Hola a tod@s
dopo un'interruzione di oltre due settimane riprendo il filo del mio diario on line... vi avevo scritto prima di partire alla volta di San Cristobal, Chiapas, per la questione del visto. Ormai ho oltrepassato il traguardo della metà di questa nuova avventura guatemalteca. Siamo a fone novembre, tra due mesi e mezzo prenderò il volo di ritorno. Insomma, il tempo vola. Riprendo da dove ero rimasta, credo che dividerò in due gli eventi dell'ultimo periodo, il viaggio in Chipas e il foro-feria sull'economia solidale ... per evitare un racconto più lungo dei miei soliti.
Dunque, in questo primo post il viaggio in terra zapatista...
Per il Chiapas sono partita venerdi 16 novembre, il viaggio è stato lungo, quasi 10 ore, ho cambiato 5 mezzi di trasporto, anzi 6 perché un microbus s'è fermato per problemi ai freni e abbiamo dovuto aspettare un altro in sostituzione, più 2 taxi che ho dovuto prendere alla frontiera e una volta a San Cristobal. Sono partita da Nebaj piuttosto tardi rispetto alla mia tabella di marcia teorica (con circa 2 ore di ritardo)... ovviamnete pioveva. Oltrepassato un certo punto il cielo s'è schiarito e non ho più visto pioggia...fino al mio ritorno a Nebaj... Lungo la strada verso la frontiera (ma ancora vicina alla terra Ixil) un microbus sul quale ero salita ha avuto probelimi ai freni, l'autista ha dimostrato senso di responsabilità, ci ha fatti scendere e ha chiamato un suo collega che è arrivato dopo una mezz'ora con un nuovo microbus (cosa non scontata dato che quando ci ha fatti scendere i locali hanno vivamente ringraziato e elogiato il suo comportamento... conoscendo la natura dei piloti di bus e microbus guatemaltechi, molti avrebbero proseguito... mettendo a repentaglio la vita dei passeggeri e la propria.). Dopo il cambio di bus, ci è toccata una coda di un'altra mezz'ora a causa di una frana..insomma il tempo passava e la frontiera era ancora lontana. Sono arrivata a Huehue, dove dovevo prendere il bus per la frontiera, con oltre un'ora di ritardo. Da qui ho preso il bus che in circa 2 ore è arrivato a La Mesilla, un posto orrendo (ma proprio orrendo) che si trova alla frontiera tra Guatemala e Mexico. Qui ho dovuto sbrigare le questioni burocratiche passando prima per l'ufficio migrazione guatemalteco e poi per quello mexicano. Dei ceffi che non vi dico, a me non hanno fatto storie ma mi hanno raccontato che a volte fanno pagare mazzette per il timbro del visto. Terminate queste noiose pratiche, per fortuna piuttosto rapide e quindi ho riguadagnato tempo sulla tabella di marcia virtuale, ho preso il primo microbus chiapaneco. Un'ora e mezzo di viaggio, su una strada praticamente retta e piana in mezzo ad un paesaggio molto bello e su un microbus comodo, pulito e con musica a volume normale. Risultato: mi sono addormentata.....cosa che su bus e microbus guatemaltechi non mi è mai capitato nemmeno quando sono stanchissima. Arriavti a Comitan ho preso un altro microbus per San Cristobal. Nuovamente un'ora e mezzo di viaggio..anche qui ho dormito la maggior parte del tempo. Giunta a San Cristobal ho preso un taxi per raggiungere la casa di Betty e Roberto. Il taxista era simpatico e abbiamo iniziato a chiacchierare (tipico dei taxisti), poi non abbiamo trovato la casa e quindi mi ha aiutata a cercarla. Alla fine (anche per paura che mi facesse pagare di più) gli ho detto che avrei continuato la ricerca a piedi. Lui è andato in un ostello poco lontano e ha avvistao dei ragazzi gringos che forse cercavo l'ostello (non aveva capito che era la casa di amici quella che cercavo).. quindi mi sono vista venire incontro due ragazzotti un pò hippie che pensavano dovessi andare all'ostello. Nel frattempo avevo chiesto informazioni ad un ragazzo che gentilmente mi ha accompagnato per l'isolato cercando la casa. Alla fine, dopo aver spiegato ai due gringos hippie che non era l'ostello che cercavo, abbiamo trovato la casa! Effettivamente era un pò difficile capire dove era. Suonato il campanello mi hanno accolto due cagnoni che si sono rivelati buoni come il pane, Betty mi ha aperto il cancello e mi ha abbracciata affettuosamente. Una volta in casa, circondata da un giardino spettacolare, ho conosciuto Roberto (il moroso di Betty, entrambi padovani), Maria (la coinquilina marchigiana) con il suo moroso napotelano di cui vergognamente non mi ricordo il nome e Alberto un ragazzo di Schio in visita da Guadalajara. Erano tutti seduti sul divano attorno al caminetto, mi sono buttata anche io stanca morta e abbiamo chiacchierato un pò per conoscerci. Ad un certo punto è arrivato anche un ragazzo mexicano, che sembrava un attore o un atleta...bellissimo... Verso le 9 Betty, Roby e Alberto sono usciti per ritrovarsi con amici in centro. Io, stravolta da dieci ore di viaggio, sono rimasta a casa con Maria e il suo moroso. Dopo una doccia calda (quasi tre mesi che non facevo una doccia cosi calda), li ho raggiunti in cucina e ci siamo fatti una pasta e chiacchierato per un pò. Ma verso le 10 io stavo crollando e mi hanno lasciata dormire. Nel mio sacco a pelo sul divano mi sono addormentata di botto con a fianco uno dei cani (che soffre di reumi e lo fanno dormire in casa) e un gatto, non ho nemmeno sentito rientrare Betty e Roby. La mattina mi sono svegliata a una buona ora ma sono rimasta nel mio sacco. Verso le 11 e mezza hanno inziato a svegliarsi gli altri e abbiamo fatto colazione a base di quesadilla (tortillas non di mais ma di grano e formaggio fuso) e caffè. Inizio le presentazioni. Betty e Roby sono due ragazzi di Padova, amici di Michela (grazie Michela, proprio delle belle persone!!!!) che abitano ormai fissi a San Cris lavorando in progetti nelle comunità e facendo le guide turistiche in genere per viaggi di turismo responsabile. Maria e il suo moroso lavorano sempre in progetti nelle comunità, anche loro sono anni che vivono a San Cristobal con nessuna intenzione di rientrare in Italia se non per brevi periodi. Alberto è un ragazzo di Schio che vive a Guadalajara, più a nord in Mexico, è laureato in sociologia e lavora all'università del posto. E' sposato con una mexicana ma per una seria litigata da alcuni giorni si trovava a San Cris e stava cercando di risolvere i problemi con la sua compagna. Poi c'erano i due cani, il gatto, delle galline e due borrego (una specie di pecore, nere)... Tutti animali di un'altra coinquilina, ora in Italia, che vive da dieci anni a San Cristobal e si sta costruendo una casa nel bosco. Uno dei borrego, Wilson, sopravvisuto ad una carneficina di un cane che ha sbranato altri suoi 5 compagni quando erano piccoli, ha un carattere piuttosto difficile ed attacca tutti quelli che escono in giardino... compresi cani e gatto!E ha il vizio di entrare in casa per mangiare le crocchette del gatto...cosa che è avvenuta per ben due volte mentre ero là...scene troppo buffe, coi ragazzi che cercavano di cacciarlo fuori a colpi di scopa e getti di acqua! Da morir dal ridere... Nel pomeriggio sono uscita per farmi un giro per San Cris. Era un giorno speciale, il compleanno dell'EZLN. Nelle comunità c'erano le celebrazioni, avevano pensato di andare ma Roby era mezzo malato e avevano delle cose da fare quindi niente. Peccato, sarebbe stato emozionante. In giro per San Cris ho fatto la turista: foto, negozietti zapatisiti dove ho fatto incetta di ricordini, peccato non ci fossero le magliette taglia XL per Carlos, volevo comprarle qui anche se costano un pò di più rispetto al mercato dove oltre alla magliette XL mi sono comprata un maglione e un berretto stile peruviano per il freddo di Nebaj... Il pomeriggio è volato e erso le 6 mi sono trovata assieme agli altri al Tierra Adentro, un centro culturale alternativo e vicino agli zapatisti dove pensavamo ci fosse uno spettacolo del Cirque du Soleil (o almeno alcuni dei componenti visto che sono tantissimi) per ferteggiare il comple dell'EZLN.... i ragazzi avevano ricevuto una mail in cui si diceva questo....in realtà era una proiezione..... mail ingannevole, l'abbiamo riletta ed effetivamente era ambigua... comunque è stato bello, quelli del Cirque du Soleil sono fenomenali. Dopo lo spettacolo siamo andati a mangiare da due ragazze spagnole e un ragazzo inglese. Una cenetta fantastica. Tra l'altro, commentando il fraintendimento sul Cirque du Soleil, abbiamo scoperto che una delle due ragazze ha lavorato per un parecchi mesi con loro come hostess (ossia accompagnava gli spettatori ai loro posti) e ci ha raccontato alcuni aneddoti sulla vita dietro le quinte del circo. Interessante. Siamo rientrati a casa alle due passate e la mattina ci siamo svegliati tutti molto tardi. Ad un certo punto è arrivata Berta.Qui devo aprire una parentesi su di lei perché è davvero un personaggio. Ragazzina 21enne, tipo punkabbestia anarchica con capelli rasta, vissuta in Spagna in una specia di camper per anni, capitata a San Cristobal, passa la maggior parte del suo tempo nelle comunità zapatiste appoggiando alcuni progetti. Il gruppo di europei l'ha praticamente adottata dato che è proprio giovane. Da un mese e mezzo mancava da San Cris perché ha fatto un viaggio attraversando l'intero Mexico in autostop e trasporti di fortuna. E'partita con 200 pesos (circa 15 euro) e si è guadagnata la vita facendo spettacoli di giocoleria ai semafori e nelle piazze... (si riesce a guadagnare piuttosto bene,almeno per soddisfare le esigenze di base) e senza vestiti di ricambio. Ha partecipato ad un incontro di indigeni mexicani al quale era presente anche Marcos, ha fatto una maratona di protesta assieme a un gruppo indigeno che vive su un'isola vicino alle coste del Mexico, ha conosciuto la gente più incredibile e più interessante fino ad arrivare alla frontiera con gli USA dove assieme ad una quarantina di persone sul lato mexicano e circa 200 sul lato USA hanno realizzato un accampamento di protesta contro il muro e la violenza nei confronti dei migranti clandestini che cercano di passare il confine sognando la terra promessa e spesso finiscono per morire di sete nel deserto, annegati nel fiume (per questo li chiamano mojados, perchè a causa del uro l'unico modo per transitare è quello di nuotare sott'acqua per un bel pezzo nel fiume che attraversa la frontiera in maniera da non farsi vedere dalla polizia mexicana o statunitense che sorveglia la frontiera....ma molti muoiono nell'acqua..) o ammazzati dalla polizia o dai militari che sparano senza troppi problemi. L'accampamento è durato una settimana e aveva com scopo quello del ricongiungimento tra i manifestati del lato mexicano e quelli del lato statunitense. Ce l'hanno fatta, sono riusciti a toccarsi lungo il muro e quelli dalla parte USA hanno potuto superare il confine e organizzare degli eventi nella cosiddetta terra di nessuno (no man's land), un fazzoletto di terra che separa il Mexico e gli USA. Musica, cinema, pranzi, manifestazioni, tutto per protestare contro la politica migratoria assassina. I poliziotti e i militari stavano a guardare, interessandosi anche alle tematiche della manifestazione. Ma l'ultimo giorno, durante una marcia parallela lungo il muro sui due lati, sul lato USA c'è stata la repressione da parte della polizia e molti sono stati arrestati e picchiati (anche un uomo in carrozzella.....), la maggior parte erano attivisti per i diritti umani e gente che lavora a favore degli immigrati. Sul lato mexicano non hanno potuto fare niente se non protestare (ma c'era il muro in mezzo) e guardare i loro compagni malmenati. Berta ci ha raccontato tutto quello ha visto e vissuto, davvero un racconto da restare a bocca aperta. Lei è incredibile, cosi giovane e cosi piena di entusiasmo, senza paura, a volte incosciente nella sua innocenza e nella sua completa fiducia nei confronti del prossimo. Terminato l'accampamento è rientrata verso San Cristobal sempre in autostop. Quasi un mese e mezzo di viaggio, durante il quale ha conosciuto da vicino i diversi volti del Mexico...da quello dei diversi gruppi indigeni discriminati e in alcuni casi in via di estinzione, a quello di Tijuana capitale del narcotraffico, a quello del deserto, a quello di Ciudad del Mexico città enorme e poliforme, quasi uno Stato dentro uno Stato (fa 12 milioni di abitanti...quasi come l'intero Guatemala....), a quello tristissimo della frontiera con gli USA. Per una parte del suo viaggio (un pezzo dell'andata) ha avuto come compagno un ragazzo belga che vive anche lui a San Cristobal e che ho conosciuto...un altro personaggio incredibile. Anche lui molto giovane, 24enne, è partito dal Belgio su una barca arrivando fino in Mexico. Qui fa un pò il girovago e anche lui come Berta si arrangia come può. Per tornare dal Nord del Mexico a San Cristobal ha viaggiato sul treno merci mexicano...che è un mondo pazzesco dove vivono drogati, senzatetto, ladri... Robe da non credere...Sia lui che Berta davvero sembravano usciti da un film. Chiudi la lunga parentesi su questi due personaggi e ritorno ai fatti. Domenica per pranzo siamo andati tutti a casa di altri ragazzi che vivono a San Cris (una casa fantastica, enorme dove vivono in 10, sembra un castello: due piani con una marea di stanze, un salotto con caminetto, una taerrazza al terzo piano fantastica) : c'erano italiani, mexicani, spagnoli, il belga del treno merci, un irlandese. Il pranzo era per festeggiare il compleanno di un ragazzino diciassettenne che vive con loro nella casa castello. Questo ragazzino è figlio di una famiglia zapatista di una comunità ed è esceso in città per studiare in un centro di formazione autonomo degli zapatisti dove vengono realizzati diversi corsi di professionalizzazione. Abbiamo fatto la festicciola sulla terrazza della casa castello. Verso sera siamo andati in centro tutti sulla mitica poderosa di Roby e Betty, un furgoncino enorme dove al posto dei sedili dietro hanno realizzato delle specie di panche-letto. Ci stavamo in 15!Abbiamo assistito ad uno spettacolo di musica dal vivo: una ragazza con chitarra cantava accompagnata dalla proiezione di disegni realizzati al momento da un ragazzo sulla lastra sulla quale si pongono i lucidi. Fenomenale. Disegni solo con il colore nero e in maniera molto stilizzata e improvvisata. Iniziava un disegno sulla lastra schizzando un pò di colore e poii in base alla forma che prendevano gli schizzi li elaborava. Finito il disegno ricominciava distruggendo il disegno precedente con altri schizzi di colore e una spugnetta. Colorava sulla lastra e con un colore che si poteva cancellare e trasformare come voleva. Pazzesco. Mi è piaciuto un sacco. E i disegni realizzati davvero di una profondità e di una malinconia incredibile. Alla fine siamo tornati alla casa castello e abbiamo iniziato a vedere un film degli indiani dakota che un ragazzo mexicano adora. Peccato che il cd fosse rovinato e abbiamo visto solo la metà, un'ora e mezza.. sarebbe durato 3 ore. Molto bello. Siamo rientrati a casa alle due passate, qui a San Cristobal la vita notturna è molto vivace. Anche lunedi mattina quindi abbiamo dormito a lungo. Prima di pranzo sono uscita e ho fatto un altro giro per il centro di San Cris, scattando qualche foto. Per pranzo avevo appuntamento con Roby, Betty, Vanessa, un altro Roby e Josete in un posto dove per pochi pesos mangi molto bene. Terminato il pranzo ho continuato il giro per la città e una volta rientrata a casa ho preparato i bagagli e chiacchierato un pò coi ragazzi... abbiamo fatto le 2 di nuovo anche perché è arrivata altra gente, Vanessa, il belga del treno merci e due italiane arrivate proprio quella sera per restare due mesi a San Cris per la tesi. Alle 6 faticosamente mi sono svegliata e sono uscita per andare a prendere il microbus per il viaggio di ritorno. La permanenza a San Cris è stata breve ma intensa. Ho conosciuto davvero delle persone straordinarie e interessanti.Peccato solo che non cia sia stato il tempo per andare a visitare una comunità zapatista, dopotutto erano necessari almeno due giorni.
Il viaggio di rientro è stato massacrante, altre 10 ore... sul lato mexicano ho ronfato alla grande anche perché davvero ho dormito poco in quei giorni chiapanechi. Passata sul fronte guatemalteco ho ritrovato la confusione e il disordine chapino e dopo varie ore di bus e microbus sono arrivata a Nebaj..... ovviamente accolta dalla pioggia e dal freddo. Una volta a casa, ho avuto la forza di controllare la mail, di farmi la doccia, di cambiare lo zaino preparando le cose per il giorno seguente (partenza per Chimaltenango) e rispondere a Carlos che mi ha telefonato per sapere del viaggio...dopo un'ora di telefonata quasi in dormiveglia sono crollata per risvegliarmi la mattina seguente quasi pronta per ripartire. Dopo 5 ore di bus sono arrivata in Aj Quen accolta a braccia aperte da Felipe, il figlioletto di Candelaria (la artigiana di Santiago che era venuta 2 anni fa in Italia assieme a Victor) che mi ha riconosciuto in lontananza e mi è corso incontro urlando Suna Suna :-). C'era un corso di formazione con i gruppi di Aj Quen e avevano appena finito d pranzare, Carlos mi ha fatto compagnia mentre affammata ho divorato una buona zuppa di pasta e verdure. Era ansioso di vedere le magliette del Sub (alla fone gliene ho comprate due, me ne aveva chiesta una o rossa o nera... non sapendo scegliere le ho prese entrambe, la rossa con il Sub e un suo discorso piuttosto bello, la nera con l'immagine del Che, del Sub e di Zapata con scritto: l'unica patria di un rivoluzionario è la rivoluzione) ma gli ho detto di aspettare fino all'indomani quando avevamo programmato di trovarci per cena. Il resto del pomeriggio l'ho trascorso in ufficio dando una mano. Ho consegnato i regalini a Leo e Kenia, molto apprezzati: due libri per Leo che li divora (Il lupo della steppa e 1984, trovati a San Cris per pochissimi pesos incredibilemtnre perchè come in Guate i libri costano un sacco) e due cd di musica mexicana per Kenia. Dopo il lavoro sono scesa in centro con Leo, suo figlio e Kenia. Poi mi sono ritrovata con Chepe e il Comandante Muxtay in ASECSA dove il giorno seguente sarebbe iniziato il foroferia del comercio solidario. Aj Quen fa parte di RAIS, la rete organizzatrice dell'evento e quindi partecipano nelle diverse attività di preparazione. Accompagnato Muxtay a prendere il bus, Chepe ed io abbiamo fatto un salto al centro commerciale per fare un giretto e "cenare" con caffè e torta. Rientrati in Aj Quen l'ho aiutato a sistemare delle borse che il giorno dopo sarebbero state consegnate come regalo ai partecipanti del foro feria. RAIS ne aveva chieste 300 ad Aj Quen ed erano solo 296.. quindi Chepe s'è messo a cucire con la macchina da cucire quelle che mancavano... io ero l'addetta a disfare gli errori dato che Chepe non è proprio un esperto! Alle 11 abbiamo finito e siamo andati a dormire. Per tutti i 4 giorni di foro feria sono rimasta a dormire nel centro di Aj Quen (anzichè in ASECSA dove quelli di Aj Quen dicevano che c'erano le pulci....)... mercoledi c'eravamo solo io e Chepe, l'indomani si sarebbe riempito con altri partecipanti al foro feria dato che in ASECSA non c'erano abbastanza posti. Ma ora mi fermo, continuerò domani con la seconda puntata tutta incentrata sui 4 giorni di foroferia e il rientro (traumatico, scherzo) nella piovosa Nebaj.
Una notizia, una bella notizia. Domani arriva Simone, il nuovo cooperante. Forse la musica in Fundamaya cambierà un poco.
Ora vi saluto, vado a fare un pò di acquisti al mercato approfittando del fatto che non piove (MIRACOLO).
venerdì 30 novembre 2007
Ritornata dal Chiapas
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Suna
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venerdì, novembre 30, 2007
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