sabato 27 ottobre 2007

Arrivano i mostri-Marco Travaglio, Annozero

La distanza non mi impedisce di seguire le vicende di casa nostra... sempre più forti sono la delusione e la rabbia per quello che i nostri "dipendenti" come li chiama Beppe Grillo, stanno facendo... avevamo sperato in un cambio di rotta rispetto al governo dello "Psycho-nano" e colleghi ma i nostri "prodi" stanno dimostrando di non essere poi così diversi dai loro avversari.. in particolare c'è una mina vagante che si aggira nel centro-(sinistra) e purtroppo anche nel Palazzo del Ministero della Giustizia....più il tempo passa passa più c'è da chiedersi perché esistano elementi simili..
A riguardo pubblico il testo dell'intervento che Marco Travaglio ha fatto nel corso della puntata di Annozero del 25 ottobre. Ringrazio la mia amica Cinzia che con diligente pazienza e precisa minuziosità ha trascritto l'intero pezzo (anzi ha trascritto e inviato alla sottoscritta tutti i pezzi delle puntate finora trasmesse!)per rendermi partecipe visto che qui Annozero non lo posso vedere... E così posso pubblicare il testo! Grazie Cinzia!!


Marco Travaglio in Arrivano i mostri - AnnoZero, puntata del 25 ottobre 2007

Dopo il festival del cinema di Venezia e di Roma è in
arrivo il festival del cinema di Catanzaro. Genere
horror. Molto attesa "La quarta madre" di Dario
Argento. La trama è ancora top secret ma trapelano
indiscrezioni agghiaccianti, a cominciare dai nomi
delle quattro streghe protagoniste del nuovo film di
Argento. Mater Licio Gellarum, mater Berluscarum,
mater Mastellarum e mater Prodiarum, quattro divinità
infernali che aspirano a dominare l'Italia e ci
riescono.
Nel 2001 mater Berluscarum ispirandosi ad un antico
incunabolo scritto dalla sua antenata Mater Licio
Gellarum, dal titolo Piano di rinascita democratica,
si impossessa del paese grazie ai suoi sterminati
mezzi finanziari e televisivi. Poi nel 2006 Mater
Prodiarum riesce a scalzarla dal potere, accusandola
di devastare la costituzione e la giustizia. Ma per
rendere un po' meno traumatico il passaggio, si mette
in casa Mater Mastellarum, mostruosa creatura di
Ceppaloni immersa da una piscina a forma di cozza.
Mater Mastellarum dovrebbe occuparsi di giustizia, in
realtà è piuttosto la giustizia che si occupa di lei.
Sulla sua scrivania la strega ceppalonica trova un
libretto misterioso dal titolo "Costituzione della
Repubblica italiana". Legge e rilegge ma è scritto in
una lingua incomprensibile. Chiama gli interpreti ma
sembra proprio ostrogoto. Scorre gli articoli. Art. 3
"tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge" e
pensa che sia una battuta umoristica. Legge l'art. 101
"la giustizia è amministrata in nome del popolo" e
pensa al popolo di Ceppaloni. Legge la riga sotto "i
giudici sono soggetti soltanto alla legge" allora lui
cambia la legge per consentire al ministro della
giustizia, cioè a sé stesso, di chiedere il
trasferimento dei giudici. Legge l'art. 25 "nessuno
può essere distolto dal suo giudice naturale" e lì si
fa proprio quattro risate. Legge l'art. 107 "i
magistrati sono inamovibili" e allora mentre sta
ancora ridendo chiede al Csm di trasferire il
magistrato che sta indagando su di lui e su Mater
Prodiarum. Legge l'art. 104 "la magistratura è un
organo autonomo e indipendente da ogni altro potere" e
subito incontra un procuratore generale che toglie
l'inchiesta al magistrato che indaga su di lei e Mater
Prodiarum.
Mentre Mater Licio Gellarum e Berluscarum si
complimentano con lui incontra la figura più patetica
di tutto il film. L'elettore del centro-sinistra, che
è un poveraccio che piange sempre da un anno e mezzo a
questa parte, e che gli ricorda il programma
dell'Unione che porta scritto "in Italia nell'ultimo
quinquennio c'è stato un intenso, spregiudicato e
arrogante attacco alla libertà e all'autonomia della
giurisdizione attraverso numerose leggi finalizzate
alla tutela di interessi personali, che hanno
stravolto e lacerato il concetto stesso di legalità".
Il programma promette bene, pensa il povero elettore.
"Promettiamo una magistratura indipendente a garanzia
di tutti i cittadini", a queste parole Mater
Mastellarum è colta un'irrefrenabile attacco di
ilarità e sghignazza in faccia all'elettore 'ma lei
crede ancora alle fiabe? Ma davvero lei pensa che io
faccia il ministro della giustizia per lasciare liberi
i magistrati di indagare su di me, su Prodi e sui miei
amici, che siamo innocenti per definizione?'. A questo
punto l'elettore continua a piangere e dice 'ma scusi
se lei è innocente perché non lo lascia stabilire da
un giudice? Se non ha fiducia lei nella giustizia che
è il ministro della giustizia perché dovrei averne
io?'. Mastellarum azzarda un ragionamento procurandosi
un'ernia al cervello 'e come faccio a fidarmi? Se uno
indaga su di me e su Prodi è evidente che ce l'ha con
noi, per questo volevo trasferirlo, purtroppo il Csm
non me l'ha mandato via. E il pm cos'ha fatto? Non
contento, ha continuato ad indagare su di me e su
Prodi. E' la prova che ce l'ha con noi, altrimenti si
occupava d'altri'. L'elettore, in preda ormai alla
labirintite, non capisce e balbetta 'ma è lei che c'è
l'ha con De Magistris perché indaga su di lei, non
viceversa'. E Mastellarum 'no, è lui che ce l'ha con
me. Infatti rilascia interviste'. L'elettore è sempre
più confuso 'ma allora che differenza c'è tra lei e
mater Berluscarum?'. Mater Mastellarum sorride 'c'è
una bella differenza, Berluscarum ci ha aveva provato
a far togliere le indagini ai magistrati che
indagavano su di lui, ma non c'era riuscito. Io,
invece, ci ho provato e ci sono riuscito in pieno'.
L'ultima scena, la più raccapricciante, mostra Mater
Mastellarum che scolpisce nella pietra la nuova
costituzione della repubblica ceppalonica. Sono cinque
articoli.
Articolo 1 'se un magistrato indaga su qualcuno è
liberissimo di farlo, ma per precauzione è meglio che
prima chieda a me se quel qualcuno è mio amico';
Articolo 2 'se per disgrazia l'indagato è mio amico,
il magistrato deve astenersi dall'intercettarlo se no
c'è il rischio che quello parli di me o addirittura
con me';
Articolo 3 'se per sventura l'indagato non è mio
amico, ma parla lo stesso di me o con me, il
magistrato ha due strade. Inghiottire la bobina delle
intercettazioni diluita con acqua, oppure inserire
nella registrazione dei rumori di fondo perché non si
capisca bene la parola. Anziché Mastella magari uno
capisce Castella, Martella, Pastella. Da evitare
Mortadella perché qualcuno potrebbe equivocare';
Articolo 4 'se nella telefonata si sente chiaramente
Mastella, senza possibilità di equivoco, il pm si
auto-trasferisca da solo ad altra sede, onde evitare
che lo faccia io destando inutili sospetti';
Articolo 5 'se una volta auto-trasferitosi nella nuova
sede il magistrato si imbatte di nuovo nel mio nome,
allora mi tocca fare un altro indulto. Lui, intanto,
si faccia però l'esame di coscienza, perché vuol dire
che proprio non è portato per la magistratura. Anzi, è
strano proprio, anzi un po' malato.è possibile che uno
passi tutta la vita a farsi i cazzi miei? E pensasse
alle ragazze!'.

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