Hola a tod@s
dopo un'interruzione di oltre due settimane riprendo il filo del mio diario on line... vi avevo scritto prima di partire alla volta di San Cristobal, Chiapas, per la questione del visto. Ormai ho oltrepassato il traguardo della metà di questa nuova avventura guatemalteca. Siamo a fone novembre, tra due mesi e mezzo prenderò il volo di ritorno. Insomma, il tempo vola. Riprendo da dove ero rimasta, credo che dividerò in due gli eventi dell'ultimo periodo, il viaggio in Chipas e il foro-feria sull'economia solidale ... per evitare un racconto più lungo dei miei soliti.
Dunque, in questo primo post il viaggio in terra zapatista...
Per il Chiapas sono partita venerdi 16 novembre, il viaggio è stato lungo, quasi 10 ore, ho cambiato 5 mezzi di trasporto, anzi 6 perché un microbus s'è fermato per problemi ai freni e abbiamo dovuto aspettare un altro in sostituzione, più 2 taxi che ho dovuto prendere alla frontiera e una volta a San Cristobal. Sono partita da Nebaj piuttosto tardi rispetto alla mia tabella di marcia teorica (con circa 2 ore di ritardo)... ovviamnete pioveva. Oltrepassato un certo punto il cielo s'è schiarito e non ho più visto pioggia...fino al mio ritorno a Nebaj... Lungo la strada verso la frontiera (ma ancora vicina alla terra Ixil) un microbus sul quale ero salita ha avuto probelimi ai freni, l'autista ha dimostrato senso di responsabilità, ci ha fatti scendere e ha chiamato un suo collega che è arrivato dopo una mezz'ora con un nuovo microbus (cosa non scontata dato che quando ci ha fatti scendere i locali hanno vivamente ringraziato e elogiato il suo comportamento... conoscendo la natura dei piloti di bus e microbus guatemaltechi, molti avrebbero proseguito... mettendo a repentaglio la vita dei passeggeri e la propria.). Dopo il cambio di bus, ci è toccata una coda di un'altra mezz'ora a causa di una frana..insomma il tempo passava e la frontiera era ancora lontana. Sono arrivata a Huehue, dove dovevo prendere il bus per la frontiera, con oltre un'ora di ritardo. Da qui ho preso il bus che in circa 2 ore è arrivato a La Mesilla, un posto orrendo (ma proprio orrendo) che si trova alla frontiera tra Guatemala e Mexico. Qui ho dovuto sbrigare le questioni burocratiche passando prima per l'ufficio migrazione guatemalteco e poi per quello mexicano. Dei ceffi che non vi dico, a me non hanno fatto storie ma mi hanno raccontato che a volte fanno pagare mazzette per il timbro del visto. Terminate queste noiose pratiche, per fortuna piuttosto rapide e quindi ho riguadagnato tempo sulla tabella di marcia virtuale, ho preso il primo microbus chiapaneco. Un'ora e mezzo di viaggio, su una strada praticamente retta e piana in mezzo ad un paesaggio molto bello e su un microbus comodo, pulito e con musica a volume normale. Risultato: mi sono addormentata.....cosa che su bus e microbus guatemaltechi non mi è mai capitato nemmeno quando sono stanchissima. Arriavti a Comitan ho preso un altro microbus per San Cristobal. Nuovamente un'ora e mezzo di viaggio..anche qui ho dormito la maggior parte del tempo. Giunta a San Cristobal ho preso un taxi per raggiungere la casa di Betty e Roberto. Il taxista era simpatico e abbiamo iniziato a chiacchierare (tipico dei taxisti), poi non abbiamo trovato la casa e quindi mi ha aiutata a cercarla. Alla fine (anche per paura che mi facesse pagare di più) gli ho detto che avrei continuato la ricerca a piedi. Lui è andato in un ostello poco lontano e ha avvistao dei ragazzi gringos che forse cercavo l'ostello (non aveva capito che era la casa di amici quella che cercavo).. quindi mi sono vista venire incontro due ragazzotti un pò hippie che pensavano dovessi andare all'ostello. Nel frattempo avevo chiesto informazioni ad un ragazzo che gentilmente mi ha accompagnato per l'isolato cercando la casa. Alla fine, dopo aver spiegato ai due gringos hippie che non era l'ostello che cercavo, abbiamo trovato la casa! Effettivamente era un pò difficile capire dove era. Suonato il campanello mi hanno accolto due cagnoni che si sono rivelati buoni come il pane, Betty mi ha aperto il cancello e mi ha abbracciata affettuosamente. Una volta in casa, circondata da un giardino spettacolare, ho conosciuto Roberto (il moroso di Betty, entrambi padovani), Maria (la coinquilina marchigiana) con il suo moroso napotelano di cui vergognamente non mi ricordo il nome e Alberto un ragazzo di Schio in visita da Guadalajara. Erano tutti seduti sul divano attorno al caminetto, mi sono buttata anche io stanca morta e abbiamo chiacchierato un pò per conoscerci. Ad un certo punto è arrivato anche un ragazzo mexicano, che sembrava un attore o un atleta...bellissimo... Verso le 9 Betty, Roby e Alberto sono usciti per ritrovarsi con amici in centro. Io, stravolta da dieci ore di viaggio, sono rimasta a casa con Maria e il suo moroso. Dopo una doccia calda (quasi tre mesi che non facevo una doccia cosi calda), li ho raggiunti in cucina e ci siamo fatti una pasta e chiacchierato per un pò. Ma verso le 10 io stavo crollando e mi hanno lasciata dormire. Nel mio sacco a pelo sul divano mi sono addormentata di botto con a fianco uno dei cani (che soffre di reumi e lo fanno dormire in casa) e un gatto, non ho nemmeno sentito rientrare Betty e Roby. La mattina mi sono svegliata a una buona ora ma sono rimasta nel mio sacco. Verso le 11 e mezza hanno inziato a svegliarsi gli altri e abbiamo fatto colazione a base di quesadilla (tortillas non di mais ma di grano e formaggio fuso) e caffè. Inizio le presentazioni. Betty e Roby sono due ragazzi di Padova, amici di Michela (grazie Michela, proprio delle belle persone!!!!) che abitano ormai fissi a San Cris lavorando in progetti nelle comunità e facendo le guide turistiche in genere per viaggi di turismo responsabile. Maria e il suo moroso lavorano sempre in progetti nelle comunità, anche loro sono anni che vivono a San Cristobal con nessuna intenzione di rientrare in Italia se non per brevi periodi. Alberto è un ragazzo di Schio che vive a Guadalajara, più a nord in Mexico, è laureato in sociologia e lavora all'università del posto. E' sposato con una mexicana ma per una seria litigata da alcuni giorni si trovava a San Cris e stava cercando di risolvere i problemi con la sua compagna. Poi c'erano i due cani, il gatto, delle galline e due borrego (una specie di pecore, nere)... Tutti animali di un'altra coinquilina, ora in Italia, che vive da dieci anni a San Cristobal e si sta costruendo una casa nel bosco. Uno dei borrego, Wilson, sopravvisuto ad una carneficina di un cane che ha sbranato altri suoi 5 compagni quando erano piccoli, ha un carattere piuttosto difficile ed attacca tutti quelli che escono in giardino... compresi cani e gatto!E ha il vizio di entrare in casa per mangiare le crocchette del gatto...cosa che è avvenuta per ben due volte mentre ero là...scene troppo buffe, coi ragazzi che cercavano di cacciarlo fuori a colpi di scopa e getti di acqua! Da morir dal ridere... Nel pomeriggio sono uscita per farmi un giro per San Cris. Era un giorno speciale, il compleanno dell'EZLN. Nelle comunità c'erano le celebrazioni, avevano pensato di andare ma Roby era mezzo malato e avevano delle cose da fare quindi niente. Peccato, sarebbe stato emozionante. In giro per San Cris ho fatto la turista: foto, negozietti zapatisiti dove ho fatto incetta di ricordini, peccato non ci fossero le magliette taglia XL per Carlos, volevo comprarle qui anche se costano un pò di più rispetto al mercato dove oltre alla magliette XL mi sono comprata un maglione e un berretto stile peruviano per il freddo di Nebaj... Il pomeriggio è volato e erso le 6 mi sono trovata assieme agli altri al Tierra Adentro, un centro culturale alternativo e vicino agli zapatisti dove pensavamo ci fosse uno spettacolo del Cirque du Soleil (o almeno alcuni dei componenti visto che sono tantissimi) per ferteggiare il comple dell'EZLN.... i ragazzi avevano ricevuto una mail in cui si diceva questo....in realtà era una proiezione..... mail ingannevole, l'abbiamo riletta ed effetivamente era ambigua... comunque è stato bello, quelli del Cirque du Soleil sono fenomenali. Dopo lo spettacolo siamo andati a mangiare da due ragazze spagnole e un ragazzo inglese. Una cenetta fantastica. Tra l'altro, commentando il fraintendimento sul Cirque du Soleil, abbiamo scoperto che una delle due ragazze ha lavorato per un parecchi mesi con loro come hostess (ossia accompagnava gli spettatori ai loro posti) e ci ha raccontato alcuni aneddoti sulla vita dietro le quinte del circo. Interessante. Siamo rientrati a casa alle due passate e la mattina ci siamo svegliati tutti molto tardi. Ad un certo punto è arrivata Berta.Qui devo aprire una parentesi su di lei perché è davvero un personaggio. Ragazzina 21enne, tipo punkabbestia anarchica con capelli rasta, vissuta in Spagna in una specia di camper per anni, capitata a San Cristobal, passa la maggior parte del suo tempo nelle comunità zapatiste appoggiando alcuni progetti. Il gruppo di europei l'ha praticamente adottata dato che è proprio giovane. Da un mese e mezzo mancava da San Cris perché ha fatto un viaggio attraversando l'intero Mexico in autostop e trasporti di fortuna. E'partita con 200 pesos (circa 15 euro) e si è guadagnata la vita facendo spettacoli di giocoleria ai semafori e nelle piazze... (si riesce a guadagnare piuttosto bene,almeno per soddisfare le esigenze di base) e senza vestiti di ricambio. Ha partecipato ad un incontro di indigeni mexicani al quale era presente anche Marcos, ha fatto una maratona di protesta assieme a un gruppo indigeno che vive su un'isola vicino alle coste del Mexico, ha conosciuto la gente più incredibile e più interessante fino ad arrivare alla frontiera con gli USA dove assieme ad una quarantina di persone sul lato mexicano e circa 200 sul lato USA hanno realizzato un accampamento di protesta contro il muro e la violenza nei confronti dei migranti clandestini che cercano di passare il confine sognando la terra promessa e spesso finiscono per morire di sete nel deserto, annegati nel fiume (per questo li chiamano mojados, perchè a causa del uro l'unico modo per transitare è quello di nuotare sott'acqua per un bel pezzo nel fiume che attraversa la frontiera in maniera da non farsi vedere dalla polizia mexicana o statunitense che sorveglia la frontiera....ma molti muoiono nell'acqua..) o ammazzati dalla polizia o dai militari che sparano senza troppi problemi. L'accampamento è durato una settimana e aveva com scopo quello del ricongiungimento tra i manifestati del lato mexicano e quelli del lato statunitense. Ce l'hanno fatta, sono riusciti a toccarsi lungo il muro e quelli dalla parte USA hanno potuto superare il confine e organizzare degli eventi nella cosiddetta terra di nessuno (no man's land), un fazzoletto di terra che separa il Mexico e gli USA. Musica, cinema, pranzi, manifestazioni, tutto per protestare contro la politica migratoria assassina. I poliziotti e i militari stavano a guardare, interessandosi anche alle tematiche della manifestazione. Ma l'ultimo giorno, durante una marcia parallela lungo il muro sui due lati, sul lato USA c'è stata la repressione da parte della polizia e molti sono stati arrestati e picchiati (anche un uomo in carrozzella.....), la maggior parte erano attivisti per i diritti umani e gente che lavora a favore degli immigrati. Sul lato mexicano non hanno potuto fare niente se non protestare (ma c'era il muro in mezzo) e guardare i loro compagni malmenati. Berta ci ha raccontato tutto quello ha visto e vissuto, davvero un racconto da restare a bocca aperta. Lei è incredibile, cosi giovane e cosi piena di entusiasmo, senza paura, a volte incosciente nella sua innocenza e nella sua completa fiducia nei confronti del prossimo. Terminato l'accampamento è rientrata verso San Cristobal sempre in autostop. Quasi un mese e mezzo di viaggio, durante il quale ha conosciuto da vicino i diversi volti del Mexico...da quello dei diversi gruppi indigeni discriminati e in alcuni casi in via di estinzione, a quello di Tijuana capitale del narcotraffico, a quello del deserto, a quello di Ciudad del Mexico città enorme e poliforme, quasi uno Stato dentro uno Stato (fa 12 milioni di abitanti...quasi come l'intero Guatemala....), a quello tristissimo della frontiera con gli USA. Per una parte del suo viaggio (un pezzo dell'andata) ha avuto come compagno un ragazzo belga che vive anche lui a San Cristobal e che ho conosciuto...un altro personaggio incredibile. Anche lui molto giovane, 24enne, è partito dal Belgio su una barca arrivando fino in Mexico. Qui fa un pò il girovago e anche lui come Berta si arrangia come può. Per tornare dal Nord del Mexico a San Cristobal ha viaggiato sul treno merci mexicano...che è un mondo pazzesco dove vivono drogati, senzatetto, ladri... Robe da non credere...Sia lui che Berta davvero sembravano usciti da un film. Chiudi la lunga parentesi su questi due personaggi e ritorno ai fatti. Domenica per pranzo siamo andati tutti a casa di altri ragazzi che vivono a San Cris (una casa fantastica, enorme dove vivono in 10, sembra un castello: due piani con una marea di stanze, un salotto con caminetto, una taerrazza al terzo piano fantastica) : c'erano italiani, mexicani, spagnoli, il belga del treno merci, un irlandese. Il pranzo era per festeggiare il compleanno di un ragazzino diciassettenne che vive con loro nella casa castello. Questo ragazzino è figlio di una famiglia zapatista di una comunità ed è esceso in città per studiare in un centro di formazione autonomo degli zapatisti dove vengono realizzati diversi corsi di professionalizzazione. Abbiamo fatto la festicciola sulla terrazza della casa castello. Verso sera siamo andati in centro tutti sulla mitica poderosa di Roby e Betty, un furgoncino enorme dove al posto dei sedili dietro hanno realizzato delle specie di panche-letto. Ci stavamo in 15!Abbiamo assistito ad uno spettacolo di musica dal vivo: una ragazza con chitarra cantava accompagnata dalla proiezione di disegni realizzati al momento da un ragazzo sulla lastra sulla quale si pongono i lucidi. Fenomenale. Disegni solo con il colore nero e in maniera molto stilizzata e improvvisata. Iniziava un disegno sulla lastra schizzando un pò di colore e poii in base alla forma che prendevano gli schizzi li elaborava. Finito il disegno ricominciava distruggendo il disegno precedente con altri schizzi di colore e una spugnetta. Colorava sulla lastra e con un colore che si poteva cancellare e trasformare come voleva. Pazzesco. Mi è piaciuto un sacco. E i disegni realizzati davvero di una profondità e di una malinconia incredibile. Alla fine siamo tornati alla casa castello e abbiamo iniziato a vedere un film degli indiani dakota che un ragazzo mexicano adora. Peccato che il cd fosse rovinato e abbiamo visto solo la metà, un'ora e mezza.. sarebbe durato 3 ore. Molto bello. Siamo rientrati a casa alle due passate, qui a San Cristobal la vita notturna è molto vivace. Anche lunedi mattina quindi abbiamo dormito a lungo. Prima di pranzo sono uscita e ho fatto un altro giro per il centro di San Cris, scattando qualche foto. Per pranzo avevo appuntamento con Roby, Betty, Vanessa, un altro Roby e Josete in un posto dove per pochi pesos mangi molto bene. Terminato il pranzo ho continuato il giro per la città e una volta rientrata a casa ho preparato i bagagli e chiacchierato un pò coi ragazzi... abbiamo fatto le 2 di nuovo anche perché è arrivata altra gente, Vanessa, il belga del treno merci e due italiane arrivate proprio quella sera per restare due mesi a San Cris per la tesi. Alle 6 faticosamente mi sono svegliata e sono uscita per andare a prendere il microbus per il viaggio di ritorno. La permanenza a San Cris è stata breve ma intensa. Ho conosciuto davvero delle persone straordinarie e interessanti.Peccato solo che non cia sia stato il tempo per andare a visitare una comunità zapatista, dopotutto erano necessari almeno due giorni.
Il viaggio di rientro è stato massacrante, altre 10 ore... sul lato mexicano ho ronfato alla grande anche perché davvero ho dormito poco in quei giorni chiapanechi. Passata sul fronte guatemalteco ho ritrovato la confusione e il disordine chapino e dopo varie ore di bus e microbus sono arrivata a Nebaj..... ovviamente accolta dalla pioggia e dal freddo. Una volta a casa, ho avuto la forza di controllare la mail, di farmi la doccia, di cambiare lo zaino preparando le cose per il giorno seguente (partenza per Chimaltenango) e rispondere a Carlos che mi ha telefonato per sapere del viaggio...dopo un'ora di telefonata quasi in dormiveglia sono crollata per risvegliarmi la mattina seguente quasi pronta per ripartire. Dopo 5 ore di bus sono arrivata in Aj Quen accolta a braccia aperte da Felipe, il figlioletto di Candelaria (la artigiana di Santiago che era venuta 2 anni fa in Italia assieme a Victor) che mi ha riconosciuto in lontananza e mi è corso incontro urlando Suna Suna :-). C'era un corso di formazione con i gruppi di Aj Quen e avevano appena finito d pranzare, Carlos mi ha fatto compagnia mentre affammata ho divorato una buona zuppa di pasta e verdure. Era ansioso di vedere le magliette del Sub (alla fone gliene ho comprate due, me ne aveva chiesta una o rossa o nera... non sapendo scegliere le ho prese entrambe, la rossa con il Sub e un suo discorso piuttosto bello, la nera con l'immagine del Che, del Sub e di Zapata con scritto: l'unica patria di un rivoluzionario è la rivoluzione) ma gli ho detto di aspettare fino all'indomani quando avevamo programmato di trovarci per cena. Il resto del pomeriggio l'ho trascorso in ufficio dando una mano. Ho consegnato i regalini a Leo e Kenia, molto apprezzati: due libri per Leo che li divora (Il lupo della steppa e 1984, trovati a San Cris per pochissimi pesos incredibilemtnre perchè come in Guate i libri costano un sacco) e due cd di musica mexicana per Kenia. Dopo il lavoro sono scesa in centro con Leo, suo figlio e Kenia. Poi mi sono ritrovata con Chepe e il Comandante Muxtay in ASECSA dove il giorno seguente sarebbe iniziato il foroferia del comercio solidario. Aj Quen fa parte di RAIS, la rete organizzatrice dell'evento e quindi partecipano nelle diverse attività di preparazione. Accompagnato Muxtay a prendere il bus, Chepe ed io abbiamo fatto un salto al centro commerciale per fare un giretto e "cenare" con caffè e torta. Rientrati in Aj Quen l'ho aiutato a sistemare delle borse che il giorno dopo sarebbero state consegnate come regalo ai partecipanti del foro feria. RAIS ne aveva chieste 300 ad Aj Quen ed erano solo 296.. quindi Chepe s'è messo a cucire con la macchina da cucire quelle che mancavano... io ero l'addetta a disfare gli errori dato che Chepe non è proprio un esperto! Alle 11 abbiamo finito e siamo andati a dormire. Per tutti i 4 giorni di foro feria sono rimasta a dormire nel centro di Aj Quen (anzichè in ASECSA dove quelli di Aj Quen dicevano che c'erano le pulci....)... mercoledi c'eravamo solo io e Chepe, l'indomani si sarebbe riempito con altri partecipanti al foro feria dato che in ASECSA non c'erano abbastanza posti. Ma ora mi fermo, continuerò domani con la seconda puntata tutta incentrata sui 4 giorni di foroferia e il rientro (traumatico, scherzo) nella piovosa Nebaj.
Una notizia, una bella notizia. Domani arriva Simone, il nuovo cooperante. Forse la musica in Fundamaya cambierà un poco.
Ora vi saluto, vado a fare un pò di acquisti al mercato approfittando del fatto che non piove (MIRACOLO).
venerdì 30 novembre 2007
Ritornata dal Chiapas
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Suna
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venerdì, novembre 30, 2007
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venerdì 16 novembre 2007
Iniziativa:anche io sono ammastellato..
Dal blog di Beppe Grillo.....
14 Novembre 2007
Anch'io sono ammastellato
"Sto rientrando dalla sede del Parlamento Europeo di Strasburgo, in macchina. Sono passato anche attraverso una bufera di neve in Svizzera. Superate le Alpi mi hanno informato al cellulare che Clemente Mastella, ministro di Casta e Ingiustizia, mi ha querelato. Secondo l'Ansa: "a mandare su tutte le furie Mastella é un'altra frase di Grillo, riportata da diversi quotidiani: "La magistratura è stata fermata dalla politica. Una volta, nel 1992, con Falcone e Borsellino si usava il tritolo. Oggi interviene direttamente il ministro della Giustizia".
Cosa avrò sbagliato, l'esplosivo? Nel 1992 non hanno usato il tritolo? O forse la politica non è intervenuta in alcun modo nell'indagine Why Not? O Mastella non è mai stato ministro?
Chi condivide i tre punti incriminati:
1 - La magistratura è stata fermata dalla politica
2 - Una volta con Falcone e Borsellino si usava il tritolo
3 - Oggi interviene direttamente il ministro della Giustizia
può sottoscrivere con il suo nome e cognome l'iniziativa: "Anch'io sono ammastellato" e riportare il box sul suo blog per diffonderla.
La querela mi fa piacere, vuol dire che Clemente Mastella sarà finalmente costretto a chiarire in un pubblico dibattimento se ci sono state interferenze nell'inchiesta Why Not e chi le ha avviate. Siamo tutti curiosi..."
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Suna
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venerdì, novembre 16, 2007
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Domenica di novembre a Chimal
Le foto di domenica 11 novembre in quel di Chimaltenango...
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Suna
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venerdì, novembre 16, 2007
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La festa di matrimonio..
Ecco le foto della festa in occasione del matrimonio di Erwin il fratello di Kenia, nella sede di Aj Quen attrezzata per l'evento..
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venerdì, novembre 16, 2007
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giovedì 15 novembre 2007
Multinazionali....
Si sa che le multinazionali pensano solo ai loro interessi ma quando vogliono essere i padroni del mondo è davvero intollerabile.....le grandi imprese occidentali stanno saccheggiando le risorse dei Paesi impoveriti, a volte non se siamo a conoscenza perché i mass media queste notizie non le danno... Vi racconto quello che sta succedendo in Guatemala, perché mi trovo qui, ma questo avviene in tanti altri Paesi....
In Guatemala, tra l'altro proprio nella zona di Chajul, qualcuno di nostra conoscenza...l'ENEL...sta occupando intere zone boschive ma anche zone abitate per costruirci una centrale idroelettrica sul rio Jute(ne ha già costruite due in Guatemala)... ci sono dei "loschi"individui che vanno di villaggio in villaggio per convincere gli autoctoni maya dell'utilità di costruire le centrali nelle loro terre e per ottenere la concessione di passaggio e/o di uso del territorio. Per convincere la popolazione locale, per lo più analfabeta (pochi parlano e capiscono lo spagnolo) lasciano documenti in cui la centrale è descritta come un'impresa che lavora con un codice etico e appoggia lo sviluppo sostenibile (?????). E promette nuovi posti di lavoro per la costruzione della centrale, una nuova strada e una linea per distribuire l'energia elettrica alle comunità. L'ENEL assicura che l'energia sarà destinata quasi solo all'uso locale. Ma l'esperienza dice altro. Per la costruzione di un'altra centrale, in Chixoy, sono state allontanate a forza intere comunità, e ancora oggi alcune non ricevono elettricità né benefici economici. C'è da precisare che la maggior parte dell'energia prodotta se ne va in Mexico. Sono in corso delle trattative tra rappresentati dell'ENEL e movimenti indigeni che vogliono difenedere le loro terre..a Chajul è un parroco cattolico (che è laureato in ingengneria energetica o una cosa simile e quindi capisce anche questioni tecniche) che sta guidando l'organizzazione delle comunità contro la costruzione della centrale o meglio contro l'imposizione della centrale e il saccheggio delle risorse naturali delle comunità.. Il governo sta svendendo alle imprese straniere una grande parte del suo territorio..questo succede per l'idroelettrica e per le miniere. In passato è successo lo stesso per le banane e il caffè. E questa ingiustizia è stata una delle cause della guerra civile. Attulamente, durante manifestazioni pacifiche di protesta, interviene l'esercito che si sa non va molto per il sottile e spesso ci scappa il morto..... Chissà se il nuovo Presidente socialdemocratico (il primo nella storia del Guatemala dopo la parentesi democratica di Arbenz e Arevalo tra il 1944 e il 1954, soffocata nel sangue da un golpe sostenuto dagli USA) si impegnerà a favore della difesa delle risorse nazionali, come ad esempio sta succedendo in altri Paesi come Bolivia, Venezuela... La speranza non è molta, di sicuro se avesse vinto il generale Molina il pericolo di repressioni violente dei movimenti sociali sarebbe stato forte.
E leggete qui sotto cosa sta combinando un'altra impresa di nostra conoscenza.......E' un articolo tratto dal sito di LatinoAmerica, la rivista curata da Gianni Minà.
TELECOM: GIU' LE MANI DALLA BOLIVIA
(15 novembre 2007)
In segno di solidarietà al popolo boliviano, in seguito alla richiesta della Telecom di istruire una causa contro il Governo di Evo Morales davanti al CIADI – Centro Internazionale per la Risoluzione delle Controversie relative agli Investimenti, interno alla Banca Mondiale – alcuni rappresentanti dei movimenti sociali italiani hanno occupato ieri mattina la sede centrale romana della Telecom, in Corso d'Italia.
L'azione ha avuto come finalità ottenere che la Telecom rinunci immediatamente alla domanda di arbitraggio, rispettando la volontà sovrana del Governo boliviano, che ha legittimamente disconosciuto il CIADI sottraendosi alla sua giurisdizione nel maggio scorso.
Telecom Italia, attraverso la controllata Euro Telecom International, ha presentato una denuncia al CIADI contro la Bolivia per i rischi degli investimenti di Telecom nel Paese causati dalle politiche sociali e economiche del governo Morales.
Il CIADI ha annunciato pochi giorni fa di voler procedere nella causa. La decisione arriva nonostante il governo boliviano abbia legittimamente disconosciuto l'organismo nel maggio scorso, accusandolo di essere un foro di disuguaglianza sempre schierato a favore delle multinazionali a danno dei popoli dei Paesi economicamente più deboli. Tra gli occupanti, anche Sara Vegni e Giuseppe De Marzo di A Sud e Nunzio D'Erme di Action.
"I diritti dei popoli devono venire prima dei mancati guadagni delle multinazionali. E' inaccettabile che un'impresa del nostro Paese sia protagonista di un atto di sciacallaggio del genere. Con questa azione vogliamo richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e del Governo italiano affinché salvaguardi l'immagine del nostro Paese e riconosca il diritto della Bolivia di difendere l'interesse dei propri cittadini", ha spiegato De Marzo. "Riteniamo inammissibile che la Bolivia venga punita con la minaccia di un risarcimento multimilionario ed illegittimo solo per aver sovranamente difeso i diritti del proprio popolo e chiediamo quindi alla Telecom di ritirarsi immediatamente dall'arbitraggio" - ha concluso Nunzio D'Erme.
Per Alessandro Pullara dei COBAS del GRUPPO TELECOM "l'atteggiamento dell'Azienda è in conflitto con l'immagine che tende a dare di se e cioè di una azienda impegnata nel sociale, basti pensare alle compagne TELETHON, inoltre il suo comportamento è ancora più grave perché viziato da una totale avversità alle politiche sociali che il governo boliviano sta cercando di mettere in piedi per tutelare il diritto alla libera comunicazione. Bisogna ricordare che Telecom Italia deve ancora al fisco boliviano ingenti somme legate alla privatizzazione del 1996 e che le sono state comminate severe sanzioni per i disservizi causati alle comunità rurali per le interruzioni di servizio". Durante l'occupazione una delegazione di manifestanti, composta da De Marzo, D'Erme e Pullara è stata ricevuta dal Responsabile delle relazioni sindacali dell'impresa Onofrio Capogrosso, dirigente Telecom incaricato dell'incontro. Nella riunione il portavoce di A Sud De Marzo ha spiegato al dirigente le ragioni della dimostrazione, chiedendo alla Telecom di ritirare la domanda di arbitraggio dando il via ad una negoziazione col Governo boliviano affichè la questione sia risolta politicamente e non per vie legali. I rappresentanti dei movimenti hanno dichiarato che concederanno 10 giorni di tempo alla Telecom per rispondere sulla questione, prima di passare al lancio di una campagna internazionale contro la Telecom, accusata di appoggiare le oligarchie che si oppongono al legittimo governo di Morales in Bolivia e di continuare a violare i diritti dei popoli.
fonte A Sud
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Suna
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giovedì, novembre 15, 2007
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Foto di tessitura..
Alcune foto di una tessitrice con telar de pedal e di Lalo, l'artista del telar de cintura..
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| alcune foto tejedores |
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Suna
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giovedì, novembre 15, 2007
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Etichette: 47.Tessitori
Vigilia del viaggio in terra zapatista..
Hola a tod@s!
spero che dall'altra parte dell'oceano tutto proceda al meglio.
qui a Nebaj piove, tanto per cambiare, sono appena rientrata dal lavoro..sono alla vigilia del mio viaggio in terra zapatista (aqui manda el pueblo y el gobierno obedece...), domani mattina presto (mi pongo l'obiettivo di partire alle 6 cosi alle 7, forse, riesco ad uscire di casa...) partirò alla volta della frontiera tra Guatemala e Chiapas (Mexico). Circa 9 ore di bus mi separano dal territorio zapatista. Come due anni fa mi fermerò alcuni giorni a San Cristobal, a casa di amici italiani di Michela (grazie Michela, per mail sembrano davvero simpatici i tuoi amici!!). Mi hanno già detto che domani sera c'è un festone di despedida di una loro amica cilena....arrivo e subito festa!
La prossima settimana tornerò martedi, un blitz a Nebaj e poi il giorno seguente andrò a Chimaltenango per la Fiera sul commercio equo e solidale. Che bello! Al di là dell'iniziativa che dal programma sembra davvero interessante, avrò la possibilità di passare un pò di tempo con i miei amici. Durante il giorno no dato che ci saranno dibattiti e laboratori, ma la sera potrò uscire.
Dopo questi preannunci di eventi futuri, passo al resoconto della settimana appena trascorsa. Avrei un sacco di cose da fare oggi ma non voglio far passare troppo tempo per il diario, altrimenti quando tornerò dalla Fiera avrò il viaggio in terra zapatista e il soggiorno chimalteco da raccontare...già tanta carne al fuoco.
Quindi via con il resconto! Dunque, la scorsa settimana ho lavorato abbastanza, tra riunioni, pianificazioni, visite a possibili formatori ed elaborazione articolo per il MLAL e di materiale informativo per la Fiera del commercio equo e solidale.. Spesso ho fatto le ore piccole per riuscire a finire i vari "compiti". Per il resto la sera è spesso momento di ritrovo con gli altri del gruppo Nebbacchie. Niente corso di salsa e merengue coi cubani questa settimana... peccato.. una sera al solito palmarcito e venerdi sera con la spagnola Amparo e il basco Cosme ci siamo trovati da me per una cena improvvisata, che sono quelle che riescono meglio unendo ciò che ognuno ha in casa. Abbiamo fatto le due e mezza, chiacchierando di cose più o meno serie... il lavoro occupa buona parte dei discorsi visto che ognuno di noi è piuttosto frustrato per i problemi e le difficoltà, a quanto pare comuni a tutti noi, nel relazionarsi con i colleghi Ixil... Però parliamo anche di cavolate per tirarci su il morale e ridere un pò! La mattina del sabato, rincitrullita per le ore piccole fatte, mi sono svegliata per partire alla volta di Chimaltenango..volevo partire alle 8, sono salita sul bus alle 9.30....sto prendendo i ritmi maya....
Nel primo pomeriggio sono arrivata alla sede di Aj Quen dove Kenia, sua sorella, due cugini e alcuni di Aj Quen stavano preparando i saloni per la festa del matrimonio del fratello di Kenia. Ho dato una mano e verso le 5 e mezza è arrivato il bus che trasportava i familiari dello sposo. Gli sposi, con i genitori e i parenti di lei, avrebbero dovuto arrivare verso le 6......sono arrivati alle 9 passate..... la cerimonia di matrimonia si è svolta nella capitale e prima di loro c'erano altre 18 coppie che dovevano sposarsi e il processo quindi ha avuto forti ritardi... Con pazienza maya abbiamo aspettato gli sposi e poi è iniziata la festa. Una cena frugale ma buona (che io ho ripetuto due volte perchè verso le 5 mi è venuta fame essendo senza pranzo....in cucina mi hanno rifocillato con un piatto della cena), un pò di vino frizzante, musica (un impianto di musica gigante con dj!), i discorsi degli sposi, il taglio della torta, i regali, i saluti... una curiosità, si sono uniti un indigeno e una ladina, gli invitati dello sposo tutti indigeni (tranne me!!), gli invitati della sposa, tutti o quasi ladini. Che mezcla! Io ho trascorso la serata con Kenia, le sue sorelle, Leonel, suo figlio, Carlitos (l'amico di Leonel, non Carlos, lui non c'era doveva tornare a casa) e sua mamma. La festa si è conclusa verso mezzanotte e mezza, al che siamo saliti sul bus alla volta di Patzicia.. quando sono salita sul bus la famiglia di Kenia non era ancora salita... tutti mi hanno chiesto se andavo a Patzicia perché pensavano mi fossi sbagliata bus (infatti i bianchi o meticci eranno tutti sull'altro bus direzione capitale)...... la notte ho dormito a casa di Kenia, si sono fermati anche una decina di parenti provenienti dalle aldeas (quelli che avevamo visitato due settimane fa!!), hanno dormito per terra su dei sacchi e qualche coperta..io ho avuto freddo pur essendo nel letto e ben vestita... non so loro... la mattina io e Kenia abbiamo dormito fino alle 9..sua mamma verso le 6 è entrata in stanza per chiedere a Kenia se andava a messa..io mi sono svegliata, lei sepolta completamente sotto le coperte anche con il viso, non ha sentito nulla. L'ho tropo presa in giro! ................ Un raggio di sole appare a Nebaj!! Vado a metter i panni al sole cosi si asciugano, vado e torno!! Bisogn approfittare di questi sprazzi!!
Rieccomi..il sole è già sparito ma almeno non piove...Quando ci siamo svegliate c'erano almeno una dozzina di signore che stavano preparando il pranzo in attesa degli sposi.. doppia festa. Kenia mi ha spiegato che al pranzo erano invitati solo quelli di Patzicia, presenti anche la sera precedente..siccome la maggior parte di loro non sono abituati a feste come quella del sabato e chissà magari non si sono trovati bene (con la cena, la musica ecc..) hanno organizzato una festicciola tipica per la domenica. Ho fatto qulache foto delle signore al lavoro, mi sono riuscite abbastanza bene.
Io non mi sono fermata al pranzo (anche se la mamma di Kenia ha insistito e alla fine mi ha rifilato una tortilla pine di una specie di insalata russa e voleva rifilarmi anche la carne e il riso..ma sono riuscita a convincerla..) Leonel e i suoi amici sono venuti a prendermi per andare a mangiare con loro... ormai ero d'accordo con loro... ho salutato tutti e siamo partiti alla volta di Tecpan, per mangiare carne asada in un ristorantino stra-pienissimo di gente. Molto buona la carne...ho evitato i chorizos che solo al vederli mi fanno venire il voltastomaco (per la vendetta di Montezuma di settembrina memoria...). Terminato di mangiare, siamo andati a casa di Carlitos e della sua mamma per fare un falò e mangiargi i mashmellows (hanno un nome in spagnolo ma non me lo ricordo) abrustoliti..per chi non sa cosa sono i mashmellows sono quella americanata di dolce di zucchero soffice soffice che si trovano anche da noi (non gelatine, tipo spugna..). Troppo simpatici. Prima del falò abbiamo raccolto dei juisquil e degli avocados nel giardino arrampicandoci sugli alberi. Verso le 7 siamo entrati in casa (senza luce, da 4 anni sono senza allacciamento perché un vicino non lascia passare i cavi..no comment... possono avere un pò di luce solo connettendo la batteria della macchina..) e abbiamo giocato ad un gioco di parole molto divertente (pur non essendo madrelingua non sono arrivata ultima!). La mattina seguente ho fatto un salto in Aj Quen.. volevo fare una sospresa a Carlos... che non è venuto a lavorare :-( se ci fosse stato mi sarei fermata per passare un pò di tempo con lui ma visto che non c'era verso le 11 e mezza, dopo una lauta refaccion con gli avanzi del pranzo di Kenia, ho preso il bus per Nebaj. Appena scesa dopo quasi 5 ore di viaggio mi sono comprata un bel gelatone con la panna. Arrivata a casa ho spaventato Amparo che stava lavorando utilizzando la mia connessione (le avevo lasciato la copia di chiavi).. lei sapeva che mi volevo fermare lunedi a Chimal per cui quando sono entrata in casas'è spaventata alla grande pensando fosse chissà chi. Abbiamo lavorato un pò e poi abbiamo cenato assieme. Il giorno dopo ho lavorato un pò a casa (il materiale informativo) e nel pomeriggio assieme a Pablo, Elena, Cata e Lino siamo andati a Chajul per la solita riunione di equipe... che questa volta è stata un corso di formazione da parte di Pablo sull'alcaldia indigenea, originariamente k'alpul (sarebbero le autorità tradizionali maya secondo una forma di organizzazione socio-politica risalente al periodo precedente alla colonizzazione). E' in corso un processo di formazione di diverse alcadias indigenas nelle differenti comunità dove opera Fundamaya e in gennaio vogliono fare una cerimonia ufficiale di investitura. Questa forma organizzativa è riconosciuta dai codici municipali nati in seguito agli accordi di pace. Chiusa parentesi, rientrata a casa ho ricevuto una telefonata di Carlos che aveva saputo che ero stata in Aj Quen e ci era rimasto malissimo perché non lo avevo avvisato...altrimenti sarebbe venuto al lavoro. Vabbè, ho cercato di spiegargli che questa volta è andata cosi ma non è certo perché non volessi vederlo che non lo avevo avvisato, anzi io ero passata in AJ Quen proprio per lui e se non glielo avevo detto era per fargli una specie di sorpresa. Lui c'èrimasto male perché avevo passato il w-e con Leonel e con Kenia e cn lui non c'è stata l'occasione.. un bambinone....ma chi si immaginava che non sarebbe venuto al lavoro!! Gli ho promesso che la prossima volta gli faccio l'annuncio uffciale del mio arrivo...Mercoledi prossimo sarò di nuovo a Chimaltenango!
Mercoldi, ieri è stata una giornata di lavoro intensa con Elena, Cata e Pablo per organizzare i corsi di formazione facendo un calcolo dei costi- dalle 9 alle 3 del pomeriggio Nebaj è rimasta senza luce (per dei lavori), quanto siamo dipendenti dall'elettricità! La sera quando sono arrivata a casa mi sono messa al lavoro sul pc e la luce è saltata due volte facendomi perdere le cose fatte (scema io che non salvavo di volta in volta..) ...alla fine lavorando dopo cena sono riuscita a concludere quello che dovevo fare. Mentre ero alle prese con il volantino per la fiera e i costi dei corsi...sento amparo che mi chiama dalla stradina di casa sua (facciamo un pò come a Napoli)...stava rientrando dall'ufficio...ed erano le dieci e mezza... certo che la vita dei cooperanti è dura.... ;-). Stamattina di nuovo con le ragazze a sistemare alcune cosette di lavoro e ora sono pronta per farmi da mangiare.. poi finisco il volantino con delle immagini di ricami di huipil che ho scattato oggi e inizio a preparare lo zaino per il viaggio..
Vi ricordo le foto sul mio blog http://spaziaperti-soleluna78.blogspot.com/
Un forte abbraccio a tutti e ci sentiamo di ritorno dal territorio zapatista e dalla fiera di commercio equo!
Que les vaya bien y se cuidan
Su.
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giovedì, novembre 15, 2007
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giovedì 8 novembre 2007
Finalmente a Todos Santos
Finalmente arriviamo a Todos Santos, queste sono le foto della domenica mattina.
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| todos santos |
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giovedì, novembre 08, 2007
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Etichette: 46.Finalmente a Todos Santos
Verso Todos Santos, il pomeriggio del secondo giorno..
Il pomeriggio del secondo giorno di cammino...
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| secondo giorno pome |
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giovedì, novembre 08, 2007
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Etichette: 45.Verso Todos Santos il pomeriggio del secondo giorno..
Verso Todos Santos..la mattina del secondo giorno..
Ora le foto della mattina del sabato, secondo giorno di cammino verso Todos Santos...una natura stupenda si è presentata ai nostri occhi...
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| secondo giorno mattina |
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giovedì, novembre 08, 2007
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Etichette: 44.Verso Todos Santos la mattina del secondo giorno..
Verso Todos Santos..primo giorno
Il primo giorno della camminata verso Todos Santos. Da Nebaj a Chortiz..
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| primo giorno |
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giovedì, novembre 08, 2007
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Primo novembre a Nebaj..
Ecco le foto scattate nei cimiteri di Nebaj il primo novembre...una vera e propria festa....
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| 1 noviembre |
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giovedì, novembre 08, 2007
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Etichette: 42.Primo novembre a Nebaj
"Cerimonia" maya sui generis
Le foto della pseudo cerimonia maya con Otto, Lalo e Amparo in occasione del giorno di todos los santos..
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| cerimonia |
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giovedì, novembre 08, 2007
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Etichette: 41."Cerimonia" maya sui generis
In ricordo di Enzo Biagi
Due video da you tube per ricordare il grande giornalista scomparso qualche giorno fa. Per anni è rimasto lontano dalla tv per il famoso editto bulgaro di Berlusconi. Da qualche mese era tornato ma ha avuto davvero poco tempo. Peccato.
Un video è la lettera indirizzata a Berluconi, l'altro è l'intervista a Benigni prima delle elezioni del 2001.
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mercoledì 7 novembre 2007
Il ritorno di Daniele Luttazzi in tv
Un articolo sul ritorno di Daniele Luttazzi in tv (su La 7) segnalatomi da Cinzia, grazie!!
Da www.repubblica.it
SPETTACOLI & CULTURA
Il ritorno del comico ieri sera alle 23.30 su La7 con
la prima puntata di "Decameron"
Un monologo al vetriolo contro il governo di
centrosinistra, la Rai e il Vaticano
Luttazzi torna in tv più arrabbiato che mai
Pernacchie a Berlusconi e sberle a Prodi
di RITA CELI
Luttazzi torna in tv più arrabbiato che
mai
Pernacchie a Berlusconi e sberle a Prodi
Daniele Luttazzi
ROMA - Ha ricominciato esattamente lì da dove era
stato interrotto. Daniele Luttazzi è tornato in tv, in
tarda serata su La7 con Decameron ripartendo proprio
dall'ormai famoso "editto bulgaro", con un monologo al
vetriolo particolarmente arrabbiato e condito da
variopinte imprecazioni ormai sdoganate e lecite vista
l'ora, con attacchi al governo Prodi, alla Rai, al
Vaticano, e a tutte quelle questioni rimaste in
sospeso per sei anni. Un ritorno televisivo premiato
anche dagli ascolti, con il 6.05 per cento e 737.437
spettatori: secondo successo in pochi giorni per La7,
dopo quello registrato martedì con il teatro di Marco
Paolini in prima serata.
Il programma che segna il suo ritorno sul piccolo
schermo ("ti hanno messo alle 23.30 come i porno della
vecchia tv commerciale" commenta un fan sulla pagina
dedicata a Decameron sul sito di La7) si apre con le
immagini dell'aprile 2002, quando l'allora premier
Silvio Berlusconi accusò lo stesso Luttazzi, insieme a
Biagi e a Santoro, di "uso criminoso" della tv: poche
e confuse parole che di fatto provocarono
l'allontanamento dei tre dagli schermi Rai, e non
solo. Una pernacchia suggella il filmato. Subito dopo,
la sigla del programma (un video con un suo brano,
cantato in inglese, giocando con i sottotitoli) quindi
la parola all'attore, in piedi su un enorme tavolo di
plexiglas. "Pensate - ha esordito Luttazzi - è già
passato un minuto e siamo ancora in onda. Chi
l'avrebbe detto? In questi sei anni mi sono chiesto
perché sia rimasto lontano dalla tv. Poi l'ho
scoperto: la colpa era del mio agente, Bin Laden.
Chissà perché in questi anni Bin Laden è andato in
video, io no". Della Rai, ha aggiunto, "l'unica cosa
che mi manca sono i grattini di Lilli Gruber sulla
schiena".
Se "politica, sesso, religione e morte" è il
sottotitolo del programma, il primo attacco di
Luttazzi è interamente dedicato al governo Prodi. "Mi
chiedono perché ho votato centrosinistra: perché avevo
ben presente la squallida alternativa". Poi la lunga
lista di "tutte le cose che non mi piacciono per
niente del governo in carica: innanzitutto non ha
cancellato la legge 30" quella nominata erroneamente
legge Biagi, "che ha generato il fenomeno enorme della
precarietà. Non è democrazia se non te la puoi
permettere". Quindi l'allarme lanciato direttamente ai
giovani: "I nostri nonni lottarono per difendere i
nostri diritti... Ragazzi, datevi da fare, perché con
la balla della flessibilità ve lo stanno mettendo nel
c...".
Al governo Luttazzi ha rimproverato anche "di non aver
cancellato tutte le leggi vergogna di Berlusconi. Ora
vogliono ripristinare il reato di falso in bilancio,
ma è come dire: 'Berlusconi è uscito dal recinto,
chiudi pure'. Non c'è ancora - ha aggiunto l'attore -
una legge sul conflitto di interessi: c'è la proposta
di Violante, ma se sarà approvata Berlusconi potrà
tranquillamente venire eletto ancora e poi decidere se
rinunciare all'incarico o affidare le proprie aziende
a un blind trust o, ma evidentemente non ci hanno
pensato, farsi una legge che cancella la legge
Violante".
Nel mirino del comico anche il disegno di legge
Gentiloni di riforma della tv: "Non mi piace perché
non permetterà la nascita di un terzo polo generalista
e per l'ennesima volta lascerà intatto l'esistente".
Poi l'affondo contro il ministro della Giustizia,
Clemente Mastella: "Se lo avessero detto prima delle
elezioni che lo avrebbero fatto Guardasigilli, vinceva
Berlusconi". Le critiche dell'attore hanno colpito in
particolare la legge sull'indulto: "Piuttosto - ha
detto - tiriamo fuori i tossicodipendenti,
legalizziamo le droghe e facciamo nuove carceri che
siano davvero luoghi di recupero".
Nell'elenco di Luttazzi anche "la legge razzista
Bossi-Fini, con i centri di permanenza temporanea che
sono luoghi disumani e vanno chiusi" e il recente
pacchetto sicurezza, "che in parte obbedisce a una
logica repressiva e penalizza i più deboli senza
risolvere il problema. Quella accaduta a Roma - ha
aggiunto, riferendosi all'omicidio di Giovanna
Reggiani - è stata una tragedia insensata e
straziante. Ai familiari va il nostro cordoglio e il
ringraziamento per aver dato un grande esempio di
civiltà con la richiesta di evitare
strumentalizzazioni. In Italia il 75% dei delitti
contro le donne è compiuto da italiani. Conosco
albanesi, macedoni e romeni che sono persone
squisite".
Gli strali di Luttazzi si sono poi abbattuti sulla
Rai: "Da cinque anni non fa più programmi di satira e
la qualità si è decisamente abbassata. Invece la
satira serve alla nostra memoria, non basta leggere
gli editorialisti dei giornali come Panebianco o altri
per sapere quello che succede e che cosa fanno i
politici. Ora i programmi Rai che si vedono sono
quelli che sceglie il cane pestando il telecomando.
Dire che la Rai è in crisi è come dire che sul Titanic
c'era un rubinetto che perdeva". Poi uno sketch in cui
Luttazzi ha invitato un finto presidente di viale
Mazzini Claudio Petruccioli, impersonato da un bambino
con tanto di barba. "Che novità ci sono nel palinsesto
Rai?" gli ha chiesto. E la risposta è stata: "Conosco
solo i programmi fino alle 21.30 perché poi devo
andare a letto".
Tra i suoi bersagli non manca il Vaticano, al centro
di una scenetta ambientata nell'antica Grecia, in un
immaginario dialogo tra sofisti: "I preti che
molestano i bambini vanno all'inferno? No, vanno a Los
Angeles, dove la diocesi ha sborsato 660 milioni di
dollari per risarcire le vittime. Il Vaticano è quello
che non paga le tasse, la Chiesa cattolica è quella
che incassa l'8 per mille. La pedofilia tocca solo
alle chiese locali".
Non risparmia battute sul Cavaliere: "Ce l'ha con me
perché stavo insieme alla figlia Barbara e non voleva
che me la scopassi perché diceva che ero un fallito" e
dopo un'ora di programma Luttazzi, che aveva aperto
con l'editto bulgaro, ha chiuso tornando sulla vicenda
della sua "epurazione" legata in particolare
all'intervista a Marco Travaglio andata in onda nel
marzo 2001 ai tempi di Satyricon: "Berlusconi,
Mediaset, Fininvest e Forza Italia volevano 41
miliardi di danni, ma ho vinto io" ha ricordato
Luttazzi, rimarcando che la notizia della querela
aveva avuto molto risalto sui media, non altrettanto
la sua vittoria che aveva ricevuto solo un trafiletto
della grandezza di un necrologio. "Per la magistratura
le mie domande erano continenti e le risposte di
Travaglio basate su fatti veri e documentati. Ho fatto
semplicemente delle domande e in democrazia le domande
sono lecite. Piuttosto è grave magari nascondere le
risposte. Quell'intervista potrebbe essere ritrasmessa
così com'è dalla Rai, ma col cavolo che lo fanno".
(4 novembre 2007)
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mercoledì, novembre 07, 2007
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La settimana della gita a piedi a Todos Santos..
Hola a todos
rieccomi per un nuovo episodio dell'avventura chapina. Innanzitutto mi scuso per i miei dettagliatissimi resoconti,è che per me è proprio una forma di diario che sto impegnando di mantenere per avere in futuro un ricordo dettagliato dell'esperienza...e il tempo per tenere un diario ulteriore mi manca proprio..già faccio fatica a tenere questo..Spero di annoiarvi troppo!! Sopportatemi!!!
Ero rimasta al mio ritorno dall'allegra fine settimana a Chimaltenango con i compagni di Aj Quen...dunque.. il mercoledi 31 dovevamo partire per Todos Santos ma tutto è stato rimandato dato che una parte del gruppo era fuori Nebaj. Per questo mercoledi mattina sono riuscita a partecipare alla riunione con Elena, Catarina e Pablo per fare il punto della situazione "artigianato" e programmare i futuri corsi di formazione...Aj Quen ha fatto colpo, si inizierà con il corso proposto dal "SubComandante" Muxtay :-) poi abbiamo organizzato i corsi di telaio a cintura, telaio a pedale e cucito. Nel pomeriggio avrei dovuto andare alla solita ruinione d'equipe a Chajul ma restando in forse la partenza per Todos Santos non sono andata.. Ho approfittato per andare al parque centrala a sentire il discorso di Colom, l'altro candidato alle presidenziali, pseudo social-democratico, magro quanto Fassino e con la voce da tontolone.... non ispira certo una gran fiducia ma sempre meglio del general matador Molina.....A proposito mentre scrivo so già il risultato delle elezioni di domenica però mantengo la suspence :-) .. la piazza era piuttosto piena, c'era sicuramente più gente del giorno in cui era arrivato Molina...buon segno. In piazza ho trovato Amparo e Otto, siamo rimasti ad ascoltare un pò i discorsi un pò balordi di Colom e diputati commentando e ridendo (per non piangere) al sentire il populismo di questi politicanti.. Per fortuna mi hanno raccontato che prima di questi discorsi qualcuno di intelligente che ha ripercorso la storia del conflitto nell'area Ixil ricordando il ruolo di protagonista che il generale Molina ha avuto nei massacri, sequestri, torture e terra bruciata. Ad un certo punto ci siamo stufati e siamo andati a mangiare un boccone al Palmarcito. Qui con Otto abbiamo concordato la partenza per Todos Santos per il giorno seguente assieme a Manuela, Nadia e due italiani che stanno facendo la loro tesi a Sacapulas. Dopo pranzo sempre con Amparo e Otto ho fatto un salto al centro di artigianato ixil dove ci sono alcuni stand di tessuti, ho scambiato qualche parola con una signora molto in gamba che gestisce uno stand e poi siamo saliti al museo di Lalo, un ragazzo Ixil di Nebaj che è un artista del telaio a cintura, tradizionalmente utilizzato dalle donne...credo che in Guatemala ci siano davvero pochissimi uomini in grado di tessere con il telaio tradizionale maya. Lalo è uno di questi ed è fantastico tanto che le donne di Nebaj, tra ammirazione e invidia, affermano che nessuno può tessere meglio di Lalo.Ha un vero e proprio talento. Questo ragazzo ha proprio la passione per la cultura maya e ha aperto un museo, purtroppo poco frequentato, dove si possono ammirare pezzi storici di tessuti, sculture e reperti maya e anche i pezzi da lui realizzati (tessuti in telaio a cintura ma anche quadri, perché dipinge). Ad un certo punto è arrivata la sua mamma, una signora piuttosto anziana,indossava un huipil fatto dal figlio, mi ha fatto una tale tenerezza. Prima di andarcene Amparo ha lanciato l'idea di ritrovarsi la sera per fare una cerimonia maya dato che il giorno seguente era il giorno dei morti/santi. Siamo andate a comprare candele e incenso... La sera, dopo aver sistemato casa e bagagli, ci siamo ritrovati da me con Amparo, Otto e Lalo (gli altri erano tutti malati....quindi viaggio a Todos Santos rimandato nuovamente...................) una pasta e una insalata e poi ci siamo trasferiti da Amparo per questa cerimonia... troppo buffi.... Lalo sapeva sistemare le candele colorate in base ai punti cardinali e poi abbiamo acceso il falò.. dovete guardare le foto perché sono proprio buffe.. una cerimonia maya sui generis... tra una chiacchiera e l'altra s'è fatto tardi ma la mattina mi sono svegliata con l'orologio naturale verso le 6 e mezza.. a pranzo sono andata a pranzo da Amparo, sono arrivati Lalo e una coppia di amici, lei basca lui guatemalteco della capitale, arrivati a Nebaj per fare un giro in montagna. Dopo mangiato siamo andati ai cimiteri di Nebaj per dare un'occhiata alla festa...ebbene si, il giorno dei morti/santi è una vera e propria festa, i cimiteri colorati ed addobbati, bambini che giocano con gli aquiloni, uomini e donne (tante, fa una certa impressione) ubriachi che ballano al ritmo di marimba (bevono per ricodare i morti con ciò che piaceva a loro..siccome tanti bevevano allora i familiari bevono.... strana usanza....), tante candele e juisquil offerti in onore dei morti. Abbiamo visitato due cimiteri su tre. Il secondo era il più antico e il più bello purtroppo siamo arrivati qui che già iniziava a calare la sera e non sono riuscita a scattare molte foto decenti. Per cena ci siamo ritrovati al Palmarcito con altra gente (Otto, Mincio il tedesco e Zaida). FInalmene con Otto si è stabilita la partenza per Todos Santos per il giorno seguente. Date le malattie di Manu e Nadia abbiamo deciso di andare solo in quattro, Otto, i due italiani di Sacapulas (Gianluca e Simone della provincia di Cuneo che si stanno laureando in ingegneria edile con un progetto per la costruzione di una scuola in una comunità) ed io. Inizialmente volevano aggregrarsi anche i due amici di Amparo ma alla fine hanno deciso di fare un giro più breve. Bene... il venerdi è stato il giorno della partenza per l'avventura.... fissata per le 9, realizzata alle 11 :-) Ecco la mappa del percorso, segnato in rosso il cammino realizzato a piedi (non è proprio preciso non avendo a disposizione una mappa dettagliata con im nomi delle comunità, ma più o meno il percorso è quello), in blu è evidenziato l'ultimo tratto realizzato con mezzo di trasporto..
dopo circa un'oretta di microbus siamo partiti a piedi verso Xexocom, la prima aldea dove ci siamo fermati dopo oltre un'ora di scarpinata. Qui abbiamo pranzato presso una famiglia (una zuppa di patate e erbe con le immancabili tortillas)...apro una parentesi.. in diverse comunità del triangolo ixil grazie all'apporto di organizzazioni internazionali (tra le quali quella per la quale lavora Amparo) gli abitanti delle stesse comunità hanno aperto e gestiscono delle posadas comunitarie per i turisti che arrivano. Offrono un servizio di ristorazione presso le famiglie e di alloggio in una semplice ma accogliente costruzione ad hoc. Il guadagno viene reinvestito in progetti per la comunità. Chiusa parentesi. Rifocillati con il pranzo siamo partiti da Xexocom alla volta di Chortiz...da 2300 metri dovevamo arrivare a 3300... il sentiero era piuttosto erto e faticoso, abbiamo camminato per oltre 4 ore a volte chiacchierando a volte procedendo in silenzio per la fatica. Lungo il cammino abbiamo incrociato alcuni abitanti delle comunità circostanti, generalmente accompagnati da cavalli, asini, pecore, cani...alcuni uomini ci fermavano per fare due chiacchiere, le donne e i bambini ci guardavano diffidenti e incuriositi. Ad un certo punto siamo stati avvolti dalla nebbia e dal freddo..ben presto ha iniziato a piovere..con le mantelle abbiamo continuato il cammino. Siamo arrivati in una comunità che sembrava un villaggio fantasma avvolto nella fitta nebbia se non fosse stato per i bambini che si affacciavano a guardarci e un piccolo negozietto dove abbiamo comprato un pò di patatine e dolcetti per riempire un pò la pancia; è strano, nelle comunità si trovano tante di quelle schifezze,dolci, patatine, coca cola.. ma l'acqua potabile o in bottiglia non c'è.. la notte è arrivata prima che giungessimo alla comunità di Chortiz... con la luce di sue pile e sotto la pioggia che aumentava sul sentiero di sassi e fango siamo arrivati a Chortiz verso le 7..L'oscurità ci avvolgeva, le case sembravano disabitate, non si sentiva nessun rumore tranne qualche cane che abbaiava. Tutti dormivano da un pezzo, in questa comunità non c'è la luce e alle 4-5 del pomeriggio la giornata finisce per gli abitanti che vanno a dormire cosi da svegliarsi alle 3 di notte e ricominciare la quotidianità (gli uominim partono per andare a lavorare nei campi, le donne iniziano a preparare le tortillas..). Otto è andato a recuperare le chiavi della posada, il signore che la gestisce è venuto ad aprirci e ci ha spiegato un pò di cose. La posada è accogliente, ci sono dei letti e delle amache, un tavolo con delle sedie, il bagno con l'acqua corrente e una piccola costruzione che funge da cucina dove si può accendere un fuoco per terra. C'è la luce (grazie ad una batteria alimentata da un pannello solare) e l'acqua corrente..comodità di cui gli abitanti della comunità non godono.. Ma per loro va bene cosi.. pensate che Gianluca e Simone per la loro tesi hanno fatto delle interviste con questionario e alla domanda: quali miglioramenti vorreste fare alla vostra casa la maggior parte della gente ha risposto: un salone grande e comodo per accogliere gli ospiti... quando genitori e 7-8 figli dormono tutti in una o due stanze. A Chortiz non abbiamo ovviamente mangiato presso una famiglia dato che tutti dormivano..Abbiamo divorato il pane, il prosciutto (orrendo), il tonno e la marmellata che avevamo comprato... dopo questa splendida cena abbiamo acceso il fuoco nella stanza-cucina per riscaldarci... abbiamo anche rischiato di passare la notte fuori perché Simone uscendo dal dormitorio per ultimo s'è chiuso la porta dietro di sè pensando che avessimo noi le chiavi...quando il signore che ci aveva aperto si era raccomadato di stare attenti perché era l'unico paio di chiavi...... evviva!! per fortuna una delle finestre non era fissata molto bene e siamo riusciti ad entrare senza fare danni... dopo un'oretta attorno al fuoco siamo andati a dormire..erano a poco passate le 10 ma eravamo stanchi morti. Verso le 4 di mattina Gianluca s'è alzato per andare in bagno e rientrando ci ha svegliati per uscire a vedere le stelle,il vento della notte aveva spazzato via le nuvole e il cielo era uno spettacolo... ho visto giove (coi mi hanno detto i ragazzi) e lo spicchio della luna attorno alla quale c'era un cerchio grandissimo perfetto, pareva fatto con il compasso. Mai vista prima una cosa del genere. Abbiamo resistito un quarto d'ora a causa del freddo pungente, dopo di che siamo tornati a dormire. La mattina, dopo una semplice colazione a base di pane e marmellata e dopo aver laciato un ringraziamento sul quaderno delle visite, abbiamo ripreso il cammino verso le 8 e mezza. Ci aspettava un giorno pieno di viaggio. C'era il sole anche se la tempratura non era molto alta (dopotutto eravamo a 3300 metri!) ma si stava bene. Il paesaggio era stupendo, in alcuni punti sembrava un paesaggio lunare. Meraviglioso. E' difficile da descrivere con le parole e le foto non rendono tutto il merito di questa natura stupenda. Ogni tanto incrociavamo pastorelli con il loro gregge, signore che lavano i panni in piccoli stagni, vacche, maiali e cavalli lasciati liberi a pascolare. Siamo arrivati in un punto dal quale si vedeva in lontananza il vulcano Santa Maria di Huehuetenango, peccato per alcune nuvole che lo nascondevano in buona parte. Da questo punto è iniziata la discesa, altrettanto faticosa della salita del giorno precedente a causa del sentiero tortuoso, a volte fangoso a volte di soli sassi. Scendendo siamo arrivati in una comunità dove abbiamo chiesto se ci vendevano delle tortillas ma niente... ci siamo accontentati delle solite patatine e succo di frutta.. la discesa è proseguita fino a un fiume molto bello che attraversava la valle. Qui, sotto gli occhi incuriositi di alcune ragzzae che stavano lavando i panni e i capelli, Otto e Gianluca sono riusciti a tuffarsi, era gelido...io mi sono immersa solo con le gambe fino ai polpacci.... dopo aver pranzato con prosciutto, tonno, sottilette avanzati dalla sera precedente e le patatine acquistate lungo il sentiero abbiamo proseguito, riprendendo di nuovo la strada in salita per un'altra scalata... faticoso,a me faceva male un ginocchio ed è stata dura ma ce l'ho fatta a stare dietro agli altri. Abbiamo attraversato altre tre comunità immerse in un paesaggio fantastico. Siamo arrivati all'aldea (comunità) più alta del Guatemala, a oltre 3300 metri. Da qui abbiamo ripreso a scendere, il sole cominciava a scendere, ad un certo punto il paesaggio già bello di per sè è stato adornato da un arcobaleno. Quado ormai iniziava il tramonto siamo giunti a San Nicolas, dove c'era una strada di terra battuta, ma c'era la possibilità che passassero macchine. Abbiamo continuato a camminare, poi all'imporovviso è giunta una jeep guidata da un ragazzo accanto al padre..abbiamo chiesto un passaggio e gentilmente ci hanno fatto salire...ci siamo chiesti se avesse la patente questo ragazzo ma non avevamo molte alternative....guidava bene comunque.. quasi una mezz'ora di macchina e siamo arrivati alla strada asfaltata. Sono stati davvero gentili, non hanno nemmeno voluto essere pagati (qui chi da un jalon, ossia un passaggio, spesso chiede qualche soldo..). Al volo siamo saliti su un microbus che ci ha portati fino a un punto che si chiama 3 caminos (perchè c'è un incrocio dal quale partono 3 strade che portano a tre posti differenti). Ormai era notte, le 6 di sera, c'era un vento gelido e non passavano microbus o macchine in direzione di Todos Santos... s'è fermato un microbus che si fermava molto prima di Todos Santos e ci ha offerto il passaggio fino là per 275 quetzales..ossia 27 euro..per i prezzi Guate una enormità, un tipo in macchina ha sparato 500 quetzales... alla fine più o meno fiduciosi abbiamo aspettato.. è arrivata una ragazza di Todos Santos di ritorno dall'università, ha aspettato con noi. Alla fine un pick up s'è fermato e per 10 quetzales a testa (1 euro) ci ha dato un passaggio fino a Todos Santos..eravamo dietro sul rimorchio aperto...un freddo...ma tutto sommato siamo stati fortunati. Abbiamo raggiunto Todos Santos in tre quarti d'ora di macchina e durante il viaggio abbiamo potuto ammirare un cielo stellato meraviglioso..... mai viste tante stelle... Arrivati a Todos Santos la festa del giovedi e del venerdi era finita... tutto chiuso, solo qualche bancarella di dolci. Abbiamo trovato una posada (quella della comunità di Chortiz era molto meglio..) e poi siamo andati a mangiare qualcosa, dopo due giorni a pane e acqua ci siamo gustati la frugale cenetta (riso, fagioli, pollo e caffè) come se fosse un banchetto del re. Alle 10 già stavamo dormendo. La mattina seguente i tre ragazzi avevano intenzione di andare alla Torre, la cima non vulcanica più alta del Guatemala (3800). Io per via del ginocchio ho preferito rinunciare e farmi un giro per Todos Santos. I tre hanno lasciato la posada alle 7 e mezza..alle nove io stavo per uscire quando sono tornati.....non c'era un bus, un microbus, una macchina per un passaggio... un pò per i postumi della fiesta e un pò per le elezioni (domenica giornata di ballottagio tra colom e il generale) tutto era fermo. Quindi niente Torre, abbiamo fatto un giro per Todos Santos, in un'atmosfera quasi surreale per la giornata particolare. Qui è un posto particolare, anche gli uomini indossano in grande maggioranza il traje tipico, tradizione che nel resto del Guate si è un pò persa a differenza di quanto accade con le donne. E' bello vedere bambini, giovani, adulti, anziani indossare questo bel traje. Siamo riusciti a fare un salto in una cooperativa di artigiane, alla fine mi sono comprata un huipil da bimba usato, il ricamo è bellissimo. Simone e Giaunluca si sono comprati una camicia del traje tipico degli uomini di Todos Santos..se vedete in giro per l'Italia due tipi alti e atletici con una camicia strana sono loro :-)
Al momento di partire verso le 11 abbiamo aspettato oltre due ore prima che un microbus passasse. Tutti i microbus erano impegnati nel trasportare le persone dalle comunità al centro di votazione..Alla fine tra microbus e un passaggio sul retro di un pick up siamo arrivati a Huehuetenango, dove abbiamo preso un bus per tornare nel Quiché. Alle 5 e mezzo abbiamo rimesso piede a Nebaj, stanchi morti. Arrivata a casa la mia dirimpettaia Amparo mi ha invitato per un caffè che alla fine è diventato una cena alla quale si è aggiunto anche Lalo. Dopo cena sono rientrata a casa, ho cominciato a sentire botti e musica...segno che già si sapeva il vincitore delle elezioni...non avendo nè tele nè radio mi sono connessa a internet..con la paura di vedere il generale molina in trionfo......ed invece no!!!!!! Ha vinto Colom!!!!!! In realtà erano i risultati parziali ma erano quasi definitivi..... alla fine non ha vinto di molto, circa tre punti percentuali. ......ma l'importante è la sconfitta del generale!! Ha vinto il male minore. Oggi (lunedi) le elezioni sono state l'argomento principale, al lavoro con le ragazze, al mercato, con i ragazzi del gruppo, con Carlos: un commento al risultato e un sospiro di sollievo per il rischio evitato. Che altro aggiungere, ho fatto il resoconto dell'intensa settimana.. per il resto oggi a Nebaj oggi ha piovuto e fatto freddo tutto il giorno.. il bucato non si asciugherà mai... Ora vado a dormire, i postumi della camminata si fanno sentire anche se a dir la verità mal di gambe non ce l'ho. Domani giornata di lavoro, andiamo a visitare una cooperativa di artigiane di Nebaj e una signora di una comunità che sa tessere col telaio a pedale per raccogliere informazioni sulla possibilità di attivare il corso di telaio a pedale a breve. Intanto abbiamo parlato con Lalo perchè realizzi un corso di miglioramento della tecnica di telio a cintura visto che è talmente grandioso. Senza modestia alcune di queste idee sono farina del mio sacco :-) o meglio sono state da stimolo per Elena e Catarina che a spirtio di iniziativa non sono messe benissimo..
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mercoledì, novembre 07, 2007
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giovedì 1 novembre 2007
Terza edizione di Fa la cosa giusta a Trento
Da www.unimondo.org
Trento: al via domani la fiera 'Fà la cosa giusta!'
giovedì, 01 novembre, 2007
Apre i battenti domani a Trento la terza edizione di "Fà la cosa giusta!", la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. Con gli oltre 8.000 visitatori dello scorso anno si sta confermando un punto fermo del panorama fieristico trentino.
Organizzata da Trentino Arcobaleno, Rete Lilliput e Confesercenti del Trentino, la mostra mercato porterà anche quest’anno nelle strutture di Trento Fiere in Via Briamasco oltre 160 fra agricoltori biologici, botteghe del commercio equo, associazioni, cooperative sociali e aziende che propongono prodotti e servizi rispettosi dell’ambiente. Per i consumatori ma anche per le scuole, una occasione per incontrare aziende, progetti e buone prassi amministrative che sul territorio locale, ma non solo, stanno costruendo un’economia più attenta alle persone e all’ambiente.
Ulteriormente ampliato rispetto allo scorso anno lo spazio per i bambini, che ha già meritato alla manifestazione, prima in provincia, il marchio “Family in Trentino” attribuito dal Servizio Politiche Sociali della Provincia Autonoma di Trento, che testimonia una speciale attenzione alle famiglie. Le numerose attività organizzate daranno la possibilità ai genitori di visitare la fiera in tranquillità, e ai figli (che non pagano l’ingresso) di incontrare i temi della fiera attraverso modalità adatte alla loro età.
Novità 2007 sarà la tensostruttura "Ristora mente e corpo", dove i visitatori potranno gustare la cucina biologica dello spazio ristoro, e incontrare le proposte delle associazioni trentine impegnate sui temi dell'educazione e formazione nell'ambito del consumo critico e gli stili di vita sostenibili. Il programma culturale anche quest'anno affiancherà ai laboratori pratici e agli spettacoli, numerosi appuntamenti di grande interesse.
Inormazioni e programma all'indirizzo http://www.trentinoarcobaleno.it/progetti/fiera
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giovedì, novembre 01, 2007
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Il ritorno in piazza dei monaci buddisti
Solidarietà ai monaci buddisti e al movimento di protesta in Birmania!!
Dal sito di Articolo 21, http://www.articolo21.info/
1/11/2007
Il ritorno in piazza dei monaci birmani dimostra che la protesta è ancora viva
di Oliviero Bergamini
“Il ritorno in piazza dei monaci birmani, anche se per ora in piccolo numero, è un segnale molto importante, perché dimostra come lo spirito della protesta sia ancora vivo. E come il clero buddista resti deciso a schierarsi a fianco del popolo, per proteggerlo e sostenerlo.” Padre Bernardo Cervellera commenta così la notizia della ricomparsa nelle strade birmane di un corteo di monaci. Una notizia data con rilievo da tutti i media, e ovviamente anche da Asia News, l’agenzia di informazione del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere), specializzata sui paesi asiatici, di cui padre Cervellera è direttore.
Il “ritorno” delle tuniche zafferano è avvenuto ieri, non nella capitale Rangoon, ancora massicciamente presidiata dalle forze dell’ordine, ma a Pakkoku, città non lontana da Mandalay, importante centro del buddismo birmano. Proprio qui, il 6 settembre scorso, il pestaggio di alcuni bonzi aveva provocato i primi cortei di religiosi, che poi si erano andati moltiplicando e ingrossando, diventano la spina dorsale delle dimostrazioni di massa contro il regime.
E qui ieri mattina circa cento monaci sono tornati a sfilare, per un’ora, scandendo preghiere che invocavano la “Metta”, termine buddista che significa “conciliazione, benevolenza, armonia”.
Non un aperto attacco al regime, dunque, bensì una generica richiesta di apertura alle richieste della gente.
Nessuna immagine di questa manifestazione è ancora filtrata all’esterno della Birmania, anche perché oggi i collegamenti Internet sono stati nuovamente interrotti dal governo. Si ripete dunque il tentativo di fermare il flusso di notizie e immagini che il regime sente ormai come la minaccia più pericolosa per la sua sopravvivenza.
Asia News è uno dei terminali di questo flusso per l’Italia. L’agenzia segue da vicino le vicende birmane, riproponendo materiali importanti; ad esempio, recentemente, ha pubblicato per prima nuove foto di monaci buddisti uccisi durante la repressione di fine settembre.
“Naturalmente non posso rivelare con precisione quali sono le nostre fonti, perché le esporrei a forti rischi” spiega padre Cervellera “Ma posso dire che esiste una lunga corrente sotterranea, un esteso network di persone e gruppi di opposizione clandestina che operano all’interno della Birmania o a ridosso dei confini, specialmente quello thailandese, raccogliendo e trasmettendo informazioni in vario modo, via telefono, via internet, a volte attraverso messaggeri che recapitano di persona i materiali alle organizzazione di esuli e oppositori che si trovano all’estero. Da qui vengono ulteriormente inoltrate ad altri centri di informazione con cui sono in contatto, come ad esempio la nostra angenzia, e diffuse in tutto il mondo.”
Importante è anche il lavoro delle organizzazioni umanitarie internazionali, come Human Rights Watch, che proprio ieri ha pubblicato un rapporto in cui denuncia come in Birmania si aggravi la piaga dei bambini soldati. Secondo HRW, infatti, il regime di Rangoon ricorre sempre più ad arruolamenti forzati di adolescenti, e anche di bambini di 10-12 anni, per cercare di riempire i ranghi dell’esercito, decimati dalle diserzioni. Questi soldati-bambini vengono spesso prelevati da villaggi rurali da intermediari che li vendono ai reclutatori dichiarandoli falsamente maggiorenni, oppure catturati per strada o nelle stazioni degli autobus. Picchiati, sottoposti a minacce, violenze, abusi di ogni genere, dopo un addestramento di 18 settimane, vengono spesso inviati nelle zone di frontiera e costretti a combattere contro le minoranze etniche ostili al governo centrale. Secondo HRW l’esercito birmano ne conta ormai decine di migliaia.
“Il fenomeno purtroppo è conosciuto da anni” commenta padre Cervellera “ma adesso si sta ancor più diffondendo, perché le diserzioni dall’esercito dei soldati adulti stanno aumentando, anche a seguito dalle violenze contro i monaci, che per i birmani sono veri e propri atti sacrileghi. E i bambini-soldato sono solo un aspetto di un fenomeno più generale che caratterizza la Birmania, il ricorso sistematico al lavoro forzato. Il regime militare, infatti, costringe con la forza migliaia e migliaia di persone a lavorare, in condizioni terribili, alla costruzione di strade in varie parti del paese, alla realizzazione di opere nella nuova capitale Naypyidaw, all’estrazione di pietre preziose dalle miniere, e così via. Sono vere e proprie forme di schiavitù, uno degli aspetti peggiori di un regime disumano.”
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Suna
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giovedì, novembre 01, 2007
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