domenica 23 dicembre 2007

Dopo due settimane di silenzio

Hola a tod@s
spero state tutti bene. Innanzitutto auguro a tutti voi buon natale e un felice anno nuovo. Qui il clima di festa è iniziato già da un pò, decorazioni natalizie molto simili alle nostre (alberi di natale, luci colorate, babbi natale finti o veri...), a gente indaffarata negli acquisti dei regali...fa uno strano effetto, l'influenza del selvaggio consumismo occidentale incide parecchio anche nei pueblos come Nebaj anche se in misura ridotta rispetto alle realtà più cittadine come la capitale o Chimaltenango. I petardi e le bombe sono all'ordine del giorno e della notte (nel cuore della notte capita spesso di sentire le famose bombe esplodere nel pueblo), i bambini si divertono con i petardi e piccoli fuochi d'artificio tanto da fare invidia a Napoli. Non immagino il 24 o il 31...sto pensando di procurarmi i tappi per le orecchie...
Dopo questa parentesi natalizia riprendo il filo del racconto interrotto due settimane fa. Come vi avevo accennato avrebbero dovuto iniziare i corsi di formazione, il primo sarebbe stato quello di Lalo su telaio a cintura....lunedi 10 avrebbero dovuto arrivare 8-9 donne dalle diverse comunità visitate...io avevo molti dubbi e perplessità... che hanno avuto conferma il lunedi alle 8 quando nel luogo dell'apputamento è arrivata solo una persona. Io ero già nel centro culturale con Lalo da un pò quando ho ricevuto la telefonata di Elena che con una risata isterica mi ha detto che il corso era sospeso perché le donne non sono arrivate. Ne aveva già chiamate alcune, chi non poteva perché il marito non la lascia uscire, chi perché aveva i lavori di casa da fare, chi per un parente ammalato, chi per i figli..insomma come avevo previsto la proposta/imposizione di 3 giornate di formazione residenziale (con l'obbligo di restare a dormire fuori casa) non era realizzabile. Non mi sono sorpresa più di tanto, ho sperato solamente che questa potesse essere una lezione da cui imparare per il futuro. Dopo aver insistito con le due ragazze della necessità di venire al centro per parlare e scusarsi con Lalo, ci siamo recate nella bottega-ufficio per analizzare la situazione e cercare di riorganizzare le visite alle comunità per delle nuove riunioni in vista dei corsi di formazione. Le due ragazze erano piuttosto abbattute, ho cercato di tranquillizzarle e di sollevare un pò il morale ma al tempo stesso ho sottolineato l'importanza di imparare dagli errori (e qui di errori ne stiamo facendo tanti). Abbiamo iniziato a coordinare le riunioni con i gruppi. Nel pomeriggio è arrivato anche Simone, il quale ha deciso di accompagnarci in visita alle comunità in maniera da entrare nel vivo delle attività di artigianato. Per il giorno seguente abbiamo programmato la visita a tre gruppi in altrettante aldeas di Nebaj. La mattina presto siamo partiti Simone, Elena ed io alla volta dei villaggi. Bei paesaggi e un bel sole ci hanno accompagnati. Nella prima aldea, la Pista, ci hano offerto caffè e un pane per la colazione, la riunione è andata bene, abbiamo raccolto le adesioni per il corso con Aj Quen e per i successivi corsi cercando di chiarire meglio le cose e spiegando alle donne che è stato un errore estrategico quello di pretendere che si fermassero a dormire fuori e che non potessero portare i figli-almeno quelli più piccoli. Gli stessi argomenti li abbiamo sviscerati nella seconda aldea, Batzuchil, dove un numeroso e dinamico gruppo di oltre 20 donne ci hanno accolto nel campetto sportivo dell'aldea. Con il terzo gruppo, a Janlay, siamo arrivati all'ora del pranzo e abbiamo mangiato nella casa della lider del gruppo: uovo con salsa di pomodoro e tortillas e un ottimo infuso di basilico. Anche qui la riunione è andata bene, un bel gruppo e diverse adesioni. Siamo rientrati a Nebaj piuttosto tardi anche perchè visitare i gruppi nelle comunità significa adattarsi ai tempi delle donne... se dai l'appuntamento alle 9 affinché per lo meno arrivino alle 9.30 alla fine arrivano alle 10..... quindi i tempi si allungano. Anche il giorno seguente è stato impiegato per andare a visitare tre gruppi, questa volta in tre cantones di Chajul. Gruppi meno numerosi ma apparentemente dinamici. Le riunioni sono andate bene, la scelta di essere meno radicali e permettere alle donne di portare i bambini e di rientrare alle proprie case, è stata fondamentale. Purtroppo Elena e Catarina credo vedano questa decisione come un "piegarsi" alla volontà delle donne ma non si rendono conto che non si possono imporre certe condizioni alle abitanti delle aldeas. Nel pomeriggio c'è stata la solita riunione d'equipe, che ogni volta mi toglie almeno 5 anni di vita... uno squallore di riunioni nelle quali Pablo dirige il tutto e alla fine decide tutto lui. Anche Simone se tenta di dire la sua viene subito accusato di essere il bianco rappresentante dell'organizzazione colonizzatrice che vive alle spalle di Fundamaya e viene messo a tacere con la ormai famosa frase: "voi non sapete nulla del nostro modo di vivere, noi sappiamo fare bene il nostro lavoro " (abbiamo alcuni dubbi purtroppo...). La sera della giornata di riunione d'equipo è sempre fatale, il morale a terra e solo voglia o di ubriacarsi o di andare a dormire. Meglio questa seconda opzione. Io ho preparato i miei bagagli per il giorno seguente...giovedi infatti sono scesa a Chimal per partecipare con i compagni di Aj Quen alla gita all'oceano del venerdi e alla festa-assemblea del sabato. Giovedi il viaggio è stato massacrante, sono partita alle 9 e sono arrivata a Chimal alle 3 e mezza... lavori in strada tra Quiché e Chichi (stano ristrutturando un ponte) obbligano a fare un giro assurdo per una strada di terra bianca dove praticamente per 45 minuti si respira polvere (le camionetas non sono certo a chiusura stagna...), a questo si aggiunge ulteriore ritardo in Chichi per via della settimana di festa di paese e la coda di quasi un'ora sulla carretera per i soliti lavoroni per costruire la strada a 4 corsie (parte degli accordi con gli States per il supposto "libero" scambio). Sono arrivata in Aj Quen cotta morta ma i companeros mi hanno subito risollevata. Non c'era molto da fare di lavoro, hanno finito l'invio degli ordini quindi erano in relax, 4 chiacchiere e poi ho accompagnato Roca , che era passato per caso in Aj Quen, sulla sua moto a riparare un telefono pubblico (il suo nuovo lavoro)..che forte. Alle 5 ho fatto un giretto con Kenia e poi sono andata a cena al Jalisco con Carlos e il suo amico Felix Arcan. La mattina seguente alle 7 (in realtà si sono fatte le 8) siamo partiti alla volta di Monterrico sull'oceano Pacifico. L'intero ufficio (tranne Victor in viaggio) e la junta directiva. Dopo 3 ore e mezzo di macchina siamo arrivati a Monterrico passando per Escuintla.Ad un certo punto le temperature si sono alzate incredibilmente... La costa guatemalteca presenta un clima caldo-umido... la giornata era stupenda, prima di arrivar in spiaggia mi sono comprata una crema solare protezione 45... visto che sono bianca-mozzarella meglio evitare di arrostirmi. Era la mia prima volta sul Pacifico, la spiaggia con la sabbia nera per l'origine vulcanica, le onde per niente pacifiche..che bello. Non c'era molta gente (essendo venerdi). L'unica cosa che mancava era il cocco....purtroppo ancora acerbo sugli alberi. Ci siamo divertiti nell'acqua e fuori..vedere le foto per credere. Siamo rimasti in spiaggia per oltre due ore, poi verso le 14 siamo andati a mangiare frutti di mare e pesce. Mi sono mangiata un piatto di gamberetti, molti buoni. Alla fine non potendo andare via senza aver per lo meno assaggiato un cocco abbiamo comprato da un ragazzo dei cocchi immaturi che è andato a tagliare direttamente dall'albero..non sapevano di molto ma meglio di niente. Al ritorno mi sono addormentata come un sasso, probabilmente è stato il sole a stendermi in questo modo. Il sabato, giorno della festa-assemblea. Soo arrivate circa un centinaio di socie di Aj Quen, in rappresentanza dei diversi gruppi e con bambini al seguito. Più che un'assemblea è stata una festa con diverse attività ludiche per bambini e adulti: giochi, lotteria, balli, canti, pinata ecc.. E' stata una giornata piacevole, purtroppo non sapevo ancora che sarebbe stata l'ultima giornata con l'attuale equipo di Aj Quen... poi vi spiego... la domenica sono partita con Lorenzo Muxtay alla volta di Nebaj dato che per il luendi era previsto il corso di formazione con le donne delle aldeas... ennesimo viaggio infernale-peggiore dell'andata. Siamo partiti a mezzogiorno e mezzo e siamo arrivati a Nebaj alle sette e mezzo: coda per i lavoroni nella carretera, camioneta che s'è fermata per strada, niente passo tra Chichi e Quiché e di nuovo deviazione per la strada di terra bianca...arrivati a Quiché non c'erano più microbus per Nebaj... con una folla di gente che aspettava... alla fine un microbus che aveva un'altra destinazione per 1 euro in più rispetto al prezzo standard del biglietto ha portato noi e altre persone fino a Nebaj...per fortuna. Arrivati a casa Simone stava preparando la cena assieme a Lalo e ci siamo messi a mangiare e a chiacchierare. Simone era contento di poter confrontarsi con Muxtay sulle varie questioni del progetto. La mattina del lunedi tutti avevano paura del ripetersi del flop della settimana precedente con il corso di Lalo...alle 8 ci siamo trovati nel parque....c'erano oltre 50 donne ad aspettare...sospiro di sollievo...Il corso è iniziato dopo la cerimonia maya di apertura e le varie presentazioni da parte nostra e da parte delle partecipanti. Oltre alle 50 donne c'erano almeno 30 bambini.. i più piccoli nelle braccia delle mamme, i più grandicelli fuori e dentro dal salone. Molta allegria. Muxtay ha cominciato il corso, una parte teorica e una parte pratica con lavori di gruppi. In rappresentanza di Fundamaya c'era un sacco di gente: Elena e Cata, Simone, Pablo, un maestro, Diego l'amministratore... Insomma un evento. Il maestro, Elena e Cata si sono rotati nella traduzione dallo spagnolo all'ixil... una buone parte delle donne non capisce lo spagnolo. Tutto è andato bene, nonostante la complessità degli argomenti trattati, Muxtay è stato un grande perché con la sua esperienza in Aj Quen sa spiegare le cose in maniera semplice e comprensibile.E' stato un corso introduttivo sulla piccola impresa artigiana. La sera con Simone e Lorenzo siamo andati a cena assieme e abbiamo continuato il confronto sulle potenzialità e sui limiti del progetto. Anche il giorno seguente la partecipazione è stata ottima, su 54 donne ne sono arrivate 51. Muxtay ha affrontato il discorso dei costi di produzione e del margine di guadagno che spesso non c'è perché le donne non calcono per niente i costi e vendono i loro prodotti a un prezzo tale che spesso ci perdono invece di guadagnare. Un esercizio di gruppo ha dimostrato prorpio questo. E' stato molto utile e le donne si sono rese conto che non valorizzano il loro lavoro. Io ho fatto amicizia con il piccolo Andres, un ragazzino di 10 anni, figlio di una delle partecipanti..pensate, prendeva appunti per la mamma che non sapeva leggere e scrivere. Andres è davvero un ragazzino intelligente e sensibile, m'è piaciuto molto. Gli altri bambini, specialmente le bambine, erano una banda di scatenati... troppo simpatici, in alcuni momenti mi trattenevo con loro a fare dei giochetti per farli stare buoni fori dal salone, a raccogliere le immondizie lasciate durante la merenda e il pranzo (realmente un merdaio..) e a fare foto (sono affascinati dalla magia delle foto digitali).Lalo ha avuto un momento per parlare un pò dei contenuto del suo corso, cosi come Don Juan (il sastre guerrigliero) e la signora che sarà il corso del telaio a pedale. Alla fine del corso ci siamo trattenuti in una riunione di equipe per una valutazione di queste due prime giornate e per un confronto con Lorenzo sulle possibilità di avanzare con il progetto. Al termine di questa lunga e faticosa giornata e la cena sono letteralmente crollata. Il mercoledi, ultima fase della tre-giorni di formazione, è stato la conferma del successo del corso. 54 partecipanti che hanno seguito il discorso sul mercato, sulla qualità dei prodotti, sull'importanza di innovazione. Alcune donne si sono meravigliate nel vedere le foto dei prodotti di Aj Quen.. abituate a tessere i 4 tessuti tipici (huipil, faja, cinta ecc..) non potevano credere che altre donne come loro possano produrre articoli cosi diversi (erano foto dei prodotti che Aj Quen esporta)...alcune hanno detto che non poteva essere vero, che Lorenzo chissà dove aveva fatto quelle foto.. su questo punto ho proposto nella successiva riunione di eqipe, la possibilità di una visita ad alcuni gruppi di Aj Quen (penso al gruppo di Cristina ad esempio, che dal prossimo mese sarà un'associazione indipendente...ce l'hanno fatta!!Pur restando legate ad AJ Quen inizieranno un nuovo importante cammino, complimenti!!!) che potrebbe essere molto utile per far vedere ai nostri gruupi che un processo di questo tipo è possibile. Al termine del corso c'è stato un momento di valutazione, chi sapeva scrivere ha risposto autonomamente alle domande poste da Muxtay, chi non sapeva scrivere ma poteva parlare spagnolo ha potuto ricevere un supporto da me e Simone.. le altre si sono affidate a Elena, Cata, Pablo, Ana e Lino di Fundamaya. sono ritornata con la mente a due anni (quasi tre in realtà!!) quando facevo le interviste con le artigiane per la tesi... Sono usciti molti commenti interessanti, la maggior parte delle donne, seppur con estrema difficoltà, è riuscita ad interiorizzare alcuni dei contenuti e quasi tutte hanno dimostrato l'interesse nel proseguire il percorso di formazione. Dopo una nuova riunione d'equipe artigianato sono andata a cena con Lorenzo, Pablo, Elena, Catarina, Diego e Lino. Lorenzo e Pablo ad un certo punto hanno iniziato a parlare dei tempi della guerra e del loro impegno socio-politico. Pablo ormai lo sappiamo che è stato un guerrigilero, Lorenzo no però anche lui si è sempre impegnato in forme di resistenza pacifica a Patzun e ha rischiato anche di essere sequestrato dall'esercito (assieme a dei colleghi di università che sono stati squestrati e non sono più riapparsi... lui per puro caso non era con loro in quel momento..). E' stato davvero interessante ascoltarli, hanno parlato anche della Rigoberta, della situazione socio-politica attuale, dei limiti della sinistra guatemalteca. Rientrata a casa ho trovato Simone, Amparo, Cosme e Jorga (non so come si scrive, è un nome basco, un nuovo arrivo.,è di Madrid ed è in Guate con le UNV con una borsa di studio dell'università) alle prese con la cena. Il giorno dopo con Simone sono andata alla riunione d'equipe a Chajul, soliti problemi, soliti scontri, solite delusioni...vabbè. La sera ho preferito restare a casa anziché ritrovarmi con il gruppo.. ogni tanto ci vuole un momento di solitudine per restare un pò con se stessa. Venerdi è stato un giorno di riposo, finalmente! In mattinata relax, chiacchiere con Simone e riordino stanza; nel pomeriggio sono andata con Amparo al centro culturale per parlare con due responsabili delle attività-due tipi che di cultura non se sanno niente...- Amparo ha proposto di fare un'attività con i bambini del pueblo: il presepe con la pasta-sale, l'idea gliela ho lanciata io memore della bella esperienza nelle scuole lo scorso anno con Mandacarù. Abbiamo organizzato l'attività assieme ai due "responsabili" per il 26 dicembre, oltre alla pasta-sale con tinte naturali (spezie, cacao, caffè, rapa rossa, toky che di naturale non ha molto visto che sono quelle polverine chimiche per fare le bibite..ma i colori che ne escono sono fenomenali) e qualsiasi cosa si possa utilizzare della spazzatura (bottiglie, sacchetti, sacchettini delle patatine, fiammiferi usati, cartoni, scatole, fili di cotone e di lana) e della natura (bastoncini, piume, foglie secche ecc...)...che ne verrà fuori? e soprattutto quei due responsabili poco responsabili riusciranno ad organizzarlo? Amparo ed io daremo supporto maeriale il 26 aiutando i bambini, la parte organizzativa tocca a questi due individui anche perché cosi si responsailizzano..forse.. Finita questa riunione con Amparo ci siamo dirette verso casa, facendo tappa ad una bancarella di cianfrusaglie dove Amparo ha fatto incetta di statuine del presepe di terracotta e dipinte a mano. Alcune erano veramanente simpatiche, me ne sono comprata una pure io e non h resistito nemmeno ad un camioncino di legno fatto artigianalmente.. troppo bello. Arrivate a casa ci siamo messe a fare gli esperimenti con le tinte per la pasta sale, sotto gli occhi allibiti di Simone che ci prendeva per matte. Alla fine sono arrivati anche Erik, Cosme e Jorga... è stata una serata bellissima... tutti quanti ci siamo messi a fare le figure del presepe che mancavano ad Amparo (tipo maria, giuseppe e il neonato gesù, i re magi,, alcuni animali ecc...)... abbiamo dato sfogo alla nostra fantasia e prendendo spunto anche dalla realtà guatemalteca (il comal per le tortillas con le tortillas, la pietra per macinare il maiz, la cesta sulla testa con la frutta, l'anfora per portare l'acqua, il contadino ubriaco ecc..).... ci siamo divertiti come pazzi. Sembravamo dei bambini, il nostro lato infantile è tornato a galla. Il tempo è volato, ci siamo salutati a mezzanotte passata.. Sabao mattina Simone, Cosme, Jorga ed io siamo andati a Chichicastenango per assistere all'ultimo giorno di feria.... essendo l'ultimo giorno le attività principali (come la tradizione del palo volador, ossia uomini mascherati che si lanciano lungo un palo legati ad una corda...tipo bungee jumpy ma esattamente non so come funziona..) già erano finite. Di gente ce n'era comunque, abbiamo assisitito al ballo del torito, al suono della marimba una folla di persone mascherate con dei costumi tradizionali e coloratissimi e ad un paio di processioni. Poi abbiamo fatto un salto al cimitero (coloratissimo), dove tra l'altro abbiamo individuato la tomba collettiva degli autisti di camionetas del quiché... una tomba sulla quale hanno costruito un modello di strada..pareva un gioco per bambini..foto per credere.. Inoltre immancabili sono stati gli acquisti.. non era il giorno del mercato (giovedi e domenica) quando Chichi si riempie di bancarelle però non sapendo se avrò tempo di ritornarci ho fatto l'acquisto folle che mi ero proposta... un copriletto fatto da differenti pezzi di huipiles..tutti diversi. Purtroppo mancano quelli di nebaj e chajul ma pazienza. Proprio bello e alla fine non l'ho pagato caro, l'equivalente di 40 euro. L'unico problema è che mi occuperà buona parte della valigia...staremo a vedere.. Rientrati a Nebaj siamo andati a cena con il resto della banda (Erik, Amparo, Manu, Nadia e Anna-una ragazza italiana in visita) per salutare Erik che parte per una vacanzina in Mexico e non ci sarà per la cena che organizziamo per il 24. A proposito.. eccco i miei piani per questi giorni: natale con il gruppo Europa qui a Nebaj, il 26 attività con i bambini e il 27 parto per Chimal per passare un pò di tempo con i miei amici. Di sicuro andrò a visitare Leo, Kenia, Yanet e Marta, farò un salto da José Victor e forse al lago Atitlan e da Chepe. Non ho molti giorni a disposizione però. L'alternativa era quella di andare in Chiapas per l'incontro zapatista, purtroppo per risparmiare un pò di soldi rinuncio a questa esperienza fenomenale (avrei visto il Subcomandante probabilmente).. e poi i miei amici guatemaltechi ci tengono che passi un pò di tempo con loro. Dato che tra un pò me ne vado e il tempo sarà poco preferisco stare con loro.
Ora una brutta notizia.. Leonel è stato licenziato in Aj Quen; era da un pò che questa possibilità girava nell'aria, Leo ha un carattere un pò difficile e irascibile e ha avuto qualche scontro verbale e quasi fisico con un paio di companeros in Aj Quen. La junta directiva lo teneva d'occhio da un pò e purtroppo è stata presa questa decisione. Lui se l'aspettava, è motlo giù di morale perché ora dovrà cercare un lavoro nuovo e non è facile. Carlos è dispiaciuto, pur riconoscendo il carattere difficile di Leo, lavorava bene con lui... questo in realtà tutti lo hanno riconosciuto perché Leo è sempre stato un gran lavoratore, puntuale e preciso. Purtroppo i problemi relazionali sono stati la causa di questa decisione. Ma non è il solo ad essere stato licenziato, purtroppo anche le due ragazze, Kenia e Clara, dovranno laciare AJ Quen..io l'ho saputo da Muxtay quando era qui a Nebaj, non lo sa ancora nessuno.... ci sono rimasta davvero male. Non lo sanno ancora e tranne la junta directiva e Victor non lo sa nessuno. Lorenzo mi ha spiegato che i motivi sono professionali, le due ragazze hanno dimostrato buona volontà ma purtroppo anche alcuni limiti professionali e per gli incarichi ricoperti finora ci vogliono persone più esperte. Mi spiace molto per loro, di sicuro però sarà più facile per loro trovare un nuovo lavoro. è brutto, in questi giorni devo fare finta di niente..non posso parlarlne né con Carlos, né con Leo e tantomeno con le dirette interessate ovviamente. Aj Quen perde tre belle persone, mi spiace tantissimo per Leo e Kenia che considero tra i miei migliori amici qui in Guate. E poi senza Leo Aj Quen sarà differente. Il prossimo mese fino alla mia partenza sarà strano recarmi in ufficio e non trovare Leo, Kenia.. che vedrò al di fuori ma sarà strano comunque. La relazione tra Leo e Kenia prosegue, forse ora sarà più facile per loro stare assieme. Il motivo del licenziamento non è la loro storia, da come ha parlato Lorenzo ho capito che non ne sono nemmeno a conoscenza (perché invece per Clara il motivo principale, oltre ad alcuni limiti professionali, è legato ad una relazione che pare sia nata con uno dell'ufficio- so chi è ma preferisco non dirlo per questioni di privacy....avevo anche dei sospetti ma non ero per niente sicura, pensavano fossero i soliti pettegolezzi dei ragazzi..Carlos e Leo mi avevano accennato qualcosa ma non li avevo presi molto sul serio......ma Lorenzo praticamente li ha beccati e quindi è vero......insomma Aj Quen peggio di Beautiful...). Le regole di Aj Quen sono piuttosto rigide in questo senso, per evitare problemi che erano sorti in passato quando c'erano state famiglie distrutte a causa di relazioni nate all'interno dell'ufficio...
Chiudo questa parentesi un pò spiacevole e con questo chiudo anche il resoconto. Le tantissime foto scattate in queste settimane le pubblico al più presto sul blog.
Di nuovo mando a tutti voi gli auguri per una buona fine 2007 e un buon inizio 2008. Tra un mese e mezzo torno e sarò felice di riabbracciarvi tutti.

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