domenica 2 dicembre 2007

La settimana del foro-feria

Hola a tod@s.
Rieccomi per la seconda parte del diario relativo alle ultime due settimane. Nella precedente puntata ho raccontato della trasferta in terra zapatista. Ora scriverò del foro-feria sul commercio solidale e del rientro a Nebaj. Dunque, come ho già spiegato precedentemente, mercoledi 21, dopo alcune ore a Nebaj di ritorno dal Chiapas, sono ripartita alla volta di Chimaltenango dove ho ritrovato i miei amiconi di Aj Quen.
Giovedi mattina è iniziato il foro-feria. Oltre centocinquanta persone da Guatemala, Salvador, Honduras, Perù, Panamà e vari Paesi del Nord America ed Europa si sono ritrovate presso le strutture di ASECSA (un'associazione che si occupa di medicina tradizionale e naturale maya) per discutere di globalizzazione, ingiustizie, commercio ingiusto, commercio equo, economia solidale. Le conferenze e i dibattiti sono stati interessanti, alcune persone hanno illustrato le loro esperienze in termini di alternative alla globalizzazione e al commercio iniquo. L'idea principale che è sorta è quella della necessità di creare reti di mercato locale, basate su condizioni di scambio più eque, sul biologico e il rispetto per l'ambiente, sulla valorizzazione delle risorse locali e sui diritti delle persone. Si è parlato anche di baratto, di monete alternative (come l'esperimento dell'ecoaspromonte nel parco dell'Aspromonte, leggete se vi interessa un articolo sul mio blog che parla proprio di queste forme di economia alternativa), di lotta agli OGM, alle multinazionali (la caca-cola è stato un leit-motiv delle quattro giornate, accompagnato dallo "spot alternativo" lanciato a favore dell'ujuste, una bacca secca simile alla nocciola che si trova in Guatemala con la quale si possono preparare cibi e bevande estremamete nutrienti...l'hanno presentata come un alimento che può sostituire in parte il consumo di mais che in Guatemala è praticamente l'alimento base..e sappiamo anche noi dalla nostra storia che mangiare troppo mais può portare malattie-la pellagra- e di per sè non è un alimento completo..se pensiamo che qui mangiano mais, fagioli, uova ed erbe dei campi si capisce perché la maggioranza dei bambini nelle comunità soffrono di malnutrizione e sembrano più piccoli della loro età).
Ho conosciuto molte persone interessanti ed è bello ritrovarsi con tanta gente che condivide idee simili alle tue e lotta quotidianamente per rendere migliore questo mondo. Era presente lo staff educazione di Aj Quen (il comandante Muxtay, Chepe e Clara), verso mezzogiorno del giovedi sono arrivate anche Elena e Catarina da Nebaj cariche dei prodotti che avremmo poi presentato nella fiera. Le due ragazze ormai sono soprannominate la pappa e la ciccia (o pan y mantequilla, uña y mugre o tal para cual) dato che non si staccano per un secondo. Accanto ai dibattiti, ci sono stati anche dei lavori di gruppo, un pò meno interessanti perchè troppo teorici, troppo simili ai dibattiti..anche perché i gruppi erano in realtà dei super-gruppi di oltre 40 persone!!Avrei preferito delle attività pratiche come giochi di ruolo o di simulazione. Invece molto divertente è stata un'opera di teatro sulle tematiche del commercio e della solidarietà che hanno realizzato il primo giorno di foro. Con sketch ironici e divertenti gli attori hanno toccato molti punti interessanti coinvolgendo anche il pubblico. Sono riuscita a riprendere alcuni pezzi con la telecamera della macchina fotografica, purtroppo non l'ho ripresa interamente per motivi di memoria e di batteria.
Finita l'opera di teatro sono uscita a cena con Carlos; siamo stati da Pepponi, un pseudo-ristorante italiano dove abbiamo mangiato delle lasagne niente male e abbiamo chiacchierato di tutto e di più. Le magliette del Subcomandante sono piaciute tanto!! Uscendo mi sono persa un'altra opera di teatro che però è stata ripetuta due giorni dopo in piazza durante la fiera.
Il giorno seguente sono continuati i dibattiti, nel pomeriggio ho saltato i lavori di gruppo per andare con Chepe che doveva accompagnare un ragazzo dell'Honduras a cambiare dei soldi e fare il biglietto aereo di ritorno. Per non andare in capitale siamo andati ad Antigua. Mentre aspettavo, mi sono fermata a delle bancarelle di libri usati e ho comprato un paio di racconti di Marquez. Rientrati in ASECSA abbiamo assistito alle ultime conferenze e al momento organizzativo per la fiera che iniziava il giorno seguente. La sera è stata dedicata alle esibizioni artistiche dei partecipanti al foro-feria, chi voleva poteva presentare un piccolo spettacolo. Alcuni giovani hanno ballato alcune danze tipiche guatemalteche, un ragazzo ha improvvisato una canzone alla chitarra inventandosi le parole al momento, una signora di Cotzal (vicino a Nebaj) ha fatto un defilé con il traje tipico cerimoniale. Delle ragazze del Salvador hanno recitato una poesia contro la guerra e hanno fatto sentire l'ultimo sermone del Monsignor Romero contro la violenza, l'esercito e le ingustizie prima di essere ammazzato da sicari della dittatura, un paio di signore guatemalteche hanno cantato delle canzoni popolari e in ricordo delle vittime del conflitto armato. Sono stati momenti intensi, a volte commoventi e carichi di emozione.Al termine di questa parentesi artistica, tutti a ballare sulle note di salsa, merengue e reggeaton.
Il giorno seguente, sabato, è iniziata la fiera. Dalla sede di ASECSA ci siamo spostati nel parque central di Chimaltenango, dove abbiamo allestito gli stand per i vari prodotti. C'erano produttori di caffè, di ortaggi, di miele, di medicine e cosmetici naturali, di ujuste, di cioccolato, di cardamomo, di frutta secca, di marmellate, di sementi no OGM in difesa della biodiversità. Con le degustazioni ho assaggiato parecchie cose buone ( e nuove). C'erano poi diversi stand di artigianato, tra i quali Aj Quen e Fundamaya. Gli stand di artigianato erano un pò ripetitivi, si distinguevano Aj Quen per la gamma di prodotti originali e un paio di stand che vendevano tessuti realizzati con tinte naturali estratte dalle piante (mi sono fatta spiegare un pò ed è davvero interessante). Curiosi lo stand di Maya-Pedal, un'associazione che promuove l'utilizzo di biciclette come forza motrice per pompe d'acqua, mulini, frullatori, spolpatori di caffé e sgranatori ecc.. e il forno ad energia solare dell'associazione Amigas del Sol (dove è stata cotta una torta come dimostrazione): guardate le foto perché sono davvero delle belle invenzioni. Oltre all'esposizione di prodotti alimentari ed artigianali, sono stati offerti dei momenti ludici (tipo tombola), musica dal vivo (l'immancabile marimba, alcuni gruppi rock di giovani locali...), opere di teatro ecc... Di gente ne è girata abbastanza, il fatto che fosse all'aperto ha permesso ai curiosi di avvicinarsi, è stato quindi un evento aperto a tutti e non riservato ai soliti che si interessano di queste cose alternative. Il tempo è stato bello per entrambi i giorni di fiera....ormai in Guatemala il tempo delle piogge è finito (tranne che a Nebaj ovviamente....).
Mi sono divisa tra lo stand di Fundamaya e quello di Aj Quen (sono stata di più con quelli di Aj Quen lo ammetto... è che la compagnia era più allegra, Chepe, Samuel, Clara, Muxtay.. poi è arrivato anche Rocael che non lavora più in Aj Quen ma è rimasto con noi entrambi i pomeriggi per passare un pò di tempo assieme, si offende sempre quando esco con Carlos, Leo o Kenia... stavolta gli avevo promesso di stare con lui anche perché la sua compagnia mi piace un sacco, ridiamo, scherziamo,parliamo di cose serie..sembriamo fratello e sorella, per me lui resta il mio hermanito).
Allo stand di Fundamaya la pappa e la ciccia se la sono cavata molto bene, hanno venduto qualche prodotto e i volantini che avevo preparato sul progetto si sono quasi terminati. Ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con parecchie persone e ho conosciuto una ragazza italiana, Sara, che vive in Guatemala da parecchio tempo con il suo compagno e sta appoggiando un progetto a San Marcos la Laguna sul lago Atitlan, tra le altre cose stanno promovendo l'artigianato realizzato con tinte naturali, una signora kaqchiquel di San Juan La Laguna, sempre sul lago sta realizzando i corsi di formazione....le cose sono davvero molto belle e il progetto è interessante (tra l'altro Aj Quen sta pensando di lavorare con questi gruppi che usano le tinture naturali ed è estremamente positivo, si possono comprare i tessuti già realizzati oppure solamente i filati... Aj Quen potrebbe proporre questi nuovi prodotti alle organizzazioni do commercio equo e solidale dato che queste associazioni piccoline non hanno ancora le capacità per affacciarsi sul mondo dell'esportazione, ma con l'appoggio e l'esperienza di Aj Quen sarebbe molto più facile). Ne fossi venuta a conoscenza prima magari avrei optato per questo progetto sul lago Atitlan... peccato... Poi ho conosciuto anche una ragazza di Trento!!! Che vive da 3 anni in Guatemala, lavora per CEFA una ONG di Bologna e sta con un ragazzo guatemalteco...a marzo nascerà la loro bambina italo-chapina!!!! Credo che non ci siano tanti itali-chapini in Guate o in Italia, che bello!!!!!!!!! Poi sono davvero simpatici. La bimba nascerà in Italia, a Trento..io sarò già rientrata, magari li vedrò.
Che dire, sono stati dei giorni intensi, sveglia alle 6, stand dalle 8 alle 21, cena e poi a nanna perché la forza per stare in piedi oltre non ce n'era. Io ho dormito in Aj Quen, confermo che il centro costruito con il progetto di Ctm è davvero funzionale. Il secondo piano è occupato da stanze triple, per un totale di 39 ospiti e ogni stanza ha il suo bagno con doccia (calda). Lunedi mattina mi sono svegliata in Aj Quen e con calma sono scesa in ufficio (che comodo!) ritrovando tutti i companeros. Con Chepe e Clara avevamo deciso di preparare un pranzo a base di pasta e mi sono incaricata di prepararlo allo stile italiano con tocco guatemalteco (il piccante). Prima di andare a comprare gli ingredienti ho accompagnato Chepe a Tecpan per consegnare dei prodotti da confezionare a macchina e ci siamo fermati a fare colazione in un ristorante dove per soli 2 euro si poteva mangiare a buffet....... abbiamo mangiato fagioli, uova, platanos, formaggio, ananas, papaya, tamales e caffè...eravamo strapieni...potevamo fare il bis ma non ce l'abbiamo fatta (e ricordo la fama di mangiatore di Chepe, se non ce l'ha fatta lui significa che era davvero tanto...)....al ritorno siamo scesi al mercato di Chimal per fare gli acquisti, io per il pranzo, Chepe per pranzi e cene di martedi e mercoledi per le socie che avrebbero partecipato ai corsi di formazione in Aj Quen. Abbiamo comprato un sacco di verdura e di frutta. Rientrati in Aj Quen ho cominciato a cucinare, aiutata da Clara. Una pasta al pomodoro in abbondanza e come dessert melone. I companeros sono rimasti soddisfatti,mancavano Victor e Adolfo (in Nicaragua per un incontro da alcuni giorni), Leo che aveva un impegno e Muxtay in riunione ad ASECSA. Ma è venuto Rocael. Al termine del pranzo, c'è stato poco tempo per dare una mano in ufficio, sono scesa in centro con Carlos per sbrigare delle faccende e alle 5 ho fatto un giretto con Leonel e Kenya, gli eterni fidanzatini litigiosi...
Il giorno seguente avevo pensato di tornare a Nebaj, partendo verso mezzogiorno. Ma alla fine mi hanno convinto a restare in Aj Quen...dopotutto a Nebaj non avrei lavorato perché le ragazze, pan y mantequilla, erano via per un corso di formazione fino a giovedi. In Aj Quen, oltre al fatto che mi trovo bene e mi sollevano il morale che si spompa non appena metto piede a Nebaj, avevano bisogno di una mano e quindi sono rimasta. Dopo le 5 è arrivato Rocael e con Chepe abbiamo chiacchierato un pò prima di metterci in cucina per aiutare Clara e due socie che stavano preparando la cena per quella sera e il pranzo per il giorno dopo. La mattina seguente dopo aver aiutato un pò in ufficio, a malincuore ho deciso di tornare a Nebaj nonostante i tentativi dei companeros di convincermi a restare fino il giorno dopo. Carlos mi ha accompagnata a prendere il bus e sono partita tra le sue mille raccomandazioni (si preoccupa sempre quando sono in viaggio...). Sono arrivata a Nebaj dopo un viaggio di oltre 5 ore (code varie per lavori)...e pioveva! Ta-ta.... strano vero? Rientrata a casa stanca morta, mi sono riposata un pò ma il freddo di Nebaj mi ha fatto esplodere un raffreddore latente che da alcuni giorni era in agguato.... Evviva. Il giorno dopo, con il raffreddore ormai al culmine, ho accompagnato Elena e Catarina a visitare due gruppi in due comunità di Nebaj per continuare la selezione delle donne per i corsi di formazione. Il primo gruppo distava circa un'ora da Nebaj in microbus, non è cosi lontano ma la strada è di terra e piena di buche (e quando dico buche sono proprie buche). Ci stavano aspettando circa una trentina di artigiane, alcune giovani altre meno. Alla fine hanno accettato i corsi di formazione (cucito, telaio a pedale, commercializzazione) sette ragazze e signore (non quelle più anziane). Per noi andava super bene perché i gruppi nei quali selezionare 39 artigiane sono davvero tanti (per errori di valutazione piuttosto gravi da parte dell'equipe di Fundamaya che voleva iniziare il progetto di artigianato e commercializzazione con 500 donne in 30 comunità differenti................insistendo un pò il numero è sceso a 40 persone...un numero sicuramente più accettabile). La maggior parte delle donne non sa leggere e scrivere, alcune non possono partecipare perché hanno i figli a cui badare, i pasti da preparare ai mariti, i mariti che nn vogliono che escano dalla comunità (è un aspetto culturale, molto machista, del Guatemala rurale e poi è facile che se una donna esca per alcuni dalla comunità e resti fuori a dormire-cosa che è necessaria per partecipare ai corsi che durano più giorni alla settimana- si diffondano nel villaggio pesanti pettegolezzi su ipotetici tradimenti ecc... assurdo ma è così...... vi giuro che ho visto rinunciare ai corsi a ragazze giovanissime, già con figli, che avrebbero la possibilità di partecipare a dei corsi, uscire dalla loro comunit, conoscere un pò il mondo... e non possono perché i mariti-magari negli USA a lavorare e che non vedono da anni e chissà con una doppia vita là-non lo permettono.) Queste cose mi fanno imbestialire. E' capitato soprattutto con il secondo gruppo dove c'erano un paio di ragazze giovani molto sveglie che vorrebbero ma non possono. Sentir dire, no non posso perché altrimenti arrivano i pettegolezzi a mio marito negli USA o perché no non posso perché devo far trovare il pasto a mio marito. Bè.... è impossibile restare indifferenti. Le donne in Guatemala sono quelle che fanno la maggior parte del lavoro: si alzano alle 4, iniziano a preparer le tortillas e il pranzo, danno da mangiare agli animali, ordinano la casa, accudiscono ai figli, tessono, vanno nei campi, sono loro che vanno al mercato-distante magari 1-2-3 ore dalla comunità-per comprare e vendere. Il marito certo va a lavorare, guadagnando magari l'equivalente di 2 euro al giorno..insufficiente per la famiglia.. la moglie e i figli contribuiscono con la tessitura il mercato, le pulizie in case altrui, i lustrascarpe, il lavoro nei campi. E spesso non vanno a scuola o l'abbandonano molto presto. Vabbè scusate lo sfogo. Ritornando ai gruppi, terminato con il primo abbiamo camminato per oltre un'ora per raggiungere il secondo (non ci sono mezzi di trasporto), per fortuna non pioveva e il paesaggio era davvero bello. Mentre camminavamo Elena e Catarina mi raccontavano un pò della vita sulle montagne durante il conflitto. Ascoltandole sembrava di seguire un film. Peccato che mi sono dimenticata la macchina fotografica e non ho scattato foto durante questa camminata nella natura.. Il secondo gruppo si è riunito con oltre un'ora e mezza di ritardo.Al temrine della riunione solo 3 avevano accettato i corsi ( su circa 25), più una in forse. La responsabile del gruppo alla fine ci ha offerto una zuppa di erbe e tamales... avendo mangiato solo delle patatine per pranzo (l'unica cosa che trovi nei negozietti nelle comunità) abbiamo divorato tutto con soddisfazione. Per rientrare a Nebaj abbiamo percorso un pezzo di strada a piedi per arrivare sulla via principale dove passano i microbus...ma erano già le 4 passate e ddi microbus non ne passavano più.... abbiamo aspettato un pò e per fortuna è passato un pick up che ci ha dato un passaggio sul rimorchio fino a Nebaj...lungo il tragitto ci ha raggiunti una jeep e chi c'era sulla jeep? Amparo con un'altra spagnola, erano andate a fare una riunione in una comunità, che casualità! Arrivati a Nebaj ho salutato lla pappa e la ciccia e sono andata verso la casa con Amparo. Abbiamo cucinato a casa mia con le cose di Amparo perché io assente da quasi due settimane non aevo NIENTE in casa. Tanta verdura mi sono pappata e un buon formaggio (simle ai nostri!!!) che Amparo aveva portato da Acul, la comunità dove avevano fattola riunione.... li c'è una finca dove producono prodotti caseari, caffè e marmellate. Il formaggio era davvero buono. Poi mi sono fatta i fumigi con foglie di eucalipto che Amparo mi ha regalato. Fantastico. Mi hanno fatto benissimo, le ho ripetute il giorno seguente e il raffreddore è sparito grazie anche al miele e a limoni e arance che mi sono preparata. Il giorno seguente, venerdi, non ho lavorato perché la tal para cual non c'erano, dovevano andare ad una riunione per il turismo. Ne ho approfittato per andare a fare gli acquisti al mercato, sistemare casa (in attesa di Simone),scrivere ecc... Durante il periodo della mia assenza gli animali del vicinato si sono abituati troppo bene.... da due più pulcini le galline sono diventate 5 più pulcini...praticamente il mio giardino s'è trasformato in pollaio..non mi darebbero fastidio se non lasciassero cacche ovunque e non scavassero buche qua e là. Un gatto ha deciso che il divanetto nel patio è diventato la sua cuccia e dei cucciolotti di cane (stupendi) ogni tanto gironzolano per il giardino. Il sabato idem, giornata relax, ne avevo bisogno.E' arrivato Erik, il belga che lavora in una cooperativa di miele, a riportarmi il letto che gli avevamo prestato per l'arrivo dei suoi genitori in visita. La sera ci siamo ritrovati lui, Cosme il basco, Nadia la spagnola e Amparo per la cena. Fino alle due e mezza siamo rimasti a chiacchierare. Stamattina ovviamente ho dormito più del solito... mi alzo e Ta-ta!!!! C'è un sole stupendo!!!!!!!!!! Dopo pranzo andrò a farmi un giretto per rigenerarmi.
Ho scritto un sacco..avrei altre cose da raccontare ma le lascio per la prossima puntata...

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