martedì 16 ottobre 2007

Sesta puntata, dal battesimo maya al centro orfani di San Andres Semetabaj

Rieccomi!!!!!!
dopo due settimane di assenza il nuovo episodio della saga "una canchita a Nebaj" (canche viene utilizzato per indicare le persone con pelle, capelli e occhi chiari...)..sono state giornate ricche di eventi.. soprtattutto questa ultima fine settimana trascorsa nel centro di orfani nel villaggio di Carlos... è stata un'esperienza toccante. In seguito pubblicherò le tante foto scattate. Ciao a tutti

Hola a todos!
Dopo alcuni giorni di silenzio rieccomi pronta per un nuovo resoconto degli ultimi avenimenti, questi giorni sono stati ricchi di eventi. La scorsa settimana è stata piuttosto intensa. E' iniziata, assieme a Chiara, Elena e Cata con l'organizzazione per la nuova bottega-magazzino che fundamaya ha affittato qui in Nebaj: per il momento sarà più magazzino che altro.. un posto dove mettere materia prima (filo), macchine da cucire in attesa dell'inizio dei corsi di formazione, strumenti vari. I telai a pedale non ci stanno ma troveremo una soluzione... la bottega-magazzino è praticamente una casa, bella tra l'altro: 4 stanze più cucina e bagno, tutte affacciate su un patio interno. Dato che c'era bisogno di una pitturata abbiamo chiamato Otto il nostro amico ixil che fa l'imbianchino, lo abbiamo accompagnato a comprare il colore per la pittura, un giallo crema, non male. Finiti questi aspetti organizzativi, abbiamo pranzato con Eric il belga e poi lo abbiamo aiutato a portare uno dei letti dalla casa di chiara alla sua, arrivano i suoi genitori a trovarlo e aveva bisogno di un letto in più perchè suo papà è piuttosto grassottello. Tornate a casa ho dato un mano a Chiara con le cartacce dell'amministrazione e rendicontazione del progetto,mancano pochi giorni alla partenza e deve sistemare molte cose. Lei doveva andare a Chajul con Diego l'amministratore e mi ha lasciato dei piccoli compiti da fare. Tra una cosa e l'altra la giornata se n'è andata rapidamente. La sera, come sempre, il sonno è arrivato presto. Un paio di messaggi agli amici di Aj Quen e poi a nanna. Martedi mattina è stata una giornata particolare, sono andata ad assistere ad una cerimonia maya tenuta da Pap Mec (detto anche Moto-Mec dato che gira in moto), la guida spirituale maya di fundamaya e altre guide spirituali della zona. Descriverla non rende lontanamente l'idea di quello che è stato, forse le foto pubblicate sul blog riescono a mostrare almeno in parte l'atmosfera di questo evento. Ci siamo ritrovati alle 8 in una chiesa sconsacrata a Nebaj che attualmente viene utilizzata come centro per cerimonie maya:un miscuglio di elementi cristiani e di elementi della cosmovisione maya. Aspettando l'arrivo di tutti ho scattato qualche foto, chiedendo permesso a Pap Mec il quale era entusiasta (io ero rimasta al sacerdote maya che due anni fa aveva minacciato di toglier il rullino dalla mia macchina fotografica perchè mi ero azzardata-vedendo altre persone farlo- di scattare qualche foto). Quando sono arrivati tutti siamo partiti alla volta di un luogo sacro in collina sopra Nebaj. Qui è iniziata la cerimonia che era un "battesimo" per alcuni bambini, tra i quali le figlie di Elena e Pablo e due dei cinque figli di Maximiliano detto Zima, uno dei maestri bilingui di fundamaya. La cerimonia è durata circa due ore, preceduta dalla preparazione del falò di candele colorate che rappresentano gli elementi della terra e punti cardinali se ho ben capito..questa preparazione ha occupato un buon lasso di tempo,perché ci sono vari passaggi da fare, c'è una sequenza ben precisa. Poi è iniziata la cerimonia con una specie di orazione ripetuta 4 volte, voltando lo sguardo ogni volta a un punto cardinale (iniziando da est). In seguito una lunga orazione ripetuta non so quante volte (o almeno mi sembrava sempre uguale...ma forse cambiava...boh...) mentre il falò è stato accesso piano piano con diverse candele e incenso (pom) gettati nel mezzo dai vari sacerdoti e comadronas sempre seguendo un ordine preciso. Ad un certo punto del falò sono state posizionate in circolo delle banane. Nelle foto si vedono tutte queste fasi. Alla fine è iniziato il battesimo. Un sacerdote prendeva in braccio un bambino e procedendo in circolo si avvicinava agli altri sacerdoti i quali recitavano delle formule appoggiando una candela al viso del pargolo. Questo processo terminava con il sacerdote che tenendolo sempre in braccio faceva ruotare il bambino al di sopra del falò ormai quasi spento. Questo è avvenuto per una decina di bambini..le bambine tranquille, i maschietti disperati piangevano.... e poi parlano degli uomini come il sesso forte :-) !! Io ovviamente di tutta la cerimonia non ho capito niente..era tutto in ixil. Ma ho captato qualcosa. Ho fatto una serie di foto uscite piuttosto bene. Alla fine ho dovuto anche fare la fotografa ufficiale delle foto in posa di bambini e parenti (specialmente per le famiglie di Pablo e Zima). Verso mezzogiorno siamo tornati in centro di Nebaj, ho approfittato per andare al mercato a fare qualche acquisto di frutta e verdura. Mi hanno telefonato in serie Carlos, Kenia e Leonel, ognuno per sfogarsi un pò.Rientrata a casa ho continuato un pò con le cartacce della rendicontazione. La sera Chiara è tornata cotta da un intero giorno trascorso a Chajul a sistemare questioni amministrative. Ma avevamo l'appuntamento a cena con i cubani che aspettavano impazienti il nostro arrivo. Siamo arrivate a casa di Osnedy, medico generico, ed Elio, ginecologo, verso le sette e mezza...abbiamo iniziato a mangiare alle nove e mezza... nel frattempo abbiamo ballato salsa e merengue che non manca mai con i cubani!! Con noi c'era anche un ixil di Nebaj di cui ora mi sfugge il nome, forse Miguel.... Mancavano gli altri due medici cubani della casa che erano in servizio nelle comunità. Troppo buffi i cubani, ci hanno fatto morire dal ridere... E Osnedy soprattutto è proprio un ottimo ballerino. Tra una salsa, un sorso di birra e un discorso sul Che e su Cuba sono arrivate le 9, io avevo un appuntamento telefonico con Carlos che aveva bisogno di sfogarsi su alcuni problemi suoi, mi sono chiusa in camera dei cubani con Elio che ogni tanto si affacciava per dirmi di tagliare e di andare di là con loro..lo so che non è bello stare al telefono durnte una cena ma non potevo piantare in asso Carlos! Dopo mezz'ora sono uscita nuovamente e abbiamo iniziato a mangiare congris (riso con frijol), pomodori e banana. Non male. Dopo cena abbiamo chiacchierato un pò e poi siamo tornate a casa perché l'indomani sarebbe stata un'altra faticosa giornata di cartacce. Il martedi è stato anche il giorno dell'operazione della ex moglie di Leonel (ennesima disgrazia oltre alla morte della nipote, alla casa di suo fratello spazzata via dal fango e sua mamma che sta poco bene)...nonostante non siano in buoni rapporti tra lui e la ex moglie (che si è risposata e ha una bambina) è stato vicino a Michel davvero preoccupato per le condizioni di sua madre.Inoltre con Kenia pare che le cose non siano delle più facili e un pò per tutte queste cose Leonel ha avuto in questi giorni un forte bisogno di sfogarsi ed essere confortato.. per messaggio e per telefono ho cercato di stargli vicino e a quanto mi dice ha sentito molto la mia amicizia. Il mercoledi è stata una noiosa giornata di cartacce.Ho telefonato a Yanet per sentire come stava e per proporle una mia visita a Comalapa per la fine settimana, era entusiasta e mi ha passato al telefono i piccoli Josè e Diego i quali appena ho detto loro che sarei andata a trovarli mi hanno soverchiata di domande: ma quando vieni? manca tanto?che giorno è sabato? ecc.. Troppo belli. La sera Catarina ha telefonato a Chiara per chiederle se poteva andare a prendere Pap Mec che era rimasto appiedato in una comunità di Nebaj perché la macchina del figlio era rimasta senza freni mentre rientravano dal funerale di un fratello. Dato che ormai era notte Chiara mi ha chiesto di accompaganrla per essere almeno in due, la strada per arrivare a questa comunità è di terra battuta e completamente al buio. Dopo circa 45 minuti di strada abbaimo incrociato l'auto della famiglia di Pap Mec, suo figlio aveva deciso di proseguire senza freni...piano piano con il freno a mano... pazzi... abbiamo caricato pap Mec e uno dei figli e poi abbiamo scortato l'altro figlio che piano piano guidava in direzione di Nebaj con l'auto senza freni..per fortuna che il traffico era praticamente zero..ma immaginatevi noi su una strada di terra battuta in mezzo al bosco completamente avvolti dall'oscurità...con questo giovane che scendeva senza freni....è stata un'avventura.. Arrivati a Nebaj abbiamo lasciato la macchina a casa di Pablo e accompagnato i tre sfortunati (ma fortunati perché i freni si erano rotti mentre erano in movimento..scendendo da una strada di montagna..potevano fare un incidente grave..). ll giovane figlio di Pap Mec che evava guidato era distrutto, tutto sudato e con il mal di schiena per la tensione e per tutte le buche incotrate per strada. La comunità dove vive Pap Mec (che è il papà di Catarina) dista qualche km da Nebaj ed è priva completamente di elettricità.. Siamo rientrate a casa cotte morte.. viaggiare su quelle strade è davvero faticoso. Giovedi è stata una giornata di cartacce per la rendicontazione e una serata di festa per la despedida di Chiara. Ci siamo ritrovati al Pasa Bien, una cena alla quale hanno partecipato circa 30 persone che Chiara ha invitato: il gruppo Europa, alcuni amici Ixil, l'equipe di Fundamaya e altri conoscenti di Nebaj. Dopo cena è stato il momento del ballo, salsa, merengue tracinati da Osnevy il cubano e Zaida, una ragazza di Nebaj. Hanno ballato anche gli ixiles, cosa che ha stupito alquanto gli europei. Durante il balllo scatenato si è deciso di organizzare lezioni di salsa con i meastri Osnevy e Zaida, il giovedi in casa dei cubani (cosi non c'è il problema del coprifuoco). La più felice per questa notizia era Amparo, una spagnola che più la conosco più mi convinco che è un pò pazza (simpaticamente parlando!). Verranno tutti quelli del gruppo Europa e anche Otto. Inoltre Otto ed io abbiamo deciso di fare alcune lezioni di italiano-ixil. Durante la festa ho parlato con i miei soliti amici di Aj Quen, Carlos per sentire se aveva risolto i suoi problemi e per ricevere conferma per il prossimo week-end con i bambini del centro orfani a San Andres; Leonel per avere notizie della famiglia; Kenia piuttosto triste per la crisi con Leo mi ha telefonato in lacrime e ho cercato di tirarle su il morale.Verso l'una tutti a casa. Il venerdi è stato un noioso giorno di lavoro cartaceo, interrrotto dalla visita della moglie di Diego l'amministratore con i 4 figli che volevano salutare Chiara e dall'arrivo delle macchine da cucire che abbiamo sistemato nel magazzino futuro negozio. La sera Chiara ha cominciato a sistemare i suoi bagagli, io mi sono dedicata ad un momento di relax. Sabato mattina dopo aver terminato di preparare il trasloco siamo partite alla volta della Capitale. Dopo una breve sosta a Quiché per pagare delle bollette in banca e comprare un paio di giochi per i fratelli di Yanet (ho individuato alcuni giochi per i bambini del centro orfani), abbiamo fatto un'ora di coda a las Trampas per i lavoroni sulla carretera. Verso le 3 e mezza siamo arrivate a Chimal, ho salutato Chiara e ho preso un bus alla volta di Comalapa. Li c'erano Yanet, sua sorella Magda e il piccolo José ad aspettarmi alla fermata del bus. Il resto del pomeriggio l'ho passato in compagnia loro e di altri fratellini. Josè e Diego scatenati mi si sono appiccicati come la colla, a loro piace un sacco la macchina fotografica e mi hanno tormentato per essere fotografati e per scattare con il mio aiuto qualche foto ai fratelli, alle piante e ai bariletes (aquiloni) nel cielo...La sera, dopo cena, assieme ai genitori, Yanet, Magda, Amilcare e il Chino (il fratellino tredicenne di cui non mi ricordo il vero nome visto che tutti lo chiamano Chino) siamo andati a visitare dei parenti. Le due cuginette di 5 e 6 anni hanno l'abitudine di pettinare e fare una acconciatura a Yanet e Magda, che ridere sembravano due parrucchiere professioniste per l'impegno che ci mettevano. Dopo la visita siamo rientrati a casa, abbiamo guardato un pò di televisione (c'era il signore degli anelli, primo episodio!!!) e poi a nanna. Domenica mattina mi sono svegliata con calma verso le 9...quando sono uscita dalla stanza i genitori di Yanet erano usciti cosi come alcuni fratelli...Yanet e Magda stavano ancora dormendo e io sono rimasta in compagnia dei fratellini scatenati: Josè, Diego, Jorge, Alan e Cristian che cercavano di far volare un aquilone.. Verso mezzogiorno Yanet, Magda ed io abbiamo fatto un giro al mercato per comprare alcune cose per il pranzo. Avendo fatto colazione tardi abbiamo pranzato tardi, verso le due e mezza. Il pomeriggio ho sentito almeno tre-quattro volte Kenia e Leonel che si erano parlati la sera prima e avevano bisogno di raccontarmi tutto per fortuna hanno appianato un pò i problemi!!!!!!! Verso le 6 è arrivato il moroso di Yanet, Luis, e con Magda siamo usciti per fare un giro e per cenare nel parco: un pezzo di pizza, enchilladas (praticamente delle tortillas tostate con verdura e salsine varie e poporopos (ossia pop corn).La serata è stata piacevole. Rientrate a casa siamo rimaste in compagnia della banda a guardare un pò di televisione. La mattina del lunedi sono partita alla volta di Chimal dove sono arrivata verso le 9..qui ho ritrovato i miei amiconi i quali alla fine sono riusciti a convicermi a restare con loro l'intera giornata (poi sarei andata a dormire a Patzicia da Kenia)..dopo qualche tentennamento (pochi) ho accettato. Dopo colazione con frijol, tortillas e formaggio assieme a Carlos, Leonel e Jorge ho cominciato a dare una mano a Carlos e Leonel a tagliare tele.Sono quei momenti in cui c'è anche spazio per chiacchierare e mi ritornano alla mente i vecchi tempi quando questo era routine quasi quotidiana. Pettegolezzi: la situazione tra Leonel e Kenia è ancora un pò tesa, per creare un motivo di riavvicinamento ho regalato a ciascuno una copia del Piccolo Principe (el principito in spagnolo), cosi per stimolarli a leggere qualcosa nello stesso tempo (ragazzi, ha funzionato!!!!!!!!!). A pranzo sono uscita con Carlos e tra una chiacchiera e l'altra siamo stati fuori mezz'ora in più rispetto all'orario di pausa....Abbiamo organizzato un pò il mio arrivo a San Andres al centro di orfani per la fine settiman..che emozione!! Rientrati in ufficio abbiamo continuato a tagliare tele e chiacchierare. Le 5 sono arrivate in un baleno, con Leonel e Kenia (i quali nel frattempo avevano fatto un pò la pace) abbiamo deciso di andare a mangiare qualcosa assieme a Michael il figlio di Leo e Carlitos (l'amico di Leonel). Il Carlos nostro doveva restare in Aj Quen a finire dei lavori per il giorno dopo, ha telefonato due volte e mandato vari messaggi mentre eravamo fuori a divertirci e anche dopo..probabilmente dispiaciuto per non essere con noi. Verso le 8 con la macchina di Carlitos siamo andati a Patzi dove i genitori e le sorelle di Kenia ci stavano aspettando.. qui è stato divertente perché tra una chiacchiera e l'altra è venuta fuori l'idea di farmi provare il traje tipico di Patzicia (e poi anche quello di Patzun, un villaggio li vicino)...che ridere..sul blog ci saranno le foto... Verso le 11 siamo andate a dormire, ovviamente non ci siamo addormentate subito prese come eravamo in chiacchiere da donne. La mattina sveglia presto, colazione e poi camioneta verso Chimal, dove -senza passare per Aj Quen altrimenti mi sarei fermata un'altra giornata..- ho preso il bus per Nebaj.. durante il viaggio è successo un qui pro quo che ha scatenato l'angoscia in Aj Quen.... ora vi spiego... salita nel bus dopo un pò ha inviato un sms a Kenia per avvisare che ero già partita. L'autista correva come un matto per evitare la coda nei pressi dei lavoroni a Chupol... già di solito corrono come pazzi, in quell'occasione mi pareva ancora di più e nel messaggio per scherzare ho scritto che per la pazzia dell'autista se non muoio questa volta non muoio più.... Kenia s'è preoccupata e lo ha detto a Leo che lo ha detto a Carlos...il quale ha cominciato a telefonare... ma il segnale del telefono non era buono e non riusciva a prendere la linea.. ad un certo mi è arrivato un sms preoccupatissimo da parte di Carlos che era convinto avessi fatto un incidente. Io l'ho letto praticamente a Nebaj una volta scesa dal bus circa 3 ore dopo l'inizio dell'angoscia... Allora l'ho richiamato per avvisare che era tutto ok. Non era mia intenzione creare tutto questo scompiglio.. Dopo un pò anche Leonel mi ha telefonato per assicurarsi che stavo bene. Appena scesa a Nebaj sono corsa a porre lo zaino in casa e sono sgattaiolata subito fuori per raggiugere l'equipe di fundamaya che in macchina si stava dirigendo a Chajul per la solita riunione di gruppo del martedi... affamata e con sonno sono riuscita a sopportare 4 ore di riunione in cui alla fine le cose importanti erano davvero poche.. Alle 7 circa sono entrata dalla porta di casa e finalmente ho potuto farmi una buona pasta prima di buttarmi sotto la doccia e poi nel letto.. la prima notte da sola nella casa di Nebaj..alle 9 ero già pronta per il mondo dei sogni quando mi ha telefonato Carlos in crisi perché, nonostante la telefonata di rassicurazione al mio arrivo, la preoccupazione che mi fosse successo qualcosa durante il viaggio lo aveva perseguitato per tutto il giorno. Mi ha fatto molta tenerezza. Abbiamo parlato di nuovo della mia visita al centro orfani, è proprio l'evento del mese! Lui è contentissimo che io possa conoscere una realtà di cui è orgoglioso e per la quale ci sta mettendo anima e corpo. Dopo circa un'ora al telefono ci siamo praticamente addormentati al telefono, il tempo di salutarci e via nel mondo di orfeo.. La mattina mi sono svegliata presto per incontrarmi con Elena e Cata presso il magazzino-futuro negozio. Qui abbiamo lavorato mattina e pomeriggio (con pausa pranzo che ho sfruttato per farmi una sana pasta a casa).... con i ritmi ixil abbiamo impiegato ore per fare delle cose per le quali ci volevano al massimo un paio d'ore... è cosi..bisogna farci l'abitudine..ed è difficile per me che di solito sono un bradipo. Rientrata a casa ho avuto un pò di tempo per fare il trasloco dalla mia camera a quella di Chiara, dove c'è un armadio e il letto è più grande e comodo...in attesa di Simone -il sostituto di Chiara- mi piazzo qui: dalle foto vedrete il nuovo look della mia stanza. La sera ci siamo trovati al Palmarcito un locale di Nebaj per mangiare qualcosa assieme al gruppo Europa (Manuela-appena rientrata dall'Italia, Luca, Amparo, Kosme, Marta, Otto l'ixil e Lallo un altro ragazzo di Nebaj). Abbiamo cenato e tra una chiacchiera e l'altra s'è fatto tardi. Tra le altre cose ci siamo accordati sul giorno seguente....è arrivata l'ora delle lezioni di salsa con i cubani!!! La mattina del giovedi con Elena e Catarina abbiamo continuato il lavoro di pianificazione delle attività e nel pomeriggio Elena ed io abbiamo proseguito sistemando il filo sugli scaffali del magazzino in compagnia delle due Juania, le figlie di Elena..troppo buffe.. La sera alle 7 e senza cena ci siamo ritrovati a casa dei cubani pronti per le lezioni di salsa!!!! Insegnanti: Osnedy, cubano, e Zaida, guatemalteca. Alunni: Manuela, Luca, Kosme, Otto, Amparo, Virginio (altro nebbachiense), Marta. Osservatori esterni ma ballerini comunque: Elio (l'altro cubano), due nebbacchiensi e una nebbacchiense. Che ridere..... Abbiamo ballato per quasi 3 ore instancabilmente.... unica pausa la telefonata a Carlos per chiedergli la lista dei 12 orfani dato che il giorno seguente sarei scesa a Quiché per comprare i regali. Per la salsa e il merengue... io una tragedia ma chi se ne frega. Immancabile il rum cubano che Osnedy aveva ricevuto direttamente da Cuba (rigorosamente Havana Club) che ha permesso un brindisi al Che, a Cuba, alla rivoluzione e al mondo senza frontiere (erano rappresentati 6 Paesi: Italia-con 3 componenti, Manuela, Luca ed io; Spagna con Amparo, Paesi Baschi con Kosme, Austria con Marta, Cuba con Osnedy ed Elio, Guatemala con componenti ixil-Otto, Virginio e altri due e ladini, Zaida e la sua amica).Stanchi morti ma felici siamo usciti dalla casa dei cubani verso le 10 e mezza... un attimo per consultarci e alla fine Manuela, Luca, Amparo, Otto e Kosme siamo finiti a casa di quest'ultimo per mettere qualcosa sotto i denti: salame e formaggio direttamente dai Paesi Baschi (Kosme è appena rientrato dalle vacanze) e pane del Popi's (un negozio-albergo-lavanderia di un gringo americano piuttosto viscido che pare abbia fatto parte dei contras in Nicaragua e per qualche ragione gira la voce che si nasconda qui in Guatemala.. avremmo evitato volentieri ma era l'unico posto dove recuperare del pane e della birra alle 11 di sera a Nebaj.....). Alla fine s'è fatta l'una, recuperata la bici che Chiara mi ha donato parcheggiata da mesi a casa di Kosme (il quale per l'altezza non la usa visto che è una bici a misura Ixil... è piccola per me immaginatevi per un ragazzone di oltre un metro e novanta..), siamo tornati ognuno nelle proprie dimore. Addormentata in tronco. La mattina con un buon ritardo sulla tabella di marcia mi sono recata al magazzino-futuro negozio per continuare il lavoro di riordino del filo con Elena. A mezzogiorno e mezzo ho preso il microbus diretta a Santa Cruz del Quichè, due ore di viaggio....poco più di un'ora per trovare tutto.............dato che non avrei mai avuto il tempo di girare per la città in cerca di giocattoli, sono andata direttamente al supermercato dove sapevo c'era qualche gioco decente... il tempo mi è servito tutto, ad un certo punto ho telefonato a Carlos per chiedere consiglio e mi ha risposto Leonel dato che il Pippo era uscito per commissioni per Aj Quen e aveva lasciato il cellulare. Consultandomi con Leonel ho deciso che quello che avevo scelto andava bene: per i più piccoli 4-7 anni,lego (quello con i cubi grandi), per i medi 8-10 anni, macchinine, per le bambine di 6 anni peluches, per la ragazzina undicenne colori a tempera e un domino e per i due grandicelli di 13 e 14 anni una maglietta.... Mini spesa di cose necessarie per la casa (tipo carta igienica e dentifricio) e poi via di nuovo verso a Nebaj.. Pioveva (come da copione, da martedi piove ininterrottamente..)...sono arrivata a casa mizza (compresa borsa e zaino con i regali). in più i miei vestiti, da martedi ad asciugare sotto la tettoia erano ancora bagnati, con l'unidità nebbacchiense si rifiutavano di seccarsi. Con fon e forno (ebbene si!) inizio l'opera di asciugatura drastica dato che la mattina seguente davrei dovuto partire e non avevo NULLA di decente da mettermi. La pausa è stata a cena al Palmarcito per il compleanno di Kosme, rientrata verso le 11 ho continuato l'opera di asciugatura sempre più disperatamente. La mattina mi sono svegliata alle 7 con l'intenzione di partire alle 8..tra terminare l'asciugatura e preparare i bagagli sono partita alle 9 e mezza: 4 bus ho preso...Nebaj-Quichè 2 ore, Quiche-Los Encuentros 1 ora, Los Encuentros-Sololà, mezz'ora; Sololà-Panajachel, mezz'ora. Sono arrivata a Pana alle 13.40...appuntamento con Carlos alle 14...con i tempi maya sono arrivati quasi alle 15...nel frattempo ho ricevuto la telefonata di Otto che voleva sapere se ero arrivata bene e ho avuto il tempo per chiamare Leonel, che per gioia mia, era con Kenia in giro per la capitale (evviva!!!!!!!); poi mi sono mangiata un gelatone per riempire lo stomaco affamato. Alla fine è arrivato Carlos con il pick up della Casa Hogar Feliz. Con lui c'erano suo figlio maggiore Ariel di 13 anni, Sergio e Juan Carlos i due grandicelli della casa hogar feliz e Reina l'undicenne. Un salto al lago per vedere come era e poi alla volta di San Andres passando a recuperare la moglie di Carlos e Lidia una bimba di 6 anni della Casa che si erano fermate a fare qualche acquisto. Durante il viaggio mi sono fatta cantare qualche canzone dalle due bambine, troppo simpatiche. Arrivati a San Andres e scaricato la moglie di Carlos che aveva altri impegni siamo andati alla Casa Hogar Feliz dove ho potuto conoscere l'intera brigata, 12 bambini, 3 bambine e 9 bambini, alcuni di loro sono fratelli. Li con loro c'erano Marcia la cuoca, Guillermo uno degli animatori e la psicologa che ogni sabato visita i bambini per delle terapie (sono tutti bambini orfani o abbandonati o che hanno ricevuto violenze in famiglia..). Dopo le presentazioni siamo andati al campo da calcio dove abbiamo fatto un partitone.. Io stavo con Ariel il fglio di Carlos, Segio, Juan Carlos (i due grandi) e alcuni piccoletti. Dall'altra Carlos, Guillermo, le bambine e una serie di piccoletti... abbiamo stravinto. Terminata la partita siamo rientrati al centro ed era quasi ora di cena. Carlos e Ariel sono tornati a casa e sono rimasta con i bambini.. subito i più piccoli hanno dimostrato il loro grande bisogno d'affetto... abbracci, coccole, bacini.. Troppo teneri. Quelli che mi si sono avvicinati di più sono stati il piccolo Nau di 4 anni, suo fratello Moises di 7, Fidencio di 8, Tomasa di 6, Reina di 11, Hilsias di 7 e Obed (quest'ultimo ha 8 anni ma ha la testa di un bambino di 5, con problemi di linguaggio, di apprendimento e atteggiamenti proprio da bambino di 4-5 anni). Per cena abbiamo mangiato fagioli passati, uovo e formaggio con le immancabili tortillas e l'atol. Dopo cena è stato il momento della distribuzione dei regali tanto attesi dai bambini, li ho azeccati abbastanza bene, a parte il piccolo Nau che ha ricevuto i suoi cubi per le costruzioni ma voleva una macchinina... un pianto di 5 minuti e poi s'è messo subito a fare le costruzioni.... I bambini sono molto teneri ma i litigi tra di loro sono all'ordine del giorno, non è facile gestirli. Verso le 9 è arrivato Carlos con gli altri suoi due figli, William di 11 e Jorge Mario David di 7. Quello di 11 gli somigila parecchio. Mi hanno accompagnato all'ostello di Lisbet, la signora norvegese che vive da anni a San Andres, sposata con un guatemalteco e che ha fondato il centro Casa Hogar Feliz adottando poi 4 bambini. Hanno un ostello, in questo periodo non c'è nessuno, era tutto per me!!! I bambini di Carlos ed io abbiamo curiosato un pò in giro. L'ostello è davvero carino, tutto blu e verde in legno e con disegni sulle pareti, da proprio l'idea di una casa..infatti si chiama Casa di Lisbet.. Salutati Carlos e i bambini sono crollata dal sonno, è stata una bella giornata ma piuttosto pesante. Il giorno seguente sarebbe stato quello della gita al lago..purtroppo con il tempo balordo e alcuni bambini con la tosse la psicologa aveva dato l'ordine di sospendere la gita. Peccato perché la visita con Carlos l'avevamo programmata per la fine settimana nella quale toccava a lui accompagnare i bambini in giro (fanno a turno i membri del consiglio di amministrazione). La mattina sono arrivata in tempo per la colazione, poi con i bambini (tranne Nau, il piccolo di 4 anni che aveva disobbedito ed è rimasto per castigo nel centro) e Guillermo sono andata a fare una camminata fino ad un punto dal quale si vede il lago. E' stato bello, per fortuna c'era il sole (mi sono anche scottata). I bambini davvero vivaci e simpatici. Siamo rientrati per l'ora di pranzo. Il pomeriggio lo abbiamo passato al centro facendo qualche lavoretto di casa (piatti, bucato, legna, riordino delle camere), giocando e guardando un pò di tv. Il tempo è davvero volato, dopo cena è arrivato Carlos per accompagnarmi all'ostello (per via del buio non si fidano a farmi andare da sola). Dopo aver salutato i bambini a malincuore, abbiamo fatto un giretto nel centro di San Andres chiacchierando un pò del bilancio delle due giornate: pienamente positive, i bambini seppur con i loro caratteri molto difficili (comprensibilmente) sono speciali. Ci voglio tornare e voglio cercare di fare qualcosa per loro.... Vi arriverà presto una proposta da far girare tra amici e conoscenti. Il centro è per il momento finanziato con donazioni dal governo norvegese ma questi fondi stanno per esaurirsi. Hanno dovuto rinunciare ad accogliere 8 orfani di una vicina comunità perché il centro è troppo piccolo per tutti e perché i soldi scarseggiano. Inoltre i due grandicelli potranno restare per un anno ancora, poi dovranno andarsene per via dell'età. Ma entrambi hanno fratellini che resteranno nel centro..e soprattutto come potranno mantenersi? dove andranno? il centro ha ricevuto in donazione da dei turisti un terreno vicino a San Andres, l'idea è quella di costruire un centro per giovani, dove i ragazzi potranno stare. Poi per la vita di tutti i giorni le spese per i bambini sono tante, ho visto come mangiano..hanno sempre da mangiare ma sono sempre le stesse cose: uova, fagioli, pollo, formaggio, tortillas, atol...poca verdura e frutta, costa troppo per tutti....non sono pasti molto equilibrati.... E poi ci sono le spese per i vestiti, per la scuola, per le medicine...e di tutto ciò di cui questi bambini hanno bisogno..anche se ciò di cui hanno più bisogno è l'affetto e l'amore che solo una famiglia potrebbe dare...certo li nel centro ci sono lavoratori (come Marcia e Guillermo) e volontari (come Carlos) che li amano e li accudiscono..loro sono molto affezzionati a queste figure che per ora fanno da mamma e papà ma ho potuto appurare la tristezza nei loro occhi, specialmente nei più grandi che probabilmente razionalizzano di più la loro situazione... mi è venuto da piangere quando sabato sera stavamo guardando la tv e cosa stavano trasemettendo? Peter Pan.. mi guardavo attorno e i 12 orfanelli della Casa Hogar Feliz mi sembravano i bambini dell'Isola che non c'è. Pensando allo stage difficoltoso a Nebaj di cui non vedo una grande utilità, nel momento in cui era in forse per via della partenza di Chiara mi sono pentita di non aver riflettuto seriamente di cambiare stage:Carlos mi aveva detto che, oltre ad Aj quen, se volevo potevo andare a fare lo stage al centro....è bello lavorare con i bambini e poi loro hanno cosi tante necessità.....Ora voglio comunque cercare di dare una mano a questi bambini...fosse solo da trovare qualcuno disposto a fare adozioni a distanza (basta qualche euro al mese per i prezzi del Guate...) o magari qualcuno che conosce organizzazioni che potrebbero finanziare qualche progetto...sistematizzerò il tutto in una mail ad hoc che vi chiederò di far girare.. intanto se qualcuno vuole dare un'occhiata al sito è www.casahogarfeliz.com purtroppo è tutto in norvegese (lo gestisce la signora Lisbet)..... una delle cose che ho detto a Carlos di proporre alla junta directiva è di fare il sito anche in spagnolo e magari in inglese...in norvegese non si capisce una mazza. Almeno ci sono le foto... e se qualcuno capisce il norvegese meglio ancora... Torniamo ai fatti...Con Carlos ci ci siamo messi d'accordo di fare un pezzo di viaggio assieme il lunedi dato che la strada che fa lui in bus per andare a Chimal arriva diretta sulla carretera e da un certo punto posso prendere una camioneta per il Quiché senza dover fare il giro da Solola...partenza 6 e mezza.... appena messo la testa sul cuscino mi sono addormentata in tronco. La mattina seguente (ossia oggi) mi sono trovata con Carlos alla fermata del bus. Durante l'ora di viaggio abbiamo chiacchierato del centro, del mio stage a Nebaj ecc.. lui era dispiaciutissimo per la mancata gita domenicale con i bambini del centro, ci teneva davvero tanto a condividere questi momenti e ci è rimasto proprio male ma ovviamente essendo stata la gita posticipata alla prossima settimana questa domenica la doveva passare in famiglia. Gli ho detto che ci tornerò, ormai quei bambini mi sono entrati nel cuore. A Las Trampas ho salutato Carlos che proseguiva per Chimal e ho preso il bus per il Quiché. Alle 11 sono arrivata a Nebaj; di nuovo un messaggio di Carlos preoccupatissimo perché cercava di telefonare per sapere se ero arrivata proprio nel tratto di strada nel quale non c'è segnale del telefono... Una volta arrivata e tranquillizzato il mio amico mi sono recata direttamente al mercato per comprare un pò di frutta e verdura. Poi ho fatto un salto da Amparo la spagnola per recuperare le chiavi di casa, per un caffè e due chiacchiere. E finalmente a casa per una buona pasta con i broccoli. Ed eccomi qui a scrivere dopo un atto di salvataggio eroico di un pulcino dei vicini rimasto bloccato nel giardino abbandonato da mamma chioccia e fratellini.. Prima dell'arrivo di un bel temporalone (NB: nei due giorni di assenza a Nebaj c'è stato un caldo sole, mentre al lago andavano e venivano le nuovole, oggi sono partita da San Andres con un cielo azzurro e sono arrivata a Nebaj che cominciava a piovere...... mi sento un pò fantozzi con la nuvoletta di pioggia...) sono riuscita a prenderlo e ripararlo dalla forte pioggia, era spaventatissimo e il suo pio pio mi ha accompaganto per diverse ore. Alla fine l'ho lasciato andare nel punto in cui lo avevo trovato, solamente al di la della recinzione cosi da permettergli di percorrere la strada fatta da chioccia e fratellini... spero abbia ritrovato la sua famiglia. Tra un pò doccia, cena, foto sul blog e nanne..stasera gli altri si ritrovano al Descanso ma sono troppo stanca...preferisco riposare...e poi piove...come sempre...
Vi mando un forte abbraccio, tra qualche giorno vi mando la mail con la proposta per la Casa Hogar Feliz...
Besos y se cuidan
Su.

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