giovedì 27 dicembre 2007

Gita a Chichi

Le foto della gita a Chichicastenango (Chichi) con Cosme, Simone e Gorja..

chichi

Serata presepe in pasta di sale..

La serata dedicata a modellare figure in pasta di sale per il presepe.....

serata presepe

Il corso di formazione di Aj Quen a Nebaj

Ecco le foto del corso di formazione tenuto da Muxtay di Aj Quen a Nebaj..

corso di formazione con Aj Quen

Due articoli dal blog di Beppe Grillo

Due articoli dal blog di Beppe Grillo...RESET...

27 Dicembre 2007
Gli untori del CO2

La Commissione Europea ha proposto di ridurre l’emissione di CO2 delle auto entro il 2012. Si dovrà emettere un valore medio di 130 grammi al chilometro contro i 160 attuali. I produttori che non si adeguano dovranno pagare 20 euro per ogni grammo in più rispetto al limite fissato, multa che arriverà a 95 euro per grammo dal 2016.
Il taglio del 19% dei veleni è ritenuto “una proposta molto deludente” da Sergio Marchionne, ma insufficiente dagli ambientalisti. Più è pesante il veicolo più inquina. Un SUV intossica meglio di una Cinquecento. La soglia dei 120 grammi/km è più difficile da raggiungere per le macchine di grossa cilindrata. La classifica dei killer dei nostri polmoni è guidata da Porsche con circa 255 grammi/km, seguita da Subaru, Daimer Chrysler, BMW, Mazda e Mitsubischi.
La Merkel, dalla verde Germania, letti i risultati, invece di prendersela con i costruttori del suo Paese, ha dichiarato che si vuole fare: “Una politica industriale a scapito dei costruttori tedeschi”. E ha aggiunto senza neppure arrossire: “E’ inammissibile che per metà delle auto francesi non si debba fare niente e invece sarà colpito il 90% delle auto tedesche, si tratta di uno squilibrio sul quale intervenire”. Forse la Merkel vuole che tutte le macchine inquinino come la Porsche.
L’italiana ANFIA, Associazione Nazionale Fiera Industria Automobilistica, ha dichiarato che l’UE: “penalizza fortemente le macchine di piccola cilindrata, già virtuose in termini di emissioni”.
Le reazioni degli untori del CO2, piccoli o grandi, sono le stesse. I polmoni non rientrano nei loro parametri produttivi.
Chi paga per l’inquinamento? Il sistema sanitario nazionale. I ricoveri per le malattie polmonari, inclusi i tumori, sono a carico dello Stato. Quanto ci costa l’inquinamento delle auto? Anche chi va in bicicletta paga una parte del prezzo di una SUV attraverso l'acquisto di antibiotici.
Propongo una tassa sulla salute alla fonte per gli automobilisti. Più inquina la macchina più paghi. E una visita guidata obbligatoria e con cadenza mensile per i guidatori di SUV alle corsie dei malati terminali di tumore al polmone.
I sindaci possono fare più della UE. Taxi ibridi. Autobus elettrici. Piste ciclabili. Vietino alle macchine più inquinanti l’ingresso in città. Il CO2 i proprietari potranno respirarlo insieme ai familiari nel garage di casa.


26 Dicembre 2007
Grazia per Vallanzasca

Mastella non si ferma neppure a Natale. Ha chiesto la grazia per Bruno Contrada, l’ex dirigente del SISDE condannato a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Il presidente Napolitano ha trasmesso la richiesta ricevuta dall’avvocato di Contrada.
Mastella ha detto che: “La grazia a Contrada è un atto dovuto”. Non ha specificato a chi. A eventuali politici coinvolti nelle stragi mafiose? Alla criminalità organizzata? Gli italiani non hanno chiesto nulla al ministro di Grazia e Indulto (di Giustizia non se ne parla mai). Neppure la sorella di Paolo Borsellino, che vuole incontrare al più presto Napolitano, intrattenutosi di recente per un’ora e mezzo con lo psiconano.
Rita Borsellino ha dichiarato: “Ritengo l’ipotesi della grazia estremamente grave. Contrada è stato condannato per reati commessi tradendo la sua funzione di servitore dello Stato, quello stesso Stato per cui Giovanni, Paolo e tanti altri rappresentati delle istituzioni hanno consapevolmente dato la vita. Comprendo i sentimenti di pietà che si possono avere nei confronti di un uomo nelle condizioni di Contrada, ma la sua vicenda giudiziaria ha sempre lasciato l'alea del dubbio sul fatto che il dirigente del Sisde abbia detto fino in fondo ciò che sapeva sulle complicità di parte delle istituzioni con l'organizzazione mafiosa. Coloro che si accingono a decidere devono sapere che questo dubbio si riaccenderà anche sul loro operato. Uno Stato deve sapere distinguere e ricordare altrimenti il rischio, dirompente per un Paese democratico fondato sulla giustizia, è che domani possa apparire legittima e dovuta anche la grazia ai boss mafiosi. La mia richiesta al Capo dello Stato è da sorella di Paolo ma anche da parlamentare e da cittadina italiana.”
L’Associazione delle vittime di via dei Georgofili e la Fondazione Caponnetto si sono pronunciate contro la grazia.
Contrada agiva nelle istituzioni, ma per conto di chi? Se non vuole rispondere a questa domanda deve rimanere in carcere. O forse è perché non risponde che lo si vuole graziare?
Dal libro di Francesco La Licata: “Storia di Giovanni Falcone” dopo il fallito attentato a Falcone nella sua casa all’Addaura:
“Capisci cosa è successo? Si è verificata la saldatura. C’è stata la coincidenza di interessi…” Ma tra chi? “Te lo dirò un’altra volta”. Non me lo disse mai più, tuttavia era chiara la sua allusione tra mafia e altri poteri, fossero apparati dello Stato o poteri autonomi che nel tempo si sono serviti e di quegli apparati e della stessa mafia.”
Propongo uno scambio al ceppalonico: Vallanzasca al posto di Contrada. Vallanzasca almeno non era pagato da noi per delinquere nei servizi segreti e si è sempre esposto in prima persona.

Ps: Le nostre cosiddette istituzioni guardano sempre al passato. C’è bisogno di primavera, di discutere del nostro futuro e ci ritroviamo a dover discutere di Contrada, Mastella e Napolitano: 220 anni in tre.

domenica 23 dicembre 2007

Assemblea-festa in Aj Quen

Alcune foto dell'assemblea di fine anno in Aj Quen..più una festa che un'assemblea...

Assemblea-festa in Aj Quen

Gita a Monterrico, sul Pacifico

Le foto della gita a Monterrico sul Pacifico con i companeros di Aj Quen...

A Monterrico

Visite ai gruppi nelle comunità

Ecco alcune foto di questo dicembre nebacchiense, tra le immagini anche quelle delle visite ai gruppi nelle comunità per l'organizzazione dei corsi di formazione

inizio dicembre

Buon 2008

Per un 2008 di Pace, Libertà e Giustizia.... Abajo y a la izquierda

Dopo due settimane di silenzio

Hola a tod@s
spero state tutti bene. Innanzitutto auguro a tutti voi buon natale e un felice anno nuovo. Qui il clima di festa è iniziato già da un pò, decorazioni natalizie molto simili alle nostre (alberi di natale, luci colorate, babbi natale finti o veri...), a gente indaffarata negli acquisti dei regali...fa uno strano effetto, l'influenza del selvaggio consumismo occidentale incide parecchio anche nei pueblos come Nebaj anche se in misura ridotta rispetto alle realtà più cittadine come la capitale o Chimaltenango. I petardi e le bombe sono all'ordine del giorno e della notte (nel cuore della notte capita spesso di sentire le famose bombe esplodere nel pueblo), i bambini si divertono con i petardi e piccoli fuochi d'artificio tanto da fare invidia a Napoli. Non immagino il 24 o il 31...sto pensando di procurarmi i tappi per le orecchie...
Dopo questa parentesi natalizia riprendo il filo del racconto interrotto due settimane fa. Come vi avevo accennato avrebbero dovuto iniziare i corsi di formazione, il primo sarebbe stato quello di Lalo su telaio a cintura....lunedi 10 avrebbero dovuto arrivare 8-9 donne dalle diverse comunità visitate...io avevo molti dubbi e perplessità... che hanno avuto conferma il lunedi alle 8 quando nel luogo dell'apputamento è arrivata solo una persona. Io ero già nel centro culturale con Lalo da un pò quando ho ricevuto la telefonata di Elena che con una risata isterica mi ha detto che il corso era sospeso perché le donne non sono arrivate. Ne aveva già chiamate alcune, chi non poteva perché il marito non la lascia uscire, chi perché aveva i lavori di casa da fare, chi per un parente ammalato, chi per i figli..insomma come avevo previsto la proposta/imposizione di 3 giornate di formazione residenziale (con l'obbligo di restare a dormire fuori casa) non era realizzabile. Non mi sono sorpresa più di tanto, ho sperato solamente che questa potesse essere una lezione da cui imparare per il futuro. Dopo aver insistito con le due ragazze della necessità di venire al centro per parlare e scusarsi con Lalo, ci siamo recate nella bottega-ufficio per analizzare la situazione e cercare di riorganizzare le visite alle comunità per delle nuove riunioni in vista dei corsi di formazione. Le due ragazze erano piuttosto abbattute, ho cercato di tranquillizzarle e di sollevare un pò il morale ma al tempo stesso ho sottolineato l'importanza di imparare dagli errori (e qui di errori ne stiamo facendo tanti). Abbiamo iniziato a coordinare le riunioni con i gruppi. Nel pomeriggio è arrivato anche Simone, il quale ha deciso di accompagnarci in visita alle comunità in maniera da entrare nel vivo delle attività di artigianato. Per il giorno seguente abbiamo programmato la visita a tre gruppi in altrettante aldeas di Nebaj. La mattina presto siamo partiti Simone, Elena ed io alla volta dei villaggi. Bei paesaggi e un bel sole ci hanno accompagnati. Nella prima aldea, la Pista, ci hano offerto caffè e un pane per la colazione, la riunione è andata bene, abbiamo raccolto le adesioni per il corso con Aj Quen e per i successivi corsi cercando di chiarire meglio le cose e spiegando alle donne che è stato un errore estrategico quello di pretendere che si fermassero a dormire fuori e che non potessero portare i figli-almeno quelli più piccoli. Gli stessi argomenti li abbiamo sviscerati nella seconda aldea, Batzuchil, dove un numeroso e dinamico gruppo di oltre 20 donne ci hanno accolto nel campetto sportivo dell'aldea. Con il terzo gruppo, a Janlay, siamo arrivati all'ora del pranzo e abbiamo mangiato nella casa della lider del gruppo: uovo con salsa di pomodoro e tortillas e un ottimo infuso di basilico. Anche qui la riunione è andata bene, un bel gruppo e diverse adesioni. Siamo rientrati a Nebaj piuttosto tardi anche perchè visitare i gruppi nelle comunità significa adattarsi ai tempi delle donne... se dai l'appuntamento alle 9 affinché per lo meno arrivino alle 9.30 alla fine arrivano alle 10..... quindi i tempi si allungano. Anche il giorno seguente è stato impiegato per andare a visitare tre gruppi, questa volta in tre cantones di Chajul. Gruppi meno numerosi ma apparentemente dinamici. Le riunioni sono andate bene, la scelta di essere meno radicali e permettere alle donne di portare i bambini e di rientrare alle proprie case, è stata fondamentale. Purtroppo Elena e Catarina credo vedano questa decisione come un "piegarsi" alla volontà delle donne ma non si rendono conto che non si possono imporre certe condizioni alle abitanti delle aldeas. Nel pomeriggio c'è stata la solita riunione d'equipe, che ogni volta mi toglie almeno 5 anni di vita... uno squallore di riunioni nelle quali Pablo dirige il tutto e alla fine decide tutto lui. Anche Simone se tenta di dire la sua viene subito accusato di essere il bianco rappresentante dell'organizzazione colonizzatrice che vive alle spalle di Fundamaya e viene messo a tacere con la ormai famosa frase: "voi non sapete nulla del nostro modo di vivere, noi sappiamo fare bene il nostro lavoro " (abbiamo alcuni dubbi purtroppo...). La sera della giornata di riunione d'equipo è sempre fatale, il morale a terra e solo voglia o di ubriacarsi o di andare a dormire. Meglio questa seconda opzione. Io ho preparato i miei bagagli per il giorno seguente...giovedi infatti sono scesa a Chimal per partecipare con i compagni di Aj Quen alla gita all'oceano del venerdi e alla festa-assemblea del sabato. Giovedi il viaggio è stato massacrante, sono partita alle 9 e sono arrivata a Chimal alle 3 e mezza... lavori in strada tra Quiché e Chichi (stano ristrutturando un ponte) obbligano a fare un giro assurdo per una strada di terra bianca dove praticamente per 45 minuti si respira polvere (le camionetas non sono certo a chiusura stagna...), a questo si aggiunge ulteriore ritardo in Chichi per via della settimana di festa di paese e la coda di quasi un'ora sulla carretera per i soliti lavoroni per costruire la strada a 4 corsie (parte degli accordi con gli States per il supposto "libero" scambio). Sono arrivata in Aj Quen cotta morta ma i companeros mi hanno subito risollevata. Non c'era molto da fare di lavoro, hanno finito l'invio degli ordini quindi erano in relax, 4 chiacchiere e poi ho accompagnato Roca , che era passato per caso in Aj Quen, sulla sua moto a riparare un telefono pubblico (il suo nuovo lavoro)..che forte. Alle 5 ho fatto un giretto con Kenia e poi sono andata a cena al Jalisco con Carlos e il suo amico Felix Arcan. La mattina seguente alle 7 (in realtà si sono fatte le 8) siamo partiti alla volta di Monterrico sull'oceano Pacifico. L'intero ufficio (tranne Victor in viaggio) e la junta directiva. Dopo 3 ore e mezzo di macchina siamo arrivati a Monterrico passando per Escuintla.Ad un certo punto le temperature si sono alzate incredibilmente... La costa guatemalteca presenta un clima caldo-umido... la giornata era stupenda, prima di arrivar in spiaggia mi sono comprata una crema solare protezione 45... visto che sono bianca-mozzarella meglio evitare di arrostirmi. Era la mia prima volta sul Pacifico, la spiaggia con la sabbia nera per l'origine vulcanica, le onde per niente pacifiche..che bello. Non c'era molta gente (essendo venerdi). L'unica cosa che mancava era il cocco....purtroppo ancora acerbo sugli alberi. Ci siamo divertiti nell'acqua e fuori..vedere le foto per credere. Siamo rimasti in spiaggia per oltre due ore, poi verso le 14 siamo andati a mangiare frutti di mare e pesce. Mi sono mangiata un piatto di gamberetti, molti buoni. Alla fine non potendo andare via senza aver per lo meno assaggiato un cocco abbiamo comprato da un ragazzo dei cocchi immaturi che è andato a tagliare direttamente dall'albero..non sapevano di molto ma meglio di niente. Al ritorno mi sono addormentata come un sasso, probabilmente è stato il sole a stendermi in questo modo. Il sabato, giorno della festa-assemblea. Soo arrivate circa un centinaio di socie di Aj Quen, in rappresentanza dei diversi gruppi e con bambini al seguito. Più che un'assemblea è stata una festa con diverse attività ludiche per bambini e adulti: giochi, lotteria, balli, canti, pinata ecc.. E' stata una giornata piacevole, purtroppo non sapevo ancora che sarebbe stata l'ultima giornata con l'attuale equipo di Aj Quen... poi vi spiego... la domenica sono partita con Lorenzo Muxtay alla volta di Nebaj dato che per il luendi era previsto il corso di formazione con le donne delle aldeas... ennesimo viaggio infernale-peggiore dell'andata. Siamo partiti a mezzogiorno e mezzo e siamo arrivati a Nebaj alle sette e mezzo: coda per i lavoroni nella carretera, camioneta che s'è fermata per strada, niente passo tra Chichi e Quiché e di nuovo deviazione per la strada di terra bianca...arrivati a Quiché non c'erano più microbus per Nebaj... con una folla di gente che aspettava... alla fine un microbus che aveva un'altra destinazione per 1 euro in più rispetto al prezzo standard del biglietto ha portato noi e altre persone fino a Nebaj...per fortuna. Arrivati a casa Simone stava preparando la cena assieme a Lalo e ci siamo messi a mangiare e a chiacchierare. Simone era contento di poter confrontarsi con Muxtay sulle varie questioni del progetto. La mattina del lunedi tutti avevano paura del ripetersi del flop della settimana precedente con il corso di Lalo...alle 8 ci siamo trovati nel parque....c'erano oltre 50 donne ad aspettare...sospiro di sollievo...Il corso è iniziato dopo la cerimonia maya di apertura e le varie presentazioni da parte nostra e da parte delle partecipanti. Oltre alle 50 donne c'erano almeno 30 bambini.. i più piccoli nelle braccia delle mamme, i più grandicelli fuori e dentro dal salone. Molta allegria. Muxtay ha cominciato il corso, una parte teorica e una parte pratica con lavori di gruppi. In rappresentanza di Fundamaya c'era un sacco di gente: Elena e Cata, Simone, Pablo, un maestro, Diego l'amministratore... Insomma un evento. Il maestro, Elena e Cata si sono rotati nella traduzione dallo spagnolo all'ixil... una buone parte delle donne non capisce lo spagnolo. Tutto è andato bene, nonostante la complessità degli argomenti trattati, Muxtay è stato un grande perché con la sua esperienza in Aj Quen sa spiegare le cose in maniera semplice e comprensibile.E' stato un corso introduttivo sulla piccola impresa artigiana. La sera con Simone e Lorenzo siamo andati a cena assieme e abbiamo continuato il confronto sulle potenzialità e sui limiti del progetto. Anche il giorno seguente la partecipazione è stata ottima, su 54 donne ne sono arrivate 51. Muxtay ha affrontato il discorso dei costi di produzione e del margine di guadagno che spesso non c'è perché le donne non calcono per niente i costi e vendono i loro prodotti a un prezzo tale che spesso ci perdono invece di guadagnare. Un esercizio di gruppo ha dimostrato prorpio questo. E' stato molto utile e le donne si sono rese conto che non valorizzano il loro lavoro. Io ho fatto amicizia con il piccolo Andres, un ragazzino di 10 anni, figlio di una delle partecipanti..pensate, prendeva appunti per la mamma che non sapeva leggere e scrivere. Andres è davvero un ragazzino intelligente e sensibile, m'è piaciuto molto. Gli altri bambini, specialmente le bambine, erano una banda di scatenati... troppo simpatici, in alcuni momenti mi trattenevo con loro a fare dei giochetti per farli stare buoni fori dal salone, a raccogliere le immondizie lasciate durante la merenda e il pranzo (realmente un merdaio..) e a fare foto (sono affascinati dalla magia delle foto digitali).Lalo ha avuto un momento per parlare un pò dei contenuto del suo corso, cosi come Don Juan (il sastre guerrigliero) e la signora che sarà il corso del telaio a pedale. Alla fine del corso ci siamo trattenuti in una riunione di equipe per una valutazione di queste due prime giornate e per un confronto con Lorenzo sulle possibilità di avanzare con il progetto. Al termine di questa lunga e faticosa giornata e la cena sono letteralmente crollata. Il mercoledi, ultima fase della tre-giorni di formazione, è stato la conferma del successo del corso. 54 partecipanti che hanno seguito il discorso sul mercato, sulla qualità dei prodotti, sull'importanza di innovazione. Alcune donne si sono meravigliate nel vedere le foto dei prodotti di Aj Quen.. abituate a tessere i 4 tessuti tipici (huipil, faja, cinta ecc..) non potevano credere che altre donne come loro possano produrre articoli cosi diversi (erano foto dei prodotti che Aj Quen esporta)...alcune hanno detto che non poteva essere vero, che Lorenzo chissà dove aveva fatto quelle foto.. su questo punto ho proposto nella successiva riunione di eqipe, la possibilità di una visita ad alcuni gruppi di Aj Quen (penso al gruppo di Cristina ad esempio, che dal prossimo mese sarà un'associazione indipendente...ce l'hanno fatta!!Pur restando legate ad AJ Quen inizieranno un nuovo importante cammino, complimenti!!!) che potrebbe essere molto utile per far vedere ai nostri gruupi che un processo di questo tipo è possibile. Al termine del corso c'è stato un momento di valutazione, chi sapeva scrivere ha risposto autonomamente alle domande poste da Muxtay, chi non sapeva scrivere ma poteva parlare spagnolo ha potuto ricevere un supporto da me e Simone.. le altre si sono affidate a Elena, Cata, Pablo, Ana e Lino di Fundamaya. sono ritornata con la mente a due anni (quasi tre in realtà!!) quando facevo le interviste con le artigiane per la tesi... Sono usciti molti commenti interessanti, la maggior parte delle donne, seppur con estrema difficoltà, è riuscita ad interiorizzare alcuni dei contenuti e quasi tutte hanno dimostrato l'interesse nel proseguire il percorso di formazione. Dopo una nuova riunione d'equipe artigianato sono andata a cena con Lorenzo, Pablo, Elena, Catarina, Diego e Lino. Lorenzo e Pablo ad un certo punto hanno iniziato a parlare dei tempi della guerra e del loro impegno socio-politico. Pablo ormai lo sappiamo che è stato un guerrigilero, Lorenzo no però anche lui si è sempre impegnato in forme di resistenza pacifica a Patzun e ha rischiato anche di essere sequestrato dall'esercito (assieme a dei colleghi di università che sono stati squestrati e non sono più riapparsi... lui per puro caso non era con loro in quel momento..). E' stato davvero interessante ascoltarli, hanno parlato anche della Rigoberta, della situazione socio-politica attuale, dei limiti della sinistra guatemalteca. Rientrata a casa ho trovato Simone, Amparo, Cosme e Jorga (non so come si scrive, è un nome basco, un nuovo arrivo.,è di Madrid ed è in Guate con le UNV con una borsa di studio dell'università) alle prese con la cena. Il giorno dopo con Simone sono andata alla riunione d'equipe a Chajul, soliti problemi, soliti scontri, solite delusioni...vabbè. La sera ho preferito restare a casa anziché ritrovarmi con il gruppo.. ogni tanto ci vuole un momento di solitudine per restare un pò con se stessa. Venerdi è stato un giorno di riposo, finalmente! In mattinata relax, chiacchiere con Simone e riordino stanza; nel pomeriggio sono andata con Amparo al centro culturale per parlare con due responsabili delle attività-due tipi che di cultura non se sanno niente...- Amparo ha proposto di fare un'attività con i bambini del pueblo: il presepe con la pasta-sale, l'idea gliela ho lanciata io memore della bella esperienza nelle scuole lo scorso anno con Mandacarù. Abbiamo organizzato l'attività assieme ai due "responsabili" per il 26 dicembre, oltre alla pasta-sale con tinte naturali (spezie, cacao, caffè, rapa rossa, toky che di naturale non ha molto visto che sono quelle polverine chimiche per fare le bibite..ma i colori che ne escono sono fenomenali) e qualsiasi cosa si possa utilizzare della spazzatura (bottiglie, sacchetti, sacchettini delle patatine, fiammiferi usati, cartoni, scatole, fili di cotone e di lana) e della natura (bastoncini, piume, foglie secche ecc...)...che ne verrà fuori? e soprattutto quei due responsabili poco responsabili riusciranno ad organizzarlo? Amparo ed io daremo supporto maeriale il 26 aiutando i bambini, la parte organizzativa tocca a questi due individui anche perché cosi si responsailizzano..forse.. Finita questa riunione con Amparo ci siamo dirette verso casa, facendo tappa ad una bancarella di cianfrusaglie dove Amparo ha fatto incetta di statuine del presepe di terracotta e dipinte a mano. Alcune erano veramanente simpatiche, me ne sono comprata una pure io e non h resistito nemmeno ad un camioncino di legno fatto artigianalmente.. troppo bello. Arrivate a casa ci siamo messe a fare gli esperimenti con le tinte per la pasta sale, sotto gli occhi allibiti di Simone che ci prendeva per matte. Alla fine sono arrivati anche Erik, Cosme e Jorga... è stata una serata bellissima... tutti quanti ci siamo messi a fare le figure del presepe che mancavano ad Amparo (tipo maria, giuseppe e il neonato gesù, i re magi,, alcuni animali ecc...)... abbiamo dato sfogo alla nostra fantasia e prendendo spunto anche dalla realtà guatemalteca (il comal per le tortillas con le tortillas, la pietra per macinare il maiz, la cesta sulla testa con la frutta, l'anfora per portare l'acqua, il contadino ubriaco ecc..).... ci siamo divertiti come pazzi. Sembravamo dei bambini, il nostro lato infantile è tornato a galla. Il tempo è volato, ci siamo salutati a mezzanotte passata.. Sabao mattina Simone, Cosme, Jorga ed io siamo andati a Chichicastenango per assistere all'ultimo giorno di feria.... essendo l'ultimo giorno le attività principali (come la tradizione del palo volador, ossia uomini mascherati che si lanciano lungo un palo legati ad una corda...tipo bungee jumpy ma esattamente non so come funziona..) già erano finite. Di gente ce n'era comunque, abbiamo assisitito al ballo del torito, al suono della marimba una folla di persone mascherate con dei costumi tradizionali e coloratissimi e ad un paio di processioni. Poi abbiamo fatto un salto al cimitero (coloratissimo), dove tra l'altro abbiamo individuato la tomba collettiva degli autisti di camionetas del quiché... una tomba sulla quale hanno costruito un modello di strada..pareva un gioco per bambini..foto per credere.. Inoltre immancabili sono stati gli acquisti.. non era il giorno del mercato (giovedi e domenica) quando Chichi si riempie di bancarelle però non sapendo se avrò tempo di ritornarci ho fatto l'acquisto folle che mi ero proposta... un copriletto fatto da differenti pezzi di huipiles..tutti diversi. Purtroppo mancano quelli di nebaj e chajul ma pazienza. Proprio bello e alla fine non l'ho pagato caro, l'equivalente di 40 euro. L'unico problema è che mi occuperà buona parte della valigia...staremo a vedere.. Rientrati a Nebaj siamo andati a cena con il resto della banda (Erik, Amparo, Manu, Nadia e Anna-una ragazza italiana in visita) per salutare Erik che parte per una vacanzina in Mexico e non ci sarà per la cena che organizziamo per il 24. A proposito.. eccco i miei piani per questi giorni: natale con il gruppo Europa qui a Nebaj, il 26 attività con i bambini e il 27 parto per Chimal per passare un pò di tempo con i miei amici. Di sicuro andrò a visitare Leo, Kenia, Yanet e Marta, farò un salto da José Victor e forse al lago Atitlan e da Chepe. Non ho molti giorni a disposizione però. L'alternativa era quella di andare in Chiapas per l'incontro zapatista, purtroppo per risparmiare un pò di soldi rinuncio a questa esperienza fenomenale (avrei visto il Subcomandante probabilmente).. e poi i miei amici guatemaltechi ci tengono che passi un pò di tempo con loro. Dato che tra un pò me ne vado e il tempo sarà poco preferisco stare con loro.
Ora una brutta notizia.. Leonel è stato licenziato in Aj Quen; era da un pò che questa possibilità girava nell'aria, Leo ha un carattere un pò difficile e irascibile e ha avuto qualche scontro verbale e quasi fisico con un paio di companeros in Aj Quen. La junta directiva lo teneva d'occhio da un pò e purtroppo è stata presa questa decisione. Lui se l'aspettava, è motlo giù di morale perché ora dovrà cercare un lavoro nuovo e non è facile. Carlos è dispiaciuto, pur riconoscendo il carattere difficile di Leo, lavorava bene con lui... questo in realtà tutti lo hanno riconosciuto perché Leo è sempre stato un gran lavoratore, puntuale e preciso. Purtroppo i problemi relazionali sono stati la causa di questa decisione. Ma non è il solo ad essere stato licenziato, purtroppo anche le due ragazze, Kenia e Clara, dovranno laciare AJ Quen..io l'ho saputo da Muxtay quando era qui a Nebaj, non lo sa ancora nessuno.... ci sono rimasta davvero male. Non lo sanno ancora e tranne la junta directiva e Victor non lo sa nessuno. Lorenzo mi ha spiegato che i motivi sono professionali, le due ragazze hanno dimostrato buona volontà ma purtroppo anche alcuni limiti professionali e per gli incarichi ricoperti finora ci vogliono persone più esperte. Mi spiace molto per loro, di sicuro però sarà più facile per loro trovare un nuovo lavoro. è brutto, in questi giorni devo fare finta di niente..non posso parlarlne né con Carlos, né con Leo e tantomeno con le dirette interessate ovviamente. Aj Quen perde tre belle persone, mi spiace tantissimo per Leo e Kenia che considero tra i miei migliori amici qui in Guate. E poi senza Leo Aj Quen sarà differente. Il prossimo mese fino alla mia partenza sarà strano recarmi in ufficio e non trovare Leo, Kenia.. che vedrò al di fuori ma sarà strano comunque. La relazione tra Leo e Kenia prosegue, forse ora sarà più facile per loro stare assieme. Il motivo del licenziamento non è la loro storia, da come ha parlato Lorenzo ho capito che non ne sono nemmeno a conoscenza (perché invece per Clara il motivo principale, oltre ad alcuni limiti professionali, è legato ad una relazione che pare sia nata con uno dell'ufficio- so chi è ma preferisco non dirlo per questioni di privacy....avevo anche dei sospetti ma non ero per niente sicura, pensavano fossero i soliti pettegolezzi dei ragazzi..Carlos e Leo mi avevano accennato qualcosa ma non li avevo presi molto sul serio......ma Lorenzo praticamente li ha beccati e quindi è vero......insomma Aj Quen peggio di Beautiful...). Le regole di Aj Quen sono piuttosto rigide in questo senso, per evitare problemi che erano sorti in passato quando c'erano state famiglie distrutte a causa di relazioni nate all'interno dell'ufficio...
Chiudo questa parentesi un pò spiacevole e con questo chiudo anche il resoconto. Le tantissime foto scattate in queste settimane le pubblico al più presto sul blog.
Di nuovo mando a tutti voi gli auguri per una buona fine 2007 e un buon inizio 2008. Tra un mese e mezzo torno e sarò felice di riabbracciarvi tutti.

martedì 11 dicembre 2007

Inizio dicembre nebacchiense, con sole e nuovi arrivi

Le foto della settimana caratterizzata dai nuovi arrivi. E incredibilmente Nebaj con il sole.

Dicembre nebacchiense

lunedì 10 dicembre 2007

Dal blog di Daniele Luttazzi

Dovrei andare al lavoro, sono già in ritardo. Ma voglio riportare anche i post che Daniele Luttazzi ha pubblicato in questi ultimi giorni sul suo Blog www.danieleluttazzi.it
Si commentano da soli. Io esprimo solamente piena solidarietà a Daniele e al suo staff.

Z
Contemporaneamente i militari hanno proibito:

i capelli lunghi,
le minigonne,
Sofocle,
Tolstoi,
Mark Twain,
Euripide,
spezzare i bicchieri alla russa,
Aragon,
Trotsky,
scioperare,
la libertà sindacale,
Lurcat,
Eschilo,
Aristofane,
Ionesco,
Sartre,
i Beatles,
Albee,
Pinter,
dire che Socrate era omosessuale,
l'ordine degli avvocati,
imparare il russo,
imparare il bulgaro,
la libertà di stampa,
l'enciclopedia internazionale,
la sociologia,
Beckett,
Dostojevskij,
Cechov,
Gorki e tutti i russi,
il "chi è?",
la musica moderna,
la musica popolare,
la matematica moderna,
i movimenti della pace
e la lettera "Z" che vuol dire "E' vivo" in greco antico.

By Daniele Luttazzi at 10 Dic 2007 - 09:00 | blog di Daniele Luttazzi
La smentita che non smentisce
Pochi minuti fa ( domenica 9/12, ore 23 e 22 ) i dirigenti di La7 hanno fatto dire in diretta a Maurizio Crozza che non è vero che stiano cancellando tutto il girato di Decameron.

ATTENTI: smentiscono che non lo stanno facendo. MA LA NOTIZIA E' CHE LO FARANNO DOMATTINA. Alle 10. Quando aprirà la saletta di montaggio.

La classica smentita che non smentisce.

LA CANCELLAZIONE DEL GIRATO DI DECAMERON ( già trasmesso e ancora da trasmettere ) E' UN SOPRUSO DI UNA GRAVITA' INAUDITA! NON E' AMMISSIBILE! E' INTOLLERABILE! MI RIPUGNA IL SOLO PENSIERO! NON SI DISTRUGGE L'ARTE! VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA!

By Daniele Luttazzi at 9 Dic 2007 - 23:32 | blog di Daniele Luttazzi
Decameron





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Come faccio a sopportare la chiusura di Decameron? Penso a Giuliano Ferrara in una vasca da bagno, con Berlusconi e Dell'Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta.



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By Daniele Luttazzi at 9 Dic 2007 - 10:46 | La Striscia | blog di Daniele Luttazzi
Fahrenheit
Stasera è successo un fatto gravissimo: per motivi legali ( nessuna comunicazione ufficiale della sospensione del programma ) io e Franza Di Rosa abbiamo completato al montaggio la puntata n.6 che doveva andare in onda. Verso le 20, dei funzionari di La7 sono entrati in sala montaggio per impedire fisicamente che proseguissimo. Hanno occupato la stanza, hanno intimato al tecnico di sospendere ( senza averne titolo ), uno di loro si è seduto al mio posto alla consolle e non se ne andava, sfidandoci. Ho telefonato all'avvocato: stavano commettendo un reato ( violenza privata ) e potevo chiamare la polizia. A quel punto sono usciti. Poi, quando ho finito e me ne sono andato, uno di loro è entrato per CANCELLARE TUTTO IL GIRATO di Decameron, passato e futuro. Spero non l'abbiano fatto.

By Daniele Luttazzi at 9 Dic 2007 - 02:24 | blog di Daniele Luttazzi

Luttazzi censurato su La7

Hanno sospeso la trasmissione Decameron di Luttazzi. Lo hanno fatto perchè
nell'ultima puntata ha lanciato questa battuta:
Dopo 4 anni guerra in Iraq: 3.900 soldati americani morti, 85.000 civili
iracheni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di
Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era
contrario alla guerra in Iraq. Come si fa a sopportare una cosa del genere?
Come si fa? Io ho un mio sistema, penso a Giuliano Ferrara immerso in una
vasca da bagno con Berlusconi e Dell'Utri che gli pisciano addosso, Previti
che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta
tutti.

La giustificazione data dai vertici di La7 è la seguente: la frase offende e insulta Giuliano Ferrara e si configura come una provocazione alla dignità e all'onore personale di un nostro collaboratore.

La puntata era dedicata all'Enciclica Spe Salvi del Papa Ratzi.... che sia questa la vera ragione del licenziamento?
Qualunque sia il motivo, dopo l'editto bulgaro di Berlusconi la satira è stata nuovamente censurata. Luttazzi è uno dei pochi veri comici di satira scomoda che ci sono ancora in Italia. E' riuscito a fare 2 milioni e mezzo di spettatori, che per La 7 sono cifre incredibili. E' vero, è un comico tagliente, provocatore. Come dovrebbero esserlo tutti i comici di satira. Ma in Italia i vertici dei Media italiani vorrebbero i vari Luttazzi, Fo, Guzzanti's brtothers and sisters tali quali al Bagaglino. Nella storia la satira ha sempre avuto come bersaglio il potere, quello politico, economico, religioso. E cosi deve continuare ad essere. Diciamo RESET alla censura, diciamo si alla SATIRA, quella vera, quella scomoda, quella provocatrice.

Ora vado a lavorare (pare che oggi davvero inizino i corsi di formazione!!!!!) ma prima riporto l'intervista l'intervista di Daniele a Repubblica, riflettiamo cari concittadini, l'Italia si sta rivelando nuovamente un Paese arretrato, almeno culturalmente....

SPETTACOLI & CULTURA InviaStampaIntervista al comico che risponde alle accuse dopo lo stop del suo programma
"Io non ho insultato Ferrara. Molti non afferrano il senso profondo della satira"
Luttazzi "La censura?
Ho criticato l'Enciclica"
di LEANDRO PALESTINI

ROMA - "È una situazione grottesca. Cancellano il Decameron senza motivo, Giuliano Ferrara non ha subìto insulti e difatti non protesta, con la censura La 7 ha un danno di immagine e di sabato si priva del 4 per cento dell'ascolto e di due milioni e mezzo di contatti". Daniele Luttazzi non riesce a darsi pace. Via mail l'azienda gli ha comunicato la risoluzione del rapporto ("coinvolti anche la regista Franza Di Rosa e una cinquantina di talenti"), ma sulle ragioni vere del gesto di Antonio Campo Dall'Orto il comico nutre dei dubbi, "perché chiudere un programma satirico non è come chiudere il meteo di una televisione".

Luttazzi, l'hanno bloccata dopo la registrazione della puntata su "Spe Salvi", l'enciclica del Papa. È il vero motivo del licenziamento?
"È un motivo plausibile. Perché l'altro motivo non regge. Ma nel mio monologo (di venti minuti) non prendevo in giro il Papa, lui è un sant'uomo. Mi interessava il tema: confrontavo i punti principali dell'enciclica di Ratzinger con argomenti satirici. Ho un punto di vista eterodosso, certo sconfesso la sua visione del Purgatorio, ma le mie battute su temi seri divertivano. Contestavo la visione dolorifica del mondo contenuta nell'enciclica e il plagio di massa delle religioni. La satira non è una burletta, la satira è una cosa seria".

Per ridere di Ferrara lei è andato giù pesante. Le risulta che abbia minacciato le dimissioni per i suoi "insulti"?
"Campo Dall'Orto mi ha assicurato che Giuliano non è intervenuto. La mia satira? Ferrara è stato uno dei più spietati propagandisti della guerra in Iraq, così l'ho inserito in un quadretto grottesco che attinge alla tradizione satirica (quella di Rabelais), che in Italia va dal Ruzante a Dario Fo. Nel monologo su Ferrara, da una parte mostravo gli eccessi sessuali e dall'altra gli eccessi della guerra: dal Napalm a Falluja alle torture di Abu Ghraib. Come diceva Lenny Bruce, non è il sesso ad essere pornografico, bensì la guerra".

Visto che Ferrara non è il mandante del suo licenziamento, andrebbe a parlare dei limiti della satira a "Otto e mezzo"?
"Ferrara è intelligente. È il primo che si diverte con la satira. Questo però raddoppia le sue responsabilità: lui ha fatto in Italia quello che l'Iraq Group di Carl Rowe ha fatto con gli americani. Ma io non vado ad aumentare l'audience di un programma altrui, soprattutto nella tv che ha cancellato il Decameron. Non sono la scimmietta di nessuno. Col c... che vado a Otto e mezzo!".

Eppure sabato sembrava che la rottura con La 7 si potesse sanare. Visto che Campo Dall'Orto ripeteva che lei, pur avendo sbagliato, resta il più bravo autore satirico su piazza...
"Anch'io lo speravo dopo il primo sms. Ma ormai è tardi: Telecom Media mi ha anticipato la notifica della risoluzione del contratto. Certo, c'è un controsenso in quello che ha fatto il direttore Campo Dall'Orto, e io glie l'ho detto: stai facendo l'errore più grande della tua carriera, distruggi quello che hai costruito in questi tre anni, l'immagine di La 7 come tv libera. Ma lui, che pure m'ha riportato in tv dopo l'editto bulgaro, ha scelto la via dura. Sabato sera si è creata una situazione "cilena" al montaggio: per motivi legali, io e la regista Franza Di Rosa, stavamo completando al montaggio la sesta puntata (visto che nessuna comunicazione ufficiale della sospensione era ancora arrivata). Verso le 20, dei funzionari di La 7 sono entrati in sala di montaggio per impedire fisicamente che proseguissimo. Hanno occupato la stanza, hanno intimato al tecnico di sospendere... Ho chiamato l'avvocato: stavano commettendo un reato, violenza privata, e potevo chiamare la polizia. Così sono usciti. Poi, quando ho finito uno di loro è entrato per cancellare tutto il girato di Decameron, passato e futuro. E lunedì lo faranno!".

(10 dicembre 2007)

Settimana di grandi arrivi a Nebaj

Hola a tod@s
rieccomi per un nuovo episodio del diario chapino, questa settimana è stata piuttosto intensa e caratterizzata incredibilmente dal bel tempo... da oltre sette giorni non piove, durante il giorno un sole stupendo, tanto che si può andare in giro in maniche corte. Solo la mattina presto e la notte le temperature sono piuttosto basse ed è meglio coprirsi bene. Sono a Nebaj da tre mesi e davvero non mi è mai capitato di vedere cosi tanto sole. Ormai mi ero abituata alla nebbia, alla pioggia, al freddo, all'umidità... ma è proprio piacevole svegliarsi e vedere il cielo limpido. Oggi ho preso anche un pò di sole in giardino.
Riprendo il resoconto dei fatti dopo questa parentesi metereologica. La settimana è iniziata all'insegna del lavoro. Riunione organizzativa con le ragazze il lunedi per pianificare le attività della settimana e del mese. Il martedi siamo andate a visitare un gruppo di donne a Chajul. Era dia de plaza, ossia il giorno del mercato, e il gruppo non era al completo dato che alcune erano impegnate nella vendita o negli acquisti al mercato. Prima di cominciare la riunione vera e propria, Elena ha dato la parola a me affinché mi presentassi...ho detto due cavolate in croce (da dove vengo, perchè sono qui, è un piacere essere qui con voi ecc....) e alla fine ho ricevuto un caloroso applauso... mi sono commossa.... Comunque anche in questo gruppo ci sono delle donne interessate e con la possibilità di frequentare gli intensi corsi di formazione. Ovviamente anche in questo caso sono le più giovani e quelle con minori impegni familiari. Una signora piuttosto anziana ha dimostrato la volontà di partecipare al corso per il miglioramento della qualità con il telar de cintura, che verrà impartito da Lalo l'artista, mi ha fatto piacere. Durante la riunione ho ricevuto la telefonata di Simone, il nuovo cooperante, ormai in terra guatemalteca (nella capi per il momento). Il giorno dopo sarebbe arrivato in quel di Nebaj!! Evviva!
Dopo la riunione abbiamo fatto un giro al mercato ma stavano già sbaraccando, quindi abbiamo deciso di andare a Cotzal per incontrare un gruppo. Ma durante il tragitto le ragazze si sono rese conto di non avere il recapito di nessuno del gruppo e quindi abbiamo fatto rientro a Nebaj. Nel pomeriggio dovevamo fare il loro resoconto mensile, quindi sono tornata a casa e ho passato l'intero pomeriggio a fare il trasloco dalla stanza bella a quella un pò sfigata. Ora che arriva Simone finisce la pacchia. Scherzo, ancha l'altra stanza non è male ma non c'è l'armadio e devo arrangiarmi con uno scaffale e per appendere i vestiti utilizzo una corda fissata a dei chiodi nel muro. La cosa che mi da fastidio della stanza è che l'unica finestra da sulla strada ma appena tiro la tendina un nugolo di persone si piazza davanti e guarda dentro..spesso sono bambini ma comunque mi da piuttosto fastidio. Quindi risulta piuttosto buia, ma fa lo stesso tanto la uso praticamente solo per dormire. Insomma, l'intero pomeriggio l'ho passato a sistemare la nuova stanza (compresi tessuti e poster alla pareti). Verso sera mi hanno telefonato Betty e Roby, i miei nuovi amici di San Cristobal, per dirmi che erano arrivati in quel di Nebaj (scambio di visita!), quindi ho preso e sono andata a recuperarli al parque dato che spiegare come arrivare a casa mia praticamente impossibile. Essendo ora di cena siamo andati a mangiare al Palmarcito, doe ci ha raggiunto Amparo che è entrata subito in confidenza con loro. Verso le 10 è iniziata una telefonata con Carlos che è durata due ore.. ci siamo raccontati un sacco di cose visto che erano quattro giorni che non ci sentivamo (!!)... mangiando frutti di mare crudi (il famoso ceviche) è stato malissimo ed è dimagrito dieci kili in tre giorni......... gli ho fatto mille raccomandazioni tipo mamma per riprendersi bene e recuperare le energie. Conoscendolo so che si trascura parecchio. I due nuovi arrivati erano piuttosto stanchi dal viaggio e siamo andati a dormire relativamente presto. Mercoledi mattina alle 6 mi telefona Elena per avvisarmi che dovevano andare (ordine del grande capo) al corso impartito dai maestri bilingue di Fundamaya sulla matematica ixil e che quindi si sospendevano le viste ai gruppi programmate per quel giorno.............. mi hanno chiesto se volevo andare anche io ma ho gentilemtne declinato l'invito dato che il corso sarebbe stato in ixil...... chi ci avrebbe capito qualcosa????? Quindi ho avuto modo di trascorrere la giornata con Roby e Betty. In realtà i due dormiglioni si sono alzati piuttosto tardi, dopo la colazione abbiamo preparato il pranzo al qual ha partecipato anche Amparo. Tra una chiacchiera e l'altra siamo usciti di casa a pomeriggio inoltrato, abbiamo fatto un giro per il paese, il mercado de artesania, il mercato della frutta e verdura, il parque.. non c'è molto da vedere in realtà. Roby e Betty sono davvero fantastici, sono proprio contenta di averli conosciuti. Verso sera ci ha raggiunti Amparo e siamo andati all'Espanto per bere una birra e poi al palmarcito per la cena. La signora, che ormai s'è affezionata a noi (c'è l'idea di organizzare al palmarcito un convivio, ossia un ritrovo, per celebrare le feste e la signora è entusiasta e mette a disposizione il locale per noi e per loro..perché in realtà lei e le sue figlie saranno parte degli invitati), ci ha preparato un piatto fantastico. Dopo cena siamo rientrati a casa per aspettare Simone che assieme a Diego l'amministratore di Fundamaya e Silvia, la nicaraguense che si occupa del controllo finanziario del progetto, stava arrivando a Nebaj. E finalmente verso le 11 di sera è arrivato!!!!!!! Un tipo alto, magro, capelli leggermente mossi scuri e legati in un chiffon. E' simpatico e in gamba. E' la terza volta che viene in Guatemala, 4 anni fa per la tesi sulle comunità pacifiche di resistenza (CPR) proprio nell'area ixil (conosce Pablo Ceto, in quel tempo aveva vissuto nella casa della sorella), due anni fa per il servizio civile con il CISV per un progetto proprio con le CPR anche se ha vissuto la maggior parte del tempo nella capi (capi sta per capitale!). Questo è il suo primo ruolo di responsabilità ed è entusiasta ma anche molto preoccupato. Siamo rimasti a chiacchierare per ore assieme a Roby e Betty, con un cin cin a base ri rum nicaraguense portato da Silvia (che però era in albergo). Il giorno dopo Simone doveva andare a Chajul per lavorare con Diego, Pablo e Silvia su questioni amministrative (con grande gioia di Simone..ma dovrà abituarsi...), Betty e Roby avevano previsto una gita alle cascate di Chichel e Santa Avelina, io mi sono trovata con le ragazze per vedere un pò la questione dell'alloggio e dei pasti per le partecipanti al corso del 10. Quando sono arrivata erano alle prese della pulizia del magazzino (credo per un'eventuale visita di Simone e Silvia..), siamo uscite tardi e non siamo arrivate a concludere nulla perché dopo un pranzo rapido in un comedor, siamo andate a Chajul per la riunione d'equipo, concentrata stavolta sull'arrivo di Simone e la presenza di Silvia. In realtà abbiamo aspettato per 45 minuti il microbus e siamo arrivate in ritardo..... al nostro arrivo è iniziata la riunione, addolcita dal cioccolato nicaraguense (ottimo, davvero buono..non so se perché era davvero buono o se perché dopo 3 mesi di astinenza da cioccolato-qui in Guatemala è orrido nonostante sia la terra d'origine del cacao..- un cioccolato quasisasi che non sia chapino riusulterebbe paradisiaco....) e frutta camarellata portati da Silvia. Dopo le presentazioni di Simone all'equipo e viceversa e un discorso di Silvia sono partiti i colloqui con i responsabili delle varie aree... Silvia ha deciso l'ordine e per la prima (e credo ultima volta) le ragazze di artigianato e tursmo sono state le prime ascoltate (di solito durante le riunioni d'equipo sono relegate all'ultimo posto, con poco tempo a disposizione e tutti che si fanno i cavoli loro....). Questa volta il colloquio è stato specifico per ciascun settore, quindi eravamo presenti solo noi di artigianato, Pablo, Diego in quanto amministratore, Simone e Silvia. Dopo una presentazione sintetica delle attività da parte di Elena è partito un momento di discussione sulle cose fatte ma soprattutto sulle cose da fare....qui sono intervenuta più volte, cercando di controllarmi per non esporre le mie idee con un tono troppo polemico sul progetto MLAL/Fundamaya in sé e sulla gestione da parte delle due inesperte ragazze. Per cercare di controllarmi mi sono affogata nel cioccolato e nella frutta carammellata. Ci sarebbero volute ore per, non dico trovare la via d'uscita nel labirinto, ma per lo meno per individuare il cammino giusto. Purtroppo siamo andate oltre alla mezzora stabilita e abbiamo dovuto interrompere per dare spazio agli altri due settori. Non avendo più motivo per restare ce ne siamo tornate a Nebaj. Per la sera era stata organizzata una cena di benvenuto in onore di Simone. Purtroppo Silvia è caduta e s'è fatta male al ginocchio, Pap Mec la guida spirutale, s'è esibito in un buffo rito di guarigione assolutamente inefficace e lei ha preferito restare in albergo a dormire.Alla cena è stato simpatico, hanno partecipato anche Roby e Betty. Siamo stati al Pasa Bien, lo stesso posto dove Chiara aveva organizzato la cena di addio. Rientrati a casa dopo cena abbiamo proseguito chiacchierando fino a tardi. Il giorno dopo io ho trascorso la giornata con le due ragazze e Lalo l'artista, abbiamo organizzato i fili in base al tipo e al colore prevalente nela cultura tessile dei tre municipi ixil (non cambiano solo i disegni ma anche i colori). Prima di iniziare questo lavoro, mentre le due ragazze erano impegnate a intervistare un paio di persone che volevano partecipare ai corsi di formazione, con Roby e Betty abbiamo chiacchierato a lungo con Lalo che poveretto era arrivato puntuale alle 9.... noi siamo arrivati alle 9.30 e lui era li ad aspettare che le altre due finissero... Abbiamo avuto il tempo anche di andare a visitare il suo museo...alle 11 Elena mi ha telefonato per dirmi che avevano finito... Roby e Betty sono andati a fare una passeggiata e noi siamo andati al lavoro. Verso Lalo ed io siamo andati verso casa, era prevista una cena preparata da Betty e Roby. A casa Simone, Silvia e Diego erano alle prese con le questioni amministrative dalla mattina... quindi siamo andati a cucinare a casa di Amparo. Ravioli con ripieno di biette e zucca con salsa di pomodoro, pizza e patate al forno. Piano piano è arrivata l'intera banda: Erik, Otto, Cosme, Marta, Virginio..insomma alla fine eravamo in 12 quando Simone distrutto ci ha raggiunti (dopo il lavoro ha portato Silvia all'ospedale e Osnedy il cubano che era di turno all'ospedale, l'ha osservata e le ha fatto un'iniezione dicendole di tornare il giorno dopo per i raggi...). La cena è stata super. Peccato solo che in paese c'era festa (per la Virgen de la Concepcion)...gente per le strade, le processioni, musica per ballare.....e noi siamo rimasti a casa!! In realtà è stato bello cosi, io alle 2.30 stavo crollando e sono andata a dormire, alcuni (Amparo, Cosme, Simone, Otto, Betty e Roby) sono rimasti fino alle 3.30! La mattina seguente Roby e Betty dovevano partire per San Cris....alla fine sono partiti alle 11.30..... anche Simone è partito per accompagnare Silvia nella capi. Ho trascorso la giornata in relax, approfittando del bel tempo. La sera con Amparo, Cosme, Otto e Marta ci siamo trovati per andare in centro e vedere il secondo giorno di festa...c'era una processione della cofradia per il trasporto della Virgen nella casa di una famiglia di Nebaj (è un rito che fanno tutti gli anni, la statua della Virgen viene accolta e protetta da una famiglia a rotazione). Non avevo con me la macchina fotografica ma cercherò di descrivervi la scena:immaginatevi una statua della Madonna di circa un metro di altezza con un vestito stile principessa Sissi (strano perché di solito hano trajes tipici) posta su una specie di baldacchino coperto da un'ombrellone multicolore stile arcobaleno e contornato da mille lucine intermittenti come quelle dell'albero di natale che funzionavano grazie ad un generatore.... bè sembrava più un carnevale! La processione è iniziata e terminata con le classiche bombe (i tubi dentro i quali fanno partire dei petardi e i fuochi d'artificio. Aspettando l'inizio del "grande baile", musica dal vivo, siamo andati a mangiare qualcosina..alla fine niente baile, siamo tornati a casa realtivamente presto probabilmente cotti dalla festa della sera precedente. Oggi, domenica, giornata di relax e di bucato (dato il bel sole). Domani iniziano i corsi di formazione...ma fino a quando non vedo con i miei occhi non ci credo. Speriamo bene... Fino a mercoledi ci sarà il corso di Lalo, poi interruzione fino a lunedi quando dovrebbero quelli di Aj Quen per il corso introduttivo su micro-impresa artigianale ecc... A proposito, probabilmente giovedi o forse venerdi andrò in Aj Quen, per il convivio tradizionale di fine anno e all'assemblea generale dei soci. Sono stata invitata, faccio parte della famiglia ormai :-) bè sono contenta di andare a Chimal, sono dieci giorni che non li vedo e mi mancano.
Bene, ho finito anche per questa volta il resoconto della settimana. Nei prossimi giorni pubblicherò le foto sul blog.
Un abbraccio a tutti e que les vaya bien. Buon tutto
Abajo y a la izquierda,
Su.

lunedì 3 dicembre 2007

Vaticano uber alles, dal blog di Beppe

Dal blog di Beppe Grillo.

2 Dicembre 2007
Vaticano uber alles


In Italia la politica, di centro sinistra o di centro destra, ha sempre un comune denominatore: prende ordini dalle potenze straniere. La prima è il Vaticano, la seconda gli Stati Uniti. La prima detta le nostre leggi, la seconda insedia basi militari in Italia e ci arruola per le guerre, come i mercenari di una volta.
Tra le due la più pericolosa è, senza dubbio, il Vaticano. Ha più esperienza e vince (sempre) le sue battaglie facendole combattere ai devoti partiti italiani che stanno in Parlamento.
Telmo Pievani, che ha documentato tutto nel libro “Sante Ragioni”, mi ha scritto una lettera.

“Caro Beppe,
vorrei parlarti dei comportamenti recenti di una delle numerose “caste” che popolano il nostro paese. Sto parlando della casta ecclesiastica e dei suoi sempre più numerosi accoliti presenti nell’arco costituzionale e nei media.
Di mestiere, insegno filosofia della scienza. Insieme ad un’amica giornalista, Carla Castellacci, ho scritto un libro per discutere analiticamente le “Sante Ragioni” addotte dai vertici delle gerarchie vaticane per giustificare il condizionamento religioso sulle scelte fondamentali che riguardano la vita di ogni cittadino, dal nascere al morire, dalla famiglia alla scuola, dalla bioetica alla vita civile. Ci viene ripetuto che si tratta non di articoli di fede, non di convincimenti personali, ma di argomentazioni frutto del “retto ragionare” e del “diritto naturale”, e dunque valide per tutti. Noi le abbiamo prese sul serio e verificato che si tratta di una razionalità inesistente, ideologica, del tutto infondata. Abbiamo esaminato le conseguenze di queste contraddittorie “ragioni” - tradotte in leggi dello Stato da politici sempre più solerti, ben distribuiti in entrambi gli schieramenti - sulle scelte di vita di noi tutti.
Ci siamo accorti che il clima culturale in questo Paese sta rapidamente cambiando e che in materie importanti come la libertà della ricerca scientifica, la libertà di insegnamento, la libertà di scelta in campo biomedico, è in atto un’autentica, e documentabile, regressione. Si sta diffondendo, nelle scuole e sui media, una letteratura creazionista che pensavamo confinata ai fondamentalisti evangelici americani. Libri di violento discredito contro la teoria dell’evoluzione, ricolmi di falsità, di insulti e di strafalcioni scientifici, vengono recensiti dal Corriere della Sera e dai canali RAI. L’ultima “opera” di Rosa Alberoni, “Il Dio di Michelangelo e la barba di Darwin”, viene presentata a Roma, in sede prestigiosa, da ex Ministri come Rocco Buttiglione, da direttori di telegiornali RAI, da eminenze quali Monsignor Rino Fisichella.
Proviamo ad analizzare alcuni fatti recenti, i documenti, le decisioni parlamentari, i finanziamenti stanziati, le dichiarazioni pubbliche. Qualche esempio:
- le nuove linee guida ministeriali sulla Legge 40 tardano ad uscire, nonostante il profluvio di dati che mostrano gli effetti, controproducenti in termini di nuove nascite e discriminatori verso le donne, di quella sventurata legge
- riguardo alle proposte di legge sulle coppie di fatto (Pacs, Dico, Cus, ...), nel comitato ristretto del Senato che avrebbe dovuto preparare il progetto di legge nella sua versione definitiva sono stati presentati circa duemila emendamenti, abbastanza per bloccare l’attività del comitato per i prossimi mesi
- legge sul testamento biologico: dallo scorso giugno il tentativo di unificare in un unico progetto gli undici disegni di legge presentati non ha dato frutti
- la legge sulla libertà religiosa ha smesso di dare notizie di sé
- finanziamenti per le ricerche su cellule staminali esclusivamente adulte, un caso unico di indirizzo etico di Stato sulla ricerca: il Ministro Turco respinge duramente l’appello degli scienziati che lavorano su linee di staminali embrionali già ricavate e parla addirittura di una “guerra fra bande” rivali di ricercatori
- il Comitato Nazionale di Bioetica è ormai in uno stallo permanente a causa dei conflitti fra la minoranza laica e la (schiacciante) maggioranza confessionale. Elena Cattaneo e Cinzia Caporale, autorevoli studiose e scienziate laiche, sono state “dimissionate” dalla carica di vicepresidenti
Se queste notizie danno l’impressione che l’attività parlamentare e ministeriale vada a rilento... non è così, infatti:
- nell'ambito della discussione sulla legge finanziaria il Senato ha confermato, con il solo voto contrario di dodici senatori, l'esenzione dal pagamento dell'ICI degli immobili a uso commerciale di proprietà degli enti ecclesiastici
- il ministro Fioroni ha dato il via al pagamento della prima tranche dei contributi statali alle scuole paritarie (private), pari a circa 127 milioni di Euro. Il Ministero ha precisato che “questi importi da accreditare immediatamente alle singole istituzioni scolastiche, costituiscono solo la prima parte del finanziamento previsto”.
Questi fatti non sono quasi mai raccontati dai media italiani. Viene da chiedersi se non siamo diventati un Paese a laicità condizionata. Un caro saluto.” Telmo Pievani, Università degli studi di Milano Bicocca, telmo.pievani@unimib.it

Repressioni in Chipasa nelle comunità indigene

Come ho sentito a San Cristobal, negli ultimi mesi l'esercito messicano e i gruppi paramilitari hanno ripreso la repressione nelle comunità indigene. Riporto questo articolo tratto da www.peacereporter.net Si commenta da solo. Abajo y a la izquierda està el corazon.

Messico - 07.11.2007
Allarme Chiapas
L'esercito e i paramilitari continuano a reprimere le comunità indigene. Morti e sparizioni

Allarme dal Chiapas, Messico. La repressione da parte dell'esercito e dei gruppi paramilitari nei confronti delle comunità indigene, negli ultimi nove mesi ha già causato diversi morti e sparizioni. Le minacce e le violenze sembrano essere tornate quelle di un tempo. Appello della Red por la Paz: "Rispettate i diritti dei popoli". Intanto il Sub Comandante Marcos cerca di portare avanti la seconda fase della "Otra Campaña".


Per la pace. L'allarme arriva da un documento redatto dalla "Red por la Paz" (formata da diverse organizzazioni chiapaneche) e letto da Samuel Ruiz Garcia, presidente Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de las Casas che, una volta ancora, vuole allertare la comunità internazionale sulla "situazione di violenza" ai cui sono sottoposte le comunità zapatiste del Chiapas.
E sembra davvero che le cose stiano andando male. "Durante i primi nove mesi del governo Calderon i territori indigeni del Chiapas, in particolare le zone ad influenza zapatista, hanno subito una nuova offensiva militare". E pare anche che le azioni dei gruppi paramilitari, come Paz y Justicia, che sembravano essersi di colpo addormentate, siano, invece, tornate a colpire con violenza. Azioni mirate, intimidazioni, minacce, violenze d'ogni sorta, omicidi e ricatti: così vivono da mesi e senza la possibilità di alzare la voce gli indios del Chiapas. E secondo i rappresentanti della Red por la Paz quella del governo e dei gruppi paramilitari è una vera e propria strategia repressiva studiata a tavolino per favorire lo sgombero delle comunità zapatiste dalle loro terre.


Osservatori. Il clima di violenza sembra dunque essere aumentato fino a raggiungere i livelli di guardia tanto che dall'ultima settimana d'ottobre un nutrito gruppo d'attivisti per i diritti umani, allarmati dalla situazione, ha installato un accampamento d'osservazione dei diritti umani in un piccolo villaggio nei pressi di Venustiano Carranza, a una sessantina di chilometri da Tuxla Gutierrez, capitale del Chiapas. Da queste parti gli indios hanno subito minacce dall'esercito regolare messicano che li accusa anche, senza prove, di spalleggiare l'Epr (Esercito Popolare Rivoluzionario), con il risultato che le scorribande minatorie nei villaggi della zona terrorizzano la popolazione."I bambini e le donne hanno molta paura. I soldati entrano ed escono dai villaggi con metodi intimidatori" raccontano dall'Organizzazione Contadina Emiliano Zapata (Ocez) il cui leader José Manuel Hernandez Martinez, nelle scorse settimane é stato accusato di essere un dirigente regionale del movimento rivoluzionario. Ma anche la comunità vicina agli zapatisti dei Munte Azules è stata colpita da uno sgombero senza precedenti, violento e con arresti, con la scusa federale di "preservare l'ambiente".


Il Subcomandante. Intanto il Sub Comandante Marcos gira per il Messico per portare avanti la seconda fase della "Otra Campaña" con non poche difficoltà. Anche una carovana che lo stava raggiungendo a Vicam, nello Stato di Sonora, per partecipare all'Incontro dei Popoli Indigeni d'America, è stata oggetto di vessazioni da parte dell'esercito che ne ha precluso la libera circolazione all'interno del Paese.
Le parole più forti, però, arrivano ancora dell'arcivescovo emerito di San Cristobal de las Casas, Samuel Ruiz, noto per la sua vicinanza alla lotta degli indios del Chiapas, leggendo il comunicato. "La strategia repressiva implica azioni combinate che coinvolgono autorità locali, 80 accampamenti militari permanenti e i gruppi paramilitari che spesso si nascondono dietro le sigle d'organizzazioni contadine". La tensione e le violenze comprovate portano quindi a una richiesta: il rispetto diritti dei popoli da parte delle autorità statali e federali, la cessazione della repressione e l'avvio di un percorso che favorisca una soluzione pacifica alle cause che hanno generato le azioni violente degli ultimi mesi".

domenica 2 dicembre 2007

La fiera alternativa

Le foto della fiera alternativa nel parque di Chimaltenango

feria

Il foro alternativo

Le foto delle due giornate di foro alternativo....

foro

La settimana del foro-feria

Hola a tod@s.
Rieccomi per la seconda parte del diario relativo alle ultime due settimane. Nella precedente puntata ho raccontato della trasferta in terra zapatista. Ora scriverò del foro-feria sul commercio solidale e del rientro a Nebaj. Dunque, come ho già spiegato precedentemente, mercoledi 21, dopo alcune ore a Nebaj di ritorno dal Chiapas, sono ripartita alla volta di Chimaltenango dove ho ritrovato i miei amiconi di Aj Quen.
Giovedi mattina è iniziato il foro-feria. Oltre centocinquanta persone da Guatemala, Salvador, Honduras, Perù, Panamà e vari Paesi del Nord America ed Europa si sono ritrovate presso le strutture di ASECSA (un'associazione che si occupa di medicina tradizionale e naturale maya) per discutere di globalizzazione, ingiustizie, commercio ingiusto, commercio equo, economia solidale. Le conferenze e i dibattiti sono stati interessanti, alcune persone hanno illustrato le loro esperienze in termini di alternative alla globalizzazione e al commercio iniquo. L'idea principale che è sorta è quella della necessità di creare reti di mercato locale, basate su condizioni di scambio più eque, sul biologico e il rispetto per l'ambiente, sulla valorizzazione delle risorse locali e sui diritti delle persone. Si è parlato anche di baratto, di monete alternative (come l'esperimento dell'ecoaspromonte nel parco dell'Aspromonte, leggete se vi interessa un articolo sul mio blog che parla proprio di queste forme di economia alternativa), di lotta agli OGM, alle multinazionali (la caca-cola è stato un leit-motiv delle quattro giornate, accompagnato dallo "spot alternativo" lanciato a favore dell'ujuste, una bacca secca simile alla nocciola che si trova in Guatemala con la quale si possono preparare cibi e bevande estremamete nutrienti...l'hanno presentata come un alimento che può sostituire in parte il consumo di mais che in Guatemala è praticamente l'alimento base..e sappiamo anche noi dalla nostra storia che mangiare troppo mais può portare malattie-la pellagra- e di per sè non è un alimento completo..se pensiamo che qui mangiano mais, fagioli, uova ed erbe dei campi si capisce perché la maggioranza dei bambini nelle comunità soffrono di malnutrizione e sembrano più piccoli della loro età).
Ho conosciuto molte persone interessanti ed è bello ritrovarsi con tanta gente che condivide idee simili alle tue e lotta quotidianamente per rendere migliore questo mondo. Era presente lo staff educazione di Aj Quen (il comandante Muxtay, Chepe e Clara), verso mezzogiorno del giovedi sono arrivate anche Elena e Catarina da Nebaj cariche dei prodotti che avremmo poi presentato nella fiera. Le due ragazze ormai sono soprannominate la pappa e la ciccia (o pan y mantequilla, uña y mugre o tal para cual) dato che non si staccano per un secondo. Accanto ai dibattiti, ci sono stati anche dei lavori di gruppo, un pò meno interessanti perchè troppo teorici, troppo simili ai dibattiti..anche perché i gruppi erano in realtà dei super-gruppi di oltre 40 persone!!Avrei preferito delle attività pratiche come giochi di ruolo o di simulazione. Invece molto divertente è stata un'opera di teatro sulle tematiche del commercio e della solidarietà che hanno realizzato il primo giorno di foro. Con sketch ironici e divertenti gli attori hanno toccato molti punti interessanti coinvolgendo anche il pubblico. Sono riuscita a riprendere alcuni pezzi con la telecamera della macchina fotografica, purtroppo non l'ho ripresa interamente per motivi di memoria e di batteria.
Finita l'opera di teatro sono uscita a cena con Carlos; siamo stati da Pepponi, un pseudo-ristorante italiano dove abbiamo mangiato delle lasagne niente male e abbiamo chiacchierato di tutto e di più. Le magliette del Subcomandante sono piaciute tanto!! Uscendo mi sono persa un'altra opera di teatro che però è stata ripetuta due giorni dopo in piazza durante la fiera.
Il giorno seguente sono continuati i dibattiti, nel pomeriggio ho saltato i lavori di gruppo per andare con Chepe che doveva accompagnare un ragazzo dell'Honduras a cambiare dei soldi e fare il biglietto aereo di ritorno. Per non andare in capitale siamo andati ad Antigua. Mentre aspettavo, mi sono fermata a delle bancarelle di libri usati e ho comprato un paio di racconti di Marquez. Rientrati in ASECSA abbiamo assistito alle ultime conferenze e al momento organizzativo per la fiera che iniziava il giorno seguente. La sera è stata dedicata alle esibizioni artistiche dei partecipanti al foro-feria, chi voleva poteva presentare un piccolo spettacolo. Alcuni giovani hanno ballato alcune danze tipiche guatemalteche, un ragazzo ha improvvisato una canzone alla chitarra inventandosi le parole al momento, una signora di Cotzal (vicino a Nebaj) ha fatto un defilé con il traje tipico cerimoniale. Delle ragazze del Salvador hanno recitato una poesia contro la guerra e hanno fatto sentire l'ultimo sermone del Monsignor Romero contro la violenza, l'esercito e le ingustizie prima di essere ammazzato da sicari della dittatura, un paio di signore guatemalteche hanno cantato delle canzoni popolari e in ricordo delle vittime del conflitto armato. Sono stati momenti intensi, a volte commoventi e carichi di emozione.Al termine di questa parentesi artistica, tutti a ballare sulle note di salsa, merengue e reggeaton.
Il giorno seguente, sabato, è iniziata la fiera. Dalla sede di ASECSA ci siamo spostati nel parque central di Chimaltenango, dove abbiamo allestito gli stand per i vari prodotti. C'erano produttori di caffè, di ortaggi, di miele, di medicine e cosmetici naturali, di ujuste, di cioccolato, di cardamomo, di frutta secca, di marmellate, di sementi no OGM in difesa della biodiversità. Con le degustazioni ho assaggiato parecchie cose buone ( e nuove). C'erano poi diversi stand di artigianato, tra i quali Aj Quen e Fundamaya. Gli stand di artigianato erano un pò ripetitivi, si distinguevano Aj Quen per la gamma di prodotti originali e un paio di stand che vendevano tessuti realizzati con tinte naturali estratte dalle piante (mi sono fatta spiegare un pò ed è davvero interessante). Curiosi lo stand di Maya-Pedal, un'associazione che promuove l'utilizzo di biciclette come forza motrice per pompe d'acqua, mulini, frullatori, spolpatori di caffé e sgranatori ecc.. e il forno ad energia solare dell'associazione Amigas del Sol (dove è stata cotta una torta come dimostrazione): guardate le foto perché sono davvero delle belle invenzioni. Oltre all'esposizione di prodotti alimentari ed artigianali, sono stati offerti dei momenti ludici (tipo tombola), musica dal vivo (l'immancabile marimba, alcuni gruppi rock di giovani locali...), opere di teatro ecc... Di gente ne è girata abbastanza, il fatto che fosse all'aperto ha permesso ai curiosi di avvicinarsi, è stato quindi un evento aperto a tutti e non riservato ai soliti che si interessano di queste cose alternative. Il tempo è stato bello per entrambi i giorni di fiera....ormai in Guatemala il tempo delle piogge è finito (tranne che a Nebaj ovviamente....).
Mi sono divisa tra lo stand di Fundamaya e quello di Aj Quen (sono stata di più con quelli di Aj Quen lo ammetto... è che la compagnia era più allegra, Chepe, Samuel, Clara, Muxtay.. poi è arrivato anche Rocael che non lavora più in Aj Quen ma è rimasto con noi entrambi i pomeriggi per passare un pò di tempo assieme, si offende sempre quando esco con Carlos, Leo o Kenia... stavolta gli avevo promesso di stare con lui anche perché la sua compagnia mi piace un sacco, ridiamo, scherziamo,parliamo di cose serie..sembriamo fratello e sorella, per me lui resta il mio hermanito).
Allo stand di Fundamaya la pappa e la ciccia se la sono cavata molto bene, hanno venduto qualche prodotto e i volantini che avevo preparato sul progetto si sono quasi terminati. Ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con parecchie persone e ho conosciuto una ragazza italiana, Sara, che vive in Guatemala da parecchio tempo con il suo compagno e sta appoggiando un progetto a San Marcos la Laguna sul lago Atitlan, tra le altre cose stanno promovendo l'artigianato realizzato con tinte naturali, una signora kaqchiquel di San Juan La Laguna, sempre sul lago sta realizzando i corsi di formazione....le cose sono davvero molto belle e il progetto è interessante (tra l'altro Aj Quen sta pensando di lavorare con questi gruppi che usano le tinture naturali ed è estremamente positivo, si possono comprare i tessuti già realizzati oppure solamente i filati... Aj Quen potrebbe proporre questi nuovi prodotti alle organizzazioni do commercio equo e solidale dato che queste associazioni piccoline non hanno ancora le capacità per affacciarsi sul mondo dell'esportazione, ma con l'appoggio e l'esperienza di Aj Quen sarebbe molto più facile). Ne fossi venuta a conoscenza prima magari avrei optato per questo progetto sul lago Atitlan... peccato... Poi ho conosciuto anche una ragazza di Trento!!! Che vive da 3 anni in Guatemala, lavora per CEFA una ONG di Bologna e sta con un ragazzo guatemalteco...a marzo nascerà la loro bambina italo-chapina!!!! Credo che non ci siano tanti itali-chapini in Guate o in Italia, che bello!!!!!!!!! Poi sono davvero simpatici. La bimba nascerà in Italia, a Trento..io sarò già rientrata, magari li vedrò.
Che dire, sono stati dei giorni intensi, sveglia alle 6, stand dalle 8 alle 21, cena e poi a nanna perché la forza per stare in piedi oltre non ce n'era. Io ho dormito in Aj Quen, confermo che il centro costruito con il progetto di Ctm è davvero funzionale. Il secondo piano è occupato da stanze triple, per un totale di 39 ospiti e ogni stanza ha il suo bagno con doccia (calda). Lunedi mattina mi sono svegliata in Aj Quen e con calma sono scesa in ufficio (che comodo!) ritrovando tutti i companeros. Con Chepe e Clara avevamo deciso di preparare un pranzo a base di pasta e mi sono incaricata di prepararlo allo stile italiano con tocco guatemalteco (il piccante). Prima di andare a comprare gli ingredienti ho accompagnato Chepe a Tecpan per consegnare dei prodotti da confezionare a macchina e ci siamo fermati a fare colazione in un ristorante dove per soli 2 euro si poteva mangiare a buffet....... abbiamo mangiato fagioli, uova, platanos, formaggio, ananas, papaya, tamales e caffè...eravamo strapieni...potevamo fare il bis ma non ce l'abbiamo fatta (e ricordo la fama di mangiatore di Chepe, se non ce l'ha fatta lui significa che era davvero tanto...)....al ritorno siamo scesi al mercato di Chimal per fare gli acquisti, io per il pranzo, Chepe per pranzi e cene di martedi e mercoledi per le socie che avrebbero partecipato ai corsi di formazione in Aj Quen. Abbiamo comprato un sacco di verdura e di frutta. Rientrati in Aj Quen ho cominciato a cucinare, aiutata da Clara. Una pasta al pomodoro in abbondanza e come dessert melone. I companeros sono rimasti soddisfatti,mancavano Victor e Adolfo (in Nicaragua per un incontro da alcuni giorni), Leo che aveva un impegno e Muxtay in riunione ad ASECSA. Ma è venuto Rocael. Al termine del pranzo, c'è stato poco tempo per dare una mano in ufficio, sono scesa in centro con Carlos per sbrigare delle faccende e alle 5 ho fatto un giretto con Leonel e Kenya, gli eterni fidanzatini litigiosi...
Il giorno seguente avevo pensato di tornare a Nebaj, partendo verso mezzogiorno. Ma alla fine mi hanno convinto a restare in Aj Quen...dopotutto a Nebaj non avrei lavorato perché le ragazze, pan y mantequilla, erano via per un corso di formazione fino a giovedi. In Aj Quen, oltre al fatto che mi trovo bene e mi sollevano il morale che si spompa non appena metto piede a Nebaj, avevano bisogno di una mano e quindi sono rimasta. Dopo le 5 è arrivato Rocael e con Chepe abbiamo chiacchierato un pò prima di metterci in cucina per aiutare Clara e due socie che stavano preparando la cena per quella sera e il pranzo per il giorno dopo. La mattina seguente dopo aver aiutato un pò in ufficio, a malincuore ho deciso di tornare a Nebaj nonostante i tentativi dei companeros di convincermi a restare fino il giorno dopo. Carlos mi ha accompagnata a prendere il bus e sono partita tra le sue mille raccomandazioni (si preoccupa sempre quando sono in viaggio...). Sono arrivata a Nebaj dopo un viaggio di oltre 5 ore (code varie per lavori)...e pioveva! Ta-ta.... strano vero? Rientrata a casa stanca morta, mi sono riposata un pò ma il freddo di Nebaj mi ha fatto esplodere un raffreddore latente che da alcuni giorni era in agguato.... Evviva. Il giorno dopo, con il raffreddore ormai al culmine, ho accompagnato Elena e Catarina a visitare due gruppi in due comunità di Nebaj per continuare la selezione delle donne per i corsi di formazione. Il primo gruppo distava circa un'ora da Nebaj in microbus, non è cosi lontano ma la strada è di terra e piena di buche (e quando dico buche sono proprie buche). Ci stavano aspettando circa una trentina di artigiane, alcune giovani altre meno. Alla fine hanno accettato i corsi di formazione (cucito, telaio a pedale, commercializzazione) sette ragazze e signore (non quelle più anziane). Per noi andava super bene perché i gruppi nei quali selezionare 39 artigiane sono davvero tanti (per errori di valutazione piuttosto gravi da parte dell'equipe di Fundamaya che voleva iniziare il progetto di artigianato e commercializzazione con 500 donne in 30 comunità differenti................insistendo un pò il numero è sceso a 40 persone...un numero sicuramente più accettabile). La maggior parte delle donne non sa leggere e scrivere, alcune non possono partecipare perché hanno i figli a cui badare, i pasti da preparare ai mariti, i mariti che nn vogliono che escano dalla comunità (è un aspetto culturale, molto machista, del Guatemala rurale e poi è facile che se una donna esca per alcuni dalla comunità e resti fuori a dormire-cosa che è necessaria per partecipare ai corsi che durano più giorni alla settimana- si diffondano nel villaggio pesanti pettegolezzi su ipotetici tradimenti ecc... assurdo ma è così...... vi giuro che ho visto rinunciare ai corsi a ragazze giovanissime, già con figli, che avrebbero la possibilità di partecipare a dei corsi, uscire dalla loro comunit, conoscere un pò il mondo... e non possono perché i mariti-magari negli USA a lavorare e che non vedono da anni e chissà con una doppia vita là-non lo permettono.) Queste cose mi fanno imbestialire. E' capitato soprattutto con il secondo gruppo dove c'erano un paio di ragazze giovani molto sveglie che vorrebbero ma non possono. Sentir dire, no non posso perché altrimenti arrivano i pettegolezzi a mio marito negli USA o perché no non posso perché devo far trovare il pasto a mio marito. Bè.... è impossibile restare indifferenti. Le donne in Guatemala sono quelle che fanno la maggior parte del lavoro: si alzano alle 4, iniziano a preparer le tortillas e il pranzo, danno da mangiare agli animali, ordinano la casa, accudiscono ai figli, tessono, vanno nei campi, sono loro che vanno al mercato-distante magari 1-2-3 ore dalla comunità-per comprare e vendere. Il marito certo va a lavorare, guadagnando magari l'equivalente di 2 euro al giorno..insufficiente per la famiglia.. la moglie e i figli contribuiscono con la tessitura il mercato, le pulizie in case altrui, i lustrascarpe, il lavoro nei campi. E spesso non vanno a scuola o l'abbandonano molto presto. Vabbè scusate lo sfogo. Ritornando ai gruppi, terminato con il primo abbiamo camminato per oltre un'ora per raggiungere il secondo (non ci sono mezzi di trasporto), per fortuna non pioveva e il paesaggio era davvero bello. Mentre camminavamo Elena e Catarina mi raccontavano un pò della vita sulle montagne durante il conflitto. Ascoltandole sembrava di seguire un film. Peccato che mi sono dimenticata la macchina fotografica e non ho scattato foto durante questa camminata nella natura.. Il secondo gruppo si è riunito con oltre un'ora e mezza di ritardo.Al temrine della riunione solo 3 avevano accettato i corsi ( su circa 25), più una in forse. La responsabile del gruppo alla fine ci ha offerto una zuppa di erbe e tamales... avendo mangiato solo delle patatine per pranzo (l'unica cosa che trovi nei negozietti nelle comunità) abbiamo divorato tutto con soddisfazione. Per rientrare a Nebaj abbiamo percorso un pezzo di strada a piedi per arrivare sulla via principale dove passano i microbus...ma erano già le 4 passate e ddi microbus non ne passavano più.... abbiamo aspettato un pò e per fortuna è passato un pick up che ci ha dato un passaggio sul rimorchio fino a Nebaj...lungo il tragitto ci ha raggiunti una jeep e chi c'era sulla jeep? Amparo con un'altra spagnola, erano andate a fare una riunione in una comunità, che casualità! Arrivati a Nebaj ho salutato lla pappa e la ciccia e sono andata verso la casa con Amparo. Abbiamo cucinato a casa mia con le cose di Amparo perché io assente da quasi due settimane non aevo NIENTE in casa. Tanta verdura mi sono pappata e un buon formaggio (simle ai nostri!!!) che Amparo aveva portato da Acul, la comunità dove avevano fattola riunione.... li c'è una finca dove producono prodotti caseari, caffè e marmellate. Il formaggio era davvero buono. Poi mi sono fatta i fumigi con foglie di eucalipto che Amparo mi ha regalato. Fantastico. Mi hanno fatto benissimo, le ho ripetute il giorno seguente e il raffreddore è sparito grazie anche al miele e a limoni e arance che mi sono preparata. Il giorno seguente, venerdi, non ho lavorato perché la tal para cual non c'erano, dovevano andare ad una riunione per il turismo. Ne ho approfittato per andare a fare gli acquisti al mercato, sistemare casa (in attesa di Simone),scrivere ecc... Durante il periodo della mia assenza gli animali del vicinato si sono abituati troppo bene.... da due più pulcini le galline sono diventate 5 più pulcini...praticamente il mio giardino s'è trasformato in pollaio..non mi darebbero fastidio se non lasciassero cacche ovunque e non scavassero buche qua e là. Un gatto ha deciso che il divanetto nel patio è diventato la sua cuccia e dei cucciolotti di cane (stupendi) ogni tanto gironzolano per il giardino. Il sabato idem, giornata relax, ne avevo bisogno.E' arrivato Erik, il belga che lavora in una cooperativa di miele, a riportarmi il letto che gli avevamo prestato per l'arrivo dei suoi genitori in visita. La sera ci siamo ritrovati lui, Cosme il basco, Nadia la spagnola e Amparo per la cena. Fino alle due e mezza siamo rimasti a chiacchierare. Stamattina ovviamente ho dormito più del solito... mi alzo e Ta-ta!!!! C'è un sole stupendo!!!!!!!!!! Dopo pranzo andrò a farmi un giretto per rigenerarmi.
Ho scritto un sacco..avrei altre cose da raccontare ma le lascio per la prossima puntata...

Vivere senza denaro

Ecco un articolo molto interessante che ho trovato sul sito http://www.nuovoecosistema.it
Al foro feria di Chimaltenango si è parlato anche di queste tematiche.

Vivere senza denaro

lunedì 15 ottobre 2007

Comprare la verdura riparando una bicicletta, fare la raccolta differenziata e ricevere biglietti del bus. Si moltiplicano, soprattutto in America Latina, le esperienze di economie senza moneta, basate non sul baratto, ma sullo scambio reciproco di servizi. Con un messaggio: non solo i soldi fan girare il mondo.
di Maurizio Pittau
Economista. Autore di "Economie senza denaro. I sistemi di scambio non monetario nell'economia di mercato", Emi Edizioni, 2003

Parrebbe il sogno di un nostalgico visionario. Eppure superare l'uso della moneta può essere un enorme passo avanti, perché permette a molte realtà di tornare competitive. Il trucco? Sostituire i soldi con la fiducia e la solidarietà. Molte ong ci stanno lavorando, sviluppando da alcuni anni progetti in America Latina che si basano proprio sulle economie senza denaro.
Nello stato di Oaxaca, in Messico, ad esempio, sotto la spinta dell'ong Promocion desarrollo popular, nel 1994 sono nati i Tianguis Tlaloc, sistemi di scambio locali che sono diventati strumenti per la diminuzione della povertà e hanno convinto il governo centrale a promuoverli in tutto il paese. I servizi sono scambiati usando un'unità chiamata Tlaloc, che rappresenta un'ora di lavoro sociale e corrisponde a 30 pesos (circa 3 euro). Ma si organizzano anche fiere per far incontrare produttori e consumatori, all'insegna di valori culturali ed ecologici, come tradizioni spirituali, arte, musica, salute.

Fuori dal sistema monetario
Nel mondo esistono numerose esperienze di denaro complementare, che hanno avuto una crescita esponenziale negli anni Novanta. Nel '90 c'erano meno di 100 esperienze di questo tipo, oggi se ne possono contare 465, in oltre 4 mila comunità, presenti in 54 paesi nel mondo. Piccoli gruppi di 50 persone in Australia, villaggi di qualche centinaio di persone in Senegal o prefetture di 10 milioni di persone in Giappone. Non si tratta del ritorno a un'economia pre-moderna, ma di concepire lo scambio in una logica non individualistica.
Gli aderenti si scambiano beni senza usare denaro, in un rapporto di reciprocità, possono offrire o chiedere servizi d'ogni tipo, in cambio di un accredito o di un addebito del proprio conto in un'unità di scambio valida solo all'interno del sistema, che ha una dimensione locale. Per stabilire l'esatta correlazione tra la potatura di una siepe e, ad esempio, un servizio di baby-sitting, il più delle volte si utilizza l'unità di tempo come indicatore, oppure si crea una moneta complementare più o meno legata alla moneta formale.
Gli esempi non mancano. Nel '71 l'architetto Jaime Lerner divenne sindaco di Curitiba, capitale dello Stato brasiliano del Paranà: enormi favelas, dove non c'erano strade in cui potessero passare i camion dei rifiuti e la gente viveva in una sorta di discarica a cielo aperto. La città non aveva risorse per abbattere le baracche e costruire strade più ampie. Lerner, allora, stabilì che chi avesse portato ai centri di raccolta un sacchetto di rifiuti avrebbe ricevuto in cambio un buono, valido per un biglietto dell'autobus o un sacchetto di frutta e verdura fresca. Il sistema di raccolta differenziata permise il recupero di 11 mila tonnellate di immondizia, scambiate con un milione di biglietti dell'autobus e oltre mille tonnellate di frutta e verdura. Curitiba nel '92 ha vinto il premio delle Nazioni Unite come città più ecologica del mondo.

Di necessità virtù
In Venezuela, a causa dell'inflazione e della disoccupazione, che porta le famiglie a spendere gran parte del loro reddito per le necessità di base, è nato il progetto Interser (Intercambio de servicios), una banca che permette scambi multilaterali di servizi senza usare denaro, trasformando anche la disoccupazione in occupazione complementare. L'Interser negli ultimi 20 anni ha permesso di realizzare in Venezuela 188 chilometri di strada pubblica, 107 chilometri di tubature idriche, 62 chilometri di linee elettriche, 1 diga e 3 ponti.
L'Argentina, maltrattata dal Fmi e dai suoi governanti corrotti, è stata protagonista del primo e storico esperimento di massa di economie senza denaro. Dal '95 la Red global del trueque (Rete globale di scambio) è una realtà composta da "club" (che non superano le 200 persone, di solito di reddito medio-basso, spesso senza un lavoro nell'economia formale), interconnessi a livello nazionale. I membri della rete soddisfano le loro necessità materiali, di formazione, ricreative e di salute attraverso lo scambio non monetario. Le monete complementari sono i creditos, che misurano le ore di lavoro contenute nei servizi e nei beni che si scambiano, circolano nella forma di buoni di carta, che prima della crisi finanziaria erano pari a un peso (e dunque anche a un dollaro Usa). Molte piccole comunità cominciarono anche a riscoprire le tradizioni del loro territorio e a staccarsi dal cordone ombelicale degli aiuti statali e internazionali. Non è casuale che nella recente crisi finanziaria ed economica argentina, le province meno colpite siano state quelle in cui si era sperimentato il Red global del trueque. Statistiche ufficiali non sono disponibili ma, benché negli ultimi anni i creditos siano stati colpiti da fenomeni di falsificazione con una conseguente contrazione degli associati, si valuta che all'interno dell'Argentina esistano oltre 7 mila club con oltre di 5 milioni di aderenti.
Reti di scambio locale simili si stanno diffondendo in tutta l'America Latina, in particolare esistono realtà consolidate in Uruguay, Brasile, Cile, Perù, Colombia ed El Salvador.
L'esempio argentino è emblematico, i suoi abitanti si sono riappropriati dell'uso di uno strumento decisivo, affatto neutrale, quale la moneta, piegandola alle comuni necessità. È un granello di sabbia nei meccanismi di un sistema basato sulla riproduzione perenne del debito. Ma in questo granello di sabbia sono presenti migliaia di famiglie sopravvissute a crisi finanziarie, comunità rinsaldate, piccole imprese venute alla luce e persone che hanno ripreso fiducia in se stesse. Dove si registrano i peggiori fallimenti (globali), spesso si trovano anche le più interessanti risposte (locali).



Economie solidali
Stando alle stime di Michael Albert, autore di L'economia partecipativa, «475 miliardari possiedono più ricchezza di quanta non ne abbia la metà della popolazione mondiale». E viene in mente la battuta di Francis Bacon, quando disse che «i soldi sono come il letame. Se lo spargete in giro fa bene. Se ne fate un mucchio in un posto solo, puzza».
«Il denaro è una delle invenzioni più intelligenti dell'umanità, ma si trascura un problema fondamentale, gli interessi. Che provocano il cancro delle speculazioni, tanto che le persone, ma anche le imprese o gli Stati, non riescono più a restituire nemmeno gli interessi sul prestito ricevuto» ha sottolineato Magrit Kennedy, della Money Network Alliance, al convegno "Le monete locali per l'economia solidale", organizzato a Firenze lo scorso 3 aprile nell'ambito di "Terra futura". Cosa fare allora? «Occorre creare monete locali, senza interessi - spiega la Kennedy - che possano riequilibrare la situazione, utilizzando le risorse della regione e facendo circolare liquidità. In questo modo si mantengono stabili le monete nazionali, creando allo stesso tempo una "scialuppa di salvataggio" nell'eventualità di un collasso globale. La moneta locale va intesa quindi come nuova modalità per costruire una ricchezza davvero sostenibile».
«Nel mondo di ieri le banche - spiega Henk Van Herkel, della Fondazione Strohalm - creavano monete in cambio di interesse. Oggi invece, con il passaggio all'euro, il popolo non è più proprietario della moneta circolante. Senza nemmeno troppe discussioni parlamentari, questa proprietà è passata alla Bce. In futuro forse saranno le multinazionali a battere moneta». Da quando la moneta non è più convertibile in oro, la banca centrale dovrebbe accreditare il denaro alla collettività nazionale, perché è questa che ne crea il valore, e invece continua solo a prestarlo, come sottolinea il professor Giacinto Auriti, segretario generale del sindacato antiusura Saus.
Ben diversamente operano le varie esperienze di scambi non monetari. Si possono chiamare monete locali, sociali, comunitarie o complementari, ma sono tutte accomunate da alcune caratteristiche. Sono solidali, perché vengono emesse e stampate per conto di tutti i membri della comunità, nel momento in cui questi ne abbiano necessità. Circolano tutte in aree geografiche limitate e non competono con il denaro ufficiale, dato che sono utilizzate per gli acquisti locali, mentre la valuta nazionale vale per tutti gli altri acquisti. Inoltre questi sistemi monetari operano legalmente e in alcuni casi, come in Brasile, godono addirittura di appoggio governativo, perché proteggono le economie nazionali dalle politiche di colonizzazione economica delle grandi potenze mondiali.

Nicola Furini




Dieci esempi di monete "alternative"
Lcc (Local Capital Circuits): è una rete di scambio, sviluppata dalla Fondazione olandese Strohalm e applicata anche dal movimento dei Senza terra in Brasile, che unisce consumatori e aziende tramite lo scambio di merci o servizi in base a "unità di scambio", all'interno di un cerchio chiuso, fuori del sistema monetario reale e senza interesse aggiunto.
Lets (Local Exchange Trading System): ideato negli anni '70 per ridare lavoro ai licenziati di una base aerea. Il principio è semplice: si accende un conto in capo a ciascun aderente al sistema. All'avvio ognuno ha un saldo nullo: oggetto degli scambi sono beni, servizi e saperi (ad esempio ore di consulenze). Il potere d'acquisto a proprio vantaggio si crea accendendo debiti: chi effettua il primo pagamento va in rosso, chi lo riceve viene accreditato dell'equivalente monetario del servizio reso.
Sel (Système d'Echange Local): versione francofona dei Lets inglesi, ma hanno la caratteristica di mettere al centro la convivialità. Gli aderenti si incontrano a cadenze fisse nei caffè o nelle librerie, scambiando beni e servizi, ma anche emozioni e conoscenze.
Hureai Kippu: letteralmente "biglietti di assistenza comunitaria", introdotti nel '93 in Giappone per affrontare il problema dell'invecchiamento della popolazione. Moneta complementare allo yen, la cui unità di conto è l'ora di servizio. Chi fornisce il servizio agli anziani accumula crediti in uno speciale conto di risparmio di tempo sanitario da cui può attingere quando necessita di cure o quando diventa vecchio a sua volta.
Ithaca: anche New York, capitale della finanza mondiale, ha un sistema complementare al dollaro. Gli Hours of lthaca vengono impiegati per pagare il lavoro prestato reciprocamente a livello locale, all'insegna dell'attenzione per l'ecologia e la giustizia sociale. La gente ci paga l'affitto, i migliori ristoranti in città li accettano, così come i cinema, i bowling e i negozi.
Circolo Wir: organizzato in forma di cooperativa, è stato fondato a Zurigo nel '34. Per rimediare all'insufficiente disponibilità di denaro a causa dell'eccessiva tesaurizzazione, questo sistema abolì gli interessi. Così il credito Wir, senza interessi, aumentò il potere d'acquisto e contribuì alla circolazione di beni. Il Wir crebbe a un tasso impressionante, dall'80 al '91 il giro d'affari passò da 250 milioni a oltre 2 miliardi di franchi.
Sec (Sisthème d'Echange Communitaire): diffusi in Senegal, si prefiggono di dinamizzare gli scambi, mediante reti locali e principi di vicinato e di prossimità, con una particolare attenzione alle persone svantaggiate.
Eco-Aspromonte: nata per sostenere le attività del parco dell'Aspromonte e rilanciare l'economia, si tratta di una moneta vera e propria, coniata dalla Zecca di Stato, che convive con l'euro. Le banconote hanno una data di scadenza, che impedisce l'accumulo di moneta inoperosa, entro la quale il possessore può convertirle in euro. Antonio Perna è il presidente del parco: «La moneta locale garantisce la biodiversità, è una nuova convergenza tra ambientalismo ed economia solidale».
Banca del Tempo: affermatasi nel corso degli anni '90, si caratterizza per lo scambio di beni e servizi su base personale e locale, senza intermediazione monetaria, in un clima conviviale che riscopre il valore del legame sociale.

N.F.

sabato 1 dicembre 2007

A San Cris

Ecco alcune foto scattate a San Cristobal..le cose che mi hanno colpito di più, oltre alle persone stupende che ho conosciuto, sono stati il numero impressionante di maggioloni (le auto) in giro per le strade della città e l'attenzione che si respira per l'arte e la cultura (in Guatemala, tranne qualche eccezione, manca quasi del tutto).

san cris