a casa.. ormai siamo abituate a questi scambi di inviti. Dopo cena e dopo aver chiacchierato un pò con Carlos che voleva sapere come ero arrivata, sono andata a dormire e alle 10 già ronfavo. Oggi c'è il sole e fa caldo. Tra un pò esco per andare a vedere che combinano al corso di macchina da cucire e per fare un giro al mercato a comprare un pò di verdura. Stasera festa di compleanno di Manu a casa di Cosme. Poi alcuni giorni di lavoro e domenica scendo nuovamente a Chimal perché martedi mattina arriva la mia amica Gioia per farsi un viaggio in Centro e Sud America. Torneremo a Nebaj assieme a chi di Aj Quen terrà il corso il 23/24 qui a Nebaj (non si sa ancora se sarà Jorge o Lorenzo..io non perdo la speranza che decidano di mandare Carlos ma non credo proprio...). Da li li alcuni giorni di lavoro a Nebaj e poi gita al lago Atitlan. Poi sarà la mia ultima settimana a Nebaj. Dal 9 al 16 sarò a Chimal per salutare tutti gli amici. Tra un mese esatto ho il volo per tornare in Italia. Manca poco. Mi dispiace dover lasciare nuovamente i miei amici di Aj Quen/ex Aj Quen con i quali l'amicizia s'è rafforzata e il gruppo Europa a Nebaj. Ma sono contenta di tornare.
Hasta pronto
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mercoledì, gennaio 16, 2008
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giovedì 27 dicembre 2007
Gita a Chichi
Le foto della gita a Chichicastenango (Chichi) con Cosme, Simone e Gorja..
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| chichi |
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giovedì, dicembre 27, 2007
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Serata presepe in pasta di sale..
La serata dedicata a modellare figure in pasta di sale per il presepe.....
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| serata presepe |
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giovedì, dicembre 27, 2007
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Il corso di formazione di Aj Quen a Nebaj
Ecco le foto del corso di formazione tenuto da Muxtay di Aj Quen a Nebaj..
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| corso di formazione con Aj Quen |
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giovedì, dicembre 27, 2007
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Due articoli dal blog di Beppe Grillo
Due articoli dal blog di Beppe Grillo...RESET...
27 Dicembre 2007
Gli untori del CO2
La Commissione Europea ha proposto di ridurre l’emissione di CO2 delle auto entro il 2012. Si dovrà emettere un valore medio di 130 grammi al chilometro contro i 160 attuali. I produttori che non si adeguano dovranno pagare 20 euro per ogni grammo in più rispetto al limite fissato, multa che arriverà a 95 euro per grammo dal 2016.
Il taglio del 19% dei veleni è ritenuto “una proposta molto deludente” da Sergio Marchionne, ma insufficiente dagli ambientalisti. Più è pesante il veicolo più inquina. Un SUV intossica meglio di una Cinquecento. La soglia dei 120 grammi/km è più difficile da raggiungere per le macchine di grossa cilindrata. La classifica dei killer dei nostri polmoni è guidata da Porsche con circa 255 grammi/km, seguita da Subaru, Daimer Chrysler, BMW, Mazda e Mitsubischi.
La Merkel, dalla verde Germania, letti i risultati, invece di prendersela con i costruttori del suo Paese, ha dichiarato che si vuole fare: “Una politica industriale a scapito dei costruttori tedeschi”. E ha aggiunto senza neppure arrossire: “E’ inammissibile che per metà delle auto francesi non si debba fare niente e invece sarà colpito il 90% delle auto tedesche, si tratta di uno squilibrio sul quale intervenire”. Forse la Merkel vuole che tutte le macchine inquinino come la Porsche.
L’italiana ANFIA, Associazione Nazionale Fiera Industria Automobilistica, ha dichiarato che l’UE: “penalizza fortemente le macchine di piccola cilindrata, già virtuose in termini di emissioni”.
Le reazioni degli untori del CO2, piccoli o grandi, sono le stesse. I polmoni non rientrano nei loro parametri produttivi.
Chi paga per l’inquinamento? Il sistema sanitario nazionale. I ricoveri per le malattie polmonari, inclusi i tumori, sono a carico dello Stato. Quanto ci costa l’inquinamento delle auto? Anche chi va in bicicletta paga una parte del prezzo di una SUV attraverso l'acquisto di antibiotici.
Propongo una tassa sulla salute alla fonte per gli automobilisti. Più inquina la macchina più paghi. E una visita guidata obbligatoria e con cadenza mensile per i guidatori di SUV alle corsie dei malati terminali di tumore al polmone.
I sindaci possono fare più della UE. Taxi ibridi. Autobus elettrici. Piste ciclabili. Vietino alle macchine più inquinanti l’ingresso in città. Il CO2 i proprietari potranno respirarlo insieme ai familiari nel garage di casa.
26 Dicembre 2007
Grazia per Vallanzasca
Mastella non si ferma neppure a Natale. Ha chiesto la grazia per Bruno Contrada, l’ex dirigente del SISDE condannato a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Il presidente Napolitano ha trasmesso la richiesta ricevuta dall’avvocato di Contrada.
Mastella ha detto che: “La grazia a Contrada è un atto dovuto”. Non ha specificato a chi. A eventuali politici coinvolti nelle stragi mafiose? Alla criminalità organizzata? Gli italiani non hanno chiesto nulla al ministro di Grazia e Indulto (di Giustizia non se ne parla mai). Neppure la sorella di Paolo Borsellino, che vuole incontrare al più presto Napolitano, intrattenutosi di recente per un’ora e mezzo con lo psiconano.
Rita Borsellino ha dichiarato: “Ritengo l’ipotesi della grazia estremamente grave. Contrada è stato condannato per reati commessi tradendo la sua funzione di servitore dello Stato, quello stesso Stato per cui Giovanni, Paolo e tanti altri rappresentati delle istituzioni hanno consapevolmente dato la vita. Comprendo i sentimenti di pietà che si possono avere nei confronti di un uomo nelle condizioni di Contrada, ma la sua vicenda giudiziaria ha sempre lasciato l'alea del dubbio sul fatto che il dirigente del Sisde abbia detto fino in fondo ciò che sapeva sulle complicità di parte delle istituzioni con l'organizzazione mafiosa. Coloro che si accingono a decidere devono sapere che questo dubbio si riaccenderà anche sul loro operato. Uno Stato deve sapere distinguere e ricordare altrimenti il rischio, dirompente per un Paese democratico fondato sulla giustizia, è che domani possa apparire legittima e dovuta anche la grazia ai boss mafiosi. La mia richiesta al Capo dello Stato è da sorella di Paolo ma anche da parlamentare e da cittadina italiana.”
L’Associazione delle vittime di via dei Georgofili e la Fondazione Caponnetto si sono pronunciate contro la grazia.
Contrada agiva nelle istituzioni, ma per conto di chi? Se non vuole rispondere a questa domanda deve rimanere in carcere. O forse è perché non risponde che lo si vuole graziare?
Dal libro di Francesco La Licata: “Storia di Giovanni Falcone” dopo il fallito attentato a Falcone nella sua casa all’Addaura:
“Capisci cosa è successo? Si è verificata la saldatura. C’è stata la coincidenza di interessi…” Ma tra chi? “Te lo dirò un’altra volta”. Non me lo disse mai più, tuttavia era chiara la sua allusione tra mafia e altri poteri, fossero apparati dello Stato o poteri autonomi che nel tempo si sono serviti e di quegli apparati e della stessa mafia.”
Propongo uno scambio al ceppalonico: Vallanzasca al posto di Contrada. Vallanzasca almeno non era pagato da noi per delinquere nei servizi segreti e si è sempre esposto in prima persona.
Ps: Le nostre cosiddette istituzioni guardano sempre al passato. C’è bisogno di primavera, di discutere del nostro futuro e ci ritroviamo a dover discutere di Contrada, Mastella e Napolitano: 220 anni in tre.
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domenica 23 dicembre 2007
Assemblea-festa in Aj Quen
Alcune foto dell'assemblea di fine anno in Aj Quen..più una festa che un'assemblea...
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| Assemblea- |
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domenica, dicembre 23, 2007
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Gita a Monterrico, sul Pacifico
Le foto della gita a Monterrico sul Pacifico con i companeros di Aj Quen...
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| A Monterrico |
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Visite ai gruppi nelle comunità
Ecco alcune foto di questo dicembre nebacchiense, tra le immagini anche quelle delle visite ai gruppi nelle comunità per l'organizzazione dei corsi di formazione
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| inizio dicembre |
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Dopo due settimane di silenzio
Hola a tod@s
spero state tutti bene. Innanzitutto auguro a tutti voi buon natale e un felice anno nuovo. Qui il clima di festa è iniziato già da un pò, decorazioni natalizie molto simili alle nostre (alberi di natale, luci colorate, babbi natale finti o veri...), a gente indaffarata negli acquisti dei regali...fa uno strano effetto, l'influenza del selvaggio consumismo occidentale incide parecchio anche nei pueblos come Nebaj anche se in misura ridotta rispetto alle realtà più cittadine come la capitale o Chimaltenango. I petardi e le bombe sono all'ordine del giorno e della notte (nel cuore della notte capita spesso di sentire le famose bombe esplodere nel pueblo), i bambini si divertono con i petardi e piccoli fuochi d'artificio tanto da fare invidia a Napoli. Non immagino il 24 o il 31...sto pensando di procurarmi i tappi per le orecchie...
Dopo questa parentesi natalizia riprendo il filo del racconto interrotto due settimane fa. Come vi avevo accennato avrebbero dovuto iniziare i corsi di formazione, il primo sarebbe stato quello di Lalo su telaio a cintura....lunedi 10 avrebbero dovuto arrivare 8-9 donne dalle diverse comunità visitate...io avevo molti dubbi e perplessità... che hanno avuto conferma il lunedi alle 8 quando nel luogo dell'apputamento è arrivata solo una persona. Io ero già nel centro culturale con Lalo da un pò quando ho ricevuto la telefonata di Elena che con una risata isterica mi ha detto che il corso era sospeso perché le donne non sono arrivate. Ne aveva già chiamate alcune, chi non poteva perché il marito non la lascia uscire, chi perché aveva i lavori di casa da fare, chi per un parente ammalato, chi per i figli..insomma come avevo previsto la proposta/imposizione di 3 giornate di formazione residenziale (con l'obbligo di restare a dormire fuori casa) non era realizzabile. Non mi sono sorpresa più di tanto, ho sperato solamente che questa potesse essere una lezione da cui imparare per il futuro. Dopo aver insistito con le due ragazze della necessità di venire al centro per parlare e scusarsi con Lalo, ci siamo recate nella bottega-ufficio per analizzare la situazione e cercare di riorganizzare le visite alle comunità per delle nuove riunioni in vista dei corsi di formazione. Le due ragazze erano piuttosto abbattute, ho cercato di tranquillizzarle e di sollevare un pò il morale ma al tempo stesso ho sottolineato l'importanza di imparare dagli errori (e qui di errori ne stiamo facendo tanti). Abbiamo iniziato a coordinare le riunioni con i gruppi. Nel pomeriggio è arrivato anche Simone, il quale ha deciso di accompagnarci in visita alle comunità in maniera da entrare nel vivo delle attività di artigianato. Per il giorno seguente abbiamo programmato la visita a tre gruppi in altrettante aldeas di Nebaj. La mattina presto siamo partiti Simone, Elena ed io alla volta dei villaggi. Bei paesaggi e un bel sole ci hanno accompagnati. Nella prima aldea, la Pista, ci hano offerto caffè e un pane per la colazione, la riunione è andata bene, abbiamo raccolto le adesioni per il corso con Aj Quen e per i successivi corsi cercando di chiarire meglio le cose e spiegando alle donne che è stato un errore estrategico quello di pretendere che si fermassero a dormire fuori e che non potessero portare i figli-almeno quelli più piccoli. Gli stessi argomenti li abbiamo sviscerati nella seconda aldea, Batzuchil, dove un numeroso e dinamico gruppo di oltre 20 donne ci hanno accolto nel campetto sportivo dell'aldea. Con il terzo gruppo, a Janlay, siamo arrivati all'ora del pranzo e abbiamo mangiato nella casa della lider del gruppo: uovo con salsa di pomodoro e tortillas e un ottimo infuso di basilico. Anche qui la riunione è andata bene, un bel gruppo e diverse adesioni. Siamo rientrati a Nebaj piuttosto tardi anche perchè visitare i gruppi nelle comunità significa adattarsi ai tempi delle donne... se dai l'appuntamento alle 9 affinché per lo meno arrivino alle 9.30 alla fine arrivano alle 10..... quindi i tempi si allungano. Anche il giorno seguente è stato impiegato per andare a visitare tre gruppi, questa volta in tre cantones di Chajul. Gruppi meno numerosi ma apparentemente dinamici. Le riunioni sono andate bene, la scelta di essere meno radicali e permettere alle donne di portare i bambini e di rientrare alle proprie case, è stata fondamentale. Purtroppo Elena e Catarina credo vedano questa decisione come un "piegarsi" alla volontà delle donne ma non si rendono conto che non si possono imporre certe condizioni alle abitanti delle aldeas. Nel pomeriggio c'è stata la solita riunione d'equipe, che ogni volta mi toglie almeno 5 anni di vita... uno squallore di riunioni nelle quali Pablo dirige il tutto e alla fine decide tutto lui. Anche Simone se tenta di dire la sua viene subito accusato di essere il bianco rappresentante dell'organizzazione colonizzatrice che vive alle spalle di Fundamaya e viene messo a tacere con la ormai famosa frase: "voi non sapete nulla del nostro modo di vivere, noi sappiamo fare bene il nostro lavoro " (abbiamo alcuni dubbi purtroppo...). La sera della giornata di riunione d'equipo è sempre fatale, il morale a terra e solo voglia o di ubriacarsi o di andare a dormire. Meglio questa seconda opzione. Io ho preparato i miei bagagli per il giorno seguente...giovedi infatti sono scesa a Chimal per partecipare con i compagni di Aj Quen alla gita all'oceano del venerdi e alla festa-assemblea del sabato. Giovedi il viaggio è stato massacrante, sono partita alle 9 e sono arrivata a Chimal alle 3 e mezza... lavori in strada tra Quiché e Chichi (stano ristrutturando un ponte) obbligano a fare un giro assurdo per una strada di terra bianca dove praticamente per 45 minuti si respira polvere (le camionetas non sono certo a chiusura stagna...), a questo si aggiunge ulteriore ritardo in Chichi per via della settimana di festa di paese e la coda di quasi un'ora sulla carretera per i soliti lavoroni per costruire la strada a 4 corsie (parte degli accordi con gli States per il supposto "libero" scambio). Sono arrivata in Aj Quen cotta morta ma i companeros mi hanno subito risollevata. Non c'era molto da fare di lavoro, hanno finito l'invio degli ordini quindi erano in relax, 4 chiacchiere e poi ho accompagnato Roca , che era passato per caso in Aj Quen, sulla sua moto a riparare un telefono pubblico (il suo nuovo lavoro)..che forte. Alle 5 ho fatto un giretto con Kenia e poi sono andata a cena al Jalisco con Carlos e il suo amico Felix Arcan. La mattina seguente alle 7 (in realtà si sono fatte le 8) siamo partiti alla volta di Monterrico sull'oceano Pacifico. L'intero ufficio (tranne Victor in viaggio) e la junta directiva. Dopo 3 ore e mezzo di macchina siamo arrivati a Monterrico passando per Escuintla.Ad un certo punto le temperature si sono alzate incredibilmente... La costa guatemalteca presenta un clima caldo-umido... la giornata era stupenda, prima di arrivar in spiaggia mi sono comprata una crema solare protezione 45... visto che sono bianca-mozzarella meglio evitare di arrostirmi. Era la mia prima volta sul Pacifico, la spiaggia con la sabbia nera per l'origine vulcanica, le onde per niente pacifiche..che bello. Non c'era molta gente (essendo venerdi). L'unica cosa che mancava era il cocco....purtroppo ancora acerbo sugli alberi. Ci siamo divertiti nell'acqua e fuori..vedere le foto per credere. Siamo rimasti in spiaggia per oltre due ore, poi verso le 14 siamo andati a mangiare frutti di mare e pesce. Mi sono mangiata un piatto di gamberetti, molti buoni. Alla fine non potendo andare via senza aver per lo meno assaggiato un cocco abbiamo comprato da un ragazzo dei cocchi immaturi che è andato a tagliare direttamente dall'albero..non sapevano di molto ma meglio di niente. Al ritorno mi sono addormentata come un sasso, probabilmente è stato il sole a stendermi in questo modo. Il sabato, giorno della festa-assemblea. Soo arrivate circa un centinaio di socie di Aj Quen, in rappresentanza dei diversi gruppi e con bambini al seguito. Più che un'assemblea è stata una festa con diverse attività ludiche per bambini e adulti: giochi, lotteria, balli, canti, pinata ecc.. E' stata una giornata piacevole, purtroppo non sapevo ancora che sarebbe stata l'ultima giornata con l'attuale equipo di Aj Quen... poi vi spiego... la domenica sono partita con Lorenzo Muxtay alla volta di Nebaj dato che per il luendi era previsto il corso di formazione con le donne delle aldeas... ennesimo viaggio infernale-peggiore dell'andata. Siamo partiti a mezzogiorno e mezzo e siamo arrivati a Nebaj alle sette e mezzo: coda per i lavoroni nella carretera, camioneta che s'è fermata per strada, niente passo tra Chichi e Quiché e di nuovo deviazione per la strada di terra bianca...arrivati a Quiché non c'erano più microbus per Nebaj... con una folla di gente che aspettava... alla fine un microbus che aveva un'altra destinazione per 1 euro in più rispetto al prezzo standard del biglietto ha portato noi e altre persone fino a Nebaj...per fortuna. Arrivati a casa Simone stava preparando la cena assieme a Lalo e ci siamo messi a mangiare e a chiacchierare. Simone era contento di poter confrontarsi con Muxtay sulle varie questioni del progetto. La mattina del lunedi tutti avevano paura del ripetersi del flop della settimana precedente con il corso di Lalo...alle 8 ci siamo trovati nel parque....c'erano oltre 50 donne ad aspettare...sospiro di sollievo...Il corso è iniziato dopo la cerimonia maya di apertura e le varie presentazioni da parte nostra e da parte delle partecipanti. Oltre alle 50 donne c'erano almeno 30 bambini.. i più piccoli nelle braccia delle mamme, i più grandicelli fuori e dentro dal salone. Molta allegria. Muxtay ha cominciato il corso, una parte teorica e una parte pratica con lavori di gruppi. In rappresentanza di Fundamaya c'era un sacco di gente: Elena e Cata, Simone, Pablo, un maestro, Diego l'amministratore... Insomma un evento. Il maestro, Elena e Cata si sono rotati nella traduzione dallo spagnolo all'ixil... una buone parte delle donne non capisce lo spagnolo. Tutto è andato bene, nonostante la complessità degli argomenti trattati, Muxtay è stato un grande perché con la sua esperienza in Aj Quen sa spiegare le cose in maniera semplice e comprensibile.E' stato un corso introduttivo sulla piccola impresa artigiana. La sera con Simone e Lorenzo siamo andati a cena assieme e abbiamo continuato il confronto sulle potenzialità e sui limiti del progetto. Anche il giorno seguente la partecipazione è stata ottima, su 54 donne ne sono arrivate 51. Muxtay ha affrontato il discorso dei costi di produzione e del margine di guadagno che spesso non c'è perché le donne non calcono per niente i costi e vendono i loro prodotti a un prezzo tale che spesso ci perdono invece di guadagnare. Un esercizio di gruppo ha dimostrato prorpio questo. E' stato molto utile e le donne si sono rese conto che non valorizzano il loro lavoro. Io ho fatto amicizia con il piccolo Andres, un ragazzino di 10 anni, figlio di una delle partecipanti..pensate, prendeva appunti per la mamma che non sapeva leggere e scrivere. Andres è davvero un ragazzino intelligente e sensibile, m'è piaciuto molto. Gli altri bambini, specialmente le bambine, erano una banda di scatenati... troppo simpatici, in alcuni momenti mi trattenevo con loro a fare dei giochetti per farli stare buoni fori dal salone, a raccogliere le immondizie lasciate durante la merenda e il pranzo (realmente un merdaio..) e a fare foto (sono affascinati dalla magia delle foto digitali).Lalo ha avuto un momento per parlare un pò dei contenuto del suo corso, cosi come Don Juan (il sastre guerrigliero) e la signora che sarà il corso del telaio a pedale. Alla fine del corso ci siamo trattenuti in una riunione di equipe per una valutazione di queste due prime giornate e per un confronto con Lorenzo sulle possibilità di avanzare con il progetto. Al termine di questa lunga e faticosa giornata e la cena sono letteralmente crollata. Il mercoledi, ultima fase della tre-giorni di formazione, è stato la conferma del successo del corso. 54 partecipanti che hanno seguito il discorso sul mercato, sulla qualità dei prodotti, sull'importanza di innovazione. Alcune donne si sono meravigliate nel vedere le foto dei prodotti di Aj Quen.. abituate a tessere i 4 tessuti tipici (huipil, faja, cinta ecc..) non potevano credere che altre donne come loro possano produrre articoli cosi diversi (erano foto dei prodotti che Aj Quen esporta)...alcune hanno detto che non poteva essere vero, che Lorenzo chissà dove aveva fatto quelle foto.. su questo punto ho proposto nella successiva riunione di eqipe, la possibilità di una visita ad alcuni gruppi di Aj Quen (penso al gruppo di Cristina ad esempio, che dal prossimo mese sarà un'associazione indipendente...ce l'hanno fatta!!Pur restando legate ad AJ Quen inizieranno un nuovo importante cammino, complimenti!!!) che potrebbe essere molto utile per far vedere ai nostri gruupi che un processo di questo tipo è possibile. Al termine del corso c'è stato un momento di valutazione, chi sapeva scrivere ha risposto autonomamente alle domande poste da Muxtay, chi non sapeva scrivere ma poteva parlare spagnolo ha potuto ricevere un supporto da me e Simone.. le altre si sono affidate a Elena, Cata, Pablo, Ana e Lino di Fundamaya. sono ritornata con la mente a due anni (quasi tre in realtà!!) quando facevo le interviste con le artigiane per la tesi... Sono usciti molti commenti interessanti, la maggior parte delle donne, seppur con estrema difficoltà, è riuscita ad interiorizzare alcuni dei contenuti e quasi tutte hanno dimostrato l'interesse nel proseguire il percorso di formazione. Dopo una nuova riunione d'equipe artigianato sono andata a cena con Lorenzo, Pablo, Elena, Catarina, Diego e Lino. Lorenzo e Pablo ad un certo punto hanno iniziato a parlare dei tempi della guerra e del loro impegno socio-politico. Pablo ormai lo sappiamo che è stato un guerrigilero, Lorenzo no però anche lui si è sempre impegnato in forme di resistenza pacifica a Patzun e ha rischiato anche di essere sequestrato dall'esercito (assieme a dei colleghi di università che sono stati squestrati e non sono più riapparsi... lui per puro caso non era con loro in quel momento..). E' stato davvero interessante ascoltarli, hanno parlato anche della Rigoberta, della situazione socio-politica attuale, dei limiti della sinistra guatemalteca. Rientrata a casa ho trovato Simone, Amparo, Cosme e Jorga (non so come si scrive, è un nome basco, un nuovo arrivo.,è di Madrid ed è in Guate con le UNV con una borsa di studio dell'università) alle prese con la cena. Il giorno dopo con Simone sono andata alla riunione d'equipe a Chajul, soliti problemi, soliti scontri, solite delusioni...vabbè. La sera ho preferito restare a casa anziché ritrovarmi con il gruppo.. ogni tanto ci vuole un momento di solitudine per restare un pò con se stessa. Venerdi è stato un giorno di riposo, finalmente! In mattinata relax, chiacchiere con Simone e riordino stanza; nel pomeriggio sono andata con Amparo al centro culturale per parlare con due responsabili delle attività-due tipi che di cultura non se sanno niente...- Amparo ha proposto di fare un'attività con i bambini del pueblo: il presepe con la pasta-sale, l'idea gliela ho lanciata io memore della bella esperienza nelle scuole lo scorso anno con Mandacarù. Abbiamo organizzato l'attività assieme ai due "responsabili" per il 26 dicembre, oltre alla pasta-sale con tinte naturali (spezie, cacao, caffè, rapa rossa, toky che di naturale non ha molto visto che sono quelle polverine chimiche per fare le bibite..ma i colori che ne escono sono fenomenali) e qualsiasi cosa si possa utilizzare della spazzatura (bottiglie, sacchetti, sacchettini delle patatine, fiammiferi usati, cartoni, scatole, fili di cotone e di lana) e della natura (bastoncini, piume, foglie secche ecc...)...che ne verrà fuori? e soprattutto quei due responsabili poco responsabili riusciranno ad organizzarlo? Amparo ed io daremo supporto maeriale il 26 aiutando i bambini, la parte organizzativa tocca a questi due individui anche perché cosi si responsailizzano..forse.. Finita questa riunione con Amparo ci siamo dirette verso casa, facendo tappa ad una bancarella di cianfrusaglie dove Amparo ha fatto incetta di statuine del presepe di terracotta e dipinte a mano. Alcune erano veramanente simpatiche, me ne sono comprata una pure io e non h resistito nemmeno ad un camioncino di legno fatto artigianalmente.. troppo bello. Arrivate a casa ci siamo messe a fare gli esperimenti con le tinte per la pasta sale, sotto gli occhi allibiti di Simone che ci prendeva per matte. Alla fine sono arrivati anche Erik, Cosme e Jorga... è stata una serata bellissima... tutti quanti ci siamo messi a fare le figure del presepe che mancavano ad Amparo (tipo maria, giuseppe e il neonato gesù, i re magi,, alcuni animali ecc...)... abbiamo dato sfogo alla nostra fantasia e prendendo spunto anche dalla realtà guatemalteca (il comal per le tortillas con le tortillas, la pietra per macinare il maiz, la cesta sulla testa con la frutta, l'anfora per portare l'acqua, il contadino ubriaco ecc..).... ci siamo divertiti come pazzi. Sembravamo dei bambini, il nostro lato infantile è tornato a galla. Il tempo è volato, ci siamo salutati a mezzanotte passata.. Sabao mattina Simone, Cosme, Jorga ed io siamo andati a Chichicastenango per assistere all'ultimo giorno di feria.... essendo l'ultimo giorno le attività principali (come la tradizione del palo volador, ossia uomini mascherati che si lanciano lungo un palo legati ad una corda...tipo bungee jumpy ma esattamente non so come funziona..) già erano finite. Di gente ce n'era comunque, abbiamo assisitito al ballo del torito, al suono della marimba una folla di persone mascherate con dei costumi tradizionali e coloratissimi e ad un paio di processioni. Poi abbiamo fatto un salto al cimitero (coloratissimo), dove tra l'altro abbiamo individuato la tomba collettiva degli autisti di camionetas del quiché... una tomba sulla quale hanno costruito un modello di strada..pareva un gioco per bambini..foto per credere.. Inoltre immancabili sono stati gli acquisti.. non era il giorno del mercato (giovedi e domenica) quando Chichi si riempie di bancarelle però non sapendo se avrò tempo di ritornarci ho fatto l'acquisto folle che mi ero proposta... un copriletto fatto da differenti pezzi di huipiles..tutti diversi. Purtroppo mancano quelli di nebaj e chajul ma pazienza. Proprio bello e alla fine non l'ho pagato caro, l'equivalente di 40 euro. L'unico problema è che mi occuperà buona parte della valigia...staremo a vedere.. Rientrati a Nebaj siamo andati a cena con il resto della banda (Erik, Amparo, Manu, Nadia e Anna-una ragazza italiana in visita) per salutare Erik che parte per una vacanzina in Mexico e non ci sarà per la cena che organizziamo per il 24. A proposito.. eccco i miei piani per questi giorni: natale con il gruppo Europa qui a Nebaj, il 26 attività con i bambini e il 27 parto per Chimal per passare un pò di tempo con i miei amici. Di sicuro andrò a visitare Leo, Kenia, Yanet e Marta, farò un salto da José Victor e forse al lago Atitlan e da Chepe. Non ho molti giorni a disposizione però. L'alternativa era quella di andare in Chiapas per l'incontro zapatista, purtroppo per risparmiare un pò di soldi rinuncio a questa esperienza fenomenale (avrei visto il Subcomandante probabilmente).. e poi i miei amici guatemaltechi ci tengono che passi un pò di tempo con loro. Dato che tra un pò me ne vado e il tempo sarà poco preferisco stare con loro.
Ora una brutta notizia.. Leonel è stato licenziato in Aj Quen; era da un pò che questa possibilità girava nell'aria, Leo ha un carattere un pò difficile e irascibile e ha avuto qualche scontro verbale e quasi fisico con un paio di companeros in Aj Quen. La junta directiva lo teneva d'occhio da un pò e purtroppo è stata presa questa decisione. Lui se l'aspettava, è motlo giù di morale perché ora dovrà cercare un lavoro nuovo e non è facile. Carlos è dispiaciuto, pur riconoscendo il carattere difficile di Leo, lavorava bene con lui... questo in realtà tutti lo hanno riconosciuto perché Leo è sempre stato un gran lavoratore, puntuale e preciso. Purtroppo i problemi relazionali sono stati la causa di questa decisione. Ma non è il solo ad essere stato licenziato, purtroppo anche le due ragazze, Kenia e Clara, dovranno laciare AJ Quen..io l'ho saputo da Muxtay quando era qui a Nebaj, non lo sa ancora nessuno.... ci sono rimasta davvero male. Non lo sanno ancora e tranne la junta directiva e Victor non lo sa nessuno. Lorenzo mi ha spiegato che i motivi sono professionali, le due ragazze hanno dimostrato buona volontà ma purtroppo anche alcuni limiti professionali e per gli incarichi ricoperti finora ci vogliono persone più esperte. Mi spiace molto per loro, di sicuro però sarà più facile per loro trovare un nuovo lavoro. è brutto, in questi giorni devo fare finta di niente..non posso parlarlne né con Carlos, né con Leo e tantomeno con le dirette interessate ovviamente. Aj Quen perde tre belle persone, mi spiace tantissimo per Leo e Kenia che considero tra i miei migliori amici qui in Guate. E poi senza Leo Aj Quen sarà differente. Il prossimo mese fino alla mia partenza sarà strano recarmi in ufficio e non trovare Leo, Kenia.. che vedrò al di fuori ma sarà strano comunque. La relazione tra Leo e Kenia prosegue, forse ora sarà più facile per loro stare assieme. Il motivo del licenziamento non è la loro storia, da come ha parlato Lorenzo ho capito che non ne sono nemmeno a conoscenza (perché invece per Clara il motivo principale, oltre ad alcuni limiti professionali, è legato ad una relazione che pare sia nata con uno dell'ufficio- so chi è ma preferisco non dirlo per questioni di privacy....avevo anche dei sospetti ma non ero per niente sicura, pensavano fossero i soliti pettegolezzi dei ragazzi..Carlos e Leo mi avevano accennato qualcosa ma non li avevo presi molto sul serio......ma Lorenzo praticamente li ha beccati e quindi è vero......insomma Aj Quen peggio di Beautiful...). Le regole di Aj Quen sono piuttosto rigide in questo senso, per evitare problemi che erano sorti in passato quando c'erano state famiglie distrutte a causa di relazioni nate all'interno dell'ufficio...
Chiudo questa parentesi un pò spiacevole e con questo chiudo anche il resoconto. Le tantissime foto scattate in queste settimane le pubblico al più presto sul blog.
Di nuovo mando a tutti voi gli auguri per una buona fine 2007 e un buon inizio 2008. Tra un mese e mezzo torno e sarò felice di riabbracciarvi tutti.
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domenica, dicembre 23, 2007
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martedì 11 dicembre 2007
Inizio dicembre nebacchiense, con sole e nuovi arrivi
Le foto della settimana caratterizzata dai nuovi arrivi. E incredibilmente Nebaj con il sole.
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| Dicembre nebacchien |
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martedì, dicembre 11, 2007
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lunedì 10 dicembre 2007
Dal blog di Daniele Luttazzi
Dovrei andare al lavoro, sono già in ritardo. Ma voglio riportare anche i post che Daniele Luttazzi ha pubblicato in questi ultimi giorni sul suo Blog www.danieleluttazzi.it
Si commentano da soli. Io esprimo solamente piena solidarietà a Daniele e al suo staff.
Z
Contemporaneamente i militari hanno proibito:
i capelli lunghi,
le minigonne,
Sofocle,
Tolstoi,
Mark Twain,
Euripide,
spezzare i bicchieri alla russa,
Aragon,
Trotsky,
scioperare,
la libertà sindacale,
Lurcat,
Eschilo,
Aristofane,
Ionesco,
Sartre,
i Beatles,
Albee,
Pinter,
dire che Socrate era omosessuale,
l'ordine degli avvocati,
imparare il russo,
imparare il bulgaro,
la libertà di stampa,
l'enciclopedia internazionale,
la sociologia,
Beckett,
Dostojevskij,
Cechov,
Gorki e tutti i russi,
il "chi è?",
la musica moderna,
la musica popolare,
la matematica moderna,
i movimenti della pace
e la lettera "Z" che vuol dire "E' vivo" in greco antico.
By Daniele Luttazzi at 10 Dic 2007 - 09:00 | blog di Daniele Luttazzi
La smentita che non smentisce
Pochi minuti fa ( domenica 9/12, ore 23 e 22 ) i dirigenti di La7 hanno fatto dire in diretta a Maurizio Crozza che non è vero che stiano cancellando tutto il girato di Decameron.
ATTENTI: smentiscono che non lo stanno facendo. MA LA NOTIZIA E' CHE LO FARANNO DOMATTINA. Alle 10. Quando aprirà la saletta di montaggio.
La classica smentita che non smentisce.
LA CANCELLAZIONE DEL GIRATO DI DECAMERON ( già trasmesso e ancora da trasmettere ) E' UN SOPRUSO DI UNA GRAVITA' INAUDITA! NON E' AMMISSIBILE! E' INTOLLERABILE! MI RIPUGNA IL SOLO PENSIERO! NON SI DISTRUGGE L'ARTE! VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA!
By Daniele Luttazzi at 9 Dic 2007 - 23:32 | blog di Daniele Luttazzi
Decameron
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Come faccio a sopportare la chiusura di Decameron? Penso a Giuliano Ferrara in una vasca da bagno, con Berlusconi e Dell'Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta.
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By Daniele Luttazzi at 9 Dic 2007 - 10:46 | La Striscia | blog di Daniele Luttazzi
Fahrenheit
Stasera è successo un fatto gravissimo: per motivi legali ( nessuna comunicazione ufficiale della sospensione del programma ) io e Franza Di Rosa abbiamo completato al montaggio la puntata n.6 che doveva andare in onda. Verso le 20, dei funzionari di La7 sono entrati in sala montaggio per impedire fisicamente che proseguissimo. Hanno occupato la stanza, hanno intimato al tecnico di sospendere ( senza averne titolo ), uno di loro si è seduto al mio posto alla consolle e non se ne andava, sfidandoci. Ho telefonato all'avvocato: stavano commettendo un reato ( violenza privata ) e potevo chiamare la polizia. A quel punto sono usciti. Poi, quando ho finito e me ne sono andato, uno di loro è entrato per CANCELLARE TUTTO IL GIRATO di Decameron, passato e futuro. Spero non l'abbiano fatto.
By Daniele Luttazzi at 9 Dic 2007 - 02:24 | blog di Daniele Luttazzi
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lunedì, dicembre 10, 2007
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Luttazzi censurato su La7
Hanno sospeso la trasmissione Decameron di Luttazzi. Lo hanno fatto perchè
nell'ultima puntata ha lanciato questa battuta:
Dopo 4 anni guerra in Iraq: 3.900 soldati americani morti, 85.000 civili
iracheni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di
Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era
contrario alla guerra in Iraq. Come si fa a sopportare una cosa del genere?
Come si fa? Io ho un mio sistema, penso a Giuliano Ferrara immerso in una
vasca da bagno con Berlusconi e Dell'Utri che gli pisciano addosso, Previti
che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta
tutti.
La giustificazione data dai vertici di La7 è la seguente: la frase offende e insulta Giuliano Ferrara e si configura come una provocazione alla dignità e all'onore personale di un nostro collaboratore.
La puntata era dedicata all'Enciclica Spe Salvi del Papa Ratzi.... che sia questa la vera ragione del licenziamento?
Qualunque sia il motivo, dopo l'editto bulgaro di Berlusconi la satira è stata nuovamente censurata. Luttazzi è uno dei pochi veri comici di satira scomoda che ci sono ancora in Italia. E' riuscito a fare 2 milioni e mezzo di spettatori, che per La 7 sono cifre incredibili. E' vero, è un comico tagliente, provocatore. Come dovrebbero esserlo tutti i comici di satira. Ma in Italia i vertici dei Media italiani vorrebbero i vari Luttazzi, Fo, Guzzanti's brtothers and sisters tali quali al Bagaglino. Nella storia la satira ha sempre avuto come bersaglio il potere, quello politico, economico, religioso. E cosi deve continuare ad essere. Diciamo RESET alla censura, diciamo si alla SATIRA, quella vera, quella scomoda, quella provocatrice.
Ora vado a lavorare (pare che oggi davvero inizino i corsi di formazione!!!!!) ma prima riporto l'intervista l'intervista di Daniele a Repubblica, riflettiamo cari concittadini, l'Italia si sta rivelando nuovamente un Paese arretrato, almeno culturalmente....
SPETTACOLI & CULTURA InviaStampaIntervista al comico che risponde alle accuse dopo lo stop del suo programma
"Io non ho insultato Ferrara. Molti non afferrano il senso profondo della satira"
Luttazzi "La censura?
Ho criticato l'Enciclica"
di LEANDRO PALESTINI
ROMA - "È una situazione grottesca. Cancellano il Decameron senza motivo, Giuliano Ferrara non ha subìto insulti e difatti non protesta, con la censura La 7 ha un danno di immagine e di sabato si priva del 4 per cento dell'ascolto e di due milioni e mezzo di contatti". Daniele Luttazzi non riesce a darsi pace. Via mail l'azienda gli ha comunicato la risoluzione del rapporto ("coinvolti anche la regista Franza Di Rosa e una cinquantina di talenti"), ma sulle ragioni vere del gesto di Antonio Campo Dall'Orto il comico nutre dei dubbi, "perché chiudere un programma satirico non è come chiudere il meteo di una televisione".
Luttazzi, l'hanno bloccata dopo la registrazione della puntata su "Spe Salvi", l'enciclica del Papa. È il vero motivo del licenziamento?
"È un motivo plausibile. Perché l'altro motivo non regge. Ma nel mio monologo (di venti minuti) non prendevo in giro il Papa, lui è un sant'uomo. Mi interessava il tema: confrontavo i punti principali dell'enciclica di Ratzinger con argomenti satirici. Ho un punto di vista eterodosso, certo sconfesso la sua visione del Purgatorio, ma le mie battute su temi seri divertivano. Contestavo la visione dolorifica del mondo contenuta nell'enciclica e il plagio di massa delle religioni. La satira non è una burletta, la satira è una cosa seria".
Per ridere di Ferrara lei è andato giù pesante. Le risulta che abbia minacciato le dimissioni per i suoi "insulti"?
"Campo Dall'Orto mi ha assicurato che Giuliano non è intervenuto. La mia satira? Ferrara è stato uno dei più spietati propagandisti della guerra in Iraq, così l'ho inserito in un quadretto grottesco che attinge alla tradizione satirica (quella di Rabelais), che in Italia va dal Ruzante a Dario Fo. Nel monologo su Ferrara, da una parte mostravo gli eccessi sessuali e dall'altra gli eccessi della guerra: dal Napalm a Falluja alle torture di Abu Ghraib. Come diceva Lenny Bruce, non è il sesso ad essere pornografico, bensì la guerra".
Visto che Ferrara non è il mandante del suo licenziamento, andrebbe a parlare dei limiti della satira a "Otto e mezzo"?
"Ferrara è intelligente. È il primo che si diverte con la satira. Questo però raddoppia le sue responsabilità: lui ha fatto in Italia quello che l'Iraq Group di Carl Rowe ha fatto con gli americani. Ma io non vado ad aumentare l'audience di un programma altrui, soprattutto nella tv che ha cancellato il Decameron. Non sono la scimmietta di nessuno. Col c... che vado a Otto e mezzo!".
Eppure sabato sembrava che la rottura con La 7 si potesse sanare. Visto che Campo Dall'Orto ripeteva che lei, pur avendo sbagliato, resta il più bravo autore satirico su piazza...
"Anch'io lo speravo dopo il primo sms. Ma ormai è tardi: Telecom Media mi ha anticipato la notifica della risoluzione del contratto. Certo, c'è un controsenso in quello che ha fatto il direttore Campo Dall'Orto, e io glie l'ho detto: stai facendo l'errore più grande della tua carriera, distruggi quello che hai costruito in questi tre anni, l'immagine di La 7 come tv libera. Ma lui, che pure m'ha riportato in tv dopo l'editto bulgaro, ha scelto la via dura. Sabato sera si è creata una situazione "cilena" al montaggio: per motivi legali, io e la regista Franza Di Rosa, stavamo completando al montaggio la sesta puntata (visto che nessuna comunicazione ufficiale della sospensione era ancora arrivata). Verso le 20, dei funzionari di La 7 sono entrati in sala di montaggio per impedire fisicamente che proseguissimo. Hanno occupato la stanza, hanno intimato al tecnico di sospendere... Ho chiamato l'avvocato: stavano commettendo un reato, violenza privata, e potevo chiamare la polizia. Così sono usciti. Poi, quando ho finito uno di loro è entrato per cancellare tutto il girato di Decameron, passato e futuro. E lunedì lo faranno!".
(10 dicembre 2007)
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lunedì, dicembre 10, 2007
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Settimana di grandi arrivi a Nebaj
Hola a tod@s
rieccomi per un nuovo episodio del diario chapino, questa settimana è stata piuttosto intensa e caratterizzata incredibilmente dal bel tempo... da oltre sette giorni non piove, durante il giorno un sole stupendo, tanto che si può andare in giro in maniche corte. Solo la mattina presto e la notte le temperature sono piuttosto basse ed è meglio coprirsi bene. Sono a Nebaj da tre mesi e davvero non mi è mai capitato di vedere cosi tanto sole. Ormai mi ero abituata alla nebbia, alla pioggia, al freddo, all'umidità... ma è proprio piacevole svegliarsi e vedere il cielo limpido. Oggi ho preso anche un pò di sole in giardino.
Riprendo il resoconto dei fatti dopo questa parentesi metereologica. La settimana è iniziata all'insegna del lavoro. Riunione organizzativa con le ragazze il lunedi per pianificare le attività della settimana e del mese. Il martedi siamo andate a visitare un gruppo di donne a Chajul. Era dia de plaza, ossia il giorno del mercato, e il gruppo non era al completo dato che alcune erano impegnate nella vendita o negli acquisti al mercato. Prima di cominciare la riunione vera e propria, Elena ha dato la parola a me affinché mi presentassi...ho detto due cavolate in croce (da dove vengo, perchè sono qui, è un piacere essere qui con voi ecc....) e alla fine ho ricevuto un caloroso applauso... mi sono commossa.... Comunque anche in questo gruppo ci sono delle donne interessate e con la possibilità di frequentare gli intensi corsi di formazione. Ovviamente anche in questo caso sono le più giovani e quelle con minori impegni familiari. Una signora piuttosto anziana ha dimostrato la volontà di partecipare al corso per il miglioramento della qualità con il telar de cintura, che verrà impartito da Lalo l'artista, mi ha fatto piacere. Durante la riunione ho ricevuto la telefonata di Simone, il nuovo cooperante, ormai in terra guatemalteca (nella capi per il momento). Il giorno dopo sarebbe arrivato in quel di Nebaj!! Evviva!
Dopo la riunione abbiamo fatto un giro al mercato ma stavano già sbaraccando, quindi abbiamo deciso di andare a Cotzal per incontrare un gruppo. Ma durante il tragitto le ragazze si sono rese conto di non avere il recapito di nessuno del gruppo e quindi abbiamo fatto rientro a Nebaj. Nel pomeriggio dovevamo fare il loro resoconto mensile, quindi sono tornata a casa e ho passato l'intero pomeriggio a fare il trasloco dalla stanza bella a quella un pò sfigata. Ora che arriva Simone finisce la pacchia. Scherzo, ancha l'altra stanza non è male ma non c'è l'armadio e devo arrangiarmi con uno scaffale e per appendere i vestiti utilizzo una corda fissata a dei chiodi nel muro. La cosa che mi da fastidio della stanza è che l'unica finestra da sulla strada ma appena tiro la tendina un nugolo di persone si piazza davanti e guarda dentro..spesso sono bambini ma comunque mi da piuttosto fastidio. Quindi risulta piuttosto buia, ma fa lo stesso tanto la uso praticamente solo per dormire. Insomma, l'intero pomeriggio l'ho passato a sistemare la nuova stanza (compresi tessuti e poster alla pareti). Verso sera mi hanno telefonato Betty e Roby, i miei nuovi amici di San Cristobal, per dirmi che erano arrivati in quel di Nebaj (scambio di visita!), quindi ho preso e sono andata a recuperarli al parque dato che spiegare come arrivare a casa mia praticamente impossibile. Essendo ora di cena siamo andati a mangiare al Palmarcito, doe ci ha raggiunto Amparo che è entrata subito in confidenza con loro. Verso le 10 è iniziata una telefonata con Carlos che è durata due ore.. ci siamo raccontati un sacco di cose visto che erano quattro giorni che non ci sentivamo (!!)... mangiando frutti di mare crudi (il famoso ceviche) è stato malissimo ed è dimagrito dieci kili in tre giorni......... gli ho fatto mille raccomandazioni tipo mamma per riprendersi bene e recuperare le energie. Conoscendolo so che si trascura parecchio. I due nuovi arrivati erano piuttosto stanchi dal viaggio e siamo andati a dormire relativamente presto. Mercoledi mattina alle 6 mi telefona Elena per avvisarmi che dovevano andare (ordine del grande capo) al corso impartito dai maestri bilingue di Fundamaya sulla matematica ixil e che quindi si sospendevano le viste ai gruppi programmate per quel giorno.............. mi hanno chiesto se volevo andare anche io ma ho gentilemtne declinato l'invito dato che il corso sarebbe stato in ixil...... chi ci avrebbe capito qualcosa????? Quindi ho avuto modo di trascorrere la giornata con Roby e Betty. In realtà i due dormiglioni si sono alzati piuttosto tardi, dopo la colazione abbiamo preparato il pranzo al qual ha partecipato anche Amparo. Tra una chiacchiera e l'altra siamo usciti di casa a pomeriggio inoltrato, abbiamo fatto un giro per il paese, il mercado de artesania, il mercato della frutta e verdura, il parque.. non c'è molto da vedere in realtà. Roby e Betty sono davvero fantastici, sono proprio contenta di averli conosciuti. Verso sera ci ha raggiunti Amparo e siamo andati all'Espanto per bere una birra e poi al palmarcito per la cena. La signora, che ormai s'è affezionata a noi (c'è l'idea di organizzare al palmarcito un convivio, ossia un ritrovo, per celebrare le feste e la signora è entusiasta e mette a disposizione il locale per noi e per loro..perché in realtà lei e le sue figlie saranno parte degli invitati), ci ha preparato un piatto fantastico. Dopo cena siamo rientrati a casa per aspettare Simone che assieme a Diego l'amministratore di Fundamaya e Silvia, la nicaraguense che si occupa del controllo finanziario del progetto, stava arrivando a Nebaj. E finalmente verso le 11 di sera è arrivato!!!!!!! Un tipo alto, magro, capelli leggermente mossi scuri e legati in un chiffon. E' simpatico e in gamba. E' la terza volta che viene in Guatemala, 4 anni fa per la tesi sulle comunità pacifiche di resistenza (CPR) proprio nell'area ixil (conosce Pablo Ceto, in quel tempo aveva vissuto nella casa della sorella), due anni fa per il servizio civile con il CISV per un progetto proprio con le CPR anche se ha vissuto la maggior parte del tempo nella capi (capi sta per capitale!). Questo è il suo primo ruolo di responsabilità ed è entusiasta ma anche molto preoccupato. Siamo rimasti a chiacchierare per ore assieme a Roby e Betty, con un cin cin a base ri rum nicaraguense portato da Silvia (che però era in albergo). Il giorno dopo Simone doveva andare a Chajul per lavorare con Diego, Pablo e Silvia su questioni amministrative (con grande gioia di Simone..ma dovrà abituarsi...), Betty e Roby avevano previsto una gita alle cascate di Chichel e Santa Avelina, io mi sono trovata con le ragazze per vedere un pò la questione dell'alloggio e dei pasti per le partecipanti al corso del 10. Quando sono arrivata erano alle prese della pulizia del magazzino (credo per un'eventuale visita di Simone e Silvia..), siamo uscite tardi e non siamo arrivate a concludere nulla perché dopo un pranzo rapido in un comedor, siamo andate a Chajul per la riunione d'equipo, concentrata stavolta sull'arrivo di Simone e la presenza di Silvia. In realtà abbiamo aspettato per 45 minuti il microbus e siamo arrivate in ritardo..... al nostro arrivo è iniziata la riunione, addolcita dal cioccolato nicaraguense (ottimo, davvero buono..non so se perché era davvero buono o se perché dopo 3 mesi di astinenza da cioccolato-qui in Guatemala è orrido nonostante sia la terra d'origine del cacao..- un cioccolato quasisasi che non sia chapino riusulterebbe paradisiaco....) e frutta camarellata portati da Silvia. Dopo le presentazioni di Simone all'equipo e viceversa e un discorso di Silvia sono partiti i colloqui con i responsabili delle varie aree... Silvia ha deciso l'ordine e per la prima (e credo ultima volta) le ragazze di artigianato e tursmo sono state le prime ascoltate (di solito durante le riunioni d'equipo sono relegate all'ultimo posto, con poco tempo a disposizione e tutti che si fanno i cavoli loro....). Questa volta il colloquio è stato specifico per ciascun settore, quindi eravamo presenti solo noi di artigianato, Pablo, Diego in quanto amministratore, Simone e Silvia. Dopo una presentazione sintetica delle attività da parte di Elena è partito un momento di discussione sulle cose fatte ma soprattutto sulle cose da fare....qui sono intervenuta più volte, cercando di controllarmi per non esporre le mie idee con un tono troppo polemico sul progetto MLAL/Fundamaya in sé e sulla gestione da parte delle due inesperte ragazze. Per cercare di controllarmi mi sono affogata nel cioccolato e nella frutta carammellata. Ci sarebbero volute ore per, non dico trovare la via d'uscita nel labirinto, ma per lo meno per individuare il cammino giusto. Purtroppo siamo andate oltre alla mezzora stabilita e abbiamo dovuto interrompere per dare spazio agli altri due settori. Non avendo più motivo per restare ce ne siamo tornate a Nebaj. Per la sera era stata organizzata una cena di benvenuto in onore di Simone. Purtroppo Silvia è caduta e s'è fatta male al ginocchio, Pap Mec la guida spirutale, s'è esibito in un buffo rito di guarigione assolutamente inefficace e lei ha preferito restare in albergo a dormire.Alla cena è stato simpatico, hanno partecipato anche Roby e Betty. Siamo stati al Pasa Bien, lo stesso posto dove Chiara aveva organizzato la cena di addio. Rientrati a casa dopo cena abbiamo proseguito chiacchierando fino a tardi. Il giorno dopo io ho trascorso la giornata con le due ragazze e Lalo l'artista, abbiamo organizzato i fili in base al tipo e al colore prevalente nela cultura tessile dei tre municipi ixil (non cambiano solo i disegni ma anche i colori). Prima di iniziare questo lavoro, mentre le due ragazze erano impegnate a intervistare un paio di persone che volevano partecipare ai corsi di formazione, con Roby e Betty abbiamo chiacchierato a lungo con Lalo che poveretto era arrivato puntuale alle 9.... noi siamo arrivati alle 9.30 e lui era li ad aspettare che le altre due finissero... Abbiamo avuto il tempo anche di andare a visitare il suo museo...alle 11 Elena mi ha telefonato per dirmi che avevano finito... Roby e Betty sono andati a fare una passeggiata e noi siamo andati al lavoro. Verso Lalo ed io siamo andati verso casa, era prevista una cena preparata da Betty e Roby. A casa Simone, Silvia e Diego erano alle prese con le questioni amministrative dalla mattina... quindi siamo andati a cucinare a casa di Amparo. Ravioli con ripieno di biette e zucca con salsa di pomodoro, pizza e patate al forno. Piano piano è arrivata l'intera banda: Erik, Otto, Cosme, Marta, Virginio..insomma alla fine eravamo in 12 quando Simone distrutto ci ha raggiunti (dopo il lavoro ha portato Silvia all'ospedale e Osnedy il cubano che era di turno all'ospedale, l'ha osservata e le ha fatto un'iniezione dicendole di tornare il giorno dopo per i raggi...). La cena è stata super. Peccato solo che in paese c'era festa (per la Virgen de la Concepcion)...gente per le strade, le processioni, musica per ballare.....e noi siamo rimasti a casa!! In realtà è stato bello cosi, io alle 2.30 stavo crollando e sono andata a dormire, alcuni (Amparo, Cosme, Simone, Otto, Betty e Roby) sono rimasti fino alle 3.30! La mattina seguente Roby e Betty dovevano partire per San Cris....alla fine sono partiti alle 11.30..... anche Simone è partito per accompagnare Silvia nella capi. Ho trascorso la giornata in relax, approfittando del bel tempo. La sera con Amparo, Cosme, Otto e Marta ci siamo trovati per andare in centro e vedere il secondo giorno di festa...c'era una processione della cofradia per il trasporto della Virgen nella casa di una famiglia di Nebaj (è un rito che fanno tutti gli anni, la statua della Virgen viene accolta e protetta da una famiglia a rotazione). Non avevo con me la macchina fotografica ma cercherò di descrivervi la scena:immaginatevi una statua della Madonna di circa un metro di altezza con un vestito stile principessa Sissi (strano perché di solito hano trajes tipici) posta su una specie di baldacchino coperto da un'ombrellone multicolore stile arcobaleno e contornato da mille lucine intermittenti come quelle dell'albero di natale che funzionavano grazie ad un generatore.... bè sembrava più un carnevale! La processione è iniziata e terminata con le classiche bombe (i tubi dentro i quali fanno partire dei petardi e i fuochi d'artificio. Aspettando l'inizio del "grande baile", musica dal vivo, siamo andati a mangiare qualcosina..alla fine niente baile, siamo tornati a casa realtivamente presto probabilmente cotti dalla festa della sera precedente. Oggi, domenica, giornata di relax e di bucato (dato il bel sole). Domani iniziano i corsi di formazione...ma fino a quando non vedo con i miei occhi non ci credo. Speriamo bene... Fino a mercoledi ci sarà il corso di Lalo, poi interruzione fino a lunedi quando dovrebbero quelli di Aj Quen per il corso introduttivo su micro-impresa artigianale ecc... A proposito, probabilmente giovedi o forse venerdi andrò in Aj Quen, per il convivio tradizionale di fine anno e all'assemblea generale dei soci. Sono stata invitata, faccio parte della famiglia ormai :-) bè sono contenta di andare a Chimal, sono dieci giorni che non li vedo e mi mancano.
Bene, ho finito anche per questa volta il resoconto della settimana. Nei prossimi giorni pubblicherò le foto sul blog.
Un abbraccio a tutti e que les vaya bien. Buon tutto
Abajo y a la izquierda,
Su.
Pubblicato da
Suna
alle
lunedì, dicembre 10, 2007
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