Hola muchas
que honda?
Vi scrivo dalla umida Nebaj, ormai mi trovo qui da quasi due settimane, la vendetta di Montezuma grazie a Nilson il medico cubano è passata ma mi ritrovo con un fastidioso raffeddore...niente in paragone a quello che ho passato per colpa dei chorizos ma comunque fastidioso... qui il tempo non è dei migliori e tantomeno dei più costanti...questa mattina ad esempio c'era un sole che scaldava e faceva caldo quasi da prendere un asciugamano e sdraiarsi ad abbronzarsi...ne ho approfittato per fare il bucato (tutto a mano visto che non c'è la lavatrice e l'unica lavanderia che c'è qui a Nebaj pare che non faccia uscire le cose molto pulite..), ho stes e nel giro di un paio d'ore ha iniziato a piovere.... e a fare freddo.... più che freddo è umido... quando fa così giro per casa con pail, calzetti doppi e la gorra (berretto) che mi hanno regalato i miei amici di Aj Quen: porque alla' en Nebaj hace mucho frio e te vas a enfermar..(perché là a Nebaj fa molto freddo e finisci con l'ammalarti)...infatti..
Vabbè a parte queste informazioni di salute e clima ora inizio con il reoconto della settimana.... cavolo ne ho di cose da raccontare...partiamo con ordine...eravamo rimasti alla domenica delle elezioni......................non sono andate molto bene....anzi per niente......... sono passati al ballottaggio i due figuri che si prevedeva avrebbero preso più voti..... Molina, un generale dell'esercito che ha proprio una faccia di merda (e il programma ancora più di merda...) e Colom, un pseudo-socialdemocratico accusato di avere affari con il narcotraffico....... bella coppia vero? il 4 novembre si sfideranno per la presidenza.... in parlamento invece siederanno più rappresentanti del partito di Colom.... come si suol dire....tra i due mali meglio il minore.... speriamo vinca Colom... a vederlo fa quas tenerezza... è più magro di Fassino e ha una faccia da circo. Quell'altro si vede lontano un miglio che è un generale dell'esercito e che ha sul groppone centinaia di morti ammazzati durante la guerra.. La Rigoberta...bè è andata proprio male...ha preso poco più del 3%, una delusione enorme per chi ci sperava. La URNG ossia il partito di sinistra degli ex gueriglieri (partito al quale appartiene il presidente di Fundamaya, l'associazione dove faccio lo stage)ha preso poco più del 2%... Sarà per il 2012 che ricordo sarà l'anno della fine di un ciclo e l'inizio di un altro secondo il calendario Maya... forse allora il Guatemala sarà pronto per un presidente indigeno.. Per farvi capire in quali condizioni sta questo Paese dal punto di vista politico vi racconto che qui nell'area del Quiché e soprattutto nell'area Ixil dove sto io quasi tutti i municipi sono feudi del FRG, il partito del generale Rioss Montt che nei primi anni '80 ha fatto terra bruciata, ammazzando migliaia di indigeni, costringendone milioni all'esilio o comunque a scappare sulle montagne per sfuggire alla morte o ai "villaggi modello" (praticamente dei lager...).... perché è così forte? per la paura della gente, per ignoranza, perché comprano i voti in cambio di un pò di cibo, di vestiti e di lamine per il tetto. Chi non sta al gioco rischia...pensate che nelle comunità le famiglie che sono palesemente anti-FRG sono le uniche alle quali non arriva la luce o l'acqua. A Nebaj ha vinto il sindaco in carica, pare che abbia pendenti accuse di omicidio...
Passiamo a cose più serene.... dopo le elezioni e il post-elezioni ho cominciato finalmente il mio stage... la sede dell'associazione si trova a Chajul, un municipio a circa 45 minuti da Nebaj. Un posto caratteristico, il traje delle donne è bellissimo. L'ufficio si trova temporaneamente nella sede del comune, una stanzina minuscola in cui l'equipe locale si ritrova per fare le riunioni (di fissi ci sono la segretaria, Jacinta e l'amministratore, Diego). Ho ritrovato Pablo Ceto, il presidente guerrigliero (alcuni anni fa è stato candidato alla vice-presidenza quando il candidato per la presidenza era il figlio di Miguel Angel Asturias premio Nobel per la letteratura nel 1961 mi pare..) che avevo conosciuto in Italia la scorsa primavera. Poi ho conosciuto il resto dello staff: vi sono 3 promotori sociali che si occupano della formazione di lideres comunitari secondo la tradizione Maya (sacerdoti Maya, consigli degli anziani, le comadronas ossia le levatrici, le cofradias e i curanderos), e sono Miguel de Leon, un tipo un pò strano, Miguel Pap Mec (Pap significa signore in Ixil e Mec, credo che si scriva così, è il suo nome Ixil) un sacerdote Maya sui 50-60 anni che è arrivato in moto, Ana una ex guerrigliera che sembra davvero in gamba. Poi ci sono i 3 maestri: Juan, un tipo grassottello e un pò untuoso ma simpatico, Maximiliano detto Zima che più che un Maya sembra un Sioux e Iginio che ho visto solo di sfuggita. Infine ci sono le due patojas ossia ragazze cje lavorano nel settore artigianato e turismo e con le quali praticamente dovrò lavorare io: Elena, 27enne compagna di Pablo Ceto ( che è già stato sposato una volta avendo un paio di figli ora già venteenni e che oltre ad Elena e due figlie piccole qui a Nebaj anche un'altra compagna nella capitale con un altro figlio..................lascio a voi i commenti....... un bigamo perfetto tanto che tutto è fatto alla luce del sole. Contenti loro.) e Catarina, amica per la pelle di Elena-praticamente pappa e ciccia. Poi i già nominati Jacinta, la segretaria che è moto gentile e affabile e Diego,l'amministratore, un tipo buffo e molto evangelico. Questo è il gruppo... poi ovviamente c'è Chiara, ma in realtà resterà qui ancora per poco visto che le hanno fatto una proposta di lavoro molto allettante (lei è agronoma e si occuperà di caffé in un progetto finanziato tra gli altri dal ministero degli esteri, slowfood ecc... ha accettato non solo perché era una proposta interessante ma anche perché dice di essere stufa di Nebaj e di Fundamaya dato che non è per niente facile lavorare con loro....Non vi dico la mia gioia quando ho saputo tutto ciò..... il mio stage in forse e l'entusiasmo precipitato sotto zero......me ne volevo scappare tanto più che erano i giorni in cui stavo ancora male con lo stomaco... per fortuna i miei amici di Aj Quen mi sono stati molto vicini chiamandomi ogni giorno e trovandomi pure le alternative nel caso fosse andato male qui a Nebaj....o tornare in Aj quen o nel centro orfani nel villaggio di Carlos, San Andres Semetabaj sopra il lago Atitlan..... ora pare che tutto si stia risolvendo, Chiara inizierà l'8 ottobre con il nuovo lavoro a Ciudad de Guatemala, a fine ottobre-inizio novembre dovrebbe arrivare il/la sostituto/a... inatnto io continuerò a fare quello che devo fare con l'equipe locale sperando che mi accolgano bene nel gruppo...perché a sentire Chiara non è per niente facile essere accettati...in Aj Quen continuano a dirmi che di sicuro riuscirò a farmi voler bene anche dai freddi Ixil... speriamo.....resterò nella casa affittata da Chiara con il MLAL che sosterrà le spese di affitto e internet fino a quando arriverà la persona nuova...per fortuna.. ). Con Chiara mi trovo bene, è in gamba e anche simpatica e molto disponibile. Dopo questa lunga descrizione e digressione torniamo ai fatti... martedi a Chajul ho avuto modo di vedere anche la nuova sede in costruzione e in via di completamento. Tra qualche settimana dovrebbe essere pronta. Si trova in un posto che durante la guerra è stato un distaccamento dell'esercito e accanto praticamente ai resti di fosse comuni dove i militari egttavano i corpi degli indigeni ammazzati. Si trova empre a Chajul ma per arrivarci bisogna percorrere un altro pezzo di strada e praticamente da Nebaj i 45 minuti diventano almeno 60-70. Comunque sarà una bella sede. Mentre Chiara era in riunione con Pablo Ceto e l'amministratore su questioni burocratiche sono andata a farmi un giro per Chajul, era dia de plaza (ossia giorno di mercato), ho fatto qualche foto e dato un'occhiata alle solite cose del mercato. Poi ho fatto un salto alla Asociacion Chajulense che produce caffè per il commercio equo e anche un pò di artigianato (tramite Aj Quen vendeva anche a Ctm ma per problemi di relazione il rapporto si è interrotto dato che non rispettavano scadenze, no avanzano giustificazioni per i ritardi ecc..). Ho comprato un pò di caffè e un portamonete. Nel pomeriggio abbiamo fatto la riunione di equipe ed è in qesto contesto che ho conosciuto tutti. Si è deciso di provvedere all'acquisto di macchine da cucire, telai a pedale, materia prima (filo) e altre cose che serviranno per la produzione artigianale. Per scadenze fissate dal ministero nel progetto tutto questo deve essere acquistato entro il 18.......... Pochi giorni!!! Nel tardo pomeriggio siamo tornate a Nebaj e la sera ho chiamato Carlos per chiedergli alcune dritte per il lavoro, dato che se ne intende parecchio lavorando da 15 in Aj Quen. Siamo rimasti d'accordo di sentirci in qualsiasi momento per eventuali pareri, consigli e indirizzi a cui rivolgersi per gli acquisti. Chiara è ben contenta di questo appoggio. Il giorno successivo è stato particolarmente intenso, con Chiara, Diego e le due ragazze ci siamo incaricati di chiedere dei preventivi per dei telai a pedale qui a Nebaj. Abbiamo trovato un falegname disposto a realizzare 3 telai a pedale e i vari strumenti necessari per la tessitura; dato che aveva già costruito dei telai per un grupp di donne organizzate della Violeta, un quartiere di Nebaj, ci rechiamo da loro per vedere la qualità di questi telai. Ci accolgono gentilmente e ci assicurano della buona qualità. Visto che siam lì diamo un'occhiata ai prodotti, niente male! ovvio non è il livello raggiunto dalle artigiane di Aj Quen ma alcune cose sono davver dei manufatti preziosi, non resisto e compro due tessuti. Chiediamo informazioni sulla materia prima e scopriamo che pagano il filo ad un prezzo quasi doppio rispetto a quello che Carlos mi ha indicato...... Probabilmente si forniscono da intermediari. Nel pomeriggio torniamo a Chajul per una riunione organizzativa. La sera siamo state invitate al compleanno di un ragazzo tedesco e abbiamo trascorso una piacevole serata con alcuni del gruppo di europei e alcuni Ixiles locali. Apro una parentesi sulla fauna europea che si aggira per Nebaj perché ne vale la pena... è un gruppo davvero di gente strana...comincio a pensare che i cooperanti siano tutti un pò particolari... Dunque iniziamo da Chiara, un personaggione, agronoma con un senso dell'ironia particolare. Poi c'è Luca, un 34enne mzzo bolzanino mezzo calabrese che si sta per laureare in psicologia e sta facendo la tesi qui in Guatemala sulle conseguenze della violenza durante la guerra e sta intervistando alcuni indigeni qui a Nebaj: è un tipo interessante e gentile, un pò bohemien e ci siamo trovati subito in sintonia. Di italiani c'è Manuela che io ho visto di sfuggita il giorno che sono arrivata a Nebaj, ora è i Italia e torna a inizio ottobre..da quello che ho sentito è un tipo particolare pure lei, lavora per il CISV di Torino. Eccoci alle spagnole, Nadia di Malaga un tipo chiacchierone che farla star zitta è un'impresa.. simpatica ma tutta per aria. Poi c'è Amparo, dovrebbe avere sui 40 anni ma ne dimostra molti di più nonostante si vesta come una ventenne, lei è la nostra vicina di casa, dirimpettaia a qualche decina di metri... Chiara e Amparo comunicano un pò come a Napoli, chiamandosi dal giardino. Amparo vive in una casetta super umida circondata dal maiz alto 4 metri..(anche noi sul lato della cucina abbiamo la milpa ma non è cosi umido come da Amparo che ha le pareti piene di muffa). e' una tipa molto eccentrica, devo ancora inquadrarla bene. Poi c'è Eric, un ragazzo belga che vive a Nebaj da quasi 4 anni lavorando come cooperante in una cooperativa di miele, un tipo taciturno ma pare davvero in gamba e che non parla mai a vanvera..pensate che per un anno ha vissuto in una comunità a qualche ora di cammino da Nebaj...Mi farò raccontare. Assieme ad Eric in queste settimane c'è un altro apicoltore mezzo belga mezzo argetino, Esteban, un ragazzone alto quasi due metri che gira con il cappello di paglia tipico degli Ixil. Se ne va tra qualche giorno ma ho avuto modo di vederlo in un paio di occasioni ed è proprio buffo. Poi ci sono Mincio, tedesco e fotografo che è qui da oltre un anno e mezzo e lavora facendo foto. E Marta, autriaca e un pò artista che sta facendo una ricerca sulle comunità di resistenza durante la guerra... un po matta visto che quando è arrivato Rioss Montt qui a Nebaj per la campagna elettorale si è gettata nella folla con un cartello con scritto: si cerca Rioss Montt per tentato genocidio....... ha rischiato il linciaggio......... Oltre a questi europei il gruppo è formato dai locali Otto, un ragazzo Ixil molto simpatico, Saila ragazza di Nebaj però ladina molto brava a ballare la salsa, i medici cubani e due baschi che ancora non ho conosciuto. Si aggirano per Nebaj anche 3-4 statunitensi ma i rapporti con loro sono praticamente inesistenti perché pare preferiscano isolarsi.
Ecco il gruppo con il quale girerò in questi mesi.... un pò mi dispiace non trovarmi solo con locali come era successo due anni fa ma credo che sarà comunque un'esperienza interessante conoscere questa eterogenea fauna europea.E poi posso sempre scendere a Chimaltenango e stare un pò coi miei amici Maya che mi chiamano tutti i giorni per sapere come sto e per dire che hanno nostalgia...Carlos, Leonel, Kenia, Yanet...sono proprio dei bei amici.
Ero rimasta al compleanno... siamo rientrate a casa presto dato che il giorno seguente, giovedì, ci siamo svegliate alle 5.30 per partire da Nebaj verso Quetzaltenango (Xela) per affrontare la questione acquisti. Chiara, Diego, le due ragazze, io e Don Zapeta, amico di Pablo Ceto, ex guerrigliero e candidato alle elezioni di domenica come sindaco di Santa Cruz del Quiché, capoluogo della regione... vi chiederete...che ci fa Don Zapeta con voi? Di professione fa il saro e si è offerto di darci una mano per l'acquisto delle macchine da cucire (confermando tutte le dritte che mi aveva dato Carlos :-) )... il viaggio è lungo, con una sosta di un'ra e mezza per la colazione per fare il punto con Don Zapeta sulle coe da comprare arriviamo a Xela a mezzogiorno passato. Prima della pausa pranzo riusciamo a parlare con un simpatico fornitore di macchine da cucina che poi si rivelerà il migliore. Nel pomeriggio, confermato l'acquisto delle macchine da cucire ci rechiamo a Salcajaj, vicono a Xela dove Carlos mi ha indicato il negozio dove Aj Quen compra il filo. Quando arriviamo la signora ci accoglie gentilmente, Carlos l'ha avvisata del nostro arrivo raccomandandosi di trattarci bene e di darci del buon filo. La scelta del filo non è facile, le ragazze hanno le idee un pò confuse ma alla fine tutto si risolve, 7000 euro di filo sono nostri.... circa 20 quintali..... quando lo racconto a Carlos si mette a ridere.... la quantità è enorme e non c'è ancora un piano di produzione per le artigiane.. ma questi soldi bisognava spenderli e quindi si è andati un pò alla cieca... la prossima volta sarà diverso e poi...in qualche modo questo filo si usa.. la prossima settimana le ragazze scenderanno per scegliere i colori in base a quelli maggiormente usati a Nebaj e dintorni.. La sera ci fermiamo in uno squallido hotel a Salcajaj, a Xela c'è una fiera internazionale e gli hotel sono stra-pieni. Carlos mi chiama per sapere se siamo alla fiera perché sta alla tv trasmettono la diretta dell'inaugurazione e stava guardando se ci vedeva.... macché, siamo in hotel e tra un pò crolliamo dal sonno...in effetti è così. Alle 9.30 avevamo già la luce spenta... Elena e Catarina chiacchierano in Ixil...come quasi una ninna nanna mi accompagnano nel sonno....La mattina ci svegliamo presto, colazione e di nuovo ai tipi del filo per gli ultimi dettagli. Dopo aver accompagnato Diego e Don Zapeta (che si è rivelato un bel tipo ed è stato davvero un gran supporto) a Xela dove dovevano sbrigare gli ultimi acquisti, noi ragazze proseguiamo verso la Capitale passando per la costa. La via è più rapida rispetto a quella che passa da Chimal (peccato perché mi sarei fermata a salutare i compa), comunque sono 4 ore di strada. Le facciamo filate, senza fermarci. Il panorama e il clima della costa cambiano radicalmente. Fa caldo-molto- e ai nostri occhi si aprono distese di canna da zucchero, caucciù e caffè. Le palme danno un tocco di Caraibi. Ad un certo punto inizia una specie di autostrada (inaugurata l'anno scorso credo), bè ci sono 3 a volte 4 corsie..pare di essere negli States, con questa strada larga e con molti dossi. Qui guidano un pò alla cane, i camion e molte macchine lente stanno in seconda o terza corsia tanto che a volte bisogna sorpassarli da destra.Finalmente arriviamo in Capitale, il traffico si trasforma in caos, siamo distrutte. Lasciamo Elena e Catarina-che non hanno smesso di chiacchierare in Ixil per tutto il viaggio- nel luogo dove dovevamo fermarsi e noi ci dirigiamo direttamente verso gli uffici della cooperazione italiana dove Chiara ha un colloquio con il suo nuovo datore di lavoro, un esperto in frutticoltura. Mentre fanno il colloquio mi guardo un pò attorno, gli uffici sono davvero lussuosi... in una villetta niente male in un quartiere residenziale controllato da guardie. Mi lasciano usare internet,almeno mi passo un pò il tempo. Prima di lasciare gli uffici il signor Battglia, il nuovo capo di Chiara, mi chiede del mio stage in Neibak.... io e Chiara scoppiamo a ridere..... Neibak.... e per fortuna che lui in Guate c'ha vissuto per anni... che buffo! sembra un tipo in gamba e alla mano, non è il solito funzionario, veste in camicia e gilet tipo esploratore ed è simaptico. Chiara è felice, è una sfida questo nuovo lavoro ma ne è entusiasta, le auguro di avere belle soddisfazioni. Visto che eravamo senza pranzo andiamo a mangiare un boccone, poi al supermercato a fare un pò di spesa delle cose che a Neibak -come dice il Sig. Battaglia (o Nebbacchie come dice un amico romano di Chiara) - non si trovano: olio d'oliva (spagnolo purtroppo), sardine, capperi, olive, fragole, melanzane, formaggi decenti, vino per qualche cena..... cerchiamo la cioccolata ma troviamo delle stecche di una marca statunitense e la lasciamo li. Dopo ci dirigiamo verso il centro e qui troviamo i festeggiamenti per l'anniversario dell'indipendenza che sarebbe stato il giorno seguente. Una marea di gente, gruppi ch sfilano correndo con le torce, tipo gara non capiamo.... sono girni che ovunque si incrociano gruppi di studenti e persone varie correndo con la torcia in mano o facendo prove per la sfilata delle macchine...anche Carlos nel suo villaggio è stato inchiodato come guidatore per il bus dei bambini orfani del centro casa hogar che partecipano alla sfilata. Insomma una gran festa, compro anche io la bandierina del Guatemala per feteggiare la "supuesta indipendencia" (la cosiddetta indipendenza) come dice Carlos. Dato ceh c'è un traffico assurdo, quasi congestionato decidiamo di andare a mangiarci una bella pizza in una pizzeria dove la fanno buona. Dopodiche andiamo a dormire negli uffici di una ONG italiana dove hanno anche due stanze e una cucina, è un appartamento ufficio praticamente. In questo momento non c'è nessuno perhé i due cooperati sono entrambi in Italia e hanno lasciato le chiavi a Chiara nel caso le servisse fermarsi in capitale. Crollo sul letto molto presto. Il sabato, anniversario dell'indipendenza, mi sveglio con il raffreddore ormai sbocciato (già dal venerdi percepivo il mal di gola), Chiara dopo colazione esce per incontrare l'architetto della costruzione a Chajul. Io approfitto del tempo per usare internet e chiamare a casa con skype. Verso mezzogiorno partiamo alla volta di Nebaj, sosta a un centro commerciale per comprare un phon, alcune altre cosette sfiziose per Nebaj, le schede telefoniche convenienti per l'italia, pastelli e libro da colorare per il bambino del signore che ha tagliato l'erba nel giardinetto di casa e poi via..... accidenti ci siamo dimenticate di comprare un regalino per la figlia quindicenne di Jacinta, al segretaria di Fundamaya che ci ha invitato alla festicciola per la sera (qui i 15 anni sono un pò un evento)...ci fermiamo al centro commerciale a Chimal per comprare un braccialetto e degli orecchini, e un gelato visto che ci siamo. Peccato che è sabato, Aj Quen è chiuso e sono tutti a casa. La strada per Nebaj è lunga, arriviamo alle sette, piccolo riposino e alle 8 e mezza assieme ad Amparo andiamo alla festa della figlia di Jacinta: per arrivrci percorriamo le tortuose e buie strade non asfaltate di Nebaj, arriviamo,la festa è iniziata da un paio d'ore, il pavimento di terra è coperto di aghi di pino in segno di festa, un nugolo di adolescenti e bambini simpatici ride e scherza, da mangiare un tamalito, un pezzo di torta e un caffè e poi la musica...i ragazzi fanno spazio togliendo le sedie ma nessuno balla... ci buttiamo noi 3 europee assieme a Jacinta, trasciniamo i 15enni Ixil a ballare..che impresa, si vergognano un sacco.. è l'età... poi un ragazzino invita la figlia di Jacinta a ballare, è molto bella sembra una reginetta, molto alta per essere Ixil. Dopo un'oretta ci congediamo, abbiamo appuntamento con Luca, Nadia, Saila e altri per il gran ballo di festa nel salome comunale..... ci aspettavamo un ballo popolare come in altre occasioni è avvenuto...invece ci siamo ritrovati nel mezzo di un concerto dal vivo di un band di heavy metal misto ska (no chiedetemi come..) intervallato da un deejay che per lo più metteva reggeton sulle note del quale nessuno ballava. Su insistenza nostra il merengue e la cumbia e li la gente ha cominciato a ballare... un ragazzino Ixil-avrà avuto si e no 18 anni- mi invita a ballare, avrebbe continuato tutta la sera credo ma dopo venti minuti di ballo sempre uguale (i guatemaltechi non sono minimamente paragonabili ai cubani come ballerini...) lo ringrazio e continuo a ballare con gli altri facendo un pò di versi e scemate. Verso mezzanotte con Chiara decidiamo di tornare a casa, le giornate trascorse sono state pesanti e domani-domenica-bisogna riposare e lavorare (lei con i conti del progetto io con la tesina per il master che mi manca da fare). Domenica la trascorriamo cosi ognuna intenta nelle sue cose, a mezzogiorno viene Amparo a mangiare da noi e la sera ci ritroviamo utti del fruppo Europa + Otto l'Ixil a casa di Eric per una rilassante cena a base di specialità dal Belgio. Oggi-lunedi- proseguo con il lavoro della tesina e approfitto del bel sole per fare il bucato (le ragazze non ci sono e quindi è inutile andare in ufficio). Mi chiama Yanet da Comalapa e poco dopo ricevo una telefonata da Aj Quen: è Carlos,chiacchieriamo un pò e poi mi passa Leo e Kenia che volevano salutarmi e cosi arriva mezzogiorno. Nel pomeriggio il tempo cambia velocemente e inizia a piovere.. La tesina prosegue lentamente... ma domani devo finire e spedire...... Dopo cena mi sento con Leo, spettegoliamo un pò degli ultimi avvenimenti in Aj Quen e a Nebaj (o Neibak o Nebbacchie) e mi rivela che con Carlos si stanno organizzando per venirmi a trovare (Carlos gli aveva chiesto di non dirmi niente perchè voleva che fosse una sospresa...ma per Leo è stata troppo grande la tentazione di dirmelo.... dovrò però far finta di niente ed esprimere sorpresa quando me lo dirà Carlos... e vabbe ci proverò.....).......Leo è fatto così è un impulsivo...
Ora sto crollando al sonno, ho scritto un'epopea....domani mando la mail e se rieco pubblico sul blog alcune foto (l'indirizzo è
http://spaziaperti-soleluna78.blogspot.com/ ......niente di che per il momento ....) ma ne ho fatte cosi tante che non so quali mettere...
Una curiosità....come due anni fa sto bevendo latte tutti i giorni....cosa che in Italia non succede quasi mai..... mi sa che il latte contiene qualche sostanza strana....
un forte abbraccio a tutti e buon tutto!!!!!!!!
Su.
mercoledì 19 settembre 2007
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Suna
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mercoledì, settembre 19, 2007
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