sabato 20 ottobre 2007

Una piccola parentesi storica:20 ottobre, anniversario della Rivoluzione del 1944

Sabato 20 ottobre è un giorno importante per Guatemala. Cade il 63esimo anniversario della cosiddetta "Rivoluzione d'ottobre". Nel corso del 1944 una serie di mobilitazioni popolari, guidati da insegnanti e universari e sostenuti da operai e altri settori del lavoro, portarono alla caduta del regime dittatoriale di Jorge Ubico. Nel mese di ottobre, in seguito a forti scontri nella capitale, iniziò una parentesi democratica che durò 10 anni. Le elezioni generali portarono al governo Juan José Arevalo Bermejo (1945-1951) il quale avviò una politica riformatrice caratterizzata da una maggiore giustizia sociale: istituì, ad esempio, una struttura di previdenza sociale nazionale, un sistema sanitario pubblico, un Codice del Lavoro, furono riconosciuti i diritti civili dei cittadini permettendo la formazione di movimenti sociali ed associazioni (comitati, sindacati, movimenti studenteschi, ecc..) e fu avviato un processo di integrazione equilibrato e rispettoso delle diversità iniziando dal riconoscimento dei diritti delle popolazioni Maya e della salvaguardia della loro identità. Il regime liberale di Arévalo conobbe 32 tentativi di colpo di stato perpetrati dalle forze conservatrici dei militari e dagli
interessi stranieri. Il suo successore, il colonnello Jacobo Arbenz Guzmán (1951-1954), proseguì con una politica liberale e istituì una legge di riforma agraria volta a scardinare il sistema del latifondo e promuovere la nascita di piccole ma produttive aziende agricole a gestione individuale. Avviò l’espropriazione di vaste terre concesse alle società straniere, in molti casi incolte, che vennero distribuite ai campesinos e convertite per la coltivazione di prodotti alimentari. Si trattava di una riforma agraria parziale che toccava solo il 16% della proprietà privata e specialmente quella lasciata improduttiva, ma colpiva duramente
gli interessi della United Fruit Company che trovò l’appoggio del Governo statunitense il quale, con una prospettiva oramai inserita nel contesto di Guerra Fredda, vedeva nella politica riformatrice guatemalteca l’anticamera di una Rivoluzione comunista. Nel 1954 un esercito di mercenari portò a termine un colpo di stato appoggiato dalla CIA, dall’oligarchia locale e dall’esercito, che portò alla fuga di Arbenz Guzmán a Cuba.ebbe inizio un susseguirsi di dittature per lo più militari che decretarono una muova ondata di violazione dei diritti umani in maniera sistematica ed arbitraria, la restituzione delle terre espropriate dalla riforma ai latifondisti e alle società straniere e l’eliminazione delle riforme sociali che avevano minato le basi materiali ed ideologiche dell’esclusione e avevano aperto spazi di partecipazione sociale per gli indigeni e i ladinos poveri. Il modello escludente e razzista si rafforzò; il peso dell’eredità storica della subordinazione e dell’autoritarismo, la debolezza di una cultura democratica che aveva appena iniziato a sorgere e la chiusura dei canali democratici per la partecipazione
favorirono la frustrazione che affogò le aspettative e la speranza suscitate dal decennio riformista. Le forme di protesta e di mobilitazione messe in atto da studenti, intellettuali,movimenti sindacali e campesinos vennero immediatamente represse con la violenza. Gli indigeni avevano ormai preso coscienza delle loro condizioni e cominciarono progressivamente ad organizzarsi e ad intraprendere iniziative di rivendicazioni sociali, politiche ed economiche e di autosviluppo locale nelle varie comunità.
Contemporaneamente, a partire dal 1960, cominciò a prendere forma la guerriglia
organizzata in diversi movimenti armati ed ebbe così inizio il lungo conflitto civile che sarebbe durato 36 anni e che avrebbe causato oltre 200000 morti (per lo più indigeni maya uccisi dalle forze dell'esercito e le truppe di mercenari), la disgregazione del tessuto sociale, la distruzione di intere comunità la cui popolazione è stata costretta a fuggire sulle montagne per evitare la morte o la costrizione di vivere in "comunità modello" che alla fine altro non erano che simil-lager. La politica di "tierra arrasada" ha visto il suo apice all'inizio degli anni '80 sotto il regime del Generale Rioss Montt, il quale attualmente continua a sedere indisturbato in Parlamento... E il probabile futuro Presidente (il 4 novembre ci sarà il ballottaggio...), il Generale Otto Perez Molina, è stato esecutore e mandatario di assassini, violenze, torture, sparizioni forzate...specialmente nell'area Ixil dove mi trovo.... e hanno avuto il coraggio di nominarlo Ambasciatore di Pace a Nebaj....
Bene termino questa parentesi storica con..... Viva la Revolucion!! Hasta siempre

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