Il compleanno di Carlos...
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Caminante son tus huellas el camino nada más; caminante no hay camino se hace camino al andar.. (A.Machado)
Il compleanno di Carlos...
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Suna
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mercoledì, ottobre 31, 2007
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Etichette: 40.Compleanno Carlos
Le immagini della fine settimana a Patzicia con la famiglia di Kenia
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mercoledì, ottobre 31, 2007
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Etichette: 39.fine settimana a Patzicia
Alcune foto nella Nebaj di fine ottobre...
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| Nebaj-fine ottobre |
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Suna
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mercoledì, ottobre 31, 2007
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Etichette: 38.Nebaj fine ottobre
Hola a todos
spero stiate tutti bene. Qui in Guate procede tutto abbastanza bene, a Nebaj il tempo è brutto, piove quasi sempre e fa un freddo incredibile.. nel resto del Paese c'è il sole. Gli ultimi giorni sono stati piuttosto intensi, tra il lavoro qui a Nebaj e gite varie.
Mi ero fermata al sabato anniversario della Rivoluzione d'ottobre. La domenica l'ho trascorsa assieme ad Otto l'Ixil.Siamo andati a visitare la cascata di Santa Avelina, niente male! Da Nebaj a Cotzal 45 minuti in microbus (stra-pieno), da Cotzal ci siamo incamminati in direzione dell'aldea (ossia comunità) Santa Avelina...non passavano nè microbus nè macchine..quindi abbiamo continuato a camminare per circa un'ora e mezza (pensate a quelli che vivono in posto così..non avendo molti mezzi di trasporto l'unica è andare a piedi..), poi è passato un bus e siamo saliti. Il paesaggio è cambiato rapidamente, qui fa un pò più caldo rispetto a Nebaj e assieme alla solita vegetazione si trovano anche parecchi banani e piante del caffè. E una grande quantità di fiori colorati. A Santa Avelina abbiamo imboccato una specie di sentiero, piuttosto fangoso (per la pioggia caduta) e in mezz'ora abbiamo raggiunto la cascata...Qui il tempo di ammirare la cascata e mangiare un pò di pane con formaggio, bananne e mele e ha iniziato a piovere forte...il rientro sul sentiero fangoso è stato da ridere.. ma ce l'abbiamo fatta..una volta a Santa Avelina la pioggia continuava a scendere e abbiamo aspettato quasi due ore prima che arrivasse un microbus per tornare a Cotzal..dalle 14 a quasi le 16..arrivati a Cotzal abbiamo preso al volo l'ultimo microbus per Nebaj....Arrivati a Nebaj piuttosto stanchi e umidicci per la pioggia, meritata cena (zuppa calda...)al Descanso (detto affettuosamente dal gruppo El Espanto-ossia spavento, paura, orrore-per i camerieri molto tontoloni, per il fatto che ha finanziamenti gringos-è un locale creato da una ONG yankee per dare lavoro ai giovani del posto- e per il fatto che alle 22 o anche prima chiude...).Bella giornata. Il lunedi è iniziata una settimana all'insegna del gelo.... ragazzi, io sono abituata al freddo alpino del Trentino... ma qui a Nebaj sarà per l'umidità o non so che cosa ma sto dormendo con tuta, berretto di lana, calzini e 3, dico 3, coperte (non di lana però). E il freddo si prcepisce. Non vi dico la mattina alle 7 quando mi sveglio... la casa è gelata... il riscaldamento ovviamente non c'è, c'è una stufa a legna (che bello, mi ricorda l'infanzia) ma Chiara mi ha detto che non funziona, non ha un buon camino, poi dovrei comprare la legna ecc... quindi è li spenta. Ma chissà,dicono che il freddo aumenterà e che finirà a febbraio (guarda caso quando me ne vado io....) quindi ci farò un pensierino. Chiusa parentesi meteorologica.. lunedi..dunque, giornatina di lavoro con le ragazze. Avevamo programmato di iniziare le visite alle comunità, tutto rimandato a data da destinarsi per il problema delle spese dei viaggi che le due ragazze vorrebbero vedersi rimborsare. Quindi abbiamo trascorso la giornata terminando le ipotesi di programmazione delle attività future. Il solito ritmo ixil ma alla fone qualcosa ne abbiamo ricavato. La sera ho rinunciato al ritrovo europeo al palmarcito anche perchè Elena e Catarina sono arrivate a casa mia per teminare un piccolo lavoretto di conti da mandare a Pablo Ceto e alla nicaraguense amministratrice del progetto per il MLAL che doveva venire a Nebaj ma alla fine per un'influenza è rimasta nella capitale dove hanno lavorato per sistemare la contabiltà e pianificare le spese future..Martedi e mercoledi sono stati due giorni di vacanza... Elena e Cata avevano delle cose personali da fare e quindi non abbiamo lavorato.. ne ho approfittato per proseguire con la mia relazione finale di stage, per scrivere al MLAL in Italia (oltre al desk per il Centro America, mi ha scritto il futuro cooperante, Simone...arriva a metà novembre!!!!!!) e per preparare un cd di canzoni di protesta sociale per Carlos dato che il 27 sarebbe stato il suo compleanno e so che ci teneva ad avere un cd di queste canzoni (glielo avevo promesso dall'Italia ma alle fine non ero riuscita a prepararlo..).... un cd pieno di canzoni in spagnolo, italiano, francese e inglese...dai Modena City Ramblers a Guccini passando per gli Inti-Illimani, Carlos Puebla, Victor Jara, gli Ska-p e arrivando a Bob Dylan, Joan Baez, i Noir Desir e Alpha Blondie. Niente male, oltre 120 canzoni di oltre 20 artisti noti e meno noti. Ma mi sono serviti parecchi giorni e parecchie notti per trovare tutte le canzoni con "il mulo". Mercoledi sera non mi ricordo che cosa ho fatto..credo di essere rimasta a casa.. La sera erano previste le lezioni di salsa, senxza i cubani perché di guardia all'ospedale. Alla fine ci siamo ritrovate Amparo, Zaida ed io al palmarcito, altro che salsa..alla fine abbiamo mangiato e chiacchierato. Gli altri scoraggiati dal freddo e dalla pioggia hanno tirato il pacco. Rientrata presto, verso le 21, ho approfittato per sentire i miei amici kaqchiquel e poi sono crollata imbaccucata sotto le coperte per proteggermi dal freddo-umido. Giovedi mattina ci siamo ritrovate al magazzino-futura bottega per iniziare l'inventario del filo. Nel pomeriggio assieme a Pablo e altri dell'equipe siamo andati a Chajul per la riunione settimanale. Si sono presentate le diverse attività realizzate nei tre settori, Pablo ha commentato le decisioni prese con il MLAL per i prossimi mesi e si sono stabilite alcune cose da fare per le prossime settimane. Tra queste visite a Intecap e Aj Quen (mie due "scoperte"), bè Aj Quen la conoscete, Intecap è un istituto di formazione a livello nazionale dove offorno alcuni corsi che potrebbero interessare (commercializzazione, turismo ecc..). Con Aj Quen ho subito stabilito l'appuntamento per il martedi seguente, data proposta da Pablo Ceto; ho parlato con il comandante Muxtay ed era d'accordo. Alla fine tra una cosa e l'altra la riunione è finita alle 18, siamo ritornati a Nebaj viaggiando in mezzo alla nebbia.. arrivata a casa ho mollato le mie robe e sono corsa all'espanto per l'apputamento con gli altri.Erano previste le lezioni di salsa, questa volta a casa dei cubani Osnedy e Elio. Pigramente ci siamo trattenuti al'Espanto per almeno due ore a bere caffè caldo e zuppa... il freddo.. Richiamati al "dovere"da Osnedy siamo andati alla casa cubana dove la salsa era iniziata da un pò... alla fine abbiamo ballato per un paio di orette, sto migliorando... oddio non immaginatevi chissà che cosa però almeno i passi riesco a farli giusti..è divertente e si scarica la tensione da matti. Il venerdi mattina sveglia presto per andare a Quiché con Elena e Catarina..avevano deciso di scendere per parlare con quelli di Intecap.. prima di partire sono riuscita a convincerle a chiamare per sapere se potevano riceverci...l'idea di fare quattro ore di viaggio (due all'andata due al ritorno) per niente non mi attirava...alla fine nonostante non ci fosse il responsabile le ragazze volevano andare ugualmente. Dopo aver chiacchierato un quarto d'ora con la segreteria che non sapeva praticamente nulla, ho approfittato per andare a comprare qualcosa al supermercato. Almeno il viaggio è servito per procurarmi alcune scatolette di tonno, fette biscottate, detersivi, zucchero e sale (queste cose ci sono anche a Nebaj nei centomila negozietti di alimentari sparsi per il villaggio..ma sono più cari...)...l'olio d'oliva (che a Nebaj non esiste) non c'era :-( Ritornata a casa ho mandato l'iscrizione per me, le due ragazze e Simone al Foro Feria sul commercio equo che si terrà a Chimaltenango dal 22 al 25 novembre...dibattiti e fiera, che figata! E poi a Chimaltenango :-), Aj Quen parteciperà (anzi è tra gli organizzatori) e avrò 4 giorni per stare con i miei amici.
La sera ci siamo ritrovati con Manu, Luca, Otto, Amparo e Kosme a casa di quest'ultimo per i saluti a Luca che torna in Italia (è partito oggi), pizza e birra. La festa vera e propria sarebbe stata il giorno seguente (sabato) ma dato che io dovevo partire per Chimal abbiamo fatto questa piccola despedida. Io ero cotta, alle dieci e mezza sono tornata a casa per preparare le cose per il giorno dopo e finire il cd delle canzoni............ che ho terminato la mattina alle 6 quando mi sono svegliata... Volevo partire alle 7 e mezza ma all fine sono venute le 8 e mezza quando sono riuscita a salire sul microbus.. Il viaggio è stato pesantino, tra imbottigliamento traffico in un villaggetto per il mercato in corso, un incidente di un camion che ha travolto una famiglia (mamma, papà e bimbo che arà avuto 2-3 anni...terribile, per fortuna non sono morti..ma erano feriti e vedere il bambino insanguinato è stato orribile...... ) e frane da Nebaj a Quiché abbiamo impiegato più tempo del previsto. Da Quichè la solita camioneta di pazzi che in due ore è arrivata a Chimal dove Leonel e Keni mi stavano aspettando. Dopo un gelato che mi sono divorata in pochi minuti siamo scesi al centro commercial dove abbiamo pranzato (pizza..) e poi ho coinvolto i piccioncini nella scelta del mio regalo per Carlos... indecisa tra un lettore mp3 e un orologio alla fine lo abbiamo chiamato (era a casa influenzato e aveva appena finito di pranzare con la famiglia per festeggiare il compleanno) e gli abbiamo chiesto di scegliere tra R1 e R2 (senza sapere che cosa fosserovviamente!!) alla fine ha scelto R2... l'orologio...per il quale comunque propendevo. Verso le 5 e mezza Kenia ed io abbiamo preso la camioneta per Patzicia. Qui ho trascorso una serata in compagnia della sua famiglia, tra chiacchiere e tortear (ossia elaborazione di tortillas) è arrivata l'ora della cena, un pasto frugale attorno alla stufa. Che bello. Dopo cena abbiamo guardato un pò di tv (c'era x files!!!!) e poi siamo andate a dormire, per il giorno seguente prevista uscita familiare in alcune aldee per portare l'invito di matrimonio del fratello di Kenia ad alcuni parenti (il matrimonio è il 10 di novembre e sono invitata anche io). Mi sono svegliata alle 7, i componenti della famiglia Saloman erano a messa (io ho cortesemente rinunciato..), quando sono rientrati abbiamo fatto colazione e poi siamo partiti alla volta di Patzun (a circa una mezz'ora da Patzicia, è il villaggio del Sub-comandante Muxtay). Eravamo i genitori di Kenia, Kenia, le due sorelle minori di 9 e 15 anni ed io. Siamo scesi poco prima di Patzun e qui abbiamo aspettato un bus che essendo domenica ha tardato un'ora per arrivare. Questo ci ha portato vicini ad un'aldea, abbiamo camminato per mezz'ora-tre quarti d'ora e siamo arrivati alla casa di uno zio della mamma di Kenia. Da qui poi abbiamo camminato almeno due ore per arrivare in un'altra aldea. Durante il tragitto abbiamo chiacchierato e mangiato canna di maiz, succosa e zuccherata. Il paesaggio era bello, passando da boschetti a campi di maiz. Per fortuna non pioveva... In questa aldea abbiamo visitato 3 famiglie di parenti, in tutte e tre c'era stata una morte recente...un figlio, una nuora, un cugino... e che cavolo... nella casa di due zii anziani è stato commovente. Questi due vecchietti bellissimi, con una casa di fango tradizionale, il fuoco sul pavimento, con il fumo che riempiva la stanza raccontavano (in kaqchiquel, capivo solo qualche parola) della morte di un loro figlio. Che triste. Quando ce ne siamo andati ci hanno regalato delle pannocchie di mias e dei juisquil (una verdura tipica di qui) cotti nell'acqua.Li abbiamo mangiati sulla via del ritorno. Che buoni. Avevano un sapore speciale, probabilmente per la situazione in cui li abbiamo ricevuti. Verso le due e mezza le visite erano finite, abbiamo camminato fino alla strada asfaltata e qui abbiamo aspettato per almeno tre quarti d'ora un pick up che potesse darci un passaggio fino alla strada principale per Patzicia. Alla fine un ragazzo ci ha dato un passaggio e abbiamo avuto fortuna perché ci ha portati fino a Patzicia evitandoci di dover prendere il bus (o meglio di aspettare il bus!). Arrivati a Patzi, di corsa Kenia ed io siamo andate alla parrocchia dove Kenia doveva fare uno spettacolino vestita da pagliaccio per i bambini del paese. E' stato simpatico, un branco di bambini vivacissimi attorno ad un pagliaccetto. Incantati dalla macchina fotografica ho dovuto-con piacere-scattare una marea di foto. Alla fine dell'attività assieme ad un paio di altre animatrici e un paio di bambini siamo saliti in cima al campanile.... un panorama dall'alto di Patzicia e i campanacci (ho dovuto sforzarmi per non cedere alla tentazione di suonare le campane :-) ). La sera siamo uscite con le sorelle a mangiare tacos e rellenos. In seguito la serata è trascorsa attorno al fuoco con la sua famiglia. Ho fatto una doccia con acqua scaldata in padella e posta in baccinelle e alla luce di una candela perché nel pseudo-bagno non c'è la luce, di nuovo ho realizzato quanto noi diamo per scontate tante cose... la luce, l'acqua corrente e calda (ricordo che a casa di Kenia raccolgono l'acqua dal pozzo..), un letto comodo con materasso ultima generazione..in queste notti ho dormito su una rete sopra la quale c'era solo un petate, una specie di materassino fatto di fibra spesso qualche millimetro..praticamente inesistente...ed è il letto nel quale dorme Kenia, e cosi sono i letti dei suoi genitori e delle sue sorelle che dormono tutti assieme in una stanza (genitori e figlie). Solo Kenia e sua sorella maggiore hanno la loro stanza con questo letto, sua sorella mi ha ceduto il posto. Nonostante il freddo e la scomodità del letto mi sono addormentata in fretta, la camminata e le attività della giornata hanno dato i loro effetti. Lunedi mattina sveglia alle 6 e mezza per andare in Aj Quen. Qui, dopo aver salutato i companeros, ho cominciato a dare una mano a Carlos e Leonel, come sempre la mattina se n'è andata veloce tra lavoro, risate e chiacchiere. Immancabile la colazione a base di caffè e tamalitos fatti dalla mamma di Leo. Alla pausa pranzo con Kenia, Leo e Carlos siamo andati da Dona Rosita per un cin cin per il compleanno di Carlos. Alla fine abbiamo convinto Dona Rosita ad unirsi per il pranzo dove abbiamo festeggiato un pò Carlos il quale ci ha ringraziati per gli auguri e le parole espresse. Nel pomeriggio abbiamo continuato a lavorare chiacchierando e ridendo. Abbiamo deciso tra le altre cose di programmare una camminata su un vulcano, probabilmente uno di quelli attorno al lago Atitlan, forse durante le vacanze di natale.Non riuscendo ad aspettare la sera ho consegnato i regali a Carlos in un momento di pausa, li ha apprezzati tanto....s'è pure commosso...grande e grosso com'è fa proprio tenerezza. Oltre all'orologio gli ho regalato-non ridete-un cuscino con la faccia (orecchie, naso e cappello come se fosse un peluche) di Tribilin ossia Pippo. Ha riso come un matto quando ha aperto il pacco, non se lo aspettava...questo lo avevo comprato un mese scorso nella capitale un giorno che giravo con Kenia e Leonel... Era cosi simpatico che ci ho pensato su un pò se tenermelo o darglielo..per fortuna lo avevo lasciato a casa di Leo per evitare di portarlo fino a Nebaj, cosi ho resistito alla tentazione. Alle cinque sono scesa con Leonel e Kenia al centro, hanno sbegottato e Kenia alla fine è tornata a casa, noi abbiamo aspettato Carlos con il quale siamo andati al Jalisco un ristorante messicano a circa 20 minuti a piedi dal centro di Chimal. Li abbiamo proseguito con i festeggiamenti, Carlos era ancora pieno di raffreddore ma alla fine è venuto da San Andres solo per festeggiare con noi il suo compleanno, ha detto che altrimenti sarebbe rimasto a casa un altro giorno. La serata è stata davvero allegra, ci ha raggiunti Carlitos l'amico di Leonel e siamo rimasti al Jalisco fino quasi a mezzanotte, chiacchierando, ridendo e ballando.. ho poututo sperimentare le lezioni di merengue e salsa :-) alla fine praticamente ci hanno buttato fuori dal locale. La mattina il settore produzione-ossia Carlos, Leo e io come supporto- era piuttosto addormentato ma un caffè ha ristabilito un pò le energie. Verso le 10 e mezza sono arrivati Pablo Ceto, Elena e Cata. Dopo aver fatto vedere un pò l'ufficio e presentato i vari elementi abbiamo avuto una riunione che alla fine è durata quasi due ore con il Comandante Muxtay. E' stata proficua, pare ci siano buone possibilità e il reciproco interesse a iniziare una collaborazione. EVVIVA!!!!!!!! Forse un piccolo primo successo in questo stage!!! Si inizierà con alcuni corsi di formazione e poi chissà tra qualche mese magari i gruppi di donne di Fundamaya potrebbero diventare soci di Aj Quen e iniziare anche una collaborazione in termini di commercializzazione. Muxtay è stato un grande. Tra l'altro lui e Pablo Ceto si conoscevano già di vista per via della URNG (partito degli ex guerriglieri). Magari grazie all'appoggio di Aj Quen Fundamaya riuscirà ad evitare gli errori che vedevo all'orizzonte. Alla pausa pranzo siamo andati a mangiare assieme con Carlos, Leo e Kenia. Rientrati in ufficio ultimi scorci in Aj Quen e i saluti ai ragazzi, tra l'altro è arrivato anche Rocael il quale mi ha visto in strada e mi ha telefonato offeso perché non l'ho chiamato. Il solito Rocael che dopo aver fatto il muso per alcuni minuti s'è sciolto nei suoi soliti scherzi. Troppo buffo, gli ho promesso che la prossima volta che scendo a Chimal usciamo. A malincuore ho lasciato Aj Quen e siamo partiti in macchina alla volta di Nebaj. Siamo passati in una colonia di ex guerriglieri (un piccolo quartiere a pochi minuti da Chimaltenango, tenuto benissimo, con delle casette semplici ma elegantissime con fiori all'esterno. Ci vivono circa un centinaio di famiglie. Qui abbiamo recuperato il frigo di Miguel, uno che lavora per Fundamaya, che fino a poco tempo fa viveva qui. Con noi è partito un altro ragazzo di Nebaj che ha una casa qui. Il viaggio èdurato più del previsto perché ci siamo beccati un'ora e mezzo di coda nei pressi dei lavoroni sulla carretera. Ad un certo puto mi sono addromentata che c'era il cielo stellato...arrivati a Nebaj verso le 8 indovinate un pò.......piove............che tristezza. Una volta a casa ho mangiucchiato e preparato un pò di cose per domani (probabile partenza per Todos Santos per il 1 di novembre e rientro a Nebaj camminando da venerdi a domenica....tempo permettendo.........). Poi mi sono mesa a scrivere... ora comincio a sentire la stanchezza, mi sa che mi faccio una tisana e vado a nanna..
Ragazzi, tra pochi giorni ci sono le elezioni qui in Guate, incrociate le dita.... speriamo non vinca il militare assassino..
Un abbraccio a tutti
Su.
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Suna
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mercoledì, ottobre 31, 2007
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La distanza non mi impedisce di seguire le vicende di casa nostra... sempre più forti sono la delusione e la rabbia per quello che i nostri "dipendenti" come li chiama Beppe Grillo, stanno facendo... avevamo sperato in un cambio di rotta rispetto al governo dello "Psycho-nano" e colleghi ma i nostri "prodi" stanno dimostrando di non essere poi così diversi dai loro avversari.. in particolare c'è una mina vagante che si aggira nel centro-(sinistra) e purtroppo anche nel Palazzo del Ministero della Giustizia....più il tempo passa passa più c'è da chiedersi perché esistano elementi simili..
A riguardo pubblico il testo dell'intervento che Marco Travaglio ha fatto nel corso della puntata di Annozero del 25 ottobre. Ringrazio la mia amica Cinzia che con diligente pazienza e precisa minuziosità ha trascritto l'intero pezzo (anzi ha trascritto e inviato alla sottoscritta tutti i pezzi delle puntate finora trasmesse!)per rendermi partecipe visto che qui Annozero non lo posso vedere... E così posso pubblicare il testo! Grazie Cinzia!!
Marco Travaglio in Arrivano i mostri - AnnoZero, puntata del 25 ottobre 2007
Dopo il festival del cinema di Venezia e di Roma è in
arrivo il festival del cinema di Catanzaro. Genere
horror. Molto attesa "La quarta madre" di Dario
Argento. La trama è ancora top secret ma trapelano
indiscrezioni agghiaccianti, a cominciare dai nomi
delle quattro streghe protagoniste del nuovo film di
Argento. Mater Licio Gellarum, mater Berluscarum,
mater Mastellarum e mater Prodiarum, quattro divinità
infernali che aspirano a dominare l'Italia e ci
riescono.
Nel 2001 mater Berluscarum ispirandosi ad un antico
incunabolo scritto dalla sua antenata Mater Licio
Gellarum, dal titolo Piano di rinascita democratica,
si impossessa del paese grazie ai suoi sterminati
mezzi finanziari e televisivi. Poi nel 2006 Mater
Prodiarum riesce a scalzarla dal potere, accusandola
di devastare la costituzione e la giustizia. Ma per
rendere un po' meno traumatico il passaggio, si mette
in casa Mater Mastellarum, mostruosa creatura di
Ceppaloni immersa da una piscina a forma di cozza.
Mater Mastellarum dovrebbe occuparsi di giustizia, in
realtà è piuttosto la giustizia che si occupa di lei.
Sulla sua scrivania la strega ceppalonica trova un
libretto misterioso dal titolo "Costituzione della
Repubblica italiana". Legge e rilegge ma è scritto in
una lingua incomprensibile. Chiama gli interpreti ma
sembra proprio ostrogoto. Scorre gli articoli. Art. 3
"tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge" e
pensa che sia una battuta umoristica. Legge l'art. 101
"la giustizia è amministrata in nome del popolo" e
pensa al popolo di Ceppaloni. Legge la riga sotto "i
giudici sono soggetti soltanto alla legge" allora lui
cambia la legge per consentire al ministro della
giustizia, cioè a sé stesso, di chiedere il
trasferimento dei giudici. Legge l'art. 25 "nessuno
può essere distolto dal suo giudice naturale" e lì si
fa proprio quattro risate. Legge l'art. 107 "i
magistrati sono inamovibili" e allora mentre sta
ancora ridendo chiede al Csm di trasferire il
magistrato che sta indagando su di lui e su Mater
Prodiarum. Legge l'art. 104 "la magistratura è un
organo autonomo e indipendente da ogni altro potere" e
subito incontra un procuratore generale che toglie
l'inchiesta al magistrato che indaga su di lei e Mater
Prodiarum.
Mentre Mater Licio Gellarum e Berluscarum si
complimentano con lui incontra la figura più patetica
di tutto il film. L'elettore del centro-sinistra, che
è un poveraccio che piange sempre da un anno e mezzo a
questa parte, e che gli ricorda il programma
dell'Unione che porta scritto "in Italia nell'ultimo
quinquennio c'è stato un intenso, spregiudicato e
arrogante attacco alla libertà e all'autonomia della
giurisdizione attraverso numerose leggi finalizzate
alla tutela di interessi personali, che hanno
stravolto e lacerato il concetto stesso di legalità".
Il programma promette bene, pensa il povero elettore.
"Promettiamo una magistratura indipendente a garanzia
di tutti i cittadini", a queste parole Mater
Mastellarum è colta un'irrefrenabile attacco di
ilarità e sghignazza in faccia all'elettore 'ma lei
crede ancora alle fiabe? Ma davvero lei pensa che io
faccia il ministro della giustizia per lasciare liberi
i magistrati di indagare su di me, su Prodi e sui miei
amici, che siamo innocenti per definizione?'. A questo
punto l'elettore continua a piangere e dice 'ma scusi
se lei è innocente perché non lo lascia stabilire da
un giudice? Se non ha fiducia lei nella giustizia che
è il ministro della giustizia perché dovrei averne
io?'. Mastellarum azzarda un ragionamento procurandosi
un'ernia al cervello 'e come faccio a fidarmi? Se uno
indaga su di me e su Prodi è evidente che ce l'ha con
noi, per questo volevo trasferirlo, purtroppo il Csm
non me l'ha mandato via. E il pm cos'ha fatto? Non
contento, ha continuato ad indagare su di me e su
Prodi. E' la prova che ce l'ha con noi, altrimenti si
occupava d'altri'. L'elettore, in preda ormai alla
labirintite, non capisce e balbetta 'ma è lei che c'è
l'ha con De Magistris perché indaga su di lei, non
viceversa'. E Mastellarum 'no, è lui che ce l'ha con
me. Infatti rilascia interviste'. L'elettore è sempre
più confuso 'ma allora che differenza c'è tra lei e
mater Berluscarum?'. Mater Mastellarum sorride 'c'è
una bella differenza, Berluscarum ci ha aveva provato
a far togliere le indagini ai magistrati che
indagavano su di lui, ma non c'era riuscito. Io,
invece, ci ho provato e ci sono riuscito in pieno'.
L'ultima scena, la più raccapricciante, mostra Mater
Mastellarum che scolpisce nella pietra la nuova
costituzione della repubblica ceppalonica. Sono cinque
articoli.
Articolo 1 'se un magistrato indaga su qualcuno è
liberissimo di farlo, ma per precauzione è meglio che
prima chieda a me se quel qualcuno è mio amico';
Articolo 2 'se per disgrazia l'indagato è mio amico,
il magistrato deve astenersi dall'intercettarlo se no
c'è il rischio che quello parli di me o addirittura
con me';
Articolo 3 'se per sventura l'indagato non è mio
amico, ma parla lo stesso di me o con me, il
magistrato ha due strade. Inghiottire la bobina delle
intercettazioni diluita con acqua, oppure inserire
nella registrazione dei rumori di fondo perché non si
capisca bene la parola. Anziché Mastella magari uno
capisce Castella, Martella, Pastella. Da evitare
Mortadella perché qualcuno potrebbe equivocare';
Articolo 4 'se nella telefonata si sente chiaramente
Mastella, senza possibilità di equivoco, il pm si
auto-trasferisca da solo ad altra sede, onde evitare
che lo faccia io destando inutili sospetti';
Articolo 5 'se una volta auto-trasferitosi nella nuova
sede il magistrato si imbatte di nuovo nel mio nome,
allora mi tocca fare un altro indulto. Lui, intanto,
si faccia però l'esame di coscienza, perché vuol dire
che proprio non è portato per la magistratura. Anzi, è
strano proprio, anzi un po' malato.è possibile che uno
passi tutta la vita a farsi i cazzi miei? E pensasse
alle ragazze!'.
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Suna
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sabato, ottobre 27, 2007
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Non ho avuto tempo per scrivere un resoconto della settimana e difficilmente ci riuscirò domani, ho molte cose da fare per il lavoro e poi devo preparare tutto per il viaggio a Chimal da sabato a martedì. Per il momento pubblico le foto della gita di domenica, assieme ad Otto sono andata a visitare la cascata di Santa Avelina, niente male! Da Nebaj a Cotzal 45 minuti in microbus (stra-pieno), da Cotzal ci siamo incamminati in direzione dell'aldea (ossia comunità) Santa Avelina...non passavano nè microbus nè macchine..quindi abbiamo continuato a camminare per circa un'ora e mezza (pensate a quelli che vivono in posto così..non avendo molti mezzi di trasporto l'unica è andare a piedi..), poi è passato un bus e siamo saliti. A Santa Avelina abbiamo imboccato una specie di sentiero, piuttosto fangoso (per la pioggia caduta) e in mezz'ora abbiamo raggiunto la cascata...Qui il tempo di ammirare la cascata e mangiare un pò di pane con formaggio, bananne e mele e ha iniziato a piovere forte...il rientro sul sentiero fangoso è stato da ridere.. ma ce l'abbiamo fatta..una volta a Santa Avelina la pioggia continuava a scendere e abbiamo aspettato quasi due ore prima che arrivasse un microbus per tornare a Cotzal..dalle 14 a quasi le 16..arrivati a Cotzal abbiamo preso al volo l'ultimo microbus per Nebaj....Arrivati a Nebaj piuttosto stanchi e umidicci per la pioggia, meritata cena (zuppa calda...)al Descanso (detto affettuosamente dal gruppo El Espanto-ossia spavento, paura, orrore-per i camerieri molto tontoloni, per il fatto che ha finanziamenti gringos-è un locale creato da una ONG yankee per dare lavoro ai giovani del posto- e per il fatto che alle 22 o anche prima chiude...).Bella giornata.
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| gita alla cascata |
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Suna
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venerdì, ottobre 26, 2007
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Due monologhi di Ascanio Celstini... un grande davvero.
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Suna
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giovedì, ottobre 25, 2007
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Nonostante la distanza non riesco a non interessarmi alle vicende di casa nostra e sfogliando il quotidiano l'Adige on line mi sono imbattuta in questa notizia.....Bè che dire, leggete l'articolo qui sotto...io sono rimasta sconvolta... chi ci crede che Mamma Provincia a Trento non abbia i soldi per sostenere gli studi di un ragazzo malato di leucemia.... e se proprio c'è carenza di fondi (.....mah...) basterebbe risparmiare su altre cose.... e poi diaciamocela tutta.... i soldi per le scuole private li trovano senza problemi....
Da www.ladige.it
Ha la leucemia, non può studiare
Incredibile: Luca ha 14 anni e sta combattendo la sua battaglia contro la leucemia. La Provincia ha detto ai suoi genitori che non ci sono soldi per attivare il progetto degli insegnanti a domicilio
21/10/2007 09:41
Luca ha 14 anni e sta combattendo la sua personale battaglia contro la leucemia. Nonostante la diagnosi e gli otto mesi di cura a Padova non si è affatto perso d'animo e ha mantenuta intatta anche la sua voglia di studiare. Dopo aver conseguito la licenza di terza media, si è iscritto alle scuole superiori. Si è scontrato però con la realtà della scuola trentina. «In ospedale a Padova ci hanno messo a disposizione insegnanti per seguire nostro figlio negli studi durante il suo ricovero. Anche la scuola media di Civezzano ha fatto lo stesso quando siamo tornati a casa e così Luca ha potuto completare la scuola dell'obbligo - spiega la madre - . Le cose sono cambiate con le superiori. Nonostante la disponibilità del preside delle Iti Buonarotti, scuola a cui nostro figlio si è iscritto quest'anno, dalla Provincia ci hanno risposto che non ci sono soldi per attivare il progetto degli insegnanti a domicilio». Questo nonostante la lettera che la clinica di Padova dove è in cura il ragazzo ha redatto per far presente il «grave stato di deficienza delle difese immunitarie» che impedisce a Luca di frequentare la comunità scolastica fino a dicembre 2007. Il certificato avrebbe dovuto servire proprio per attivare il servizio di insegnamento domiciliare previsto dalla legge. In realtà in Provincia di Trento sembra che questo possibilità non ci sia. «E' una cosa scandalosa - dice la madre - che in una Provincia ricca e proiettata a pensare ai bisogni di stranieri, carcerati e fasce deboli, non si tengano in considerazione i bisogni di ragazzi come Luca». Questa mamma coraggiosa non augura a nessuno quanto vissuto da lei e da suo figlio in quest'ultimo anno, dalla diagnosi di febbraio alle terapie ancora in corso, ma è purtroppo consapevole che nelle condizioni del suo ragazzo ci sono altri giovani. «Lui ha voglia di applicarsi, di studiare e questo gli serve, dal punto di vista psicologico, anche per distrarsi, per pensare ad altro che non sia la malattia. Fortunatamente grazie al preside Casna è intervenuto il Comune di Albiano che ha finanziato l'intervento di alcuni insegnanti che ora vengono per alcune ore a settimana». Tutto ovviamente compatibilmente con i viaggi settimanali che Luca ancora fa a Padova per terminare il suo ciclo di terapia. «Ancora 15 giorni - sospira la madre - e poi il più dovrebbe essere fatto. Rimangono le visite e i controlli ma alla metà di dicembre mio figlio potrebbe poter tornare a scuola. Per questo è un vero peccato che perda tutti questi mesi. Il rischio è che perda l'intero anno scolastico». Anche per il preside Mario Casna andrebbe fatto di più. «Bisogna istituire un gruppo di insegnanti che costituiscano una specie di sede distaccata delle scuole per i ragazzi che sono ricoverati in ospedale o quelli che debbono rimanere a casa per lunghi periodi. In questo modo gli studenti non perdono la possibilità di continuare negli studi». La scuola, al momento, ha attinto dal fondo qualità ma evidentemente non è sufficiente. «Bisogna assolutamente creare un'unita mobile - continua Casna, e io mi voglio proporre affinché venga creata nel mio istituto. Con del personale motivato e sensibile a trattare con questi ragazzi con problemi di salute sarebbe possibile raggiungere ottimi risultati, sia in termini di istruzione che di sostegno psicologico». Anche la mamma di Luca è dello stesso parere ed intendo portare avanti questa battaglia affinché questo diritto, garantito dalla legge, non venga negato né a suo figlio, né ad altri ragazzi nella stessa condizioni di Luca. «Padova è un esempio che anche Trento dovrebbe seguire. All'ospedale c'erano insegnanti che programmavano le lezioni in base alle terapie che mio figlio doveva fare. Non passava giorno che qualche insegnanti non gli facesse qualche ora di lezione». A Trento, nel reparto di pediatria, esiste un servizio simile ma rivolto ai bambini che frequentano le scuole dell'obbligo. «Per i più grandi - invece - non c'è nulla. Bisognerebbe fare come in carcere.
Patrizia Todesco
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martedì, ottobre 23, 2007
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Segnalo un'interessante iniziativa (tra l'altro sostenuta dal Comune di Riva del Garda, un pò di campanilismo per il Basso Sarca..). Si tratta di corsi di fotografia per giovani palestinesi nati in Libano nel campo profughi di Mar Elias a Beirut. Per una presentazione più dettagliata e per vedere le foto andate all'indirizzo http://www.ilmanifesto.it/pagine/fotografare-l-esilio/presentazione/
Fotografare l'esilio
20 giovani palestinesi guardano se stessi e il Libano
15 settembre 2007
Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)
Da oltre un anno un gruppo di palestinesi nati in Libano frequenta corsi di fotografia e video nel campo profughi di Mar Elias, a Beirut. Non avevano alcuna esperienza precedente. La drammaticità dell'esilio non lo permetteva: ogni soldo giunto nei campi era infatti destinato alle emergenze quotidiane e a garantire la loro sopravvivenza. Ma l'intelligenza politica di Stefano Chiarini, e la tenacia di militanti palestinesi e italiani - di Beit Atfal Assomoud e del Comitato per non dimenticare Sabra e Shatila - hanno reso possibile, a partire dall'aprile 2006, gli «Annual courses of Video and Digital Photography». Un tentativo di sostenere uno sguardo critico all'interno della comunità palestinese (nel Paese di cedri oltre 400mila persone) e verso l'esterno, per interpretare il paesaggio dell'esilio in un Libano minacciato dalle ingerenze occidentali. E oggi hanno bisogno di uno sviluppo ulteriore per diventare permanenti. Per questo abbiamo deciso di raccogliere fondi attraverso la vendita delle fotografie dei corsisti. Serviranno ad assicurare energia elettrica durante i blackout ricorrenti, a comprare altre macchine fotografiche e videocamere, a far accedere alla scuola altri giovani. Soprattutto serviranno a mantenere vivo il diritto al ritorno in Palestina.
Sul «manifesto» compariranno, nello spazio della FotoNotizia, per otto sabato consecutivi, immagini scattate dai corsisti. Vi invitiamo a sceglierne una ed acquistarla, al costo di 120 euro (comprensivo delle spese di spedizione) per contribuire a rendere stabile la struttura di Mar Elias. Le fotografie originali, a colori, sono stampate da un laboratorio professionale su carta fotografica (formato 50x70 cm) e saranno spedite in una confezione protetta.
Gli originali sono visibili sul sito www.ilmanifesto.it.
Altre fotografie, e parte dei video realizzati, sono visibili sul sito web della Bir-Zeit University di Ramallah: virtualgallery.birzeit.edu/community_community_project, a cura di Vera Tamari.
Per acquistare le fotografie e informazioni sul progetto: salirepetraio@tiscali.it
Mario e Stefano Martone, Mario Boccia, Patrizio Esposito.
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lunedì, ottobre 22, 2007
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Oggi è sabato- il sabato anniversario della rivoluzione guatemalteca del 1944 (vedere post della parentesi storica un pò più in basso)- sono a casa... cosa rara dato che finora ho mquasi sempre viaggiato nella fine settimana.. stamattina mi sono svegliata e c'era il sole...piccolo abbaglio di speranza... nel giro di poco il cielo s'è coperto di nubi e Nebaj ha riacquistato il volto di sempre..poco fa ha iniziato a piovere e fa feddo..anzi prima che si bagnino del tutto vado a togliere i panni..rieccomi.. che dire, è proprio una giornata per restare a casa a bighellonare.. tra l'altro il gruppo Europa s'è disgregato, alcuni sono a Xela, altri al lago.. avrei potuto andare pure io ma ho preferito restare qui per riposare un pò, allontanarsi da Nebaj significa fare almeno 4-5 ore di bus e ripeterlo ogni settimana pesa un pò. Il prossimo sabato scenderò a Chimal per stare un pò coi miei amici, Leonel e Kenia mi aspettano. E poi sabato è pure il compleanno di Carlos, con Leo stiamo pensado di organizzare, un pò a sorpresa, qualcosa per lunedi dato che il sabato il festeggiato sarà a casa. Vedremo che riusciamo a combinare. Oggi avrebbe dovuto arrivare a Nebaj una ragazza nicaraguense che lavora per il MLAL sulla parte amministrativa del progetto in Guate. Giovedi è arrivata nella capitale e assieme a Chiara, Pablo Ceto e Diego, hanno lavorato sulle questioni amministrative. Doveva arrivare a Nebaj per continuare il lavoro in sede ma s'è ammalata e quindi scenderanno domani Pablo e Diego per proseguire. Mi avrebbe fatto piacere conoscerla e poi ha in mano un piccolo resoconto che ho spedito l'altro giorno al MLAL relativamente alle attività realizzate assieme alle due ragazze dell'artigianato (e alle-tante-perplessità rilevate). Mi chiamerà nel pomeriggio e ne parleremo..intanto continuo ad aspettare con impazienza il nuovo cooperante.
Questa settimana è stata un pò fiacca, rientrata dal centro orfani, ho lavorato martedi e mercoledi con Elena e Catarina. Abbiamo avuto la riunione con il sarto-guerrigliero per stabilire un programma per i corsi di cucito e poi abbiamo pianificato le visite nelle comunità per selezionare le donne. I tempi maya rallentano tutto ma dovremmo terminare questa fase d selezione entro la fine di ovembre..ci sono 30 comunità da visitare e almeno 500 donne con le quali trovarsi...dovendo sceglierne una cinquantina..... evito di commentare il numero elevato (troppo) di donne alle quali è stato praticamente promesso lavoro da parte di Elena e Catarina.. bè... ora in qualche modo bisogna scendere a 50-60. Non voglio annoiarvi con i problemi del lavoro, mi sono solo sfogata un pò. Martedi sera rientrando dal lavoro ho incontrato Otto l'ixil e siamo andati a bere qualcosa al Descanso, data la pioggia niente di meglio di un caffè caldo (sarebbe stata meglio una cioccolata calda ma qui non è buona come da noi...) e un dolce di banano. Abbiamo chiacchierato un pò, poi mentre uscivamo è arrivato Kosme il basco, io ero un pò stanca e ho preferito tornare a casa. Alla fine ho fatto le ore piccole al telefono con Carlos che non stava molto bene e aveva bisogno di parlare. Il mercoledi sera ennesimo ritrovo con i gruppo ma verso le 7 ha iniziato a diluviare, mi sono sdraiata un attimo sul letto e nel giro di poco mi sono addormentata...non so perchè ma Nebaj da proprio sonnolenza..mi sono risvegliata verso le 9, poca voglia di uscire..ho chiamato Carlos che la sera prima era piuttosto giù di morale, stava molto meglio per fortuna. Il giorno seguente sono non ho lavorato, le due ragazze avevano una riunione a Chichicastenango. Ho approfittato per fare un pò di faccende domestiche e per iniziare la relazione di stage per il master.. La sera ci siamo trovati al Palmarcito per cena e lezioni di salsa e merengue..i cubani erano di guardia all'ospedale quindi non era possibile farlo con loro. Zaida è stata l'unica maestra, non abbiamo ballato tanto anche perché ad un certo punto dovevamo lasciare il locale..pare che martedi ci ritroveremo a casa dei cubani qui è tutta un'altra musica! Venerdi è stato un altro giorno casalingo dato che le due ragazze avevano altri impegni. Ho aggiornato un pò il blog, fatto alcune telefonate oltre-oceano, pranzato alle 4 e poi nel tardo pomeriggio è arrivato Otto per la nostra prima lezione di italiano-ixil. In realtà non abbiamo studiato tanto, più che altro abbiamo chiacchierato. Ma qualcosa ho imparato, qualche espressione, qualche parola..sinceramente mi piace di più il kaqchiquel.. Domenica, tempo permettendo, pensiamo di fare un giro nei dintorni, Otto è guida di montagna e conosce bene questi posti, forse mi porta a vedere una cascata. Poi è un modo di fare allenamento in vista dell'uscita di gruppo prevista per il 1 di novembre. C'è l'idea di andare in un pueblo che si chiama Todos Santos dove la celebrazione è speciale (..non a caso si chiama Todos Santos..), all'andata andremo in bus..il ritorno lo faremo a piedi, circa un giorno e mezzo di cammino... Bello, no? Poi prima o poi mi farò portare su un vulcano, qui c'è l'imbarazzo della scelta, in Guate ci sono oltre 20 vulcani.
Ecco il resoconto, più breve di altre volte, s'è concluso. Ma dato che ero a casa ho preferito approfittare e scrivere queste righe. Dalla prossima settimana visita alle comunità, sarà piuttosto pesante... Intanto godiamoci questo week-end all'insegna del riposo..quasi quasi mi guardo un film al computer..
Un abbraccio e buon tutto a tutti
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sabato, ottobre 20, 2007
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Per chi vuole vedere una mappa satellitare del Guatemala dove è indicato Nebaj (si può regolare lo zoom), basta cliccare sul link qui sotto:
Nebaj google satellite maps
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sabato, ottobre 20, 2007
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Sabato 20 ottobre è un giorno importante per Guatemala. Cade il 63esimo anniversario della cosiddetta "Rivoluzione d'ottobre". Nel corso del 1944 una serie di mobilitazioni popolari, guidati da insegnanti e universari e sostenuti da operai e altri settori del lavoro, portarono alla caduta del regime dittatoriale di Jorge Ubico. Nel mese di ottobre, in seguito a forti scontri nella capitale, iniziò una parentesi democratica che durò 10 anni. Le elezioni generali portarono al governo Juan José Arevalo Bermejo (1945-1951) il quale avviò una politica riformatrice caratterizzata da una maggiore giustizia sociale: istituì, ad esempio, una struttura di previdenza sociale nazionale, un sistema sanitario pubblico, un Codice del Lavoro, furono riconosciuti i diritti civili dei cittadini permettendo la formazione di movimenti sociali ed associazioni (comitati, sindacati, movimenti studenteschi, ecc..) e fu avviato un processo di integrazione equilibrato e rispettoso delle diversità iniziando dal riconoscimento dei diritti delle popolazioni Maya e della salvaguardia della loro identità. Il regime liberale di Arévalo conobbe 32 tentativi di colpo di stato perpetrati dalle forze conservatrici dei militari e dagli
interessi stranieri. Il suo successore, il colonnello Jacobo Arbenz Guzmán (1951-1954), proseguì con una politica liberale e istituì una legge di riforma agraria volta a scardinare il sistema del latifondo e promuovere la nascita di piccole ma produttive aziende agricole a gestione individuale. Avviò l’espropriazione di vaste terre concesse alle società straniere, in molti casi incolte, che vennero distribuite ai campesinos e convertite per la coltivazione di prodotti alimentari. Si trattava di una riforma agraria parziale che toccava solo il 16% della proprietà privata e specialmente quella lasciata improduttiva, ma colpiva duramente
gli interessi della United Fruit Company che trovò l’appoggio del Governo statunitense il quale, con una prospettiva oramai inserita nel contesto di Guerra Fredda, vedeva nella politica riformatrice guatemalteca l’anticamera di una Rivoluzione comunista. Nel 1954 un esercito di mercenari portò a termine un colpo di stato appoggiato dalla CIA, dall’oligarchia locale e dall’esercito, che portò alla fuga di Arbenz Guzmán a Cuba.ebbe inizio un susseguirsi di dittature per lo più militari che decretarono una muova ondata di violazione dei diritti umani in maniera sistematica ed arbitraria, la restituzione delle terre espropriate dalla riforma ai latifondisti e alle società straniere e l’eliminazione delle riforme sociali che avevano minato le basi materiali ed ideologiche dell’esclusione e avevano aperto spazi di partecipazione sociale per gli indigeni e i ladinos poveri. Il modello escludente e razzista si rafforzò; il peso dell’eredità storica della subordinazione e dell’autoritarismo, la debolezza di una cultura democratica che aveva appena iniziato a sorgere e la chiusura dei canali democratici per la partecipazione
favorirono la frustrazione che affogò le aspettative e la speranza suscitate dal decennio riformista. Le forme di protesta e di mobilitazione messe in atto da studenti, intellettuali,movimenti sindacali e campesinos vennero immediatamente represse con la violenza. Gli indigeni avevano ormai preso coscienza delle loro condizioni e cominciarono progressivamente ad organizzarsi e ad intraprendere iniziative di rivendicazioni sociali, politiche ed economiche e di autosviluppo locale nelle varie comunità.
Contemporaneamente, a partire dal 1960, cominciò a prendere forma la guerriglia
organizzata in diversi movimenti armati ed ebbe così inizio il lungo conflitto civile che sarebbe durato 36 anni e che avrebbe causato oltre 200000 morti (per lo più indigeni maya uccisi dalle forze dell'esercito e le truppe di mercenari), la disgregazione del tessuto sociale, la distruzione di intere comunità la cui popolazione è stata costretta a fuggire sulle montagne per evitare la morte o la costrizione di vivere in "comunità modello" che alla fine altro non erano che simil-lager. La politica di "tierra arrasada" ha visto il suo apice all'inizio degli anni '80 sotto il regime del Generale Rioss Montt, il quale attualmente continua a sedere indisturbato in Parlamento... E il probabile futuro Presidente (il 4 novembre ci sarà il ballottaggio...), il Generale Otto Perez Molina, è stato esecutore e mandatario di assassini, violenze, torture, sparizioni forzate...specialmente nell'area Ixil dove mi trovo.... e hanno avuto il coraggio di nominarlo Ambasciatore di Pace a Nebaj....
Bene termino questa parentesi storica con..... Viva la Revolucion!! Hasta siempre
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sabato, ottobre 20, 2007
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Un'interessante intervista di Noam Chomsky rilasciata al blog di Beppe Grillo.. Argomento il V day con le reazioni dei partiti e dei media...
Per chi avesse difficoltà a vedere il video riporto discorso dell'esperto di comunicazione statunitense.
Riprendiamoci la politica, la res publica. RESET.
"V-Day. Parlamento Pulito. Nulla è stato detto [prima] dalla stampa. E' davvero incredibile che sia stato possibile e ciò riflette la chiara, se non travolgente, necessità della popolazione che chiede sia fatto qualcosa di concreto per risolvere il persistente problema della politica italiana.
Dimostra che [Grillo] ha toccato un nervo scoperto; la reazione riflette, io penso, un senso di colpevolezza e paura. Quello che stanno facendo è molto importante e, per il potere, preoccupante. Tralasciamo l'accusa di terrorismo, che non ha senso. Ma l'accusa di populismo è interessante.
Cos'è il populismo? Populismo significa appellarsi alla popolazione; è un'accusa grave se viene da chi guida l'opinione pubblica. Pensano che la popolazione debba essere tenuta lontana dalla gestione degli affari pubblici. Pensano che la popolazione dovrebbe essere spettatrice e non partecipe.
Secondo questo punto di vista è sbagliato provare a coinvolgere la gente nella gestione della cosa pubblica. Forse il più grande intellettuale USA del XX secolo, Walter Lippman, pensava che la maggioranza della popolazione fosse ignorante e inaffidabile; le persone responsabili che dovrebbero guidare il Paese devono essere tenute al riparo dalle sue iniziative, dalla sua rabbia. Non è una posizione inusuale; è comune tra i liberal, gli intellettuali democratici e, da loro, si trasferisce alle classi dirigenti. E' chiaro, quindi, perché le persone al potere non agiscono secondo i desideri della popolazione; questo è l'opposto di una democrazia funzionante. Penso che la vera democrazia sarebbe molto più efficace senza quelli che chiamiamo partiti politici, che funzionano solo come macchine per la produzione di candidati. L'unica forma di partecipazione è radunarsi ogni tanto e scegliere tra candidati e programmi che vengono presentati loro. Le persone sono escluse dalla formazione delle posizioni politiche dei candidati.
Alcune figure che sono in grado di raccogliere finanziamenti, il che vuol dire che sono "create" dal mondo economico, arrivano nelle città e dicono " Vota per me perché so io cosa fare" e la gente decide se votarli o meno. Una società democratica dovrebbe funzionare un po' diversamente. Cosa dovrebbe accadere in una democrazia vera? La gente si radunerebbe pubblicamente e deciderebbe quale politica preferisce e direbbe ai candidati: "Questa è la politica che desideriamo; se sei in grado di portarla avanti bene, altrimenti vai a casa" Questa sarebbe una democrazia effettiva, il che è molto lontano dalla situazione attuale. L'attività politica dei partiti ora consiste nel produrre candidati attraverso meccanismi che sono controllati da concentrazioni di potere economico che emarginano la popolazione.
Un grande commentatore americano del XX secolo, John Dewey, evidenziò correttamente come "la politica è l'ombra che il potere economico ha posto sulla società". Sembra proprio così, e non è democrazia.
C'è una nuova battaglia da combattere: se Internet debba rimanere libera e gratuita, come lo è se rimane in mani pubbliche, o se debba essere controllata. Controllare Internet non è facile ma ci sono i modi per farlo. Ci sono pochi sistemi per accedere alla Rete: se venissero privatizzati li vorrebbero controllare. Questa è una delle più grandi battaglie negli Stati Uniti, ora."
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sabato, ottobre 20, 2007
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Solo due righe per informarvi che l'operazione "pulcino" è andata a buon fine.... il piccolo pollito sperduto e impaurito è riuscito a ritrovare la sua mamma e i suoi fratellini, il salvataggio è riuscito! Stamattina la chioccia era di nuovo nel mio giardino, c'erano i pulcini neri e anche quello bianco..dato che era l'unico canche (ossia chiaro) ho la certezza che è quello che eroicamente ho strappato alla solitudine :-)
Stasera lezioni di salsa...evvai col ritmo!
Un abbrccio a tutti da Nebaj (oggi miracolosamente non ha piovuto... ma non c'era nemmeno il sole...e siamo ancora in tempo per la pioggia prima che finisca questo 18 ottobre 2007...)
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venerdì, ottobre 19, 2007
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Alcune foto della casa con la mia nuova stanza..
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| 26 casa |
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mercoledì, ottobre 17, 2007
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Nella rurale Nebaj ecco alcune scene di vita quotidiana...
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| scene di vita quotidiana |
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mercoledì, ottobre 17, 2007
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La domenica pomeriggio alla Casa Hogar Feliz...
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| 34 la domenica pomeriggio con i bambini |
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mercoledì, ottobre 17, 2007
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Le foto della passeggiata di domenica mattina verso il mirador dal quale si ha una bella vosta del lago Atitlan..
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| 33 la passeggiat |
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mercoledì, ottobre 17, 2007
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Le foto scattate domenica mattina prima della passeggiata... alcune foto sono sfuocate e con l'inquadratura imperfetta..sono quelle fatte dai bambini più piccoli :-)
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| 32 la domenica mattina con i bambini |
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martedì, ottobre 16, 2007
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Domenica mattina..prima di andare al centro alcune foto all'ostello dove ho dormito, di proprietà della signora norvegese che ha fondato la Casa Hogar Feliz. Ci sono anche degli scorci di San Andres Semetabaj
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| 32 l'ostello e scorci di San Andres |
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martedì, ottobre 16, 2007
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Ed ora le foto del sabato pomeriggio con i bambini del centro..
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| 31 il sabato con i bambini |
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martedì, ottobre 16, 2007
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In viaggio verso San Andres..alcune foto di Solola e il ritrovo con Carlos e alcuni dei ragazzi a Panajachel..
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| 30 in viaggio verso San Andres |
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martedì, ottobre 16, 2007
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Le foto della prima lezione di salsa a casa dei cubani...
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| 29 lezioni di salsa |
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martedì, ottobre 16, 2007
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Le foto della fine settimana tra il 6 e il 7 ottobre a Compalapa e il lunedi a Chimal e Patzicia...
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| 28 fine settimana a Comalapa-C |
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martedì, ottobre 16, 2007
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La cena di "despedida" di Chiara... sempre a ritmo di salsa!
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| 27 despedida chiara |
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martedì, ottobre 16, 2007
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ecco alcune immagini del magazzino-futuro negozio di Fundamaya....
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| 25 bodega-tie |
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martedì, ottobre 16, 2007
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Dal sacro al profano...dalla cerimonia maya alla cena a ritmo di salsa con i cubani...
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| 24 cene con i cubani |
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Ed ecco il momento del battesimo dei vari bambini presenti..
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| 23 battesimo |
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Ecco che inizia la cerimonia...
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| 22 inizio cerimonia |
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martedì, ottobre 16, 2007
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alcune foto delle persone presenti e le fasi della preparazione della cerimonia..
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| cerimonia in preparazio |
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martedì, ottobre 16, 2007
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Ecco le prime foto del battesimo Maya, questi sono i momenti precedenti alla cerimonia e la camminata verso il luogo sacro..
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| 20 Verso la cerimonia maya |
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martedì, ottobre 16, 2007
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Rieccomi!!!!!!
dopo due settimane di assenza il nuovo episodio della saga "una canchita a Nebaj" (canche viene utilizzato per indicare le persone con pelle, capelli e occhi chiari...)..sono state giornate ricche di eventi.. soprtattutto questa ultima fine settimana trascorsa nel centro di orfani nel villaggio di Carlos... è stata un'esperienza toccante. In seguito pubblicherò le tante foto scattate. Ciao a tutti
Hola a todos!
Dopo alcuni giorni di silenzio rieccomi pronta per un nuovo resoconto degli ultimi avenimenti, questi giorni sono stati ricchi di eventi. La scorsa settimana è stata piuttosto intensa. E' iniziata, assieme a Chiara, Elena e Cata con l'organizzazione per la nuova bottega-magazzino che fundamaya ha affittato qui in Nebaj: per il momento sarà più magazzino che altro.. un posto dove mettere materia prima (filo), macchine da cucire in attesa dell'inizio dei corsi di formazione, strumenti vari. I telai a pedale non ci stanno ma troveremo una soluzione... la bottega-magazzino è praticamente una casa, bella tra l'altro: 4 stanze più cucina e bagno, tutte affacciate su un patio interno. Dato che c'era bisogno di una pitturata abbiamo chiamato Otto il nostro amico ixil che fa l'imbianchino, lo abbiamo accompagnato a comprare il colore per la pittura, un giallo crema, non male. Finiti questi aspetti organizzativi, abbiamo pranzato con Eric il belga e poi lo abbiamo aiutato a portare uno dei letti dalla casa di chiara alla sua, arrivano i suoi genitori a trovarlo e aveva bisogno di un letto in più perchè suo papà è piuttosto grassottello. Tornate a casa ho dato un mano a Chiara con le cartacce dell'amministrazione e rendicontazione del progetto,mancano pochi giorni alla partenza e deve sistemare molte cose. Lei doveva andare a Chajul con Diego l'amministratore e mi ha lasciato dei piccoli compiti da fare. Tra una cosa e l'altra la giornata se n'è andata rapidamente. La sera, come sempre, il sonno è arrivato presto. Un paio di messaggi agli amici di Aj Quen e poi a nanna. Martedi mattina è stata una giornata particolare, sono andata ad assistere ad una cerimonia maya tenuta da Pap Mec (detto anche Moto-Mec dato che gira in moto), la guida spirituale maya di fundamaya e altre guide spirituali della zona. Descriverla non rende lontanamente l'idea di quello che è stato, forse le foto pubblicate sul blog riescono a mostrare almeno in parte l'atmosfera di questo evento. Ci siamo ritrovati alle 8 in una chiesa sconsacrata a Nebaj che attualmente viene utilizzata come centro per cerimonie maya:un miscuglio di elementi cristiani e di elementi della cosmovisione maya. Aspettando l'arrivo di tutti ho scattato qualche foto, chiedendo permesso a Pap Mec il quale era entusiasta (io ero rimasta al sacerdote maya che due anni fa aveva minacciato di toglier il rullino dalla mia macchina fotografica perchè mi ero azzardata-vedendo altre persone farlo- di scattare qualche foto). Quando sono arrivati tutti siamo partiti alla volta di un luogo sacro in collina sopra Nebaj. Qui è iniziata la cerimonia che era un "battesimo" per alcuni bambini, tra i quali le figlie di Elena e Pablo e due dei cinque figli di Maximiliano detto Zima, uno dei maestri bilingui di fundamaya. La cerimonia è durata circa due ore, preceduta dalla preparazione del falò di candele colorate che rappresentano gli elementi della terra e punti cardinali se ho ben capito..questa preparazione ha occupato un buon lasso di tempo,perché ci sono vari passaggi da fare, c'è una sequenza ben precisa. Poi è iniziata la cerimonia con una specie di orazione ripetuta 4 volte, voltando lo sguardo ogni volta a un punto cardinale (iniziando da est). In seguito una lunga orazione ripetuta non so quante volte (o almeno mi sembrava sempre uguale...ma forse cambiava...boh...) mentre il falò è stato accesso piano piano con diverse candele e incenso (pom) gettati nel mezzo dai vari sacerdoti e comadronas sempre seguendo un ordine preciso. Ad un certo punto del falò sono state posizionate in circolo delle banane. Nelle foto si vedono tutte queste fasi. Alla fine è iniziato il battesimo. Un sacerdote prendeva in braccio un bambino e procedendo in circolo si avvicinava agli altri sacerdoti i quali recitavano delle formule appoggiando una candela al viso del pargolo. Questo processo terminava con il sacerdote che tenendolo sempre in braccio faceva ruotare il bambino al di sopra del falò ormai quasi spento. Questo è avvenuto per una decina di bambini..le bambine tranquille, i maschietti disperati piangevano.... e poi parlano degli uomini come il sesso forte :-) !! Io ovviamente di tutta la cerimonia non ho capito niente..era tutto in ixil. Ma ho captato qualcosa. Ho fatto una serie di foto uscite piuttosto bene. Alla fine ho dovuto anche fare la fotografa ufficiale delle foto in posa di bambini e parenti (specialmente per le famiglie di Pablo e Zima). Verso mezzogiorno siamo tornati in centro di Nebaj, ho approfittato per andare al mercato a fare qualche acquisto di frutta e verdura. Mi hanno telefonato in serie Carlos, Kenia e Leonel, ognuno per sfogarsi un pò.Rientrata a casa ho continuato un pò con le cartacce della rendicontazione. La sera Chiara è tornata cotta da un intero giorno trascorso a Chajul a sistemare questioni amministrative. Ma avevamo l'appuntamento a cena con i cubani che aspettavano impazienti il nostro arrivo. Siamo arrivate a casa di Osnedy, medico generico, ed Elio, ginecologo, verso le sette e mezza...abbiamo iniziato a mangiare alle nove e mezza... nel frattempo abbiamo ballato salsa e merengue che non manca mai con i cubani!! Con noi c'era anche un ixil di Nebaj di cui ora mi sfugge il nome, forse Miguel.... Mancavano gli altri due medici cubani della casa che erano in servizio nelle comunità. Troppo buffi i cubani, ci hanno fatto morire dal ridere... E Osnedy soprattutto è proprio un ottimo ballerino. Tra una salsa, un sorso di birra e un discorso sul Che e su Cuba sono arrivate le 9, io avevo un appuntamento telefonico con Carlos che aveva bisogno di sfogarsi su alcuni problemi suoi, mi sono chiusa in camera dei cubani con Elio che ogni tanto si affacciava per dirmi di tagliare e di andare di là con loro..lo so che non è bello stare al telefono durnte una cena ma non potevo piantare in asso Carlos! Dopo mezz'ora sono uscita nuovamente e abbiamo iniziato a mangiare congris (riso con frijol), pomodori e banana. Non male. Dopo cena abbiamo chiacchierato un pò e poi siamo tornate a casa perché l'indomani sarebbe stata un'altra faticosa giornata di cartacce. Il martedi è stato anche il giorno dell'operazione della ex moglie di Leonel (ennesima disgrazia oltre alla morte della nipote, alla casa di suo fratello spazzata via dal fango e sua mamma che sta poco bene)...nonostante non siano in buoni rapporti tra lui e la ex moglie (che si è risposata e ha una bambina) è stato vicino a Michel davvero preoccupato per le condizioni di sua madre.Inoltre con Kenia pare che le cose non siano delle più facili e un pò per tutte queste cose Leonel ha avuto in questi giorni un forte bisogno di sfogarsi ed essere confortato.. per messaggio e per telefono ho cercato di stargli vicino e a quanto mi dice ha sentito molto la mia amicizia. Il mercoledi è stata una noiosa giornata di cartacce.Ho telefonato a Yanet per sentire come stava e per proporle una mia visita a Comalapa per la fine settimana, era entusiasta e mi ha passato al telefono i piccoli Josè e Diego i quali appena ho detto loro che sarei andata a trovarli mi hanno soverchiata di domande: ma quando vieni? manca tanto?che giorno è sabato? ecc.. Troppo belli. La sera Catarina ha telefonato a Chiara per chiederle se poteva andare a prendere Pap Mec che era rimasto appiedato in una comunità di Nebaj perché la macchina del figlio era rimasta senza freni mentre rientravano dal funerale di un fratello. Dato che ormai era notte Chiara mi ha chiesto di accompaganrla per essere almeno in due, la strada per arrivare a questa comunità è di terra battuta e completamente al buio. Dopo circa 45 minuti di strada abbaimo incrociato l'auto della famiglia di Pap Mec, suo figlio aveva deciso di proseguire senza freni...piano piano con il freno a mano... pazzi... abbiamo caricato pap Mec e uno dei figli e poi abbiamo scortato l'altro figlio che piano piano guidava in direzione di Nebaj con l'auto senza freni..per fortuna che il traffico era praticamente zero..ma immaginatevi noi su una strada di terra battuta in mezzo al bosco completamente avvolti dall'oscurità...con questo giovane che scendeva senza freni....è stata un'avventura.. Arrivati a Nebaj abbiamo lasciato la macchina a casa di Pablo e accompagnato i tre sfortunati (ma fortunati perché i freni si erano rotti mentre erano in movimento..scendendo da una strada di montagna..potevano fare un incidente grave..). ll giovane figlio di Pap Mec che evava guidato era distrutto, tutto sudato e con il mal di schiena per la tensione e per tutte le buche incotrate per strada. La comunità dove vive Pap Mec (che è il papà di Catarina) dista qualche km da Nebaj ed è priva completamente di elettricità.. Siamo rientrate a casa cotte morte.. viaggiare su quelle strade è davvero faticoso. Giovedi è stata una giornata di cartacce per la rendicontazione e una serata di festa per la despedida di Chiara. Ci siamo ritrovati al Pasa Bien, una cena alla quale hanno partecipato circa 30 persone che Chiara ha invitato: il gruppo Europa, alcuni amici Ixil, l'equipe di Fundamaya e altri conoscenti di Nebaj. Dopo cena è stato il momento del ballo, salsa, merengue tracinati da Osnevy il cubano e Zaida, una ragazza di Nebaj. Hanno ballato anche gli ixiles, cosa che ha stupito alquanto gli europei. Durante il balllo scatenato si è deciso di organizzare lezioni di salsa con i meastri Osnevy e Zaida, il giovedi in casa dei cubani (cosi non c'è il problema del coprifuoco). La più felice per questa notizia era Amparo, una spagnola che più la conosco più mi convinco che è un pò pazza (simpaticamente parlando!). Verranno tutti quelli del gruppo Europa e anche Otto. Inoltre Otto ed io abbiamo deciso di fare alcune lezioni di italiano-ixil. Durante la festa ho parlato con i miei soliti amici di Aj Quen, Carlos per sentire se aveva risolto i suoi problemi e per ricevere conferma per il prossimo week-end con i bambini del centro orfani a San Andres; Leonel per avere notizie della famiglia; Kenia piuttosto triste per la crisi con Leo mi ha telefonato in lacrime e ho cercato di tirarle su il morale.Verso l'una tutti a casa. Il venerdi è stato un noioso giorno di lavoro cartaceo, interrrotto dalla visita della moglie di Diego l'amministratore con i 4 figli che volevano salutare Chiara e dall'arrivo delle macchine da cucire che abbiamo sistemato nel magazzino futuro negozio. La sera Chiara ha cominciato a sistemare i suoi bagagli, io mi sono dedicata ad un momento di relax. Sabato mattina dopo aver terminato di preparare il trasloco siamo partite alla volta della Capitale. Dopo una breve sosta a Quiché per pagare delle bollette in banca e comprare un paio di giochi per i fratelli di Yanet (ho individuato alcuni giochi per i bambini del centro orfani), abbiamo fatto un'ora di coda a las Trampas per i lavoroni sulla carretera. Verso le 3 e mezza siamo arrivate a Chimal, ho salutato Chiara e ho preso un bus alla volta di Comalapa. Li c'erano Yanet, sua sorella Magda e il piccolo José ad aspettarmi alla fermata del bus. Il resto del pomeriggio l'ho passato in compagnia loro e di altri fratellini. Josè e Diego scatenati mi si sono appiccicati come la colla, a loro piace un sacco la macchina fotografica e mi hanno tormentato per essere fotografati e per scattare con il mio aiuto qualche foto ai fratelli, alle piante e ai bariletes (aquiloni) nel cielo...La sera, dopo cena, assieme ai genitori, Yanet, Magda, Amilcare e il Chino (il fratellino tredicenne di cui non mi ricordo il vero nome visto che tutti lo chiamano Chino) siamo andati a visitare dei parenti. Le due cuginette di 5 e 6 anni hanno l'abitudine di pettinare e fare una acconciatura a Yanet e Magda, che ridere sembravano due parrucchiere professioniste per l'impegno che ci mettevano. Dopo la visita siamo rientrati a casa, abbiamo guardato un pò di televisione (c'era il signore degli anelli, primo episodio!!!) e poi a nanna. Domenica mattina mi sono svegliata con calma verso le 9...quando sono uscita dalla stanza i genitori di Yanet erano usciti cosi come alcuni fratelli...Yanet e Magda stavano ancora dormendo e io sono rimasta in compagnia dei fratellini scatenati: Josè, Diego, Jorge, Alan e Cristian che cercavano di far volare un aquilone.. Verso mezzogiorno Yanet, Magda ed io abbiamo fatto un giro al mercato per comprare alcune cose per il pranzo. Avendo fatto colazione tardi abbiamo pranzato tardi, verso le due e mezza. Il pomeriggio ho sentito almeno tre-quattro volte Kenia e Leonel che si erano parlati la sera prima e avevano bisogno di raccontarmi tutto per fortuna hanno appianato un pò i problemi!!!!!!! Verso le 6 è arrivato il moroso di Yanet, Luis, e con Magda siamo usciti per fare un giro e per cenare nel parco: un pezzo di pizza, enchilladas (praticamente delle tortillas tostate con verdura e salsine varie e poporopos (ossia pop corn).La serata è stata piacevole. Rientrate a casa siamo rimaste in compagnia della banda a guardare un pò di televisione. La mattina del lunedi sono partita alla volta di Chimal dove sono arrivata verso le 9..qui ho ritrovato i miei amiconi i quali alla fine sono riusciti a convicermi a restare con loro l'intera giornata (poi sarei andata a dormire a Patzicia da Kenia)..dopo qualche tentennamento (pochi) ho accettato. Dopo colazione con frijol, tortillas e formaggio assieme a Carlos, Leonel e Jorge ho cominciato a dare una mano a Carlos e Leonel a tagliare tele.Sono quei momenti in cui c'è anche spazio per chiacchierare e mi ritornano alla mente i vecchi tempi quando questo era routine quasi quotidiana. Pettegolezzi: la situazione tra Leonel e Kenia è ancora un pò tesa, per creare un motivo di riavvicinamento ho regalato a ciascuno una copia del Piccolo Principe (el principito in spagnolo), cosi per stimolarli a leggere qualcosa nello stesso tempo (ragazzi, ha funzionato!!!!!!!!!). A pranzo sono uscita con Carlos e tra una chiacchiera e l'altra siamo stati fuori mezz'ora in più rispetto all'orario di pausa....Abbiamo organizzato un pò il mio arrivo a San Andres al centro di orfani per la fine settiman..che emozione!! Rientrati in ufficio abbiamo continuato a tagliare tele e chiacchierare. Le 5 sono arrivate in un baleno, con Leonel e Kenia (i quali nel frattempo avevano fatto un pò la pace) abbiamo deciso di andare a mangiare qualcosa assieme a Michael il figlio di Leo e Carlitos (l'amico di Leonel). Il Carlos nostro doveva restare in Aj Quen a finire dei lavori per il giorno dopo, ha telefonato due volte e mandato vari messaggi mentre eravamo fuori a divertirci e anche dopo..probabilmente dispiaciuto per non essere con noi. Verso le 8 con la macchina di Carlitos siamo andati a Patzi dove i genitori e le sorelle di Kenia ci stavano aspettando.. qui è stato divertente perché tra una chiacchiera e l'altra è venuta fuori l'idea di farmi provare il traje tipico di Patzicia (e poi anche quello di Patzun, un villaggio li vicino)...che ridere..sul blog ci saranno le foto... Verso le 11 siamo andate a dormire, ovviamente non ci siamo addormentate subito prese come eravamo in chiacchiere da donne. La mattina sveglia presto, colazione e poi camioneta verso Chimal, dove -senza passare per Aj Quen altrimenti mi sarei fermata un'altra giornata..- ho preso il bus per Nebaj.. durante il viaggio è successo un qui pro quo che ha scatenato l'angoscia in Aj Quen.... ora vi spiego... salita nel bus dopo un pò ha inviato un sms a Kenia per avvisare che ero già partita. L'autista correva come un matto per evitare la coda nei pressi dei lavoroni a Chupol... già di solito corrono come pazzi, in quell'occasione mi pareva ancora di più e nel messaggio per scherzare ho scritto che per la pazzia dell'autista se non muoio questa volta non muoio più.... Kenia s'è preoccupata e lo ha detto a Leo che lo ha detto a Carlos...il quale ha cominciato a telefonare... ma il segnale del telefono non era buono e non riusciva a prendere la linea.. ad un certo mi è arrivato un sms preoccupatissimo da parte di Carlos che era convinto avessi fatto un incidente. Io l'ho letto praticamente a Nebaj una volta scesa dal bus circa 3 ore dopo l'inizio dell'angoscia... Allora l'ho richiamato per avvisare che era tutto ok. Non era mia intenzione creare tutto questo scompiglio.. Dopo un pò anche Leonel mi ha telefonato per assicurarsi che stavo bene. Appena scesa a Nebaj sono corsa a porre lo zaino in casa e sono sgattaiolata subito fuori per raggiugere l'equipe di fundamaya che in macchina si stava dirigendo a Chajul per la solita riunione di gruppo del martedi... affamata e con sonno sono riuscita a sopportare 4 ore di riunione in cui alla fine le cose importanti erano davvero poche.. Alle 7 circa sono entrata dalla porta di casa e finalmente ho potuto farmi una buona pasta prima di buttarmi sotto la doccia e poi nel letto.. la prima notte da sola nella casa di Nebaj..alle 9 ero già pronta per il mondo dei sogni quando mi ha telefonato Carlos in crisi perché, nonostante la telefonata di rassicurazione al mio arrivo, la preoccupazione che mi fosse successo qualcosa durante il viaggio lo aveva perseguitato per tutto il giorno. Mi ha fatto molta tenerezza. Abbiamo parlato di nuovo della mia visita al centro orfani, è proprio l'evento del mese! Lui è contentissimo che io possa conoscere una realtà di cui è orgoglioso e per la quale ci sta mettendo anima e corpo. Dopo circa un'ora al telefono ci siamo praticamente addormentati al telefono, il tempo di salutarci e via nel mondo di orfeo.. La mattina mi sono svegliata presto per incontrarmi con Elena e Cata presso il magazzino-futuro negozio. Qui abbiamo lavorato mattina e pomeriggio (con pausa pranzo che ho sfruttato per farmi una sana pasta a casa).... con i ritmi ixil abbiamo impiegato ore per fare delle cose per le quali ci volevano al massimo un paio d'ore... è cosi..bisogna farci l'abitudine..ed è difficile per me che di solito sono un bradipo. Rientrata a casa ho avuto un pò di tempo per fare il trasloco dalla mia camera a quella di Chiara, dove c'è un armadio e il letto è più grande e comodo...in attesa di Simone -il sostituto di Chiara- mi piazzo qui: dalle foto vedrete il nuovo look della mia stanza. La sera ci siamo trovati al Palmarcito un locale di Nebaj per mangiare qualcosa assieme al gruppo Europa (Manuela-appena rientrata dall'Italia, Luca, Amparo, Kosme, Marta, Otto l'ixil e Lallo un altro ragazzo di Nebaj). Abbiamo cenato e tra una chiacchiera e l'altra s'è fatto tardi. Tra le altre cose ci siamo accordati sul giorno seguente....è arrivata l'ora delle lezioni di salsa con i cubani!!! La mattina del giovedi con Elena e Catarina abbiamo continuato il lavoro di pianificazione delle attività e nel pomeriggio Elena ed io abbiamo proseguito sistemando il filo sugli scaffali del magazzino in compagnia delle due Juania, le figlie di Elena..troppo buffe.. La sera alle 7 e senza cena ci siamo ritrovati a casa dei cubani pronti per le lezioni di salsa!!!! Insegnanti: Osnedy, cubano, e Zaida, guatemalteca. Alunni: Manuela, Luca, Kosme, Otto, Amparo, Virginio (altro nebbachiense), Marta. Osservatori esterni ma ballerini comunque: Elio (l'altro cubano), due nebbacchiensi e una nebbacchiense. Che ridere..... Abbiamo ballato per quasi 3 ore instancabilmente.... unica pausa la telefonata a Carlos per chiedergli la lista dei 12 orfani dato che il giorno seguente sarei scesa a Quiché per comprare i regali. Per la salsa e il merengue... io una tragedia ma chi se ne frega. Immancabile il rum cubano che Osnedy aveva ricevuto direttamente da Cuba (rigorosamente Havana Club) che ha permesso un brindisi al Che, a Cuba, alla rivoluzione e al mondo senza frontiere (erano rappresentati 6 Paesi: Italia-con 3 componenti, Manuela, Luca ed io; Spagna con Amparo, Paesi Baschi con Kosme, Austria con Marta, Cuba con Osnedy ed Elio, Guatemala con componenti ixil-Otto, Virginio e altri due e ladini, Zaida e la sua amica).Stanchi morti ma felici siamo usciti dalla casa dei cubani verso le 10 e mezza... un attimo per consultarci e alla fine Manuela, Luca, Amparo, Otto e Kosme siamo finiti a casa di quest'ultimo per mettere qualcosa sotto i denti: salame e formaggio direttamente dai Paesi Baschi (Kosme è appena rientrato dalle vacanze) e pane del Popi's (un negozio-albergo-lavanderia di un gringo americano piuttosto viscido che pare abbia fatto parte dei contras in Nicaragua e per qualche ragione gira la voce che si nasconda qui in Guatemala.. avremmo evitato volentieri ma era l'unico posto dove recuperare del pane e della birra alle 11 di sera a Nebaj.....). Alla fine s'è fatta l'una, recuperata la bici che Chiara mi ha donato parcheggiata da mesi a casa di Kosme (il quale per l'altezza non la usa visto che è una bici a misura Ixil... è piccola per me immaginatevi per un ragazzone di oltre un metro e novanta..), siamo tornati ognuno nelle proprie dimore. Addormentata in tronco. La mattina con un buon ritardo sulla tabella di marcia mi sono recata al magazzino-futuro negozio per continuare il lavoro di riordino del filo con Elena. A mezzogiorno e mezzo ho preso il microbus diretta a Santa Cruz del Quichè, due ore di viaggio....poco più di un'ora per trovare tutto.............dato che non avrei mai avuto il tempo di girare per la città in cerca di giocattoli, sono andata direttamente al supermercato dove sapevo c'era qualche gioco decente... il tempo mi è servito tutto, ad un certo punto ho telefonato a Carlos per chiedere consiglio e mi ha risposto Leonel dato che il Pippo era uscito per commissioni per Aj Quen e aveva lasciato il cellulare. Consultandomi con Leonel ho deciso che quello che avevo scelto andava bene: per i più piccoli 4-7 anni,lego (quello con i cubi grandi), per i medi 8-10 anni, macchinine, per le bambine di 6 anni peluches, per la ragazzina undicenne colori a tempera e un domino e per i due grandicelli di 13 e 14 anni una maglietta.... Mini spesa di cose necessarie per la casa (tipo carta igienica e dentifricio) e poi via di nuovo verso a Nebaj.. Pioveva (come da copione, da martedi piove ininterrottamente..)...sono arrivata a casa mizza (compresa borsa e zaino con i regali). in più i miei vestiti, da martedi ad asciugare sotto la tettoia erano ancora bagnati, con l'unidità nebbacchiense si rifiutavano di seccarsi. Con fon e forno (ebbene si!) inizio l'opera di asciugatura drastica dato che la mattina seguente davrei dovuto partire e non avevo NULLA di decente da mettermi. La pausa è stata a cena al Palmarcito per il compleanno di Kosme, rientrata verso le 11 ho continuato l'opera di asciugatura sempre più disperatamente. La mattina mi sono svegliata alle 7 con l'intenzione di partire alle 8..tra terminare l'asciugatura e preparare i bagagli sono partita alle 9 e mezza: 4 bus ho preso...Nebaj-Quichè 2 ore, Quiche-Los Encuentros 1 ora, Los Encuentros-Sololà, mezz'ora; Sololà-Panajachel, mezz'ora. Sono arrivata a Pana alle 13.40...appuntamento con Carlos alle 14...con i tempi maya sono arrivati quasi alle 15...nel frattempo ho ricevuto la telefonata di Otto che voleva sapere se ero arrivata bene e ho avuto il tempo per chiamare Leonel, che per gioia mia, era con Kenia in giro per la capitale (evviva!!!!!!!); poi mi sono mangiata un gelatone per riempire lo stomaco affamato. Alla fine è arrivato Carlos con il pick up della Casa Hogar Feliz. Con lui c'erano suo figlio maggiore Ariel di 13 anni, Sergio e Juan Carlos i due grandicelli della casa hogar feliz e Reina l'undicenne. Un salto al lago per vedere come era e poi alla volta di San Andres passando a recuperare la moglie di Carlos e Lidia una bimba di 6 anni della Casa che si erano fermate a fare qualche acquisto. Durante il viaggio mi sono fatta cantare qualche canzone dalle due bambine, troppo simpatiche. Arrivati a San Andres e scaricato la moglie di Carlos che aveva altri impegni siamo andati alla Casa Hogar Feliz dove ho potuto conoscere l'intera brigata, 12 bambini, 3 bambine e 9 bambini, alcuni di loro sono fratelli. Li con loro c'erano Marcia la cuoca, Guillermo uno degli animatori e la psicologa che ogni sabato visita i bambini per delle terapie (sono tutti bambini orfani o abbandonati o che hanno ricevuto violenze in famiglia..). Dopo le presentazioni siamo andati al campo da calcio dove abbiamo fatto un partitone.. Io stavo con Ariel il fglio di Carlos, Segio, Juan Carlos (i due grandi) e alcuni piccoletti. Dall'altra Carlos, Guillermo, le bambine e una serie di piccoletti... abbiamo stravinto. Terminata la partita siamo rientrati al centro ed era quasi ora di cena. Carlos e Ariel sono tornati a casa e sono rimasta con i bambini.. subito i più piccoli hanno dimostrato il loro grande bisogno d'affetto... abbracci, coccole, bacini.. Troppo teneri. Quelli che mi si sono avvicinati di più sono stati il piccolo Nau di 4 anni, suo fratello Moises di 7, Fidencio di 8, Tomasa di 6, Reina di 11, Hilsias di 7 e Obed (quest'ultimo ha 8 anni ma ha la testa di un bambino di 5, con problemi di linguaggio, di apprendimento e atteggiamenti proprio da bambino di 4-5 anni). Per cena abbiamo mangiato fagioli passati, uovo e formaggio con le immancabili tortillas e l'atol. Dopo cena è stato il momento della distribuzione dei regali tanto attesi dai bambini, li ho azeccati abbastanza bene, a parte il piccolo Nau che ha ricevuto i suoi cubi per le costruzioni ma voleva una macchinina... un pianto di 5 minuti e poi s'è messo subito a fare le costruzioni.... I bambini sono molto teneri ma i litigi tra di loro sono all'ordine del giorno, non è facile gestirli. Verso le 9 è arrivato Carlos con gli altri suoi due figli, William di 11 e Jorge Mario David di 7. Quello di 11 gli somigila parecchio. Mi hanno accompagnato all'ostello di Lisbet, la signora norvegese che vive da anni a San Andres, sposata con un guatemalteco e che ha fondato il centro Casa Hogar Feliz adottando poi 4 bambini. Hanno un ostello, in questo periodo non c'è nessuno, era tutto per me!!! I bambini di Carlos ed io abbiamo curiosato un pò in giro. L'ostello è davvero carino, tutto blu e verde in legno e con disegni sulle pareti, da proprio l'idea di una casa..infatti si chiama Casa di Lisbet.. Salutati Carlos e i bambini sono crollata dal sonno, è stata una bella giornata ma piuttosto pesante. Il giorno seguente sarebbe stato quello della gita al lago..purtroppo con il tempo balordo e alcuni bambini con la tosse la psicologa aveva dato l'ordine di sospendere la gita. Peccato perché la visita con Carlos l'avevamo programmata per la fine settimana nella quale toccava a lui accompagnare i bambini in giro (fanno a turno i membri del consiglio di amministrazione). La mattina sono arrivata in tempo per la colazione, poi con i bambini (tranne Nau, il piccolo di 4 anni che aveva disobbedito ed è rimasto per castigo nel centro) e Guillermo sono andata a fare una camminata fino ad un punto dal quale si vede il lago. E' stato bello, per fortuna c'era il sole (mi sono anche scottata). I bambini davvero vivaci e simpatici. Siamo rientrati per l'ora di pranzo. Il pomeriggio lo abbiamo passato al centro facendo qualche lavoretto di casa (piatti, bucato, legna, riordino delle camere), giocando e guardando un pò di tv. Il tempo è davvero volato, dopo cena è arrivato Carlos per accompagnarmi all'ostello (per via del buio non si fidano a farmi andare da sola). Dopo aver salutato i bambini a malincuore, abbiamo fatto un giretto nel centro di San Andres chiacchierando un pò del bilancio delle due giornate: pienamente positive, i bambini seppur con i loro caratteri molto difficili (comprensibilmente) sono speciali. Ci voglio tornare e voglio cercare di fare qualcosa per loro.... Vi arriverà presto una proposta da far girare tra amici e conoscenti. Il centro è per il momento finanziato con donazioni dal governo norvegese ma questi fondi stanno per esaurirsi. Hanno dovuto rinunciare ad accogliere 8 orfani di una vicina comunità perché il centro è troppo piccolo per tutti e perché i soldi scarseggiano. Inoltre i due grandicelli potranno restare per un anno ancora, poi dovranno andarsene per via dell'età. Ma entrambi hanno fratellini che resteranno nel centro..e soprattutto come potranno mantenersi? dove andranno? il centro ha ricevuto in donazione da dei turisti un terreno vicino a San Andres, l'idea è quella di costruire un centro per giovani, dove i ragazzi potranno stare. Poi per la vita di tutti i giorni le spese per i bambini sono tante, ho visto come mangiano..hanno sempre da mangiare ma sono sempre le stesse cose: uova, fagioli, pollo, formaggio, tortillas, atol...poca verdura e frutta, costa troppo per tutti....non sono pasti molto equilibrati.... E poi ci sono le spese per i vestiti, per la scuola, per le medicine...e di tutto ciò di cui questi bambini hanno bisogno..anche se ciò di cui hanno più bisogno è l'affetto e l'amore che solo una famiglia potrebbe dare...certo li nel centro ci sono lavoratori (come Marcia e Guillermo) e volontari (come Carlos) che li amano e li accudiscono..loro sono molto affezzionati a queste figure che per ora fanno da mamma e papà ma ho potuto appurare la tristezza nei loro occhi, specialmente nei più grandi che probabilmente razionalizzano di più la loro situazione... mi è venuto da piangere quando sabato sera stavamo guardando la tv e cosa stavano trasemettendo? Peter Pan.. mi guardavo attorno e i 12 orfanelli della Casa Hogar Feliz mi sembravano i bambini dell'Isola che non c'è. Pensando allo stage difficoltoso a Nebaj di cui non vedo una grande utilità, nel momento in cui era in forse per via della partenza di Chiara mi sono pentita di non aver riflettuto seriamente di cambiare stage:Carlos mi aveva detto che, oltre ad Aj quen, se volevo potevo andare a fare lo stage al centro....è bello lavorare con i bambini e poi loro hanno cosi tante necessità.....Ora voglio comunque cercare di dare una mano a questi bambini...fosse solo da trovare qualcuno disposto a fare adozioni a distanza (basta qualche euro al mese per i prezzi del Guate...) o magari qualcuno che conosce organizzazioni che potrebbero finanziare qualche progetto...sistematizzerò il tutto in una mail ad hoc che vi chiederò di far girare.. intanto se qualcuno vuole dare un'occhiata al sito è www.casahogarfeliz.com purtroppo è tutto in norvegese (lo gestisce la signora Lisbet)..... una delle cose che ho detto a Carlos di proporre alla junta directiva è di fare il sito anche in spagnolo e magari in inglese...in norvegese non si capisce una mazza. Almeno ci sono le foto... e se qualcuno capisce il norvegese meglio ancora... Torniamo ai fatti...Con Carlos ci ci siamo messi d'accordo di fare un pezzo di viaggio assieme il lunedi dato che la strada che fa lui in bus per andare a Chimal arriva diretta sulla carretera e da un certo punto posso prendere una camioneta per il Quiché senza dover fare il giro da Solola...partenza 6 e mezza.... appena messo la testa sul cuscino mi sono addormentata in tronco. La mattina seguente (ossia oggi) mi sono trovata con Carlos alla fermata del bus. Durante l'ora di viaggio abbiamo chiacchierato del centro, del mio stage a Nebaj ecc.. lui era dispiaciutissimo per la mancata gita domenicale con i bambini del centro, ci teneva davvero tanto a condividere questi momenti e ci è rimasto proprio male ma ovviamente essendo stata la gita posticipata alla prossima settimana questa domenica la doveva passare in famiglia. Gli ho detto che ci tornerò, ormai quei bambini mi sono entrati nel cuore. A Las Trampas ho salutato Carlos che proseguiva per Chimal e ho preso il bus per il Quiché. Alle 11 sono arrivata a Nebaj; di nuovo un messaggio di Carlos preoccupatissimo perché cercava di telefonare per sapere se ero arrivata proprio nel tratto di strada nel quale non c'è segnale del telefono... Una volta arrivata e tranquillizzato il mio amico mi sono recata direttamente al mercato per comprare un pò di frutta e verdura. Poi ho fatto un salto da Amparo la spagnola per recuperare le chiavi di casa, per un caffè e due chiacchiere. E finalmente a casa per una buona pasta con i broccoli. Ed eccomi qui a scrivere dopo un atto di salvataggio eroico di un pulcino dei vicini rimasto bloccato nel giardino abbandonato da mamma chioccia e fratellini.. Prima dell'arrivo di un bel temporalone (NB: nei due giorni di assenza a Nebaj c'è stato un caldo sole, mentre al lago andavano e venivano le nuovole, oggi sono partita da San Andres con un cielo azzurro e sono arrivata a Nebaj che cominciava a piovere...... mi sento un pò fantozzi con la nuvoletta di pioggia...) sono riuscita a prenderlo e ripararlo dalla forte pioggia, era spaventatissimo e il suo pio pio mi ha accompaganto per diverse ore. Alla fine l'ho lasciato andare nel punto in cui lo avevo trovato, solamente al di la della recinzione cosi da permettergli di percorrere la strada fatta da chioccia e fratellini... spero abbia ritrovato la sua famiglia. Tra un pò doccia, cena, foto sul blog e nanne..stasera gli altri si ritrovano al Descanso ma sono troppo stanca...preferisco riposare...e poi piove...come sempre...
Vi mando un forte abbraccio, tra qualche giorno vi mando la mail con la proposta per la Casa Hogar Feliz...
Besos y se cuidan
Su.
Pubblicato da
Suna
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martedì, ottobre 16, 2007
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