Hola a todos
que honda? dopo dieci giorni rieccomi a scrivere la nuova puntata del resoconto.. intanto spero che tutto proceda bene dovunque voi siate. Qui in "Nebbacchie" tutto procede bene o quasi. Finalmente sono sana .. solo un ultimo strascico di raffreddore ma ora mi sento in forma, sto recuperando le forze e mangio di tutto ( a parte i chorizos e longanizas che credo non mangerò più per il resto della mia vita o comunque per molti molti anni....). Con i fatti ero rimasta a lunedi scorso, vi annuncio che sono riuscita a consegnare in tempo l'ultima tesina del master....questo significa che ho finito, una volta terminato lo stage e la relazione di stage sarò masterizzata. Dopo aver concluso questo dovere improrogabile della tesina, trascinata per settimane (anche perché sono stata male...) ho potuto dedicarmi ad altro..visto che in Fundamaya non c'era molto da fare (Chiara strapresa con Diego l'amministratore su cose di contabilità, fatture ecc..., le ragazze artigianato e turismo fuori Nebbacchie), mercoledi mi sono lanciata nella vita nebbacchiense..non solo per scattare qualche foto e fare acquisti al mercato di frutta e verdura ma anche, in accordo con Chiara, per cercare di inziare a mappare le cooperative e associazioni di donne artigiane presenti in terra Ixil..per poi cercare collaborazioni ecc... (io sono dell'avviso che una collaborazione con la radicata Aj Quen sarà molto più fruttuosa specialmente per l'avvio delle attività, da tutti i punti di vista, ma di sicuro cercare di fare rete tra le varie realtà del triangolo Ixil è estremamente importante). Non ne ho individuate molte, anche perché non sosno ancora molto pratica del paese. La sera Chiara aveva da lavorare (deve sbrigarsi a risolvere questioni amministrative prima di abbandonare la base per il nuovo lavoro...), alcuni del gruppo Europa si trovavano per fare un temascal a casa di Nadia...vi chiederete che cos'è il temascal....dunque è una piccola costruzione di mattoni di fango tipica del Guatemala dove si fa una specie di sauna. Non male vero? Con il raffreddore ancora forte ho preferito non andare, uno sbalzo di temperatura tra la sauna e il freddo-umido di una notte nebbacchiense non so se mi avrebbe fatto molto bene...in realtà non me intendo..la sauna si ma il freddo all'uscita?in Finlandia funziona cosi, caldo e freddo... mah.. comunque il temascal è solo rinviato..
Il giovedi doveva essere un altro giorno di ozio ma alle 8 del mattino, ero sveglia da circa una mezz'ora in piena fase colazione (con l'immancabile latte drogato), è giunta Doña Ana, una signora che lavora in Fundamaya come promotrice sociale (praticamente assieme ad altri due segue i corsi di formazione per leader tradizionali nelle comunità, consigli di anziani, comadronas ossia levatrici, curanderos ossia chi si occupa della medicina naturale, guide spirituali ecc....). Doveva riempire un modulo per la selezione per un corso di formazione di un mese in Giappone. Non sapendo usare molto il computer ha chiesto di darle una mano. Il lavoro è stato più lungo del previsto perché nel modulo chiedevano di tutto di più, abbiamo finito alle 3 con breve pausa verso le 11 per la refaccion (café e pan de banano)...il pranzo è saltato. Alla fine ce l'abbiamo fatta. Questa donna è davvero in gamba, come tanti altri qui nell'area Ixil ha vissuto sulle montagne per scappare dall'esercito durante la guerra. E' stata anche nella guerriglia. Attualmente, oltre al lavoro con Fundamaya, occupa un incarico importante nella Mesa Ixil, un tavolo che segue il processo di risarcimento da parte del governo per le vittime del conflitto. Inoltre fa parte del movimento contro l'espropriazione delle terre qui nell'area di Nebaj da parte di imprese multinazionali straniere che si occuoano di energia idroelettrica (in Guate c'è il problema dell'acqua, del legname e delle miniere nelle mani di imprese straniere........le comunità indigene protestano ma non serve a niente, a volte arriva addirtittura l'esercito ed è già scappato qualche morto tra i manifestanti....). Le ore trascorse assieme sono volate per la compilazione del modulo ma un giorno dovrò farmi raccontare la sua storia.. Qui ci sono davvero persone che hanno un passato incredibile...pensate che le due ragazze Elena e Catarina con cui lavorerò per il settore artigianato e turismo hanno trascorso la loro infanzia sulle montagne per sfuggire all'esercito. Specialmente la storia di Catarina sembra un film....ve la racconto perché ne vale davvero la pena... ora ha 28 anni.... da piccolina con la sua famiglia stava scappando sulle montagne e ad un certo punto si è smarrita e non sono stati più capaci di ritrovarla. Alcuni Maya quiché, anch'essi in fuga dall'esercito, l'hanno trovata e l'hanno presa con loro, per alcuni anni quindi è cresciuta con loro, poi alcuni guerriglieri Ixil riconoscendola come Ixil l'hanno portata con loro, ha vissuto per anni con loro, facendo da mangiare e imparando a leggere e a scrivere (probabilmente leggendo Marx e Che Guevara). Firmati gli accordi di pace nel 1996 tutti sono rientrati nei loro paesi, lei è arrivata a Nebaj e qui ha ritrovato la sua famiglia, loro credevano fosse morta... e lei anche pensava fossero morti. Suo padre Pap Mec (Pap significa Don, signore e Mec sta per Miguel)lavora come promotore sociale in Fundamaya, è un sacerdote Maya.Storia incredibile vero?
Chiudo la parentesi e torno ai fatti. Dopo il lavorone con Ana, ho preparato i bagagli per scendere a Chimal per la fine settimana, mi sono organizzata con i miei amici di Aj Quen di trascorrere qualche giorno a valle (in realtà non è tanto valle perché Chimal si trova a 1700 e Nebaj a 2000 però da ò'impressine di scendere molto). La sera siamo andate a bere una cerveza in un localino di Nebaj assieme alle due spagnole e all'austriaca....serata tra sole donne una volta ogni tanto.... Il giorno seguente era prevista l'uscita a Santa Cruz del Quiché con Chiara, Elena e Catarina per incontrare il mitico Don Zapeta, il sarto guerrigliero, per comprare alcune tele. Essendo Santa Cruz a metà strada tra Nebbacchie e Chimal (2 ore circa da Nebaj, altre due ore circa da Chimal) ho approfittato dell'auto per evitarmi 2 ore in camioneta o in microbus. Fatti gli acquisti (delle tele per il progetto e di un attacco per la doccia per la casa visto che quello che c'era era mezzo rotto e l'acqua usciva solo fredda) mi sono diretta alla terminal del bus e sono partita verso le 12 e mezza. Un pò di coda per i lavoroni che stano facendo sulla carretera panamericana e sono arrivata in Aj Quen verso le 3 e mezza. Carlos, Leo e Kenia sapevano del mio arrivo, per gli altri è stata una sorpresa. Come va come non va, il tempo è volato. Alle 5 con Leo siamo andati verso Sumpango, dopo aver programmato l'uscita del sabato con Kenia... Carlos doveva tornare a San Andres e qui c'è stato un malinteso risolto il lunedi.... La fine settimana del 22-23 l'avevamo programmataa inizio settembre lui ed io affinché andassi a San Andres nel centro per bambini orfani visto che toccava a lui e ad un altro del CdA portarli a spasso. Poi non ne abbiamo più parlato, pur sentendoci quasi tutti i giorni.. io aspettavo che lui mi dicesse qualcosa, lui aspettava che io dicessi qualcosa... e cosi il piano è saltato..io non ricevendo da lui dettagli per andare nel centro, ho pensato fosse slittata l'uscita o che se ne fosse dimenticato e ho programmato con Leo e Kenia.... Carlos ci è rimasto un pò male perché pensava pure lui che me ne fossi dimenticata ma il lunedi abbiamo chiarito... e se tutto va bene dovrei andare con i bambini a metà ottobre perché tocca di nuovo a lui portarli in giro.Devo organizzarmi per portare qualcosa ai bambini..pensavo matite, pennarelli, qualche bariletes (gli aquiloni, qui i bamibini ci giocano molto) e magari qualche gioco di società tipo memory... si accettano proposte... poi ne parlerò anche con Carlos per vedere se hanno bisgono di qualcosa in particolare. Poi Carlos voleva organizzare assieme a Leo qualcosa per me il venerdi 28 di settembre dato che il sabato 29 ci sarà l'assemblea di Aj Quen e si fermerà a Chimal..... ma s'è tenuto questo piano per sé fino a quando gli ho detto che scendevo......... avesse condiviso questa idea con me o con Leo sarei scesa questa fine settimana. Comunque lunedi,prima che partissi per Nebbacchie abbiamo risolto questi problemi di comunicazione.Chiusa la parentesi torniamo al venerdi sera. A casa di Leo è stata una serata piacevole assieme a lui e Michael,suo figlio. Il sabato mattina siamo scesi nella capitale per incontrare Kenia che aveva lezione all'università. Prima di incontrarci con lei abbiamo avuto un pò di tempo per cercare un regalo che Leo vuole fare a Kenia per il 3 mesiversrio (tra un mese)..... un ciondolo con un orsetto visto che il soprannome di Leo è ozo (orso) e quello di suo figlio osito (orsetto). Gli era piaciuta molto l'idea del sole e della luna che portiamo Carlos ed io (che continuiamo a portare nonostante ora siamo solo amici seppur con qualche difficoltà emotiva credo normale dato il passato - cosi sfatiamo il mito visto che ricevo mail e sms preoccupati e curiosi a riguardo...) voleva una coppia di orsi.... ma forse si accontenterà di uno con catenina da dare a Kenia dato i prezzi non proprio bassi... abbiamo trovato un ciondolo molto bello, un orsetto che tiene un cuoricino. Di coppie solo una accettabile, un cuore spezzato sorretto da due orsetti. Si riserva un pò di tempo per poi decide. Quando ci siamo ritrovati con Kenia la ricerca non si è conclusa, dicendole che io cercavo un regalo, di fronte alle gioiellerie ci fermavamo e con segni di intesa ben codificati commentavamo i vari orsetti. Non s'è accorta di nulla.Dopo un salto al parque con il palazzo del governo e la chiesa (l'unico posto che vale la pena di visitare nella capitale a parte i musei) siamo andati al portalito, un locale allo stile mexicano dove abbiamo mangiato e bevuto sulle note della marimba dal vivo. Nel pomeriggio un altro giretto-sotto la pioggia- e poi abbiamo accompagnato Kenia in bus fino a Patzicia. Rientrati a casa di Leo, abbiamo aspettato Michael, Carlitos (non Carlos Pippo ma Carlos amico di Leo) e altri due amici per andare al PAPATURRO ad Antigua!! Arrivati nel locale salvadoregno abbiamo mangiato e bevuto in buone quantità ed è stata una serata davvero allegra. Siamo rientrati tardi, verso l'1, appena appoggiata la testa sul cuscino sono crollata dal sonno... La domenica non è iniziata bene.... Leonel è dovuto andare in capitale per due problemi familiari molto gravi......... una sua nipote sedicenne con problemi psichici è scomparsa nel nulla e la famiglia di un suo fratello è rimasta senza casa per una frana causata dalle forti piogge cadute venerdi e sabato..... ho trascorso la giornata in casa con sua mamma (che non sapeva niente dei fatti accaduti) e suo figlio Michael. Verso sera è tornato e abbbiamo passato qualche ora parlando. Era molto stanco e preoccupato, per quanto riguarda la ragazza stavano già pensando al peggio (qui in Guate e specialmente nella capitale molte persone vengono trovate uccise, e tante sono ragazze... di solito sono questioni di "maras" i gruppi di giovani delinquenti che sono un problema molto serio). Il lunedi siamo andati in Aj Quen, io dovevo tornare a Nebbacchie, solo il tempo per salutare un pò tutti e poi verso le 10 sono uscita per prendere il bus. Carlos mi ha accompagnata e alla fine siamo andati a fare colazione e perdedo un pò la cognizione del tempo ci siamo fermati a parlare per oltre un'ora e mezza...mi ha dato degli ottimi consigli per il lavoro e mi ha raccontato dell'uscita con i bambini orfani e del fatto che hanno dovuto cacciare un tipo del consiglio d'amministrazione del centro perché, assieme ad un'altra persona che lavora nello stesso centro, rubava cibo e altre cose per portarsele a casa..... che gente approfittatrice... nel centro ci sono 16 bambini senza una famiglia e questa gente ruba a loro... che schifo... Verso le 11 e mezza sono salita su un bus stra-pieno per il Quiché, dovevo partire altrimenti sarebbe stato un pò tardi per arrivare a Neibak prima del buio. L'orario alla fine si è rivelato ottimo, perché essendo quasi ora di pranzo ho evitato un'ora di coda nei pressi dei lavoroni che stanno facendo nella carretera (ad ore alterne dalle 8 alle 16 chiudono per un'ora e un quarto la strada...) e alle 15.30 sono arrivata a Nebaj. Durante la seconda parte del viaggio ho conosciuto Eddy un ragazzo di Nebaj che sta studiando medicina a Cuba con una borsa di studio, sta finendo il primo anno ed è entusiasta, della scuola che frequenta, del sistema sanitario cubano e di Cuba in generale. Abbiamo parlato di tante cose, di Cuba, del Guatemala (delle differenze abissali che ci sono tra i due Paesi), dell'Italia...tra l'altro il nonno del nonno era un italiano, un missionario, che arrivato a Nebaj alla fine si è fermato e ha messo su famiglia... casi della vita!!Molto gentile Eddy si è proposto di farmi conoscere sua mamma, dato che lui parte domenica per Cuba, ci teneva a farmela conoscere per qualsiasi cosa di cui possa aver bisogno durante la mia permanenza a Nebbacchie. Troppo carino. Arrivata a casa verso le 16, chiara non c'era, era a Chajul. E' arrivata per ora di cena, dopo mangiato e dopo aver sistemato le mie cose sono andata a dormire...qui si va a dormire come gli Ixiles... e la mattina ovviamente ci si sveglia presto... di solito verso le 5 o le 6 mi sveglio...cosa che io odio...infatti piuttosto di alzarmi resto a letto dormendo ad occhi aperti. Lo so, potrei alzarmi e approfittare delle prime ore del mattino...ma non sono abituata.. aspetto le 7.30-8 e poi mi alzo per fare colazione. Martedi siamo andate a Chajul, è stato il giorno dell'annuncio della partenza da parte di Chiara... la mattina c'è stata la solita riunione amministrativa tra Chiara, Pablo Ceto (detto ironicamente Pablo Sesto) e Diego. Io mi sono fatta un giro per Chajul ma dopo aver visto il mercato non c'era molto da vedere... mi sono seduta nel parque ad osservare gli ex-PAC (ossia gli ex patrulleros dei gruppi paramilitari durante il conflitto armato, indigeni che si arruolavano o venivano arruolati-spesso in maniera coatta-e obbligati ad uccidere, violentare, torturare....) che più o meno ordinatamente (ogni tanto qualche bagarre è scoppiata perché qualcuno tentava di saltare la fila) aspettavano il loro turno per ricevere soldi dal comune (c'è tuttora un programma per il quale questi delinquenti ricevono soldi come risarcimento per il lavoro eseguito durante la guerra...). Ho fatto qualche foto, le pubblicherò a breve sul blog. Mentre aspettavo mi sono scottata al sole (le poche ore in cui non piove e c'è il sole questo picchia forte..dopotutto siamo a 2000 metri...)... Dopo pranzo c'è stata la riunione di equipe sui vari aggiornamenti e Chiara ha annunciato il suo addio (nela mattinata lo aveva già detto al Pablo e al Diego). Non sono riuscita a capire come l'abbiano presa, alcuni credo un pò male ma per lo più c'è stata freddezza e indifferenza. Mah... Comunque pare, non è sicuro però ci sono buone probabilità, che in Italia abbiano già individuato la persona che arriverà come sostituto, un ragazzo che ha fatto l'anno di servizio civile in Guatemala lavorando cone le Comunità di Resistenza (comunità che durante il conflitto hanno opposto resistenza contro l'esercito e tuttora vivono in zone isolatissime e poverissime). Vedremo. Dopo la riunione siamo tornate a casa. Il giorno seguente sarei partita con Pablo Sesto, Elena, Catarina e Don Zapeta il sarto guerrigliero alla volta di Xela per terminare la questione degli acquisti, orario di partenza ore 5 per arrivare presto e riuscire a sbrigare tutte le faccende in giornata e fare rientro a Nebaj. Quindi dopo cena verso le 21mi sono infilata a letto per cercare di prendere sonno alla svelta......... in realtà ho ricevuto le telefonate di Kenia, in crisi con Leonel, quella di Leonel in crisi per i suoi gravissimi problemi di famiglia (avevano ritrovato la nipote sedicenne.....viva ma in condizioni critiche perché presa sotto da un'auto.... pensate che si è smarrita-per i suoi problemi-ed è arrivata ad un paese a circa 3 ore dalla capitale, dove appunto è stata ritrovata all'ospedale in condizioni critiche...) e poi verso le 22 mi ha telefonato Carlos anche lui in crisi per paturnie e ansie emotive. Siamo rimasti più di un'ora al telefono e poi, ovviamente ho fatto fatica a prendere sonno.. alle 4.30 ha suonato la maledetta sveglia e avrò dormito si e no 4 ore. Come uno zombie mi sono preparata, gli altri con tipici ritmi Maya Ixiles sono arrivati con oltre mezz'ora di ritardo... grrrrrrrrr.... c'era anche Diego per prendere il pick up che usa Chiara perché doveva accompagnare due promotori sociali di Fundamaya in una comunità distante 3 ore di macchina da Nebaj e non raggiunta da mezzi pubblici. Noi siamo partiti alla volta di Xela con il pick up del progetto che usa Pablo Sesto... un pick up cinese......... la differenza con i pick up della Toyota di sente....... A Quiché abbiamo recuperato il mitico Don Zapeta e abbiamo proseguito su una strada secondaria di terra battuta, che effettivamente è più corta ma in realtà essendo dissestata il tempo di percorrenza è lo stesso. Il paesaggio era molto bello, eravamo da circondati da boschi stupendi, specialmente uno che abbiamo attraversato e mi hanno spiegato che è l'unico bosco comunitario (ossia gestito esclusivamente dalla comunità indigena che ci vive e non dalle autorità statali o da privati-in genere imprese multinazionali straniere) rimasto in Guate.... era bellissimo, pieno di conifere e tenuto pulito e in ordine. Alla fine di questa strada di terra bianca siamo arrivati a Totonicapan, il paese dove vive un companero di Aj Quen Chepe. Qui ci siamo fermati a fare colazione, il paese era in fermento per la festa patronale che si sarebbe celebrata il sabato. Una marea di bancarelle di dolciumi, di tessuti, di vestiti ecc... e abbiamo anche visto l'inizio di una processione che nelle feste patronali sono all'ordine del giorno. Dopo un'altra oretta di viaggio siamo arrivati a Xela, come prima cosa siamo andati a vedere se erano pronte le macchine da cucire che avevamo comprato. Il signore ce le ha fatte vedere tutte, già pronte per il trasporto. Poi, Pablo Sesto ha voluto andare ad un corso di formazione sulle differenze di genere tenuto da un'organizzazione di sua conoscenza...in realtà il motivo non era partecipare al corso bensì croccare refaccion e pranzo.....NO COMMENT. Il corso era per sindaci indigeni e associazioni di donne nelle comunità. Abbiamo dovuto presentarci e partecipare. Io ero un pò nervosa perché alla fine abbiamo dovuto fermarci dalle 11 fino alle 14.30....... mentre avremmo dovuto fare un sacco di cose.... vabbè...è stato comunque interessante e ho anche un invito da parte di un sindaco indigeno ad assistere all'inaugurazione del nuovo palazzo del municipio del suo paese dove ha inserito uno stile architettonico tipicamente italiano (cosi ha detto lui)... dato ce 15 anni fa era stato a Roma per vedere il Papa ed era rimasto incantato dalla città....... avrà costruito un colosseo???
Terminato il pranzo e dopo esserci congedati dai partecipanti ci siamo diretti verso una comunità di Xela, dove tra l'altro Don Zapeta ha vissuto per alcuni anni e dove dovevamo andare a comprare degli strumenti per ricamo che a quanto pare si trovano solo li per lo meno di buona qualità. Io cominciavo a tremare perché la tappa successiva sarebbe stato l'emporio di filati consigliatoci da Carlos dove avevamo acquistato quintali di filo e dove le ragazze avrebbero dovuto scegliere i vari colori....... Dopo aver attraversato campi di maiz per una scorciatoia che Don Zapeta conosceva (tra l'altro questi posti sono stati lo scenario della battaglia finale di Tecum Uman, l'eroe Maya della resistenza contro l'invasore spagnolo, da qualche parte racconta la leggenda ci dovrebbero essere i suoi resti) siamo arrivati nel paesino dove si trova l'emporio. Ci hanno sgridati, giustamente, per il ritardo....la scelta dei colori è una cosa lunga, siamo arrivati alle 16.30 e l'emporio chiudeva alle 17.30...... Per questo motivo abbiamo dovuto cambiare i piani e siamo rimasti a dormire a Salcajaj questo il nome del paese....dopo una frugale cenetta, alle 21 sono crollata dal sonno, giornata pesante. Mi è dispiaciuto per Don Zapeta che aveva degli impegni e per questo cambio di programma ha dovuto passare la sera al telefono per trovare una soluzione e alle 3 di mattina ha dovuto svegliarsi per partire alla volta della capitale..La mattina avevamo appuntamento con quelli dell'emporio alle 8.... tempi Ixil...siamo arrivati alle 9.30....... alle 12.30 finiamo la questione dei colori e finalmente possiamo ripartire. Durante il viaggio di ritorno ricevo la telefonata di Leonel che in lacrime mi avvisa che la famiglia della ragazza ha deciso di staccare la spina perché non ci sono più speranze. Che brutto... Solo 16 anni aveva.... Lui mi chiede il favore di telefonare a Kenia per avvisarla e direl di preoccupare..da due giorni non si parlano. Kenia mi risponde a sua volta in lacrime. Cerco di tranqullizzarla. Che situazione. Nel resto del viaggio mi addormento, tra l'altro sono anche mezza accecata perché non avendo portato dietro niente per la notte (dato che i piani erano quelli di rientrare a Nebaj) la sera precedente avevo dovuto gettare le lenti a contatto.. Il sonno mi prende e non abbandona. Alle 17 circa siamo arrivati a Nebaj,sono entrata in casa con l'unico pensiero di gettarmi sotto la doccia calda (calda è un aggettivo forte...tiepida diciamo rispecchia meglio la realtà), di bermi un latte caldo e andare sotto le coperte.....Ho scoperto che non c'era luce....niente di doccia calda quindi ..il latte me lo sono fatto e alle 18 è scesa l'oscurità e sono rimasta per un pò di tempo alla luce delle candele, berretto e felpa di pile per proteggermi dall'umidità nebajense (nel frattempo stava piovendo). Ad un certo punto è passata la nostra dirimpettaia Amparo, dialogando alla maniera napoletana da finestra a finestra mi ha detto che il paese intero era senza luce da ore, almeno dalle 13... per fortuna prima delle 19 è tornata. Con la luce è tornata anche Chiara. Dopo doccia tiepida e cena mi sono ritirata a nanne, cotta morta. Dopo aver sentito Leonel (all'ospedale con la famiglia) e Carlos (più tranquillo rispetto a due sere prima) sono crollata in letargo. La mattina sveglia alle 6.30 e siamo partite assieme a Elena, Catarina e Pap Mec (il sacerdote Maya papà di Cata) alla volta di Quiché per acquistare delle tele per il settore artigianato e tutta una serie di prodotti per le cermionie Maya da consegnare in varie comunità. Lungo la strada abbiamo trovato una frana.....un masso enorme, almeno due metri di diametro.... paura.... per ridere abbiamo commentato che pareva una scena da Willy il Coyote e Bip Bip.....La foto è stata d'obbligo. A Quiché per puro caso abbiamo incrociato il mitico Don Zapeta... visto che la moglie sta male (probabile cancro all'utero) Chiara ha telefonato ai medici cubani della brigata a Nebaj per chiedere un aiuto visto che l'operazione in un ospedale guatemalteco costerebbe 1600 euro (qui sono circa 8-9 stipendi medi....)....... lunedi la moglie di don Zapeta può andare dai cubani e se avrà bisogno di un'operazione il costo sarà 0 o di cifra simbolica.... Per i cubani la salute è un diritto gratuito per tutti.... Don Zapeta era commosso. A Quiché ne abbiamo approfittato per andare al supermercati e comprare ciò che a Nebaj è difficile trovare. Dopo un pasto frugale nuovamente a base di fagioli, carne asada e tortillas (anche nei due giorni a Xela è stato lo stesso...colazione, pranzo, cena.... credo che non mangerò più carne e fagioli per alcuni giorni -che poi... un'abbinata infelice.... ma qui è cosi... non si trova altro nei comedores)... siamo ripartiti alla volta di Nebaj. Il masso c'era ancora... Bip bip.... La sera siamo andate al Descanso, un localino qui a Nebaj messo in piede da una ONG yankee e frequentato per lo più da gringos yankee e gringos europei. Qui c'erano Erik il belga assieme ad una coppia francese di passaggio a Nebaj (arrivavano dal Mexico e per 4 mesi si faranno un giro per America Centrale e America del Sud...... che meraviglia...........). Poi è arrivato anche Eddy il ragazzo che studia medicina a Cuba,l'indomani sarebbe partito per la capitale e poi per Cuba e voleva salutarmi. E' arrivato assieme a suo cugino che vende moto li a Nebaj. Sono rimasti poco, Eddy doveva finire di preparare i bagagli. Noi abbiamo bevuto una birretta e messi sotto i denti qualcosa...i camerieri del locale erano rintronati ma siamo riusciti a mangiare qualcosa.Alle 22 il locale chiudeva...orario Ixil proprio!! Il sabato è stato giorno di riposo e di lavoro. A parte il bucato (a mano ovviamente) e il riordino della camera. Dopo pranzo siamo uscite e siamo andate a sentire il Generale Otto Perez Molina, uno dei due candidati alla presidenza che il 4 novembre si scontreranno al ballottaggio, in visita a Nebbacchie.......NO COMMENT....... ricordo che qui a Nebaj ha vinto l'FRG il partito che negli anni '80 ha massacrato migliaia e migliaia di indigeni e tanti qui nell'area Ixil.... Ora l'FRG appoggia al partito patriota di Molina.....generale dell'esercito che negli anni '80 ha guidato operazioni militari qui nell'area Ixil e che centinaia di persone hanno visto uccidere torturare, violentare donne, uccidere a sangue freddo uomini, donne, bambini, portare via bambini dalle comunità. E purtroppo pare che sarà lui il probabile vincitore del ballottaggio (non che l'altro sia questo grande uomo ma tra i due mali come si suol dire meglio il minore...e il minore è Colom di sicuro).Una militarizzazione del Paese è in agguato (lo slogan del partito del generale è Mano Dura.... perché sta promettendo lotta alla delinquenza..... ma si teme dell'altro...), un ritorno al passato è possibile? Speriamo di no..Comunque pensare che in Guate probabilmente ci sarà un nuovo governo di generali fa venire i brividi e porta la mente alle numerose dittature in America centro-meridionale degli decenni passati..... E pensare chec'era la possibilità di cambiare rotta.... il Guate non è ancora pronto, purtroppo.
La piazza del parque non era-per fortuna-gremita di gente. Ce n'era ma tutto sommato neanche tantissima. Qui abbiamo trovato Erik con il quale la sera prima avevamo scherzato dicendo di portare pomodori e uova marce. Abbiamo assistito all'arrivo del generale acclamato sul palco dal sindaco di Nebaj e altre figure di spicco e dalla gente nella piazza che lo aspettava con bandiere,arancioni (il colore del partito), petardi e bombas (dei tubi di ferro in verticale dove insericono polvere da sparo e che fanno un rumore odioso). Hanno parlato varie persone prima del generale... tutte scemenze quello che dicevano. Il sindaco di Nebaj ha addirittura proclamato il generale Ambasciatore della Pace a Nebaj visto che "il grande e generoso generale Otto Perez Molina ha lavorato tanto per la pace qui a Nebaj durante il conflitto......" (si, ha lavorato tanto per la pace cercando di ammazzarli tutti gli Ixiles...). Dopo una neo-eletta diputata che hanno vestito con il traje indigeno.... io se fossi stata una Ixil mi sarei offesa anche perché lei da come parlava si capiva che degli indigeni le importa solo che vadano a votare per il PP. Un'idiota di prima categoria. Poi ha parlato il generale al quale avevano messo il cotton (la giacca tipica degli indigeni di Nebaj) e il cappelo di paglia tipico. NO COMMENT. Poi il discorso è stato di un'aridità incredibile, solo attacchi contro l'avversario e fandogne sul grande amore che Molina prova verso il popolo Ixil... La gente in piazza applaudiva e acclamava..pareva Mussolini di fronte alla massa di "I-taliani!!!" nell'epoca fascista.. Tra l'altro molta gente presente erano donne e uomini indigeni provenienti dalle comunità circostanti ai quali avranno pagato il passaggio in bus e un pasto per averli li e che probabilmente (specialmente le donne) non capivano quasi nulla del discorso in spagnolo fatto dal generale.. Infatti c'era gente che era li e mangiava, parlava, faceva di tutto fuorché ascoltare. Parcheggiati poco lontano il parque c'erano almeno 4-5 camionetas especiales che avevano trasportato queste persone dalle comunità. NO COMMENT. Tra l'altro l'indomani (ossia oggi) abbiamo comprato il giornale..... e c'era un articoletto sulla visita...con tanto di foto.....TRUCCATA.... si vede lontano un miglio il fotomontaggio fatto malissimo e poi la folla non è chiaramente quella di Nebaj.... è una folla molto più grande e tutti di ladinos...nessuno con il traje indigeno. Che stronzi. Ho le foto scattate da me nella piazza, farò la foto a quella del giornale e le pubblicherò sul blog per farvi vedere questa schifezza.... pubblicata sulla Prensa Libre, il periodico più decente in Guate......Non ho parole. Torniamo ai fatti...disgustati da queste pietose scene di campagna elettorale ce ne siamo andati poco dopo che il generale aveva preso la parola...tanto non diceva nulla di intelligente.Salutato Erik siamo andate con Elena e Catarina a vedere il locale che Pablo Sesto ha trovato da affittare per fare la bottega.... una vera e propria casa con 4 stanze, una cocina, un bagno e il patio. Molto bella, forse poco adatta ad una bottega...abbiamo analizzato come potrebbe diventare, due sale contigue per la vendita e due sale come magazzino... Siamo andati da un falegname e gli abbiamo chiesto di accompagnarcia alla casa per prendere le misure per degli scaffali, giovedi arriva il filo e bisogna avere pronto qualcosa. Poi ci sarà da dipingere, da sistemare, da far fare altri mobili. Ma c'era l'urgenza di avere almeno dei piani su cui appoggiare il filo. Fatto, per giovedi ci fanno gli scaffali. Rientrate a casa dopo aver sbrigato altre faccende abbiamo deciso di fare la pizza, anzi due pizze. Alla fine c'è stat pasta sufficiente anche per un pane e una focaccia! Tutto è uscito buono!! Oggi, domenica, mi sono svegliata abbastanza presto (andando a dormire presto succede questo) ma non ho proprio voluto alzarmi. Verso le 8 mi sono alzata e ho fatto colazione, Chiara anche lei s'era svegliata da poco. La giornata non promette sole, è già tutto nuvoloso... ho dovuto lavare altre cose ma sicuramente con questo tempo la roba stesa ci metterà giorni ad asciugarsi.. Verso le 10 siamo andate dal padrone di casa per dare 3 mesi di affitto anticipati pagati dal MLAL (cosi sono apposto e quando arriva la nuova persona al posto di Chiara ha già un tetto dove stare) e poi dal falegname per il preventivo dei mobili per la bottega. In giro si sentono solo evangelici che suonano e cantano (sempre sulle stesse tre note) nelle loro chiese.... che palle.... è esasperante. A mezzogiorno sono venuti Erik il belga e Otto l'ixil a mangiare da noi: la pizza avanzata da ieri come antipasto, pasta con i broccoli, pollo con verdure e gelato... tutto annaffiato con vino cileno. Hanno apprezzato molto. Ha piovuto tutto il giorno, non iamo usciti e siamo rimasti a chiacchierare in casa. Poi nel tardo pomeriggio mi sono messa al pc per fare un programma di attività, per scrivere il diario e smanettare un pò in internet... Ed eccomi qui pronta a spedire la mail.... i giorni e le cose da raccontare erano davvero tante.... ho scritto tantissimo... ora forse è meglio che ponga il punto finale..... intanto grazie ancora a chi mi scrive, se non rispondo è per mancanza di tempo o perché sono in giro e non ho accesso ad internet (anche per gli sms). Auguro a tutti tante belle coe e ci sentiamo presto. Sul blog le foto aumentano. Un forte abbraccio,
Su.
lunedì 1 ottobre 2007
Quinta puntata del diario..
Pubblicato da
Suna
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lunedì, ottobre 01, 2007
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